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Saturday, 23 December , 2006 / ermes

I mercanti del Tempio


Si ritengono custodi della casa del Padre: sono invero matematici del nulla, violenti della più violenta genìa, molto ben vestiti ma vuoti come sepolcri, odorosi di rari profumi ma sposi delle carestie, sonnambuli arrancanti e imbellettate marionette. Ormai non parlano più, solo citano e sputano.

Vicariato di Roma

Ufficio stampa e comunicazioni sociali

COMUNICATO STAMPA

22 dicembre 2006

In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti.

Buon santo Natale a tutti noi.

14 Comments

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  1. NickPolitik / Dec 23 2006 11:06 AM

    Non giudicare e non sarai giudicato… è la prima cosa che mi viene in mente. Solo a Dio spetta il giudizio sulle persone, sulle sue creature. Come si può rifiutare il funerale ad un uomo che non riusciva più a vivere in condizioni poco dignitose (che non gli consentivano di comunicare, di relazionarsi con le altre persone) e che forse (ripeto forse) ha deciso di non voler più dare fastidio, di non vedere le persone sbuffare intorno a sè, di non subire falsi sorrisi o vuoti pietismi, che in qualche modo credeva in Dio? Solo per un principio? Per il principio per cui solo Dio può togliere la vita?
    Dare ancora uno schiaffo a chi non può più replicare…vigliaccheria! Vigliaccheria?
    Mi sono chiesto se sia davvero uno schiaffo. E sono giunto alla conclusione che non lo so.
    Fondamentalmente Welby ha rinnegato sino all’ultimo un principio su cui si basa gran parte della teologia cattolica: il rispetto della vita in quanto dono di Dio. Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma perchè la Chiesa Cattolica dovrebbe fare un passo indietro e far finta di nulla, far finta che Welby non abbia rinunciato al principio sulla sacralità della vita?
    Forse (e ripeto forse) quello della Chiesa Cattolica potrebbe non essere un giudizio sommario, un giudizio affrettato, ma la conseguenza di quello che Welby si è sentito di fare.
    Le volontà del defunto vanno rispettate, ma se un morto desidera che dopo la sua morte si uccida anche la moglie e i figli, vi sembra che sia un desiderio esaudibile? In modo simile (non uguale, attenzione) mi sembra che la Chiesa Cattolica abbia solo rifiutato di esaudire un desiderio inaccettabile. Ecco perchè dico che non mi sembra uno schiaffo, una vigliaccheria.
    Bho… metto i pesi sulla bilancia, ma la bilancia è ancora in equilibrio precario. (Maledette situazioni al limite. Meglio l’indifferenza, meglio non pensarci… si vive senza problemi…)
    Infine: ho ricercato ulteriori notizie sul caso Welby, ho trovato solo il comunicato stampa, solo che qualcuno aveva omesso l’ultima frase: “Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti.”
    Proprio ieri, rivolgendomi ai miei amici Iperione e Herpes, dicevo loro: avete pregato per Welby?
    Mi sembra che l’ultima frase non sia di convenienza, anzi che ribadisca il punto di vista cristiano: la giustizia divina può tutto, ma su questa terra, in coerenza con gli atti di Welby, non si possono fare delle rivisatazioni ad un principio fondante della religione per accettare il suo caso.
    Resto comunque col dubbio, visto che si celebra il funerale anche per suicidi, mafiosi, dittatori sanguinari (tutti accomunati dal fattore comune per cui non hanno avuto rispetto per la vita); sembra di assistere all’atteggiamento dei papi durante le crociate, che assicuravano che avrebbero perdonato i peccati commessi dai crociati in ogni caso al loro ritorno. Un dittatore fa un sacco di crimini e poi viene pure assolto, gli si celebra il funerale cattolico… per Welby non varrebbe la stessa cosa (anche se mi sembra che sia nettamente inferiore il crimine di Welby… sempre che di crimine si possa parlare)?
    E se qualcuno dice che è sbagliato celebrare funerali anche per suicidi, dittatori, mafiosi ecc., mi chiedo: ma siamo sicuri di non starci ad arrogare il diritto di giudicare e sostituirci a Dio? Non giudicare e non sarai giudicato…

    Aiuto…

  2. ermes / Dec 23 2006 12:42 PM

    Oh Nick, ma di qual desiderio inaccettabile parli? Il desiderio di un funerale, il desiderio della preghiera, della vicinanza, del ricongiungimento? La comunità dei santi, la carità cristiana, il corpo mistico, il calice della vita e della salvezza…

