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Thursday, 12 October , 2006 / Iperione

Ma Guantanamo è in Italia?


“La domanda nasce spontanea”, diceva Antonio Lubrano. In effetti, leggendo questo articolo di Emanuele Novazio, pubblicato ieri sulla Stampa (che ripropongo nella veste di Notizie Radicali , non essendo riuscito a trovare quello “autentico” di ieri), ci si può chiedere, ancora oggi e abbastanza spontaneamente, come mai il Vicepremier, nonchè Ministro degli Esteri italiano, non riesca proprio a trovare due parole da indirizzare al Cremlino. La sbandierata debolezza occidentale sulla questione dei diritti umani, pare assumere il tono nefasto della freddura d’altri tempi.

Se Guantanamo fosse italiana, finanziata dagli italiani, autorizzata dagli italiani, l’Italia, avrebbe gravi responsabilità dirette, tanto da non potersi permettere di fare la cattedratica sui diritti umani. Se Guantanamo non è in Italia, non è finanziata dall’Italia, non è autorizzata dall’Italia, bene fa la Russia, al contrario di ciò che ritiene l’on.D’Alema, a rintuzzare le osservazioni sulla questione cecena. Perchè? Ma perchè la Russia non fa altro che giocare sull’ equilibrismo diplomatico che ci contraddistingue. La Russia sottolinea, utilizzando l’arguzia tipica dei sistemi autoritari, che se per l’Europa non esiste una Guantanamo, allora non deve esistere nemmeno una Cecenia.

E’ questo il fallimento mondiale della diplomazia, anche italiana, Mr. D’Alema…

P.s.: Mi accorgo in questo momento, troppo, troppo tardi, che il sig. ermes qui sotto, cita lo stesso articolo riportato qui, per di più nella versione simil-stampa-pdf! Ohibò! Non posso far altro che scusarmi con lui e con tutti per questa sovra-(p)posizione…

6 Comments

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  1. ermes / Oct 12 2006 4:32 PM

    Oh Gero, finalmente ti scrivo, oggidì ho rubato delle ore pel riposo, perbacco! Mitico D’Alema, impareggiabile, no? Come dire, un fossile dell’anteguerra, letteralmente un fossile, un pezzo di legno pietrificato, a capo della nostra diplomazia, a rappresentare e coordinare la rappresentanza del nostro Paese… cioè di te, di me, delle nostre famiglie…

    Vabbù non è la prima volta, né temo sarà l’ultima… il vero dramma, e mi ricollego alla discussione che ha preso forza dall’intervento di Nickpolitik sui concetti di relativismo, assolutismo ed invero anche logica e modi di dialogare, il vero dramma, credo, l’è ormai nel poter dire impunemente tutto e il contrario di tutto al contempo, nel campo politico, ma non solo.

    Nello stesso istante, o con un lasso di tempo, uno scarto minimo, si dice qualcosa e subito dopo la si nega… D’Alema dice d’esser preoccupato dalla piega che prende la questione dei diritti umani in Russia (toh, parlo come lui: quant’è facile imitarlo, basta parlare per categorie somme, non specificate, genericissime!), eppoi subito dopo non fa nulla, letteralmente nulla: fa una dichiarazione vaga, banale, opportuna, saggia, ma alla stessa segue il gigantesco néant, il niente cosmico, il vuoto assoluto.

    Ed è storia che va avanti da anni… dichiarano, parlano, straparlano su tutto, ma all’atto cogente, concreto, impegnativo (e si spera risolutivo – perchè se si agisce si spera di risolvere qualcosa!) vengon meno come l’inetto Alfonso Nitti di Una Vita di Svevo. Non sanno cosa fare, letteralmente non sanno che pesci prendere, vivono per inerzia, guardinghi, paurosi di perdere lo scranno cui sono incollati, peggio che i molluschi agli scogli.

    Nickpolitik, a mio avviso, ha capito molto… con tutte le complicazioni che si crea, mannaggia a lui… Quando parla di logica per esprimersi, farsi comprendere, capire, comunicare se stesso, ebbene sente l’esigenza di scappare, vuol dare corpo al bisogno di fuggire tutti questi mezzi figuri impostici come professorini, a scuola come in politica, nel sentire religioso sì come in facoltà…

    Nickpolitic rivendica la logica, la logica come parto della mente, strumento umano, non perfetto, ma regolato, definito, per dare e darsi un mezzo che consenta di modulare il nostro agire, che sia coerente, ci permetta di dire che il pane è il pane e il vino è il vino – banalizzo! Certo la coerenza – nota il mitico herpes – non è virtù, forse invero virtù è saper cambiare continuamente coerenze, idee, maturare, crescere, saper ammettere d’aver fallito o sbagliato o ingenerato problemi, e subito ripartire, ridarsi, riessere. Eppure la coerenza che rivendica Nick è quella dell’evangelico “sì sì, non no”, non mischiar le carte, ma distribuirle, cercar il più possibile di comunicare e comunicarsi.

    D’Alema è ottimo distributore di carte, ma son carte truccate… (e vieppiù lui è pieno di jolly, giullari di corte, yesmen di regime…)

  2. herpes / Oct 12 2006 6:52 PM

    Io continuo ad esser del parere che siamo vicinissimi alla scoperta della macchina del tempo. Tra riti latini (a proposito, ma l’omelia di una messa in latino è, almeno, in latino?), abolizioni di proprietà privata e fette di prosciutto davanti agli occhi al cospetto di gravi violazioni di diritti umani, chitarre vìola-coscienze, agnostofobia (?) mi sembra di essere agli inizi del secolo scorso……
    come dite? Non siamo nel 2006, ma nel 1906? Uh bella! Allora sono io ad aver inventato la macchina accelera-tempo…che storia!

  3. ermes / Oct 12 2006 11:35 PM

    MitoSirG.G.!!!!! agnostofobia!!!!!! That’s absolutely right!!!!!! And you’re a supreme comedian!!!!!! Thank you!!!!

  4. ermes / Oct 13 2006 11:01 AM

    Nota a margine: Monsieur Pantagruel… ohibò! ti ricordi la Macchina del Tempo del Museo di Storia Naturale di Topolinia ideata e prodotta dal professor Zapotec? Che bei momenti quando si leggeva di Marlin, Indiana Pipps, Gambadilegno trasformato in Attila, e financo di sparizione del calcio, ricordi? “Ahi come, come passata sei (…) età mia nova”! (Ho storpiato il poeta, o forse no… dans tout cas, pardon!)

  5. herpes / Oct 13 2006 2:13 PM

    nota temporanea…..la mia “età nova” non è ancora passata, visto che leggo ancora di Zapotec, Marlin e compagnia bella!

  6. ermes / Oct 13 2006 8:56 PM

    Touché… colpito ed affondato!

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