Skip to content
Wednesday, 10 January , 2007 / Iperione

Proibizione, vita, morte e Cyber-Speranze


Riporto questo articolo, che fa il paio con uno di qualche tempo fa tratto dall’Economist, sul trapianto e commercio d’organi. Aggiungo che ciò che non è riportato nella implacabile cronaca dell’autore, è l’immenso dibattito, le infinite questioni che si vanno sollevando in Gran Bretagna, dove, al contrario di quanto sembrano credere le redazioni di alcuni TG, sono meno stupidi di quello che sembrano.

Corriere della Sera, 09 gennaio 2007
Un’inchiesta del tabloid “The Sun”
Il traffico d’organi passa anche dal Web
Un giornalista inglese ha contattato su un sito un 24enne intenzionato a vendere il suo rene

LONDRA – Fino a qualche anno fa il commercio degli organi era un male che affliggeva solamente i cittadini dei paesi poveri, pronti a privarsene per venderli clandestinamente al ricco Occidente. Un’inchiesta condotta dal tabloid inglese «The Sun» ha dimostrato come nel XXI secolo tra le vittime del commercio di organi ci siano anche alcuni cittadini poveri dei paesi più industrializzati: secondo il quotidiano anglosassone molti giovani britannini, americani, australiani e francesi hanno venduto grazie al commercio sul web un rene o qualche altro organo vitale in cambio di denaro.

L’INCHIESTA – Fingendosi un uomo d’affari, il giornalista del Sun Oliver Harvey ha incontrato Umer Maqbool, un giovane cameriere inglese di ventiquattro anni che ha messo in vendita su internet alcuni suoi organi. Il ragazzo afferma che egli ha bisogno di soldi per comprare una casa ai suoi familiari in Pakistan e per iniziare un’attività lavorativa più redditizia. «Sono pronto a vendere un rene, una sezione del mio fegato e forse fra tre mesi vorrei vendere anche la cornea di un mio occhio. Sono pronto a farlo anche oggi stesso. Ma voglio 100.000 sterline per tutte e tre gli organi».

GLI ANNUNCI – Maqbool non è l’unico ragazzo che ha messo un annuncio su internet nel quale dichiara non solo di voler vendere i propri organi al miglior offerente, ma ha anche precisato un prezzo di base e ha specificato a quale gruppo sanguigno appartiene. Dozzine di annunci, rivela il Sun sono presenti sulla rete. Per un rene il prezzo in media è di 50.000 sterline, mentre per la cornea e una sezione di fegato il prezzo si attesta intorno alle 10.000 sterline. Come in Italia, anche in Inghilterra il mercato degli organi è illegale, ma grazie alla rete “i venditori” aggirano facilmente la legge creando un mercato nero che permette ai malati di non sottoporsi alle interminabili liste d’attesa.

INCONTRO – Secondo l’inchiesta cercare organi in vendita è semplice: “dopo una breve ricerca su Google ho trovato un sito web in cui compaiono messaggi di persone povere e disperate disposte a tutto per denaro” scrive il giornalista del tabloid inglese, non precisando quale sia l’indirizzo del sito. Proprio come se dovesse vendere un oggetto ecco cosa ha scritto il giovane cameriere Maqbool per attirare compratori: “Rene in vendita. Maschio, buona salute. Chi è interessato dovrà pagare tutto, viaggio, trapianto e costi medici più naturalmente il costo del rene. L’accordo sarà fatto in Inghilterra. Costo totale 90.000 sterline più altre 10.000 per spese mediche e di viaggio”.
Dopo aver incontrato il giornalista in incognito Maqbool ha confessato al falso uomo d’affari: «Sei la seconda persona che mi ha contattato su internet per comprare il mio rene. Ma io voglio venderlo a te». Il giornalista ha chiesto al ragazzo se sapesse che tutto ciò era illegale, ma il giovane ha prontamente risposto: «Io non lo dirò a nessuno». Secondo gli accordi l’operazione sarebbe dovuta avvenire a Lahore, in Pakistan dove il giovane conosceva un chirurgo pronto ad effettuarla.

COMMERCIO ILLEGALE – Proprio perché è illegale vendere organi in Europa, la tecnologia dei trapianti si è prima sviluppata nell’Asia dell’Est e poi si è diffusa anche in America Latina. Soprattutto in Asia i prezzi dei trapianti sono davvero irrisori e secondo la professoressa Sheper Hughes, ordinaria di antropologia all’Università di Berkeley negli slum di Bombay, di Calcutta e di Madras sono sorti “organ bazar” dove i donatori sono pagati appena 2-3000 dollari a organo. Un’inchiesta dell’Independent dell’anno scorso ripresa dal Corriere denunciava che centinaia di ricchi giapponesi comprano illegalmente gli organi dei prigionieri cinesi giustiziati dal governo comunista di Pechino. Il commercio di organi illegali è diventato un mercato transnazionale redditizio per numerose associazioni criminali che anche grazie al web riescono a lucrare sulla sofferenza dei malati e dei poveri. Proprio per combattere il commercio illegale degli organi nel 1999 è nato “OrganWatch” osservatorio sulle violazioni dei diritti umani nella raccolta e nella distribuzione degli organi per i trapianti, creata dalla antropologa Sheper Hughes insieme al collega Lawrence Cohen.

Francesco Tortora

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: