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Thursday, 12 October , 2006 / francemo

Torna la messa in latino…


Volete per caso assistere ad una messa in lingua sud africana? Beh, non so se proprio per quella lingua si può, però stiamo pian piano raggiungendo il colmo. Questo è un articolo tratto da L’Unità di ieri. Leggete.

“Il testo è pronto, manca solo la firma del Papa. Il documento in questione è un “motu proprio” papale, che potrebbe essere pubblicato già entro la fine del 2006 e che “riabiliterebbe” la messa detta di San Pio V, ovvero quella celebrata in latino. Il testo agevolerebbe l´utilizzo del messale pre-conciliare, in uso fino al 1969, e darebbe la possibilità ai fedeli di chiedere la celebrazione dell´antica messa senza che i vescovi delle diocesi locali possano rifiutarsi, come invece accade oggi. La messa in latino, che non è mai stata dichiarata decaduta, tornerebbe ad avere con questo documento piena cittadinanza, così come quella di altri riti cattolici, dal bizantino, al mozarabico o al sirio-antiocheno.
Già in qualità di cardinale, Ratzinger aveva a cuore le sorti della liturgia e lamentava una serie di modifiche «avventurose e spettacolari» al rito, sottolineando che per la messa tridentina (quella in latino, appunto) non vi era la medesima tolleranza. «Personalmente ritengo – aveva dichiarato allora – che si dovrebbe essere più generosi nel consentire l’antico rito a coloro che lo desiderano. Non si vede proprio cosa debba esserci di pericoloso o inaccettabile.» «Una comunità – aveva aggiunto Ratzinger – mette in questione se stessa, quando considera improvvisamente proibito quello che fino a poco tempo prima le appariva sacro e quando ne fa sentire riprovevole il desiderio. Perché le si dovrebbe credere ancora? Non vieterà forse domani, ciò che oggi prescrive?».

La questione della messa tridentina è stata in seguito oggetto di una consultazione all’interno del collegio cardinalizio al concistoro dello scorso febbraio, quando venne assegnato a tre congregazioni l’incarico di procedere per definire i termini del documento: la Congregazione per il Culto Divino, quella della Dottrina della Fede e del Clero, il cui attuale responsabile, il cardinale Dario Castrillon Hoyos da anni è impegnato a tessere i fili per una ricomposizione dello scisma lefebvriano.

In un´intervista al periodico 30 Giorni, anche monsignor Malcom Ranjith, segretario della Congregazione per il culto divino, ha ribadito che la messa tridentina «non è una proprietà privata dei lefebvriani» ma «un tesoro della Chiesa e di noi tutti. Come il Papa ha detto l’anno scorso non è un momento di rottura, ma di rinnovamento nella continuità. Non sibutta via il passato, ma si cresce su di esso».

Il decreto, che ha tuttavia incontrato non poche resistenze dentro e fuori la curia, prevede un tetto minimo di fedeli richiedenti, inizialmente fissato in 100 firme e in seguito ridotto a 30 ed il fatto che la Santa Sede abbia recentemente approvato a Bordeaux l’istituzione di una società di vita apostolica di diritto pontificio, significa, secondo monsignor Ranjith «in modo inequivocabile che la messa di San Pio V non può essere considerata come abolita dal nuovo messale di Paolo VI». Cresce, quindi, l’attesa per la pubblicazione del “motu proprio”, che dovrebbe facilitare anche raggiungimento della piena comunione con i lefebvriani della fraternità di San Pio X”.

Alla faccia di coloro che affermano che questo pontefice sia “costruttivamente conservatore”… Scherzi a parte, mi chiedo a chi giova la partecipazione ad una messa in latino, e che differrenza c’è con una in italiano… a volte è già difficile comprendere alcuni testi letti nella nostra lingua, figuriamoci letti in latino!

Anche se, ascoltando delle interviste fatte a Milano e altrove, dei fedeli hanno accolto con gioia questa decisione cardinalizia. Adesso saranno contenti anche gli amici “viaconteroccostellini”…

8 Comments

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  1. francemo / Oct 12 2006 2:45 PM

    A proposito, martedì 17 ottobre alle ore 19,30, presso il Centro Tradizione e Comunità, sarà celebrata la S. Messa secondo il rito tridentino.

    Seguirà una breve conferenza sul tema: “I miracoli eucaristici”, dove il sacerdote, don Ugo Carandino, parlerà dei miracoli eucaristici.

    Loro si che non perdono tempo…

  2. herpes / Oct 12 2006 7:42 PM

    LATINE LOQVI SPIRITV SANCTO IMBVTORVM EST. HEV VOS MISEROS QVI NEGLEXISTIS (GRATIAS AGO TIBI, LATINIK!) CAELESTIS PATRIS PRAECEPTA VOLVNTATEMQVE ASSEQVI! FORTI CORDE SVRGITE , CILICIVM INDVITE ET PAENITENTIAM CONFITEMINI, AD VRBIS ET ORBIS LINGVAM REVERTIMINI, ET SI VOS LATINA FORTE DEFICIENT, RELIGIONEM MVTATE, QVIA DEVS NEC OMNIVM RERVM RVDIBVS IGNARISQVE NEC SVAE LINGVAE IMPERITIS DIGNVS EST!….HEV ME MISERVM! CAPVT DOLET!!!

  3. ermes / Oct 12 2006 11:44 PM

    Vi prego cominciamo la raccolta-firme, a trenta ci arriviamo filati filati, sai che spasso… almeno facciam dibattito, onoriamo il senso del sentire del Papa, e cioè il “sensum fidelium”, colui ha paura dello scandalo che possa prender le comunità… vi prego, vediam se ci convincono, creiamo un comitato-promotore, con a capo il Gigantesco Divo Cesare Giulio!

    Ma sai che spasso, l’omelia in latino, ma sir G.G. ti immagini noi due lì in un angolo ad apprezzare l’utilizzo dell’ablativo assoluto e deprecar la consecutio… che gaudio! Suvvia, facciamoci forti del caso: stvltitiam simulare loco prvdentia svmma est!

  4. francemo / Oct 13 2006 3:02 PM

    Se, Giulio, che adesso non mi voglio installare il traduttore “IL” per capirvi!!! Abbiate rispetto e/o compassione verso i poveri ignoranti come me!
    Comunque, Vito, se vuoi puoi partecipare alla messa del 17 c.m. su citata… in fondo mica parleranno di “azione” anche durante la messa!
    ciao a tutti!

  5. NickPolitik / Oct 13 2006 4:07 PM

    Il bello è che Giulio si è divertito a prendere per il culo anche il povero Antonio Parisi e il fantastico libello sull’animazione liturgica della messa (glielo ha fatto leggere Rocco). Per farti capire, in un altro commento ha parlato di chitarre viola-coscienze (l’articolo quello di Guantanamo).
    Ti faccio una traduzione (correggimi Giulio se sbaglio):

    LATINE LOQVI SPIRITV SANCTO IMBVTORVM EST. (Il parlar latino è pervaso dallo Spirito Santo [imbutum est, imbutorum non esiste come coniugazione di imbuo])HEV VOS MISEROS QVI NEGLEXISTI CAELESTIS PATRIS PRAECEPTA VOLVNTATEMQVE ASSEQVI!(Oh voi miseri che avete dimenticato [neglexistis avresti dovuto scrivere] di seguire i precetti e la volontà dei padri celesti) FORTI CORDE SVRGITE , CILICIVM INDVITE ET PAENITENTIAM CONFITEMINI, (sorgete con cuore forte, indossate il cilicio [bastardo] e manifestate il pentimento) AD VRBIS ET ORBIS LINGVAM REVERTIMINI, (ritornate alla lingua della Città (Roma) e del mondo) ET SI VOS LATINA FORTE DEFICIENT, RELIGIONEM MVTATE, (e se voi per caso ignorerete [deficietis, non deficient] il latino, cambiate religione) QVIA DEVS NEC OMNIVM RERVM RVDIBVS IGNARISQVE NEC SVAE LINGVAE IMPERITIS DIGNVS EST!….(perchè Dio non è degno nè degli incompetenti e ignoranti in tutte le cose, nè di coloro che non conoscono la sua lingua) HEV ME MISERVM! (Oh povero me!) CAPVT DOLET!!! (Duole la testa [ma penso che Giulio voglia dire “m dol la cap]).

    A volte è bello rispolverare il latino. Sarò sincero. Sulla messa in latino non sono in disaccordo. Chi si sente più partecipe al mistero dell’Eucarestia con la messa in latino, non deve essere discriminato. Alla fine se la cantassero e se la suonassero (ma sul suonassero ho dei seri dubbi…chissà, forse anche l’organo è strumento del diavolo). L’importante è che non si ritorni tutti quanti di forza alla messa in latino.

  6. herpes / Oct 13 2006 5:46 PM

    …e bravo NickTantuccick!!!

  7. ermes / Oct 13 2006 9:10 PM

    France’ sti’ giorni son fuori provincia… ma comunque l’avrei ben saltato il concilio del 17 prossimo… io pretendo Lefebvre in persona, per dinci: lo sai, con gli epigoni mi trovo maluccio!

    Ecco uno dei detti della congregazione de’ neri: “Di fronte alla globalizzazione, all’islamizzazione, al modernismo… saremo disarmati dagli uomini di Chiesa pacifisti; per disarmarci insegnano il contrario dei Papi di prima.” I Papi di prima? Ma cos’è tifo da stadio, questo? A’ Lazio contro a’ Roma?! Questa sì che è dottrina sottile, grande monsignore! E’ con questo dottissimo che ambisco discettar di paro a paro: qvis cvstodiet ipsos cvstodes?!

  8. mikeredblu / Oct 16 2006 6:09 PM

    Hey se c’era una cosa che odiavo era tradurre dall’italaino al latino:
    CHE INUTILITA’, però complimenti Giulio se ci riesci così bene.
    :)

    Anche a me ha fatto piacere leggere e tradurre (ah, remimiscenze liceali!!!)

    Riguardo al tema “messa in latino”, personalmente son curioso, vorrei proprio andare a sentirla, giusto per togliermi lo sfizio!

    Son davvero particolari quelli di Azione E Tradizione.

    :)

    Ciao a tutti.
    Mirko

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