Trucchi e belletti

Un incredibile hegeliano che si dichiara non hegeliano…

Un indecente giustificazionista che si dedica oziosamente a disquisire di storia del Novecento come fosse chiacchiericcio da bar…

Un pover uomo (sia detto senza acrimonia, senza presunzione: non altro ispira se non tenera pietà) sconfitto dalla vita, dagli errori, dalle sufficienze, dalle banalità, dai giochi di dominio, cui s’è così lussuriosamente abbandonato per decenni…

Un disperato prestigiatore arrivista che, non più in grado di sorprendere alcuno, non riesce a farsi da parte…

Come un vecchio giocoliere che non sappia darsi conto (e pace) della sua mediocrità, e passi le notti a rivedere le proprie inutili (e drammatiche) performance davanti ad un inceppato registratore di VHS…

Come un uomo solo, circondato dal sol potere di disporre delle coscienze altrui, che operi per plagiarle e infine legittimare a se stesso le proprie azioni ed omissioni…

Come un fossile paleozoico che ambisca scintillare in deserto museo…

Come un rotto mangianastri che gracchi sempre (e ancora) note d’ebbra illusione e violenta perversione…


Pubblicato in Medieval. 6 Commenti »

6 Risposte a “Trucchi e belletti”

  1. ermes Dice:

    E va pur detto che la politica del pesce in barile può vantare ben augusti maestri.

  2. Ivo Comprens Dice:

    Finalmente capiamo perché disse che la Lega è una costola della sinistra. Intendeva dire proprio una costola del “suo” torace…

    P.S.: le due vallette che lo circondano sono le peggiori cheerleader che abbia mai visto…

  3. Ivo Primit Dice:

    “E l’importanza dell’esperienza americana, ancora, sta nel coraggio del cambiamento. In un meccanismo che favorisce anche l’emergere di nuove leadership. Naturalmente, però, Obama non è diventato presidente degli Stati Uniti da un giorno all’altro. Ha fatto politica partendo dalla base, è cresciuto abbastanza rapidamente sulla scena americana. Loro hanno meccanismi forti di ricambio della classe dirigente. Le primarie le fanno in modo diverso da noi, secondo me meglio. Come le concepiscono loro, le primarie rappresentano un processo di formazione del consenso intorno alla leadership, mentre noi – a volte – rischiamo di concepirle come un processo di formazione delle divisioni. Per questo, per noi, sarebbe interessante studiare attentamente il loro sistema”.

    P.S.: dopo duecento e passa anni…

  4. ermes Dice:

    Peppino Caldarola sul Riformista.

    (P.S.: qualcuno con un passato un po’ più liberale forse non avrebbe scritto di “filo-musulmani”, bensì di “filo-integralisti”)

  5. Essere o non essere: questi sono il problema « Abeona forum Dice:

    [...] D’Alema non merita neppure di essere qui richiamato, Abeona ha già forse detto tutto. Fabio Mussi è dottore della Normale di Pisa, ma di meritocrazia e di eccellenza [...]


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