    Oh Nick ma a qual crimine mai accenni? Piergiorgio Welby avrebbe compiuto un crimine?! Forse, il crimine di infastidire le buone coscienze a buon mercato… Ripeto: a buon mercato. Egli semplicemente chiedeva di poter morire in un qualsiasi altro modo che non fosse il soffocamento. Ecco di cosa si parla: morire per soffocamento, da solo, come un cane che muore d’asfissia, per il gelo, e non piuttosto circondato dall’amore di una sorella, una moglie che gli chiude gli occhi…

    Morire per soffocamento è come morire annegando, tutto s’annebbia, tutto si perde, va in vortice, scoppiano le tempie. Così è morto Luca Coscioni, così temeva, soprattutto dopo la morte di Luca, di esser costretto a morire Piergiorgio. Così temeva Piergiorgio che potessero e possano ancora e sempre più potranno morire mill’altri corpi, mill’altri uomini e donne in squallidi abbandonati nosocomi, pazzi manicomi, pulite “case serene”…

    Il fatto stesso che va in giro la parola “crimine” dice tutto, caro Nick… Piergiorgio Welby avrebbe compiuto il crimine di rifiutar la vita, dicono i Soloni, ha rinnegato il mistero bla bla bla, la sofferenza che forgia, il dolore che diventa esempio, la missione celeste: astraiamoci un attimo: tutti che parlano di tutto, ma chi conosce il peso, la solitudine, l’angoscia, chi mai se non chi vive a contatto con tali drammi? Sanno con certezza dove termina l’accanimento (immagina mute di cani che sbranano, ecco l’accanirsi), dove inizia il rifiuto del dolore, dove si diviene egoisti… silenzio, signori, silenzio…

    Invero Piergiorgio Welby ha nobilitato e nobilita la e le vite, dà senso alla bruta materialità, al diritto che ci concedono di campare come animali che nascono, si riproducono e stramazzano quando Natura vuole. Oh quali comode coscienze: la Natura vuole, la Natura sceglie, la Natura determina… Giordano Bruno rompeva l’ordine naturale delle cose, Gesù di Nazareth denaturava il sabato di festa, Darwin pretendeva dare nuova natura. Parlano del vuoto, letteralmente il vuoto.

    Una persona, una singola, irripetibile, unica persona da vent’anni lotta, scrive, cammina contro la distrofia, lotta per sé e per gli altri, lotta perché sia facile ottenere computer e programmi di lettura per chi non ha più voce – per chi è stato condannato da madre Natura a non aver più un filo di voce -, lotta perché alla parola ricerca si associ il senso del dubbio e del limite, non il pregiudizio dell’indifferenza e della superstizione, lotta per consentire a malati (che parola!) immobili di poter ancora, ancora, votare – ohibò quisquilie… Una persona è capace di mobilitare un Paese agonico, ove si convive da decenni – bravi i cattolici, bravi i pastori – con l’immondizia campana, i silenziamenti siculi, le sceneggiate delle parate di turno, le sagre del nulla, per parlar finalmente di vita e di morte… Una persona finalmente è voce per discutere di vita e di morte alla strafacciaccia delle vagonate di guano di cui ci riempiono gli occhi e la bocca – bella televisione in Italia, belle Università in Italia, bei quartieri… Una persona è capace di tanto e costoro, caro Nick, stanno lì col bilancino a valutare l’intenzione in più, l’intenzione in meno, la radice quadrata del rantolo, l’algoritmo del tremore.

    A qual Dio mai si rivolgono… Al Dio dei codici, dei catechismi, delle istruzioni, dell’ossessione. Ossessi del macabro, del distinguo… come quando giudicano se il matrimonio è consumato, non consumato, in quali pose, in quali perversioni… Ormai vanno avanti, si eternano, si legittimano nell’ansia di codificare, di normare, stabilire il consentito (in nome della Natura…) dal fuori luogo, dallo scabroso, dal poveraccio, dall’ultimo degli ultimi.

    Di fronte alla morte di Piergiorgio ecco i titoli, come fu per Aldo Moro, l’aveva previsto Piergiorgio. Moro è catturato e ucciso e per evitare di parlare e far parlare Moro, cominciano a chiamarlo statista, maestro, grande, immenso, e banalità bizantine varie. Piergiorgio ci lascia ed ecco il “Dott.”, ripetuto due volte, in un testo che è la sintesi dell’ipocrisia più astrusa e impudica… Nemmeno più il pudore.

