Skip to content
Saturday, 30 December , 2006 / NickPolitik

Il grande giorno


Quella mattina faceva un gran freddo, il cielo aveva deciso di non farsi vedere e si era coperto con una soffice pelliccia grigia. Un filo di vento accentuava la sensazione piacevole del gelo che percuote le gote e sottolinea la discrepanza con il caldo del corpo coperto dai vestiti.

Salire sul treno fu una sensazione piacevole, nonostante il cattivo odore che proveniva dalla carrozza: il calore sprigionato dai condizionatori d’aria lo accarezzò.

Cercò un posto a sedere. Trovatolo, si sistemò sulla poltrona. Il suo viaggio sarebbe durato non più di un quarto d’ora.

Un quarto d’ora per sè, per pensare, dimenticando per un attimo che la giornata era appena iniziata. Dal finestrino osservava quel cielo grigio così rassicurante, così colmo di ulteriore freddo. Pensare di essere lì al caldo, mentre tutto era gelo al di là del finestrino: uno strano sorriso si stampò sul suo volto, un attimo di felicità, un attimo di paradiso. Si sentì avvolto nell’universo e protetto da qualsiasi forma di odio.

Poi però ricordava che di lì a poco sarebbe dovuto scendere dal treno. Un’idea che non gli andava a genio. Sarebbe voluto restare lì ancora e ancora, dimenticando quello che doveva fare quella mattina.

Tutto era stabilito, il luogo e l’ora. Quel che doveva fare non aveva alternative palusibili. Da tempo sapeva che sarebbe andato tutto così, come gli era stato ripetuto.

Il treno si fermò.

Il cuore cominciò a sussultare, a battere impazzito. Gli tremavano le gambe.

Ma il giorno e l’ora erano giunti. E a lui toccava il compito di dare inizio alle danze.

Uscì dal treno, imboccò il sottopassaggio. Camminava e pensava che tutto di lì a poco, il mondo, le sue tradizioni, le sue contraddizioni, le sue ansie, le sue guerre, sarebbero giunti al punto di non ritorno.

Uscì dalla stazione, raggiunse a gambe levate il punto della piazza che aveva visto in sogno.

Si fermò. Tutto stava per essere compiuto. Stava solo a lui esplicare la funzione che aveva visto in sogno. Quale responsabilità, quali dolori, quali gioie avrebbe scatenato, quale inferno e quale paradiso. Tutto nelle sue mani, nella sua libertà di scelta: agire come prescritto o far finta che il suo sogno fosse un parto della sua fantasia.

E allora cominciò a spogliarsi, a liberarsi di tutti gli indumenti, il freddo si fece sentire su tutto il corpo.

I passanti si fermavano a guardare quel gesto di malcostume, quella follia immensa: un uomo nudo in una piazza in pieno inverno.

Ed egli prese fiato, sussurrò: “Sia fatta la tua volontà!”

Poi riempì al massimo i polmoni, perchè le sue corde vocali avrebbero dovuto vibrare come non avevano mai fatto da quando era nato.

Era lì e tutto era compiuto. Tutti i popoli della terra udirono la sua voce: “Il Regno di Dio è in mezzo a voi!”

E tutti i passanti increduli videro il grigio trasformarsi nell’indescrivibile. Videro quell’uomo splendere di una luce abbagliante, il suo vestito era la gioia.

E il mondo non fu più come prima.

One Comment

Leave a Comment
  1. NickPolitik / Jan 9 2007 2:41 PM

    Sui racconti sono abbastanza contrario ad aprire dibattiti e discussioni. Per un semplice motivo. Qualsiasi forma d’arte (anche se arte blasfema, anche nel caso di questi brevi racconti penso si possa parlare di arte) può essere criticata, derisa, offesa, esaltata, premiata, messa all’asta. Questo è ovvio. Ma non interessandomi i commenti, siano essi positivi o negativi, in un primo momento avevo deciso di chiudere la sezione commenti. Faccio un passo indietro, visto che mi è stato fatto notare che un racconto potrebbe essere un input anche per una riflessione personale. E magari per pormi delle domande.

    Sono solo prove di scrittura; e quindi prive di qualsiasi pretesa letteraria. Le considero un po’ come le impronte lasciate dietro di me, un modo come un altro per affermare davanti agli uomini “io esisto”… ma conscio del fatto che si ha a che fare con rapporti virtuali affidati agli strumenti di telecomunicazione, non mi aspetto nessun riconoscimento ufficiale della mia esistenza… per parte mia sono ben soddisfatto dei rapporti faccia a faccia che già posseggo, che in qualche modo mi confermano che le mie azioni effettivamente esistono (o sembrano esistere).

    Sin d’ora posso affermare che, mentre negli altri articoli di solito sono io a porre delle domande finali, a cui non riesco a trovare risposta, e sono espresse idee, che possono anche cambiare a seguito di una discussione, in questo caso non cambierò idea, perchè non si sta parlando di idee, ma di arte. Potrei correggere eventuali errori di battitura o grammaticali, ma non il significato di quello che scrivo, anche se questo non dovesse piacere.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: