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Tuesday, 28 November , 2006 / Iperione

Quando a scuola ci prendevano in giro


L’ antropologia della scuola media vede fra i suoi clichè quello della tortura psicologica dei ragazzi meno socievoli, più studiosi, meno bulli, meno alla moda, meno popolari e scarsi baciatori. Come avviene questo rito tremebondo e foriero di crisi esistenziali e collateral damages che ci si ritrova addosso ancora a trent’anni, pane per psico-oratori? Con un semplice meccanismo: il cinismo del dileggio.

E questo cinismo, fatto di tormenti continui, di segregazione, di (in)sofferenza, come si combatte(va)? Le mamme, amore sopra ogni amore, da sempre, si tramandano la soluzione finale, semplice quanto potente: l’indifferenza. Attraverso questa temibile arma s’impara, poco a poco, ad essere anti-proiettile e a spuntare ogni nuova arma che eventualmente ci venga rivolta contro.

Questa è l’arte di diventare adulti, pericolosa e travagliata, tumultuosa consecutio di traumi e conquiste, sconfitte e amori, cappe e spade, libri e sogni, che, impertinente, continua per tutta la vita.

Non posso ipotizzare che Benedetto XVI, quand’ancora benedetto non era, non sia mai stato preso in giro, tirato per le orecchie, non abbia mai subito una goffa imitazione che ne evidenziasse e ingigantisse anche il più piccolo dei difetti. E tanto vale per il magnificente Berlusconi (FI vs Blob), il disciplinato padre Georg (Satira Inaccettabile) e mille altri (Gag tristi) che di tanto in tanto lanciano strali e divieti, richieste di pubbliche scuse e pubbliche umiliazioni, contro un obiettivo quantomeno sbagliato: la satira.

Quell’obiettivo è sbagliato perchè potrebbe essere non pertinente. Perchè si confonde la satira con la caricatura, l’irriverenza del sarcasmo con la comicità pre-post serale. E se nell’idea di satira mi stessi sbagliando, per ignoranza, per suberbia, per arroganza, per saccenza, tutte mal riposte, rimarrebbe in piedi qualche interrogativo: sulla bilancia degli effetti positivi e negativi dell’essere obiettivo della (diamo per buono che lo sia) satira, siamo proprio sicuri che prevalgano quelli negativi? La satira, cosa aggiunge e cosa toglie al carisma, al prestigio intellettuale di un uomo? Forse Berlusconi è un pò meno Berlusconi, o il Papa è un pò meno Papa?

Qualcuno dice che gli uomini si possono prendere anche in giro, ma le cariche istituzionali, i ruoli, perfino gli abiti nei quali sono irrimediabilmente imprigionati, no. Il limite è presto nominato: rispetto.

Rispetto come quello dovuto ai don di cosanostra, rispetto che impone di guardare in terra, evidando di sfidare all’ incrocio gli sguardi di chi è più uomo degli altri uomini? Rispetto fatto di silenzio, di omertà, di complicità, di peccati d’omissione e reati d’opinione?

Rispetto per la sensibilità altrui, rispetto per gli affastellamenti di vite, successivamente debitamente tagliate a colpi d’accetta, non-violenta e tollerante (l’accetta)?

Accade poi che il rispetto, quale scudo, protezione contro l’invasività altrui, diventi divieto, come sancisce perentoriamente l’onorevole ed ex-ministro Carlo Giovanardi, il quale, fedele al principio, che è la sua clava, reclama una risposta al suo eterno interrogativo: “Ma perchè in questo Paese non si fanno caricature anche di Maometto?”.

Questa è l’eterna sfilata dei cavalieri e dei loro scudieri, delle dame di corte e dei loro cicisbei.

2 Comments

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  1. ermes / Nov 29 2006 8:51 AM

    Giovanardi Ministro… che Paese! Mastella Ministro! Pecoraro Scanio Ministro… Castelli Ministro… ops dimenticavo, dall’Italia i cervelli espatriano!

    P.S.: mi dico pronto, per questa battuta, ad essere sanzionato dall’ARAS (Authority per il Rispetto dell’Altrui Sacralità), e ovviamente portato in questura dalla Buon Costume… Do pure il consenso acché prima di scattar le foto segnaletiche mi trucchino ben bene, ad evitar che la mia non proprio affascinante facciaccia, tutta spigoli e magrezza, offenda il fotografo abituato al Bello e alla Misura! Scià!

  2. Eva Iscriv / Feb 7 2010 12:17 PM

    Politica ggggggiovane

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