Senza davvero alcuna acrimonia personale, ma con la più ferma volontà di denunciare alcune delle sue idee e pose politiche più pericolose, voglio dedicare un articolo a chi considero il più grande treccartaro del sistema di deformazione italiano: Giuliano Ferrara. Mi scuso se guardo direttamente alla sua persona, ma invero egli m’appare come il massimo esponente di una corrente di pensiero che forse solo il verso di Battiato posto a titolo del presente scritto potrebbe definire efficacemente.
Credo sia possibile qualificare Ferrara innanzitutto col termine “gesuita”: nobilissimo gesuita perché casuistico alla maniera dei peggiori maestri di retorica di scuola ispano-romano cattolica. Fedele alle nere gesta di tanta parte della tradizione gesuitica come neppure i gesuiti più neri di oggi sono ormai più. Fedele all’insegnamento di Ignazio di Loyola che vede nel perseguimento di un presunto nobile fine la giustificazione all’utilizzo di qualsiasi, financo deprecabile, mezzo.
Ferrara mi è sempre sembrato uno speziere con bilancino alla mano, un doganiere curatore di opportuno rendiconto… Tutto teso a valutare le altrui sostanze, egli distribuisce e soppesa le nefandezze di ciascuno di noi, poveri sudditi della confederazione italo-vaticana. Simile forse solo al Minosse dantesco che digrignando i denti “essamina le colpe ne l’intrata; / giudica e manda secondo ch’avvinghia. / Dico che quando l’anima mal nata / li vien dinanzi, tutta si confessa; / e quel conoscitor de le peccata / vede qual loco d’inferno è da essa; / cignesi con la coda tante volte / quantunque gradi vuol che giù sia messa”.
Le donne che non consentono a “Madre Natura” di fare il proprio corso, dice Ferrara, distruggendo “artificialmente” uno zigote, una blastocisti, un embrione, un feto commettono sempre e comunque un omicidio, anzi il peggiore degli omicidi, l’omicidio del bambino più indifeso. Egli non dice che quasi nove ovuli fecondati su dieci non condurranno ad alcun parto. Di fronte a tale dato, Ferrara non impazzisce: “Matrigna Natura” ha stabilito così… Egli impazzisce piuttosto di fronte all’atto “artificiale” che volesse impedire a quel restante unico uovo fecondato su dieci di scindersi in sempre più cellule. Con tale atto si violerebbe un Volere assoluto, forse divino, forse cosmico, forse ultraterreno, sicuramente ultroneo e quindi indisponibile per la persona umana.
Medesimo discorso vale per la sua invocazione dell’intangibilità della vita umana fino al suo spegnimento naturale. E’ la Natura che stabilisce come e quando dobbiamo morire: agli uomini è fatto divieto di decidere del proprio corpo, sia pure per evitare di crepare come bestie. E ciò in nome di un’adesione totale ed indiscutibile ad un olistico principio che vede in un non meglio precisato “corso naturale delle cose” il più giusto destino per l’universo mondo.
Fin qui nulla di nuovo sotto il sole: si tratta dello stesso procedere argomentativo di tanti assolutisti che hanno lasciato innumerevoli volte il loro indelebile marchio nella storia dell’umanità; anzi, più nello specifico si può affermare che Ferrara mutui tali sillogismi dalle pose dialettiche (e non dialogiche) di stampo vaticano. Ferrara però ha una sua singolarità tutta particolare: egli associa al gesuitismo di maniera anche altre notevoli doti acrobatiche.
Egli è infatti anche “euclideo”: perché ormai tomistico più dello stesso cardinale Bellarmino: sempre pronto a dar lezione di esattezza aritmetica sui calcoli degli astronomi di ogni tempo, a prescrivere la giusta geometria in contrapposizione alle errate… Ad accusare di banale scientismo, esasperato laicismo, irruento positivismo, comico relativismo, alienante tecnicismo, vieto anticlericalismo ogni idea (e ogni persona sulle cui gambe cammini tale idea) ispirata ai principi liberali classici della separazione tra Stato e Chiese, della garanzia del pluralismo delle fedi, della salvaguardia di ogni minoranza non violenta, della libertà della ricerca… In una parola, dimentico di Giordano Bruno, di Galileo Galilei e dei loro imperituri insegnamenti.
