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	<title>Commenti a: &#8220;&#8230;gridando all&#8217;unisono le stesse sillabe&#8221;</title>
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	<description>...in Roman mythology, Abeona protected sons leaving their parents' home</description>
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		<title>Di: Giocare a guardie e ladri &#171; Abeona forum</title>
		<link>http://abeonaforum.wordpress.com/2008/08/19/gridando_all_unisono/#comment-21072</link>
		<dc:creator>Giocare a guardie e ladri &#171; Abeona forum</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 08:37:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] E&#8217; inutile pure dilungarsi su tali prefiche: semplicemente, dimostrano di non conoscere Gandhi, la prassi gandhiana, la nonviolenza che Gandhi volle non limitativa delle libertà altrui, bensì responsabile dei propri atti. Secondo costoro, la mia libertà di manifestare potrebbe pure impedire che altri continui il proprio quotidiano percorso di studi. Siamo massa e, in quanto massa (a)critica, occuperemo le aule del (presunto) sapere; impediremo lo svolgimento delle lezioni, sospenderemo l&#8217;attività di ricerca (di tutti): ecco quanto si ascolta (quasi) sempre nei cortei&#8230; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] E&#8217; inutile pure dilungarsi su tali prefiche: semplicemente, dimostrano di non conoscere Gandhi, la prassi gandhiana, la nonviolenza che Gandhi volle non limitativa delle libertà altrui, bensì responsabile dei propri atti. Secondo costoro, la mia libertà di manifestare potrebbe pure impedire che altri continui il proprio quotidiano percorso di studi. Siamo massa e, in quanto massa (a)critica, occuperemo le aule del (presunto) sapere; impediremo lo svolgimento delle lezioni, sospenderemo l&#8217;attività di ricerca (di tutti): ecco quanto si ascolta (quasi) sempre nei cortei&#8230; [...]</p>
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		<title>Di: &#8220;Ragione e sentimento&#8221; &#171; Abeona forum</title>
		<link>http://abeonaforum.wordpress.com/2008/08/19/gridando_all_unisono/#comment-20863</link>
		<dc:creator>&#8220;Ragione e sentimento&#8221; &#171; Abeona forum</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 00:11:44 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Lunedì, 6 Ottobre , 2008 &#8212; ermes   Di seguito altro passo rubato a Milan Kundera, ancora come invito alla lettura della sua stupenda produzione letteraria: L’Europa ha fama di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Lunedì, 6 Ottobre , 2008 &#8212; ermes   Di seguito altro passo rubato a Milan Kundera, ancora come invito alla lettura della sua stupenda produzione letteraria: L’Europa ha fama di [...]</p>
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		<title>Di: La sinistra come Kitsch &#171; Abeona forum</title>
		<link>http://abeonaforum.wordpress.com/2008/08/19/gridando_all_unisono/#comment-20707</link>
		<dc:creator>La sinistra come Kitsch &#171; Abeona forum</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 09:42:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] d&#8217;analisi! Mi ritornano alla mente alcune righe vergate da Kundera (già riportate in commento ad altro post): Dai tempi della Rivoluzione francese una metà dell’Europa viene chiamata [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] d&#8217;analisi! Mi ritornano alla mente alcune righe vergate da Kundera (già riportate in commento ad altro post): Dai tempi della Rivoluzione francese una metà dell’Europa viene chiamata [...]</p>
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		<title>Di: ermes</title>
		<link>http://abeonaforum.wordpress.com/2008/08/19/gridando_all_unisono/#comment-20704</link>
		<dc:creator>ermes</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 22:17:20 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;origine del Kitsch è l&#039;accordo categorico con l&#039;essere.

Ma qual è il fondamento dell&#039;essere? Dio? L&#039;individuo? L&#039;amore? La donna?

Le opinioni sono diverse e perciò sono diversi anche i tipi di Kitsch: cattolico, protestante, ebraico, comunista, fascista, democratico, femminista, europeo, americano, nazionale, internazionale.

