Figli delle stelle

Finalmente, Abeona è lieta di dedicare un post anche al giornalista più cortigiano del Reame: lo storico direttore di Studio Aperto e co-conduttore di Mattino 5, Messer Claudio Brachino. Potremmo dilungarci per pagine e pagine, riportando le ormai decennali imprese del nostro in materia di scoop scandalistici, notiziuole pulp trash, banalità finto-pruriginose… tanto potremmo se disponessimo dell’eternità. Preferiamo invece riportare un suo articolo che, di tra mezzi distinguo e mal riusciti camuffamenti, tutto dice del livello di adulazione cui un “ordinato” professionista dell’informazione può giungere nel nostro benedetto Paese dei balocchi (e ovviamente dei baloccati…)

Le risposte che tutti aspettavano

Berlusconi non è San Gennaro e il miracolo di Napoli non si può fare così, su due piedi. Per sciogliere il sangue dell’emergenza immondizia ci vorranno almeno trenta mesi. Con le stelle cadenti, neanche con i miracoli, i desideri si avverano in un attimo. Il tempo, quello progressivo della tradizione cristiano-cattolica, viene abolito, contratto in un istante. Berlusconi, l’uomo del sogno, l’uomo che era sceso in politica e aveva affascinato gli italiani la prima volta, nel 1994, con un progetto in cui il cielo del benessere si poteva almeno indicare se non toccare, questa volta l’aveva detto. Ci aspettano i sacrifici. Bisogna essere realisti. Allora abbandoniamo la trasformazione della realtà con metodi straordinari, miracoli compresi, e analizziamo il “presente” di questo governo al debutto.

I primi passi sono convincenti, solidi, concreti. Danno l’idea che le promesse elettorali non erano chimere seduttive per cittadini disillusi. Sul piano economico, più che l’abolizione dell’Ici, c’è la spallata forte al caro mutui, a quel salire angoscioso delle rate che ha messo sul lastrico tante famiglie: si potrà tornare alle rate del 2006, si potrà respirare.

Sul piano della sicurezza, anche se i radical chic di Strasburgo non si danno pena per quella donna che a Catania ha dovuto rinchiudersi in macchina per non farsi rubare il bambino da due Rom, si è buttato il cuore oltre l’ostacolo.

Basta con le battaglie culturali e ideologiche sui metodi, fascismo e razzismo diventano parole vuote e usate a sproposito quando c’è di mezzo un valore sacro dei cittadini in una democrazia, poter vivere liberamente, senza paura. Norme più severe, dunque, come chiedevano gli italiani. Rigore non è intolleranza. Non essere più lo zimbello d’Europa in materia di immigrazione non vuol dire rinunciare a una giusta e corretta integrazione con chi viene nel nostro paese senza delinquere. Tutto bene, dunque? Governo già promosso a pieni voti? E’ presto per dirlo e dirlo già ora sarebbe piaggeria. (…) Comunque, non c’è bisogno di fare il capello in quattro. Il Cavaliere è partito forte. In terra i problemi sono tanti, ma il suo è un cielo politico pieno di stelle. Chissà che non riesca ad afferrarne qualcuna.

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2 Risposte a “Figli delle stelle”

  1. Etta Ved Dice:

    “…senza storia senza età eroi di un sogno…”

  2. Istinti tribali « Abeona forum Dice:

    [...] organi di stampa come Il Foglio, Libero, Il Giornale, La Padania, Il Tempo, Liberal e tutta l’accozzaglia sedicente di destra (e che invero ignora cosa fu la nobilissima destra storica ottocentesca in [...]


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