Skip to content
Saturday, 9 December , 2006 / ermes

“Il sonno della ragione genera mostri”


liberal-santa-claus.jpg Gentile pubblico, in perfetta continuità con il riconoscimento del premio alla miglior tetragonia autoritaria del secolo a Sua Resistentissima Eminenza Gianni Fidel Minà, Abeonaforum è lieta annunciare l’attribuzione della gratifica “Io uomo normale” (altrimenti detta “Se vuoi forzare la legge naturale e penale, allora sei specie protetta”) all’inarrivabile enfant prodige Marcello Veneziani.

Notino sioooori notino la moralissima indignazione del grande scrittore di pura razza italica, la profondità di giudizio ad assommare l’alfa e l’omega dell’intiero cosmo, l’indignazione forbita e sottile della sana ed etica lingua. Il Veneziani per tali capacità analitiche, argomentative, conoscitive e propulsive è giunto in passato, l’è vero, a seder financo nel firmamento del Sapere, nel gotha della Cultura nostrana, dico del Consiglio di Amministrazione di Mamma Rai! Azienda, è sotto gli occhi di tutti, ch’egl’ha provveduto fin da subito a ben rivoluzionare e ripulire di tutto lo squallore prima imperante.

Il nostro premio gli parrà, ordunque, ben poca cosa, sempreché non voglia considerare Abeona quale dea protettrice di extracomunitari, zingari, gay e tossicodipendenti, persone ch’egli assomma a feccia del mondo. Nel qual caso, infatti, comprenderà che ricevere dallo sterco dell’umanità l’elogio della sua giusta e ben riconoscibile purezza è forse la più gratificante attestazione di lode cui si possa ambire.

velasquez-1656-las-meninas.jpg Fuor di scherzo, fuor di riso: siamo di fronte ad uno dei più celebrati, lodati, osannati, invitati, recensiti e pagati nullafacenti del sistema Bepaese. Un fazioso, violento, illiberale, improduttivo maestro di quella vuota riflessione polito-sociologica che impera ed impazza nella nostra cara Penisola. Mondo della vuota riflessione che trova volta a volta artefici e strombazzatori in sinistri e destrorsi, centristi ed ali, bianchi e rossi, verdi e neri, azzurri e rosati.

Ecco come l’Italia si mantiene: alla maniera di Minà e Veneziani, si discetta dell’aria fritta e rifritta, ci si divide sui contenitori e mai sui contenuti di una politica, un’idea, un amore, si disquisisce per mesi della forma e delle forme, ci si imbarocca (e chiedo scusa al nobilissimo barocco) nella verbosità del benpensiero e del benaltrismo, ci si immerge letteralmente nel nulla, si affonda il pensiero nel nulla, si scrivono libri sul nulla, si leggono libri sul nulla, si adora infine la sacralizzazione stessa del nulla. E solo Goya o Velasquez potrebbero parlarne.

14 Comments

Leave a Comment
  1. ermes / Dec 9 2006 1:03 PM

    Invero ne parla già Bruno Vespa, a mezzo de’ suoi classicissimi libri: lo scontro, la sfida, il duello, la lotta, la battaglia, la sciabolata, la mattanza, la divisione, la moltiplicazione, l’addizione e la sottrazione: naturalmente sempre rigorosissima storia d’Italia da Giulio Cesare a Berlusconi, da Federico II a Prodi, da Michelangelo a Forattini, da Cristoforo Colombo a Paul Cayard, da Meucci al pm Woodcock, dagli anellidi fossili sparsi per la Penisola a Yuri Chechi…

  2. NickPolitik / Dec 9 2006 6:07 PM

    E questo sarebbe un intellettuale? Lascio stare la qualifica “di destra” perchè parlare di destra e sinistra da un po’ di tempo a me sembra fuori luogo.
    Ma la cosa più divertente è l’ultima frase dell’articolo, quella dove si sottolinea la necessità del rigore, visto che porta bene anche ai Mondiali. E siamo finiti a taralluci e vino, simm Napule paisan, trullallerò trullallà… Intellettuale?
    E la sua vuole essere una provocazione? A me sembra solo l’ennesimo giullare, l’ennesimo Oreste Lionello (con tutto il rispetto per Oreste Lionello).
    Mi sono soffermato solo sull’ultima frase, perchè forse sembra la più attraente fra tutte quelle messe lì, accatastate, buttate, come se si debba per forza dire qualcosa di destra, altrimenti non si è più nessuno. Leggi naturali?
    Voglio illudermi che sia solo una svista questa “provocazione” del Veneziani.