Dai tempi della Rivoluzione francese una metà dell&#039;Europa viene chiamata &lt;em&gt;sinistra&lt;/em&gt;, l&#039;altra metà riceve l&#039;appelativo di &lt;em&gt;destra&lt;/em&gt;. E&#039; quasi impossibile definire l&#039;una o l&#039;altra parte sulla base dei principi teorici sui quali esse si appoggiano. Non c&#039;è motivo di stupirsi: i movimenti politici non si fondano su posizioni razionali ma su idee, immagini, parole, archetipi che tutti insieme vanno a costituire questo o quel &lt;em&gt;Kitsch politico&lt;/em&gt;.

L&#039;idea della Grande Marcia che tanto inebriava Franz è un Kitsch politico che unisce la gente di sinistra di tutte le epoche e di tutte le tendenze. La Grande Marcia è questa meravigliosa avanzata, questo cammino verso la fratellanza, l&#039;eguaglianza, la giustizia, la felicità, e ancor più lontano, oltre tutti gli ostacoli, perchè devono esserci ostacoli, se la Marcia deve essere la Grande Marcia.

Dittatura del proletariato o democrazia? Rifiuto della società dei consumi o aumento della produzione? Ghigliottina o abolizione della pena di morte? Non è questo l&#039;importante. Ciò che fa di un uomo un uomo di sinistra non è questa o quella teoria, ma la sua abilità a far sì che qualunque teoria diventi una parte di quel Kitsch chiamato Grande Marcia in avanti.

(ancora Kundera, ancora &lt;em&gt;L&#039;insostenibile leggerezza dell’essere&lt;/em&gt;, come sopra citata, p. 210)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;origine del Kitsch è l&#8217;accordo categorico con l&#8217;essere.</p>
<p>Ma qual è il fondamento dell&#8217;essere? Dio? L&#8217;individuo? L&#8217;amore? La donna?</p>
<p>Le opinioni sono diverse e perciò sono diversi anche i tipi di Kitsch: cattolico, protestante, ebraico, comunista, fascista, democratico, femminista, europeo, americano, nazionale, internazionale.</p>
<p>Dai tempi della Rivoluzione francese una metà dell&#8217;Europa viene chiamata <em>sinistra</em>, l&#8217;altra metà riceve l&#8217;appelativo di <em>destra</em>. E&#8217; quasi impossibile definire l&#8217;una o l&#8217;altra parte sulla base dei principi teorici sui quali esse si appoggiano. Non c&#8217;è motivo di stupirsi: i movimenti politici non si fondano su posizioni razionali ma su idee, immagini, parole, archetipi che tutti insieme vanno a costituire questo o quel <em>Kitsch politico</em>.</p>
<p>L&#8217;idea della Grande Marcia che tanto inebriava Franz è un Kitsch politico che unisce la gente di sinistra di tutte le epoche e di tutte le tendenze. La Grande Marcia è questa meravigliosa avanzata, questo cammino verso la fratellanza, l&#8217;eguaglianza, la giustizia, la felicità, e ancor più lontano, oltre tutti gli ostacoli, perchè devono esserci ostacoli, se la Marcia deve essere la Grande Marcia.</p>
<p>Dittatura del proletariato o democrazia? Rifiuto della società dei consumi o aumento della produzione? Ghigliottina o abolizione della pena di morte? Non è questo l&#8217;importante. Ciò che fa di un uomo un uomo di sinistra non è questa o quella teoria, ma la sua abilità a far sì che qualunque teoria diventi una parte di quel Kitsch chiamato Grande Marcia in avanti.</p>
<p>(ancora Kundera, ancora <em>L&#8217;insostenibile leggerezza dell’essere</em>, come sopra citata, p. 210)</p>
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		<title>Di: ermes</title>
		<link>http://abeonaforum.wordpress.com/2008/08/19/gridando_all_unisono/#comment-20588</link>
		<dc:creator>ermes</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 10:08:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://abeonaforum.wordpress.com/?p=1218#comment-20588</guid>
		<description>&quot;There was &lt;a href=&quot;http://www.rferl.org/content/Forty_Years_Ago_The_Tanks_Rolled_Into_Czechoslovakia/1192247.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;no&lt;/a&gt; CNN&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;There was <a href="http://www.rferl.org/content/Forty_Years_Ago_The_Tanks_Rolled_Into_Czechoslovakia/1192247.html" rel="nofollow">no</a> CNN&#8221;.</p>
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		<title>Di: ermes</title>
		<link>http://abeonaforum.wordpress.com/2008/08/19/gridando_all_unisono/#comment-20580</link>
		<dc:creator>ermes</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 22:24:44 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Prague_Spring&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Quarant&#039;anni fa&lt;/a&gt;, in queste ore, una delle più grandi infamie del Novecento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Prague_Spring" rel="nofollow">Quarant&#8217;anni fa</a>, in queste ore, una delle più grandi infamie del Novecento.</p>
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		<title>Di: ermes</title>
		<link>http://abeonaforum.wordpress.com/2008/08/19/gridando_all_unisono/#comment-20559</link>
		<dc:creator>ermes</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 11:04:31 +0000</pubDate>
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		<description>Sabina si era lasciata convincere a partecipare a una riunione di connazionali. Discutevano, come al solito, se si fosse dovuto o no combattere contro i russi con le armi in pugno. E naturalmente lì, nella sicurezza dell’emigrazione, tutti dichiaravano che si sarebbe dovuto combattere. Sabina disse: «E allora tornate là a combattere!». 

Non era una cosa da dire. Un uomo dai capelli brizzolati e arricciati puntò su di lei il lungo indice: «Non parli in questo modo! Siete tutti responsabili di ciò che è stato. Anche lei. Cosa ha fatto lei in patria contro il regime comunista? Ha dipinto dei quadri, e basta...».

Nei paesi comunisti la valutazione e il controllo dei cittadini è l’attività sociale principale e costante. Se un pittore deve ricevere il permesso di esporre, se un cittadino deve ottenere il visto per andare in vacanza al mare, se un calciatore deve entrare nella nazionale, per prima cosa si devono raccogliere tutti i giudizi e le informazioni su di lui (dalla portinaia, dai colleghi, dalla polizia, dalla cellula di partito, dai sindacati), giudizi che poi vengono addizionati, soppesati e riassunti da particolari funzionari a ciò preposti. Questi giudizi però non hanno mai a che fare con la capacità del cittadino di dipingere, con la sua capacità di giocare a pallone o con la sua salute che necessita di un soggiorno al mare. Hanno a che fare semplicemente con quello che viene chiamato il «profilo politico del cittadino» (ciò che il cittadino dice, ciò che pensa, (come si comporta, come partecipa alle riunioni o ai cortei del primo maggio). Dal momento che ogni cosa (la vita di ogni giorno, l’avanzamento nel lavoro, anche le vacanze) dipende da come il cittadino sarà valutato, chiunque (se vuole giocare a pallone nella nazionale, oppure organizzare una mostra o passare le vacanze al mare) deve comportarsi in modo tale da ricevere un giudizio favorevole.

A questo stava pensando in quel momento Sabina mentre ascoltava parlare l’uomo dai capelli grigi. Egli non si preoccupava di sapere se i suoi connazionali giocavano bene al calcio o dipinge- vano bene (nessun ceco si era mai interessato a quello che Sabina dipingeva); gli interessava solo stabilire se si erano opposti al regime comunista in maniera attiva o passiva, sul serio o soltanto in apparenza, fin dall’inizio o soltanto adesso.

Essendo una pittrice, Sabina aveva occhio per i visi e fin dai tempi di Praga conosceva la fisionomia delle persone la cui passione è valutare gli altri. Avevano tutti l’indice leggermente più lungo del medio e lo puntavano sugli interlocutori. Del resto, anche il presidente Novotný, che era stato al potere in Boemia per quattordici anni fino al 1968, aveva quegli stessi capelli grigi arricciati dal barbiere col ferro rovente e vantava l’indice più lungo di tutti gli abitanti dell’Europa Centrale.

