Per la serie “Ottusità 2008″, ovvero “Le allegre comari d’Italia”, a voi Maria Laura Rodotà (e il Corsera che sì leggiadramente la ospita ormai da anni):
Silvio e Veronica, la strategia del «mano nella mano»
28 luglio 2008
Prima scatti rubati (vabbè) per Chi, rotocalco di famiglia; poi cercati, sgambando pubblicamente in piazzetta. La soap opera «Silvio e Veronica», probabili ghostwriters l’avv. Ghedini più altri consulenti legali e mediatici, con supervisione e ideone del protagonista, sta virando sull’idillio estivo. Dopo mesi di consorte sparita e presunte intercettazioni osé con ministre, si assiste ora a una classica rappacificazione all’italiana. Con passeggiata a braccetto per farsi vedere, sul corso all’ora dello struscio. Nella tradizione, quella fiera e trionfante era la moglie; camminava esibendo il coniuge riacciuffato dopo chissà quale bagatella. Però il reality Signore & Signora (e molte signorine) versione Berlusconi è diverso: raggiante e scattante lui, forse sollevato per la possibile non-separazione, sarebbe stata pessima per l’immagine e soprattutto per le conseguenze patrimoniali; più composta, meno pimpante diciamo, Veronica Lario.
Un doppio show di sicuro effetto, comunque. Così sfrontato da poter sembrare finto; così apparentemente finto da sembrare verissimo. Proprio Verissimo, nel senso dello storico programma di pettegolezzi al bromuro su Canale 5. D’altra parte Veronica è un’ex attrice, e Berlusconi è un mattatore naturale, da commedia all’italiana ingigantita (e siliconata, e liftata, e trapiantata, ecc.). Sanno calarsi nel ruolo, se serve. Le coppie politiche che un po’ recitano mano nella mano sono tante, poi. I casi sono infiniti. Per andare (solo) in America, la più patetica delle messe in scena è firmata Clinton ‘98. L’allora presidente e Hillary si fecero sorprendere (vabbè) mentre ballavano abbracciati in spiaggia alla vigilia dello scandalo Monica Lewinsky. La più onesta ma discussa, appena vinta la nomination, l’hanno fatta gli Obama: saliti sul palco hanno festeggiato con un «fist bump», pugni uniti e pollici alzati. Un gesto giovanilista, ma li hanno accusati di farsi segnali terroristici. Però Obama è un’altra storia. Come Giulio Andreotti, a suo modo. La scena del Divo di Paolo Sorrentino in cui Giulio e la moglie Livia si tengono la mano davanti alla tv sentendo «I migliori anni della nostra vita» di Renato Zero è surrealmente struggente. Inventata ma intensa, più di Berlusconi con Lario (no, la nostalgia di Andreotti no, qua finiamo tutti fuori di testa, se continua così, quest’estate).






Sabato, 2 Agosto , 2008 alle 12:33 PM
L’articolo linkato è pubblicato da “Italia oggi”: appunto… tipico esempio di cosa sia oggi, ormai, l’Italia…
Martedì, 5 Agosto , 2008 alle 1:17 PM
L’insostenibile leggerezza di Pierre de Nolac.
Domenica, 12 Aprile , 2009 alle 7:13 PM
Trigonometria applicata alla chiacchiera.