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Sunday, 8 October , 2006 / NickPolitik

La facciamo una rivoluzione?


Rivoluzionerò il mondo. Si badi che non ho usato l’espressione “vorrei rivoluzionare il mondo” o “potrei rivoluzionare il mondo”. Il condizionale non è adatto ad esprimere la certezza di una tale affermazione. Si badi che non ho scritto neanche che “voglio rivoluzionare” o “posso rivoluzionare” il mondo. Questo perchè tutto ciò non dipende tanto dalla mia volontà o dalla mia abilità nel farlo. E’ un dato di fatto. Una realtà assodata. Quisque faber fortunae suae. Ognuno si costruisce il proprio futuro. Io sto facendo la rivoluzione.

Non farò questo per i posteri o perchè il mio nome sia scritto a caratteri cubitali sulla facciata di una scuola, di una università, di un aeroporto, di un luogo di culto. Non lo farò perchè i libri di storia parlino della mia rivoluzione. Non lo farò per me.

La mia rivoluzione sarà nella conoscenza. Cadranno le squame dagli occhi. La mia rivoluzione è la lotta ai paraocchi. All’equilibrio precario. Alla presunzione.

La mia rivoluzione non è potenza, ma atto. Qualcosa di imprescindibile.

Parlo con la prima persona singolare solo perchè questa è la convenzione umana di associare la rivoluzione ad un soggetto ben riconosciuto tra gli uomini. La “mia” rivoluzione è la rivoluzione della storia, che ha trovato una via d’uscita dai corsi e ricorsi, dai circoli viziosi o falso-virtuosi. Sarà la via di fuga da tutto ciò che si adegua all’oscurantismo. Va al di là di qualsiasi forma di imbrigliamento concettuale in ideologie politiche e sociali.

La “mia” rivoluzione è nella coerenza. Una rivoluzione che viaggia lungo i secoli dei secoli amen. Che sta lì messa in un angolo ad aspettare di veder realizzato il suo progetto. Molti ci hanno provato a rendere effettiva una rivoluzione. Ma sono rimasti invischiati nel culto di personalità ed eventi.

La mia rivoluzione non sarà celebrata, ma solo messa in pratica. Addio sterile teoria utopistica. Alleluia.

Alcuni mi hanno insegnato i loro principi. E la fusione dei loro pensieri ha portato alla presa di coscienza che la mia rivoluzione è necessaria.

Sono stato fortunato a conoscere dei padri così forti e coraggiosi. Che nel piccolo delle loro vite hanno visto la luce che rischiara le tenebre e con le loro opere hanno cercato di farla vedere ad altre persone: si sono permessi di mettere le mani sui loro occhi per raschiar via le squame che li coprivano.

Ma tutto ciò che ho detto finora sono parole al vento. E i fatti?

Sarà un modo per dare un palliativo ad una presa di coscienza della mia inutilità su questa terra? Sarà un modo per dare un senso alla mia esistenza?

Penso di farlo per Amore e Libertà.

12 Comments

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  1. herpes / Oct 10 2006 7:47 PM

    E’ davvero necessario rivoluzionare il mondo? E se noi (anche tu) non fossimo che semplici espressioni dello stesso? Se non fossimo che i naturali passettini dell’umanità dall’homo sapiens a chissà quando? Le rivoluzioni programmate, nel senso di pre-definite mi sembrano solo il sogno di voler adeguare ora-e-subito il mondo a sé stessi. E poi, che cos’è la “coerenza” nella quale risiederebbe la tua rivoluzione?

  2. NickPolitik / Oct 10 2006 10:36 PM

    Tutto prefissato e preordinato in un progetto che non prevede la mia libertà? Non ci sto.
    Può darsi che io voglia adeguare il mondo a me stesso: ma ora-e-subito non è un problema che mi tocca.
    In realtà vorrei adeguare il mondo ad Amore e Libertà, in questo sta pure la mia voglia di coerenza. Bada che ho messo la A e la L in maiuscolo volutamente. Sono la Legge a cui il mondo dovrebbe inchinarsi. Ma proprio per il concetto insito nei due termini, la mia non è una rivoluzione che impone un determinato comportamento, ma una rivoluzione che potrebbe portare la pace nel mondo (NON SONO MISS ITALIA) senza alcun tipo di violenza.

  3. herpes / Oct 11 2006 8:42 AM

    CILICIO D’ORO2006

       

  4. abeonaforum / Oct 11 2006 11:28 AM

    Nickpolitic! Attenzione ai concetti simil “figli de’ fiori”… Amore, pace, benessere e libertà era Woodstock. E poi: “L”ibertà…Perchè, per cosa, rispetto a cosa? Già il termine “L”egge è una costrizione della libertà, perfino quella di infrangere la tua “L”egge. Comunque hai fegato.