Quando l’emerito emigrante sentì dalle labbra di quella pittrice, i cui quadri lui non aveva mai visto, che assomigliava al presidente comunista Novotný, si fece paonazzo, impallidì, tornò a farsi paonazzo, impallidì di nuovo, voleva dire qualcosa, non disse nulla e ammutolì. Tutti tacevano con lui, e Sabina finì per alzarsi e uscire.

(&lt;em&gt;idem&lt;/em&gt;, pp. 80-82)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sabina si era lasciata convincere a partecipare a una riunione di connazionali. Discutevano, come al solito, se si fosse dovuto o no combattere contro i russi con le armi in pugno. E naturalmente lì, nella sicurezza dell’emigrazione, tutti dichiaravano che si sarebbe dovuto combattere. Sabina disse: «E allora tornate là a combattere!». </p>
<p>Non era una cosa da dire. Un uomo dai capelli brizzolati e arricciati puntò su di lei il lungo indice: «Non parli in questo modo! Siete tutti responsabili di ciò che è stato. Anche lei. Cosa ha fatto lei in patria contro il regime comunista? Ha dipinto dei quadri, e basta&#8230;».</p>
<p>Nei paesi comunisti la valutazione e il controllo dei cittadini è l’attività sociale principale e costante. Se un pittore deve ricevere il permesso di esporre, se un cittadino deve ottenere il visto per andare in vacanza al mare, se un calciatore deve entrare nella nazionale, per prima cosa si devono raccogliere tutti i giudizi e le informazioni su di lui (dalla portinaia, dai colleghi, dalla polizia, dalla cellula di partito, dai sindacati), giudizi che poi vengono addizionati, soppesati e riassunti da particolari funzionari a ciò preposti. Questi giudizi però non hanno mai a che fare con la capacità del cittadino di dipingere, con la sua capacità di giocare a pallone o con la sua salute che necessita di un soggiorno al mare. Hanno a che fare semplicemente con quello che viene chiamato il «profilo politico del cittadino» (ciò che il cittadino dice, ciò che pensa, (come si comporta, come partecipa alle riunioni o ai cortei del primo maggio). Dal momento che ogni cosa (la vita di ogni giorno, l’avanzamento nel lavoro, anche le vacanze) dipende da come il cittadino sarà valutato, chiunque (se vuole giocare a pallone nella nazionale, oppure organizzare una mostra o passare le vacanze al mare) deve comportarsi in modo tale da ricevere un giudizio favorevole.</p>
<p>A questo stava pensando in quel momento Sabina mentre ascoltava parlare l’uomo dai capelli grigi. Egli non si preoccupava di sapere se i suoi connazionali giocavano bene al calcio o dipinge- vano bene (nessun ceco si era mai interessato a quello che Sabina dipingeva); gli interessava solo stabilire se si erano opposti al regime comunista in maniera attiva o passiva, sul serio o soltanto in apparenza, fin dall’inizio o soltanto adesso.</p>
<p>Essendo una pittrice, Sabina aveva occhio per i visi e fin dai tempi di Praga conosceva la fisionomia delle persone la cui passione è valutare gli altri. Avevano tutti l’indice leggermente più lungo del medio e lo puntavano sugli interlocutori. Del resto, anche il presidente Novotný, che era stato al potere in Boemia per quattordici anni fino al 1968, aveva quegli stessi capelli grigi arricciati dal barbiere col ferro rovente e vantava l’indice più lungo di tutti gli abitanti dell’Europa Centrale.</p>
<p>Quando l’emerito emigrante sentì dalle labbra di quella pittrice, i cui quadri lui non aveva mai visto, che assomigliava al presidente comunista Novotný, si fece paonazzo, impallidì, tornò a farsi paonazzo, impallidì di nuovo, voleva dire qualcosa, non disse nulla e ammutolì. Tutti tacevano con lui, e Sabina finì per alzarsi e uscire.</p>
<p>(<em>idem</em>, pp. 80-82)</p>
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