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Wednesday, 31 January , 2007 / Iperione

Meglio il Negazionismo che il Mastellismo ovvero “Della memoria dei peccati altrui”


Ministero della Giustizia, Roma, 15 gennaio 2007, Comunicato stampa
Shoah: Mastella, negazionismo diventi reato in tutta Europa
Un appello affinché il negazionismo della shoah diventi reato in tutti i paesi dell’Unione Europea. E’ quello lanciato dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella, a pochi giorni dalle commemorazioni che si terranno il prossimo 27 gennaio.
A Dresda, per il Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni europei, il Guardasigilli, incontrando la sua omologa Brigitte Zypries, ha sottolineato l’importanza di una iniziativa comune in questa direzione. Si tratta di una inversione di rotta evidente rispetto alla posizione assunta nel 2003 dal precedente Governo italiano.

Al di là della mera convenienza politica e del mercanteggiare da salotto, questa è la limpida posizione del nostro Ministro della Giustizia, successivamente costretto a mitigare il contenuto del “suo” Ddl, per far piacere ai suoi amici-nemici di potere. Questo è quello che qui definisco il “mastellismo”, appendice italica di un movimento ben radicato in Europa in special modo in Germania, Francia e Austria.

In questo senso dico che è meglio il “negazionismo”, perchè confutabile, perchè controvertibile. Perchè c’è parte d’Europa che crede, ha fede nell’uomo e nella sua capacità di parlare della Storia e parlare di cultura. Da ogni parte (Timothy Garton Ash , Appello dei 150, Negazionismo) è stato detto questo, ma lui, l’inflessibile, l’incorruttibile, il moralmente retto MinistrodellaGiustizia Mastella non poteva soprassedere; del resto il “suo” ddl era un regalo già promesso per il “Giorno della Memoria”.

Accade, quindi, che si vadano a spolverare, solo per l’occasione, gli archivi segreti del Vaticano, riportando alla luce le comunicazioni fra il Pontefice Pio XII e i suoi nunzi nei Paesi sconvolti dai rastrellamenti dei nazisti, sottolineandone la natura di “prova” dell’azione dei cattolici in favore degli ebrei; e dimenticando di analizzare, spiegare, documentare i silenzi di quel pontificato, proprio in merito ai campi di concentramento, poi di sterminio.

Accade che le nostre reti televisive, massaie prodighe d’attenzioni, riescano a scongelare per tempo i polpettoni “simil-storici” e “simil-documentaristici”, perchè, si sa, una lacrima fa molto più d’un rigo di storia. Accade che queste massaie, con relative colf-giornalisti, non s’accorgano che già gli storici, nel loro documento, in qualche modo, sollecitano un’azione culturale, informativa, storica, su quanto gli italiani hanno saputo fare di terribile, proprio negli stessi istanti della follia nazista di cui serbiamo la memoria.

I nostri ben pensanti, moralisti, intellettualoidi parlamentari, para-intellettuali scribacchini hanno altro da fare e da curare che la memoria delle stragi fasciste nelle colonie africane, dei campi di concentramento jugoslavi, della “guapponeria” nei balcani; c’è ben altro da fare, del resto noi siamo “quei bravi italiani che tutti vogliono bene”, i delinquenti sono altri.

C’è ben altro da fare, per le grandi meretrici della cultura; infatti è solare l’impegno ad ogni livello istituzionale e civile per far luce STORICA, poi anche giudiziaria, sui grandi misteri italiani, le grandi stragi, i tanti morti senza memoria; e solare appare l’autocritica di un sistema politico-intellettuale marcio, incancrenito fino al midollo, che ancora nei salotti buoni introduce il proprio rango col motto “Noi italiani brava gente, good people, capisc?”.

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