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Wednesday, 25 October , 2006 / Iperione

Darfur: del silenzio ed altri peccati


In altre occasioni mi è scappato di dire che “Il Darfur esiste”, anche se non sembra. Mi accorgo che la benevolente Italia non ha spazio nei suoi palinsesti, nei suoi TG, per situazioni così lontane, di cui nemmeno sentiamo l’eco. Il silenzio con il quale è tuttora coperto un genocidio vergognoso, ai cui piedi è prostrata l’intera comunità internazionale, reclama vendetta. Vendetta verso quei giornalisti che oggi collezionano il loro secondo giorno di legittimo sciopero e domani non avranno tempo nè spazio nè voce da dedicare a questa tragedia. Parlo della TV, dei TG, delle copertine culturali, degli “inserti d’attualità”, degli speciali notturni e diurni, dei direttori, dei redattori, di chi ha ormai da troppo tempo preferito (o dovuto) chiudere ogni canale informativo, scegliendo la via comoda e in discesa, dell’ informazione “inoffensiva”.

L’ Italia sbarca in Libano, eppure ciò non è sufficiente ad ottenere resoconti puntuali da quel Paese; questa è l’Italia in prima fila negli aiuti umanitari, nelle missioni di pace, finalmente e temporaneamente appollaiata nell’aia delle Nazioni Unite; eppure è la stessa Italia che non ha voce contro l’anti-democratico Putin, non ha argomenti contro gli abusi di Guantanamo, ma solo collusioni; è l’Italia che di fatto mette in pratica la peggiore delle offese dei regimi totalitari: l’assenza di informazione.

Per questo voglio invitarvi a firmare un appello a cura di “Italian Blogs4Darfur“: è una richiesta di maggiore impegno informativo da parte dei media, televisione in particolare. Questa campagna segue la traccia di ciò che già accade negli Stati Uniti (quei maledetti), dove è stata organizzata un’azione simile, rivolta ai maggiori colossi dell’informazione, e di cui allego il video pubblicitario.

2 Comments

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  1. ermes / Aug 3 2007 5:40 PM

    Il sito de Le Monde apre oggi con le seguenti parole:

    Des dessins d’enfants, témoignages des violences au Darfur

    L’organisation Human Rights Watch a recueilli des dessins d’enfants du Darfour, réfugiés dans des camps au Tchad. Ces témoignages des violences qu’ils ont subies vont être soumis à la Cour pénale internationale.

  2. ermes / Aug 3 2007 5:48 PM

    Rimando a intervento di Antonio Cassese su Repubblica

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