    Eppoi la striminzita frase finale, la gentile concessione che tutto sana, tutto rimette in regola, ordine, Ordine, ORDINE, santo Dio! “Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti”: sembra una frase da manifesto mortuario, una di quelle in esposizione sul prontuario delle pompe funebri e che si scelgono indicando a caso col dito perché la testa non capisce neppure, una di quelle frasi tutte uguali tutte squallide che quando non s’ha nemmeno la forza di muover la mano si chiede al becchino di scegliere… Altro che Chiesa d’amore, Chiesa dei pargoli, Chiesa delle colombe…

    Si prega per l'”eterna salvezza del defunto”? Chiedo scusa, ma si crede in un Dio che possa condannare alla non salvezza un defunto, anche il più tremendo dei mostri? Credete nel Dio della misericordia o dei tribunali? in un Dio d’amore o un Dio d’odio? il Dio dell’ascolto o il Dio della violenza? il Dio del ricongiungimento, dell’abbraccio, della modestia o il Dio di giustizia?

    Caro Nick, attenzione ai “principi fondanti” di una religione, così come di un partito, di un amore, di un sentimento, di uno studio, di un lavoro. Esistono le persone, le persone, le persone, eppoi anche i principi.

    Ed infine, hai capito perché, a differenza di Piergiorgio Welby si concede – che generosi! – l’estremo saluto e preghiera ai suicidi? Non per carità, per amore, ma giacché in loro si “presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso”: e così se scoprissero poveri Cristi che abbandonano i propri cari giungendo al suicidio pienamente avvertiti e sensatamente deliberati (di nuovo leggasi: il vuoto; ecco il tipico esempio di parafrasi del nulla!), lor signori custodi dei troni proibirebbero a madre, padre, figli, compagni, fratelli il ricongiungimento al poveretto nel Corpo di Cristo… Bella carità, bella rinascita, bel Natale.

  3. NickPolitik / Dec 23 2006 8:03 PM

    Solo una precisazione: io non parlo di crimine per quanto riguarda Welby. Che crimine ha fatto? Nulla che leda la libertà di altre persone. Perciò per quel che mi riguarda non è crimine. La definizione è di altri, infatti ho scritto “sempre che di crimine si possa parlare”.

    Sin dall’inizio mi è sembrata l’ennesima esibizione di potere da parte della Chiesa Cattolica.
    E non nascondo che il tuo ragionamento non fa una piega… e che adesso la bilancia pende dalla parte di Welby.
    Sapevo di aver fatto un commento contraddittorio, sono partito con la difesa di Welby, per poi giustificare la Chiesa (arrampicandomi sugli specchi… mamma mia di quali orrori sono capace!) e infine affermare: “E se qualcuno dice che è sbagliato celebrare funerali anche per suicidi, dittatori, mafiosi ecc., mi chiedo: ma siamo sicuri di non starci ad arrogare il diritto di giudicare e sostituirci a Dio? Non giudicare e non sarai giudicato…”
    La mia indecisione forse era dovuta al non voler credere che sia davvero una esibizione di potere…forse dimenticano che Dio è misericordioso e che suo figlio ha detto: “va’ e anche tu fa lo stesso”? Direbbero che quella frase si riferisce a ben altro e che io la sto estrapolando dal contesto. E l’amore per i nemici? Ammesso che Welby sia un nemico, non merita il funerale? Va bene, non voglio mettermi a fare il catechismo… ops… io non conosco il catechismo!

    P.S.: Alla notizia del funerale laico di Welby e a quella che alcune chiese cristiane protestanti si sono offerte di celebrare il funerale di Welby, mia madre ha esclamato: “c bella fiur!”. All’amico Herpes: potrebbero le chiese protestanti essere una valida alternativa per l’8 per mille?

  4. herpes / Dec 23 2006 8:16 PM

    Mah, non saprei. In fondo poi le chiese protestanti in virtù dell’interpretazione letteraria delle scritture hanno odiosi (a dir poco) pregiudizi.