Di più, Ferrara è anche “vestito come un bonzo”, perché sarebbe disposto persino a spacciarsi per anacoreta tibetano pur di strumentalizzare le idee altrui e portare le proprie al trionfo mediatico. Non parlo per astrusità e facili ironie, ma mi riferisco (in forma di esempio) a quando riuscì a dipingersi come massimo sodale (dopo aver ignorato per anni le vessazioni da loro subite) dei monaci in rivolta contro la giunta militare al potere in Birmania, giacché diceva trattarsi di un clero combattente in marcia contro una forma di ateismo politico: stessa lotta che egli compirebbe in Europa.
“Vestito come un bonzo” giacché riesce a distorcere qualsiasi linearità di analisi (lineare proprio perché fallibile, popperiana, socratica) ricoprendola di abiti illegittimi e beffardi. Come se si camuffasse un mercante berbero con pastrani e taffetà, o si potesse imbellettare un pescatore eschimese con bikini ed infradito. Ecco, appunto, Ferrara si ridipinge amerikano, nonostante abbia ospitato più e più volte monsignor Bruno Vespa, nella trasmissione che ha condotto fino a qualche settimana fa, prestandogli i più grandi riguardi e salamelecchi… E ancora liberale, nonostante non abbia mai contestato nulla al magister elegantiae (violentiaeque) Emilio Fede…
Ferrara è d’altro canto sempre teso ad “entrare a corte”, perché continuamente abbacinato e conquistato dal prestigio dei potenti di turno: prima i vetero-comunisti di matrice vetero-massimalista, poi il craxismo burocratico traditore dei più nobili ideali socialisti, poi ancora il berlusconismo demagogico e populista, infine il cesaropapismo preconciliare di marca ratzingeriana. Così da concludere il più vichiano e sublime ritorno alle origini che potesse darsi, sostituendo al determinismo storico di allora il materialismo naturalistico di oggi.
Su presunti “imperatori”, decrepite “dinastie Ming” e cineserie e chincaglierie varie penso di aver già detto…





Mercoledì, 5 Marzo , 2008 alle 9:58 AM
Panorama 06/03/2008 – Ferrara, una email mi ha cambiato la vita, di M. Belpietro
Mercoledì, 5 Marzo , 2008 alle 10:58 AM
Sedicenti britishmen
Mercoledì, 5 Marzo , 2008 alle 11:16 AM
Sedicenti vaticanmen
Sabato, 8 Marzo , 2008 alle 2:29 AM
A voi la parola…
(ciò che si dice sulla pillola RU486 svela tutta l’ideologia dietro le mille apparenze)
Giovedì, 13 Marzo , 2008 alle 5:52 PM
Noialtri si cerca di scherzare, talvolta… ma forse va detto più chiaramente: costoro sono inquisitori della peggior specie, davvero roba da Torquemada. Di seguito dichiarazione di Ferrara che andrebbe tenuta sempre a mente:
“Siamo arrivati a un punto in cui l’aborto è moralmente indifferente, sulle cliniche abortiste andrebbe invece scritto ‘Abort macht Frei’, così come a Birchenau c’era scritto ‘Arbeit Macht Frei’”
Sabato, 22 Marzo , 2008 alle 2:44 PM
[...] malo bonum Sabato, 22 Marzo , 2008 — ermes In un precedente post, ho deplorato molto nettamente tanta parte della storia dei gesuiti: ho perfino accostato alcune [...]
Martedì, 15 Aprile , 2008 alle 3:59 PM
Ferrara? No, grazie…
Lunedì, 16 Giugno , 2008 alle 11:45 AM
Nel post dicevo: «Ferrara è d’altro canto sempre teso ad “entrare a corte”, perché continuamente abbacinato e conquistato dal prestigio dei potenti di turno». E’ brutto citarsi, ma dopo aver letto quanto segue, mi perdonerete anche questo peccatuccio di vanagloria…
“Non riesco ancora a capire se in generale abbia torto o ragione. Propendo all’ingrosso per il torto. La sua verve apocalittica mi mette in sospetto. Questa evocazione della paura. Questa offerta continua di tutela. Questa improvvisa scoperta dei “valori”. Questo ventinovismo, che dovrebbe portarci a un’autoritativa riscoperta del comando dello stato in economia, sub specie roosveltiana o colbertiana. Il capitalismo ha dei limiti, ovvio. La sua forma globale pone qualche serio problema, chi lo nega. Il nostro ministro finanziario in capo ha tutto il diritto di ragionare su queste cose con quel suo fare malizioso. Ma diffido del suo carattere, pur riconoscendogliene uno, il che è enorme nella politica italiana. Se continua così, però, finisco dritto dritto tra i sedotti di Giulio Tremonti. Il tipo è proprio ganzo”.