  5. NickPolitik / Oct 11 2006 12:44 PM

    Concetti che però non mi sembrano sbagliati: solo che sono rimasti confinati in determinati luoghi in un determinato periodo storico. Fate l’amore non la guerra. Di quel periodo ho solo sentito raccontare, i miei l’hanno vissuto solo nel modo di vestire. Vivevano a Modugno, in un piccolo paese dove le rivoluzioni culturali difficilmente attecchiscono: meglio le tradizioni.
    La legge è amore e libertà. In tal senso penso che libertà e legge non confliggano.
    Se poi vogliamo disquisire sul concetto di libertà, potremmo aprire un lungo capitolo. Magari riassumerlo con una espressione un po’ strana: Tutto e Niente.
    Secondo me (è solo il mio punto di vista) libertà è tutto ciò che si può fare senza ledere tutto ciò che si può fare. La libertà di una persona finisce dove inizia quella di un’altra. La libertà in qualche modo è limitata. Ma penso che sia giusto così. Libertà senza obbedienza è libertinaggio, obbedienza senza libertà è schiavitù (Giacy insegna). Mi sembra che sia un buon principio.
    Alcuni potrebbero non condividerlo.
    La mia rivoluzione consiste nel mostrare in tutti i modi quel che penso, senza pensare ai risultati della stessa. Sono sicuro che in qualche modo attecchirà. E’ un discorso lungimirante, che può essere contestato in qualsiasi modo. Sto parlando del futuro. Per accettare quel che dico, c’è bisogno di fiducia in me e in quel che dico. Se manca quella è ovvio che la mia rivoluzione sarà un’altra Woodstock. Chiamatela vocazione, missione, sindrome da crocerossina. Purtroppo ho un grave difetto: non essere del tutto d’accordo con il principio del CARPE DIEM. Il mio compito sta nel mostrare che non tutto funziona bene con il CARPE DIEM.

  6. francesco / Oct 11 2006 12:47 PM

    Sig. “nickpolitic”, sta creando per caso un doppione della sigla “acli” (Amore+Coerenza+Libertà… non ti resta che citare un parolone con la I …)?un consiglio: se vuoi costruire ciò che tu intendi, nn bisogna saper usare solo paroloni più o meno incastrati nei frequenti giochi di parole, ma bisogna saperli comunicare, magari senza infastidire per forza la persona che ti è di fronte. e penso che tu debba lavorarci sodo…

    p.s.: prendila come una “correzione fraterna” (ti ricordi? qualke tempo fa ne eri fan!)

    p.p.s.: sai che inconsciamente stai diventando evangelico, anche nel modo di scrivere? ti ho detto che quando andai al matrimonio di mio cugino, i “fedeli” ogni tanto “proclamavano”: alleluja, gloria a te signore, grazie signore, aaaaaamen, e roba del genere?
    dai, nn ti offendere… in fondo (ma proprio in fondo) tvb!

  7. NickPolitik / Oct 11 2006 12:58 PM

    Sono ancora fan della correzione fraterna e accetto volentieri il tuo “rimprovero”, proprio perchè me lo faccio anch’io continuamente. Magari fossi coerente! Magari sapessi amare veramente! Magari riuscissi a garantire le libertà!

  8. abeonaforum / Oct 11 2006 3:16 PM

    Devo nuovamente intervenire.
    Certe volte, NickPolitik, le tue parole suonano un pò aspre. Hai fatto una “spremuta di limone” con questi ingredienti: “Magari riuscissi a garantire le libertà!”, e “…vorrei adeguare il mondo ad Amore e Libertà…”, e “Sono la Legge a cui il mondo dovrebbe inchinarsi.”. Che significa? Perchè d’improvviso diventi tutore di “entità” a cui TU decidi di dare un determinato valore? E che succede a chi le libertà così formulate non vuole accettarle o riconoscerle? Lo mandiamo al confino? Ce ne andiamo tutti a Caprera?
    Capisco alcune delle cose che dici, ma mi sembra che le “rivoluzioni” nascano da movimenti di persone che tutte, senza imposizioni, condividano la stessa necessità, lo stesso desiderio: amore e libertà sono desideri dalle mille facce, ognuna degna d’importanza, ciascuna importante quanto le altre.
    Riconfermo il tuo fegato.

  9. NickPolitik / Oct 11 2006 3:39 PM

    Nel mio mondo sono tutore di tali entità. Se poi nel tuo mondo, o nel mondo di altri, non sono tutelate tali entità, non farò mica il despota o imporrò il mio punto di vista. Se qualcuno non dovesse accettare il mio punto di vista sulla libertà, vivrebbe nello stesso modo in cui ha sempre fatto. Certo è che nessuno può impormi di rinnegare il mio punto di vista. E se anche dovesse invadere la mia libertà, dandomi uno schiaffo, spero di avere la freddezza di porgere l’altra guancia. Oppure, per paura di offendere il concetto di libertà di chi mi colpisce, non mi deve sfiorare l’idea di porgere l’altra guancia?
    Dico solo che mi piacerebbe, sarei contento, sarei entusiasta che il mondo si inchinasse a questo modo di pensare. Ma non mi spaventerebbe se il mondo non lo facesse. Ricorda che sono relativista. E non posso certo essere io fautore di qualsiasi genere di assolutismo.
    Certo è che non mi sentirei libero in un mondo in cui è tollerato che si violino le libertà fondamentali dell’uomo: la vita, la libertà di parola, la salute, l’aspirazione, la fantasia, la ragionevolezza, la fede religiosa, il credo politico e via discorrendo.

  10. herpes / Oct 11 2006 4:17 PM

    ..è cattiva cosa rifiutare un premio.

  11. mikeredblu / Oct 11 2006 5:12 PM

    Intervengo qui perchè è l’ultuimo post.
    :)
    Ragazzi, prometto di venire a leggervi più spesso, anche se preferisco parlare più che scrivere.
    Si perde meno tempo e si è più diretti, però questo è un ottimo modo per avviare discussioni su temi a cui risultiamo sensibili.

    Continuate così.
    Buon lavoro.
    FORZA ABEONA!!!

    Mirko

  12. mikeredblu / Oct 11 2006 5:14 PM

    Neffa – Alla Fine Della Notte – 12 – Tutto Tu

    Potrebbe essere uno spunto una canzone?
    A voi l’ardua sentenza.

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