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Monday, 13 November , 2006 / ermes

E’ la natura, bellezza!


Dal sito LaStampa.it di oggi, lunedì 13 novembre Anno Domini 2006:

Il Presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha dichiarato che sono vicine la sparizione e distruzione di Israele. Ahmadinejad ha pronunciato la sua nuova minaccia allo stato ebraico, non arringando la folla, come è fino a ora accaduto, ma nel corso di una riunione con alcuni ministri del governo. «Le potenze occidentali hanno creato il regime sionista per espandere il loro controllo della regione. Questo regime massacra ogni giorno i palestinesi, ma dato che è contro natura, presto assisteremo alla sua sparizione e distruzione», ha dichiarato il Presidente.

holocaust.gif

Le dichiarazioni, sempre le stesse, sempre coerenti di Ahmadinejad sono pericolose non solo per il contenuto, quanto soprattutto per il metodo di elaborazione che ne è alla base. Dico giustappunto della linearità nel parlare del Presidente iraniano: un uomo sempre uguale, senza parto di idee innovative, senza ricchezza di cambiamenti, sempre tale, sempre identico. La fissità delle parole del lucido e ferreo politico è l’elemento primo di paura. Il barbuto non conosce la possibilità di mutare opinione, aprire e scoprire nuove strade, maturare percorsi di crescita e caduta, bensì solo l’eterno ritorno.

Par di vedere un vecchio di secoli che non si distacca mai dal suo grembo di madre, un superuomo che di nuovo e ancora nuota e sguazza in uno stagnante mare, un superuomo ed un mare che non sanno di correnti ora fredde, ora calde, ora d’un colore, domani di un altro… Tutte le volte che Ahmadinejad svolge pedissequo e compunto, senza smorfie, senza incertezze, la parte di primo attore nella somma recita ideologica imbastita da quasi trent’anni dal regime degli intabarrati iraniani, sembra di assistere alla riedizione degli spettacoli precedenti, di sintonizzare gli occhi su uno schermo che rimanda – ad aeternum – all’immagine di se stesso.

toast.gif Non esistono modificazioni, né diverse modulazioni nelle parole e persino nel timbro di voce del corifeo di Khamenei, non esiste il compromesso con la vita. L’idea stessa del toccare la vita, del tuffo nell’alterità per sortirne arricchiti, terzi insieme, forse migliori e comunque diversi, l’ipotesi stessa del giocare il certo per l’incerto, l’alea del tiro dei dadi al posto della crisalide rivoluzionaria calda e confortevole, è estranea alla mente del politico khomeinista.

Come calabrone pasciuto e goffo, ma insistente e indefesso, Ahmadinejad punta al nettare paradisiaco della coerenza, non sa che forse la più gustosa coerenza è la coerenza nel saper cambiare coerenze. Armato del puntiglioso spuntone del credo dogmatico in un fantomatico ordine di “natura” – cui far aderire ogni distorsione e deviazione, ordine cui di necessità sarà ricondotta, volente o nolente, ogn’eresia dalla “natura” stessa – l’ex sindaco di Teheran ronza e gongola in ellittica inerzia attorno al dissidente di turno, al dissenziente, al fastidioso del momento, volta a volta l’ebreo, l’israeliano, il sionista, l’amerikano, l’occidentale, il capitalista, l’omosessuale, l’infedele, pregustandone la morte.

Nella vita del persiano non esiste l’orizzonte delle mille e una notte, la notte data è una ed una sola, e tutta nera, e l’altre mille in essa s’assommano ed incatramano. A fronte di cotanta proterva e lineare capacità di offendere – con la lingua e con le mani – forse stupisce, per chi ancora serbi occhi di bimbo, come ogni dichiarazione di Ahmadinejad sia accolta da parte delle democrazie avanzate del mondo. Alla coerenza della minaccia si risponde con la coerenza del silenzio. Che parlando del retropensiero metodologico di Ahmadinejad si giunga a comprender tanti nostri apparati e sistemi ed ambienti culturali?

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9 Comments

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  1. ermes / Apr 1 2007 12:37 PM

    Ancora parole, violenza… del Presidente dell’Iran(te) – addì 1° aprile 2007; e non è uno scherzo, purtroppo (http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3383620,00.html):

    Iranian President Mahmoud Ahmadinejad praised his country’s ability to recruit “hundreds of suicide bombers a day,” saying “suicide is an invincible weapon.”

    Ahmadinejad made the comments during a visit to a site south Iran used to prepare suicide bombers during the Iraq-Iran war, Iranian state television reported.

    He praised Hizbullah fighters for their suicidal spirit during last summer’s confrontation with Israel.

    Iran recruited thousands of suicide bombers, many of whom were children, and sent them to the frontline to face Saddam Hussein’s army.

    “Suicide bombers in this land showed us the way, and they enlighten our future,” he said.

    The Iranian president said the will to commit suicide was “one of the best ways of life.”

  2. ermes / Apr 27 2007 9:10 AM

    Ho parlato a una capra.
    Era sola sul prato, era legata.
    Sazia d’erba, bagnata
    dalla pioggia, belava.

    Quell’uguale belato era fraterno
    al mio dolore. Ed io risposi, prima
    per celia, poi perché il dolore è eterno,
    ha una voce e non varia.
    Questa voce sentiva
    gemere in una capra solitaria.

    In una capra dal viso semita
    sentiva querelarsi ogni altro male,
    ogni altra vita.

    (Umberto Saba, La capra, in Canzoniere, Torino: Einaudi, 1961)

  3. lagiardiaintroversa / Jun 9 2007 8:34 PM

    Quando si dice “l’Accademia che aiuta le menti…..e non le dimentica mai”

  4. ermes / Oct 3 2007 7:14 PM

    “We don’t shy away from declaring that Islam is ready to rule the world.”
    January 21 2006

  5. ermes / Mar 6 2008 2:18 AM

    Michele Serra, massimo teorico della primazia culturale dei sinistri, riesce ad affermare che “Ahmadinejad non è affatto un dittatore”. Spegniamo le luci e buona notte…

  6. ermes / May 7 2008 8:14 PM

    Quell’intifada fuori luogo contro i libri di Torino – Riccardo Chiaberge, Il Sole 24 Ore, 07.05.08

  7. ermes / Mar 4 2009 12:39 PM

    Dormi mondo, dormi pure…

    Un giorno, ancora, si parlerà di cassandre inascoltate…

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