  3. ermes / Apr 29 2007 10:02 AM

    Amici abeonisti, amici abeonauti! Il tetragono e naturalissimo Veneziani, l’uomo più normale e lucidamente coerente dell’italica razza ha conosciuto lo scandalo!!!! Dramma assoluto per lui, così atterrito da tutte le deviazioni, le perversioni, le aberrazioni della specie umana.

    Dramma terrificante, credetemi… e ne scrive ovviamente sommo inutilissimo articolo, altrettanto ovviamente ben ospitato da Feltri e “liberi” vari. Ne riporto l’incipit, basta tanto perché Abeona gli riconosca pure il “Premio Do (Nuevo) Nascimiento”:

    Ho fatto una rivoluzione: mi son tagliato i baffi…
    di Marcello Veneziani, da Libero addì 29.04.07

    Le rivoluzioni cominciano da se stessi, dicono i saggi. Prendendo in parola il monito dei saggi, ieri ho compiuto una rivoluzione facciale che mi ha dato un’altra identità: mi sono tagliato i baffi che portavo da quando ho compiuto diciott’anni e vi assicuro che non è poco tempo fa. Erano gli anni di piombo e la televisione era ancora in bianco e nero. Voi non sapete cosa vuol dire tagliarsi i baffi dopo aver passato una vita dietro quelle due cornici pelose. Ti senti un altro, il fu Mattia Pascal. Se ai baffi aggiungi la rinuncia ai riccioli, hai l’idea di una rivoluzione che nemmeno la chirurgia ti può dare. Un’altra persona. Chiamatemi Lorenzo. Mi sento come se fossi andato a Casablanca a cambiare sesso, mi sento un trans. Chiamatemi Luxuria. È un micro-suicidio, indolore e reversibile. Vivo un esaltante sconcerto quando mi vedo allo specchio e vedo riemergere tra il naso e le labbra uno spazio sconosciuto e vergine, che mi sembra interminabile e posticcio.

    Mito! Mito! Mito!

  4. Tony Accesy / Nov 15 2007 7:39 PM

    “Per trovare la nostra piazza il nostro navigatore era l’orecchio, seguivamo come il pifferaio di Hamelin il suono dell’Inno a Roma. E quella musica in crescendo ci metteva i brividi. Non mancava la retorica, ma s’accompagnava alla poesia. Era l’epoca in cui la fiamma non aveva un prezzo perché aveva un valore. Quel mondo è finito, andate in pace. Ite missina est”.

  5. Tony Eroicy / Nov 16 2007 3:23 PM

    All’articolo di ieri di Veneziani, risponde fiera la Santanché: dibattito tra intellettualoni!

    “Se la fiamma va all’asta per qualche milione di euro noi ce ne terremo ben lontani, per la semplice ragione che non si può mettere all’incanto l’identità di un partito come fosse un quadro o un tappeto”.

    “Per me che non ho vissuto ‘gli anni migliori della nostra vita’ che tu descrivi con tanta partecipazione nel tuo articolo, è questo lo spirito che ho ritrovato nel Palacongressi romano la scorsa settimana. Nelle facce di tante persone comuni, di tanti giovani e ragazzi arrivati fin là chissà da dove per ragioni di cuore, i ‘piccoli eroi dell’ombra’ come tu li chiami rievocando l’umanità, l’onestà e l’impegno dei loro nonni e dei loro padri. Questa, caro Marcello, è l’anima, la fiaccola de ‘La Destra’, magari ancora vacillante come capita quando viene riaccesa dopo un lungo periodo di tempo però ben viva e presente”.