  5. NickPolitik / Dec 23 2006 9:10 PM

    Ricorda che se non lo destini a nessuno, l’8 per mille viene comunque diviso proporzionalmente tra le chiese che ne fanno richiesta, cioè, se la chiesa cattolica ha l’80% e gli evangelici il 5%, e il 10% non ha destinato a nessuno l’8 per mille, allora l’80% di quel 10% va alla chiesa cattolica, il 5% del 10% agli evangelici. Per quello che rimane del 10% non ricordo bene come funziona. Questo per farti capire che è meglio esprimere una preferenza, se no per la maggior parte vanno alla chiesa cattolica. Li diamo agli ebrei? ai mussulmani? ai testimoni di geova? ai raelliani? a scientology?

  6. ermes / Dec 27 2006 12:02 PM

    Credo vi sia anche la possibilità di devolvere l’otto per mille allo Stato… ehm, allo Stato… italiano. E’ proprio una spartizione delle vesti… tra confraternite!

  7. NickPolitik / Dec 27 2006 12:29 PM

    Questa mi è davvero piaciuta…

  8. ermes / Dec 27 2006 1:37 PM

    E scuuuuuuuus!

  9. ermes / Jan 9 2007 3:24 AM

    “Tra di noi ci sono cose che ho sempre notato andare singolarmente d’accordo: le opinioni supercelesti e i costumi terra terra” (Michel de Montaigne).

  10. ermes / May 30 2007 8:39 AM

    Ange plein de gaieté, connaissez-vous l’angoisse,
    La honte, les remords, les sanglots, les ennuis,
    Et les vagues terreurs de ces affreuses nuits
    Qui compriment le cœur comme un papier qu’on froisse ?
    Ange plein de gaieté, connaissez-vous l’angoisse ?

    Ange plein de bonté, connaissez-vous la haine,
    Les poings crispés dans l’ombre et les larmes de fiel,
    Quand la Vengeance bat son infernal rappel,
    Et de nos facultés se fait le capitaine ?
    Ange plein de bonté connaissez-vous la haine ?

    Ange plein de santé, connaissez-vous les Fièvres,
    Qui, le long des grands murs de l’hospice blafard,
    Comme des exilés, s’en vont d’un pied traînard,
    Cherchant le soleil rare et remuant les lèvres ?
    Ange plein de santé, connaissez-vous les Fièvres ?

    Ange plein de beauté, connaissez-vous les rides,
    Et la peur de vieillir, et ce hideux tourment
    De lire la secrète horreur du dévouement
    Dans des yeux où longtemps burent nos yeux avides !
    Ange plein de beauté, connaissez-vous les rides ?

    (Charles Baudelaire, XLIV – Réversibilité, Les Fleurs du Mal, 1857)

  11. Enza Ignor / Dec 19 2007 8:24 PM
  12. ermes / Feb 3 2008 1:53 PM

    Un giorno, Jorge Luis Borges:

    Juan, I, 14

    Refieren las historias orientales
    La de aquel rey del tiempo, que sujeto
    A tedio y esplendor, sale en secreto
    Y solo, a recorrer los arrabales

    Y a perderse en la turba de las gentes
    De rudas manos y de oscuros nombres;
    Hoy, como aquel Emir de los Creyentes,
    Harún, Dios quiere andar entre los hombres

    Y nace de una madre, como nacen
    Los linajes que en polvo se deshacen,
    Y le será entregado el orbe entero,

    Aire, agua, pan, mañanas, piedra y lirio,
    Pero después la sangre del martirio,
    El escarnio, los clavos y el madero.

    De: El otro, el mismo

    Giovanni, I, 14

    Raccontano le storie dell’Oriente
    D’un re del tempo, che tediato ormai
    Dal fasto che lo attornia, esce in segreto
    E solo dalla reggia e vaga, perso

    Nei sobborghi, confuso tra la gente
    Dalle mani callose e nomi oscuri.
    Oggi, come l’Emiro dei Credenti
    Harún, Dio vuole vagare tra gli uomini

    E nasce da una madre, come nascono
    Le stirpi che dovranno farsi polvere.
    Il mondo intero sarà suo: il mattino,

    Il pane, l’aria, l’acqua, il sasso e il giglio,
    Ma con essi anche il sangue del martirio,
    Gli scherni, i chiodi e il legno della croce.

    Da: L’altro, lo stesso

    (tratto da Borges. Tutte le opere, Milano: Meridiani Mondadori, vol. II, pagg. 82 – 3)

  13. ermes / May 5 2008 3:00 AM

    “…domani alle tre
    nella fossa comune cadrà
    senza il prete o la messa
    perché di un suicida non hanno pietà…”

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