(Elefantino, Il Foglio, 16.06.08)
Giovedì, 19 Giugno , 2008 alle 11:05 AM
[...] spazio nella sezione Medieval a don Gianni Baget Bozzo, cioè a dire l’alter ego curiale di Giuliano Ferrara. Presto fatto: apro a caso uno dei suoi mille articoli (così amabilmente ospitati dal Giornale) e [...]
Giovedì, 2 Ottobre , 2008 alle 12:35 PM
[...] fa dal Soglio (come è pur gagliardamente uscito un tempo in edicola il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara). Credo dica tutto il mio, il nostro fermo “J’accuse!“ «Sono stati loro, i [...]
Venerdì, 17 Ottobre , 2008 alle 8:04 PM
“…tra festa di San Gennaro e Columbus day”, la sperticata lode del Gran ciamabellano… alle pacche sulle spalle!
Lunedì, 24 Novembre , 2008 alle 9:08 PM
Il più grande cerchiobottista che il Paese dei balocchi abbia mai potuto vantare.
Lunedì, 9 Febbraio , 2009 alle 12:55 PM
“…è un quindicennio che i Defanti e i Mori e gli altri paranoici dell’eutanasia, insieme con i tiepidi testamentari biologici, fanno campagna sul corpo di Eluana Englaro”.
Ho preso tali parole con le pinze, senza darvi troppa importanza, quasi alla stregua di artificio dialettico… Poi, riflettendoci, ho scoperto la loro estrema gravità, la loro vergognosa volgarità.
Mi son chiesto se davvero quindici anni fa si parlava in Italia di testamento biologico, eutanasia, Eluana… Evidentemente Ferrara gioca sporco per vincere con la violenza degli inquisitori.
Mi riconfermo nell’idea che quest’uomo sia uno tra i più grandi mistificatori dei nostri tempi. No, non è fuori di testa… ormai le menzogne le spara di proposito…
Lunedì, 9 Febbraio , 2009 alle 1:04 PM
E di questo che dici?
http://www.corriere.it/editoriali/09_febbraio_09/quel_silenzioso_terzo_partito_angelo_panebianco_2f100aa2-f670-11dd-9c7e-00144f02aabc.shtml
Mercoledì, 11 Febbraio , 2009 alle 2:21 PM
[...] anzi che tutto infine si perverta: l’articolo che segue non è oggi pubblicato sul Soglio di Ferrara, ma su un quotidiano che si dichiara Il Riformista. Siamo di nuovo e sempre nell’epoca della [...]
Mercoledì, 4 Marzo , 2009 alle 5:23 PM
Malvino sul tronfione.
Giovedì, 19 Marzo , 2009 alle 11:03 AM
Come alcuni tra i peggiori libelli razzistici, demagogici e disperatamente fanatici prodotti nel secolo scorso.
Giovedì, 19 Marzo , 2009 alle 11:26 AM
ma…nell’articolo e’ riportato:”…il tasso di infezione di Washington D.C. ,…, e’ pari a quello dell’Uganda (il 3 percento della popolazione al di sopra dei 12 anni)…”.
Ora, Wikipediando, ho scoperto che la popolazione dell’Uganda e’ di circa 30900000 abitanti. La popolazione di tutta l’area metropolitana di Washington (quindi non solo il “district”,D.C.) e’ di 5300000 abitanti (se si considera solo il distretto, circa 500000). Questo significa che si parla di 927000 malati di AIDS in Uganda e di 159000 in Washington D.C. .
A me sembra un rapporto di (quasi) 1 a 10.
Giovedì, 19 Marzo , 2009 alle 11:27 AM
…e questo significa che le due situazioni non sono proprio sullo stesso piano (a parte il tasso nominale di infezione)…
Lunedì, 20 Aprile , 2009 alle 5:17 PM
Oggi ce l’ha col Belgio. Gli “è sempre stato antipatico. Come entità”, dice. “Come errore geografico. Come ambiguità linguistica e culturale. Come nazione idonea a soluzioni mediocri”.
Ed in effetti, il Belgio vanta ottime leggi su eutanasia e matrimoni gay. Ed in effetti, il Parlamento belga stigmatizza più di ogni altro le parole del Papa sulla diffusione dell’Aids in Africa. Soluzioni mediocri, appunto…