    Quasi più commovente di Alessandra Mussolini…

  6. Tony Furenty / Nov 16 2007 4:40 PM

    Ancora il novello bocciolo del florilegio partitocratico italico…

    Siore e siori, rullo di tamburi, musica circense: ecco a voi la Destra dalla “bava alla bocca”!!!!

    “Ho abbandonato il gossip e adesso combatto il sistema politico dove non ci sono donne che decidono di testa propria…” (e chi sei Claudia Koll?)

    “A noi della Destra non importa la leadership, né la riforma costituzionale, né la riforma elettorale. Ma solo pane, farina, tasse. L’unico consenso che c’interessa è quello della gente: il popolo italiano” (acuta!)

    “Io mio figlio lo porto a scuola, lo porto a fare i vaccini, io vado a fare la spesa, vedo le famiglie al mercato, so quanto è sempre più difficile la vita vera” (di Briatore?)

    “Sono esaltata, da troppo tempo non sentivo il vibrare del cuore, lo sgorgare della passione” (si vede…)

  7. Lino Ppugnabile / Feb 17 2008 11:35 AM

    Veneziani parlando di se stesso:

    “…c’è dogmatismo intorno all’aborto”

  8. Lino Pinabile / Feb 25 2008 12:50 PM

    Più chiara (e scura) di così…

  9. Eva Vinoeacquamesc / Feb 6 2009 1:52 PM

    Alcune tra le migliori performance del nostro… in un solo articolo!

    “Sul velo aggiungo una curiosità. L’obbligo a svelare le donne aveva spinto milioni di famiglie all’antica a ritirare in casa le loro figlie; l’obbligo opposto, imposto da Khomeini, diventò paradossalmente una spinta all’emancipazione femminile. Da allora milioni di donne frequentarono la scuola e si inserirono nel lavoro; il velo fu il passepartout della loro emancipazione. E infatti oggi le donne prevalgono in Iran tra i laureati”.

    Più oltre:

    “Certo, fa paura la bomba nelle mani di Ahmadinejad, ma come si può dire agli iraniani che l’atomica possono averla Paesi vicini come il Pakistan, l’India, Israele, ma non l’Iran?
    Va poi detto che l’Iran paradossalmente ha bisogno dell’energia nucleare perché produce petrolio ma non lo raffina, compra da fuori il suo stesso petrolio e lo stato paga per tenere basso il prezzo dei carburanti. È assurdo ma è così; lo Stato non tassa la benzina ma ne riduce il prezzo a suo carico. Un altro paradosso della società iraniana è che la subordinazione della sfera pubblica a quella ideologico-religiosa ha creato una società schizofrenica con una ricca vita privata, libera e gaudente, con forti tratti occidentali, in continuità con la Persia degli Scià, ed una sorvegliata vita pubblica, vigilata da imam e pasdaran. Una doppia vita fatta d’ipocrisie. Ci sono tante petulanti femministe col chador…”

    Non contento:

    “Un’intesa euro-americana con l’Iran, riconoscendogli la leadership regionale, potrebbe arginare e isolare i focolai di odio e di terrorismo islamico, trattando fra Stati. L’Occidente dev’essere pronto al confronto e al conflitto con l’islam, senza stupidi pacifismi e stupidi bellicismi. Apriamo le persiane… Confesso infine di non nutrire antipatia per l’Iran né per l’islam; non mi piace invece l’islamizzazione della nostra civiltà. E pur nella differenza, la stessa cosa penso dell’americanizzazione: non mi dispiace l’America, mi dispiace invece diventarne la clonazione, la brutta copia.
    Girando una sera intorno a casa in cerca di una pizza ho scoperto la nascita in pochi mesi di quattro spacci di kebab. Posso mangiarlo a Teheran, ma a Roma mi fa schifo quasi quanto l’hamburger al ketchup… Viva la focaccia.”

  10. Eva Ricopr / Nov 22 2010 5:12 PM

    Crede di far ridere, invece muove al pianto più del suo padrone.

  11. Eva Diagnostich / Dec 1 2010 3:06 AM

    La difesa della razza.

Trackbacks

  1. Il laico sedicente « Abeona forum
  2. Istinti tribali « Abeona forum
  3. Fenomenologia dell’adulazione « Abeona forum

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: