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Friday, 27 October , 2006 / Iperione

Il pozzo senza fondo: c’era una volta l’Italia


Una volta c’era (e per fortuna da qualche parte c’è ancora) un gruppo di intellettuali raccolti attorno all’ etichetta del liberismo. Tanti sono stati gli artefici di quest’ avventura del pensiero umano, alcuni diventando veri e propri “campioni”, esempi per gli intellettuali a venire. Ricordo, tra gli altri, il prof. von Mises, il prof. Rothbard, il prof. von Hayek, i quali si sono resi profeti, portatori di una economia dominata dal laissez faire, da una politica contraddistinta dall’enfasi per le libertà individuali, unica strada che giungeva a porre come primo male per lo sviluppo e il benessere delle società, l’ elefante burocratico governativo.

Ebbene, mi è difficile non pensare a questi giganti del pensiero contemporaneo (o del recente passato, per chi crede) leggendo un articolo di Francesco Grignetti pubblicato sulla Stampa e riguardante il pornografico dissesto finanziario della sanità laziale. Mi torna proprio complicato non pensare a quante porchette, o “sarciccie”, siano state consumate, da chi e chissà da quanto tempo.

Quale sarà la faccia che “i rappresentanti del popolo italiano” dovranno inventare, quali le parole, i motivi per giustificare questa oscenità? Come faranno a spiegare che mentre la gente attende mesi per degli esami clinici, a volte morendo d’attesa, loro e i loro amici e gli amici dei loro amici banchettano avidamente sulle asettiche scrivanie delle ASL, o sui professionali lettini da sala operatoria, gozzovigliando su quel mattatoio che in alcuni casi è la Sanità Italiana? E mentre nelle stanze segrete ed ovattate dei poteri occulti ed altrettanto spavaldi si tesse la trama dello spremiagrumi fiscale, chi andrà a dire ai cittadini laziali che sulle loro spalle ora pesa un debito dovuto all’irrazionalità di un sistema non più sostenibile, non più giustificabile così com’è?

“Ahi Serva Italia, di dolore ostello!”, ogni giorno di più affondi ed ancora ti specchi e ti fai bella…

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