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Sunday, 26 November , 2006 / ermes

L’esempio della matita


Negli Stati Uniti, strano Paese davvero, accade che canali televisivi pubblici – quindi gestiti con soldi statali, quindi finanziati dai contribuenti – trasmettano programmi apparentemente noiosi, stancanti, con paventato scarso appeal commerciale, temuto scarso riscontro in termini di audience. Si tratta di programmi di informazione, da noi si direbbe “di nicchia”, tesi ad incrementare la conoscenza dei cittadini su tematiche spesso eluse dai circuiti mediatici più importanti, ricerche storiche, dossiers d’economia, approfondimenti di medicina and so on… Lo stesso ruolo che in fondo gioca in Gran Bretagna il canale “BBC Radio4“, network che non esita ad orgogliosamente – e quanto a ragione – definirsi il luogo degli intelligent spechees di là dalla Manica.

canone_rai.jpg In Italia tali realtà non son date, teniamoci strette le tv generaliste, mi limito alle pubbliche, dico degli scatoloni vuoti dei pomeriggi feriali e soprattutto festivi, dell’idioma napoletano ormai divenuto linguaggio ufficiale del video, delle mattine dedicate alla cucina, al giardinaggio, ai materassi, al fitness, dico delle ore “piccole” appaltate ai filmetti d’antan, agli amarcord di vecchie glorie del carrozzone dello spettacolo italico – e solo italico, biensûr! -, alle incisive riflessioni di Gabriele La Porta (a capo dell’intero settore Rainotte, divisione operativa la cui linea editoriale è – cito – “dalla parte della misericordia, della tolleranza, della pietà…” e altre banalità cavalcanti). Teniamoci pure stretti questi mondi conclusi, questi circoli chiusi e autoreferenziali.

D’altronde di cosa mai si discute nei broadcasts statali del mondo anglosassone? Faccio un solo esempio: la rete pubblica statunitense “PBS” negli anni scorsi ha dedicato numerose serie televisive alla diffusione del e dei saperi – a non tutti accessibili se a non tutti resi disponibili – che si van producendo nelle Università sparse per il Nordamerica. Penso ad esempio alla trasmissione “Cosmos“, ormai mitiche spiegazioni su universo, scienza e tecnologia da parte di Carl Sagan. Oppure a “Free to Choose“, semplicissima introduzione al funzionamento dei mercati da parte di Milton Friedman. Di tale ultima serie, nel ricordo del maestro, riporto di seguito un solo estratto, forse il più significativo e gustoso, uno spezzone di due minuti rubato ad una puntata sul concetto di apertura dei commerci, degli scambi, delle ricchezze, dei talenti – nel senso di monete ed umanità.

P.S.: per inciso, ricordo pure che le due dette trasmissioni, a scorno delle aspettative dei più, produssero ascolti da capogiro…

http://www.youtube.com/watch?v=dbRcmKRv-zo

3 Comments

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  1. herpes/lagiardiaintroversa / Nov 27 2006 7:15 PM

    …per non parlare poi di “Nobel minds” ed “Hardtalk”, o anche “Asia today” o anche…e poi…e poi…su BBCWorld. La vita è un sogno, o i sogni aiutano a vivere meglio? Ed ora, la nostra rubrica di enogastronomia “terra&sapori”.
    Terra mia, teerra miiiiiiiaaa!”

  2. franScemo / Nov 27 2006 8:52 PM

    herpes, quasi quasi fai un baffo a marzullo…
    terra mia, teeeerra miiiaa..

  3. ermes / Nov 27 2006 10:47 PM

    Il carciuofo… Il carciuofo è ortaggiuo che nasciue dalla terra… terra mia, teeeeeeerra miiiiiiiaaa!

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