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Thursday, 15 February , 2007 / NickPolitik

Il veggente Pirandello


Barzellette o drammi pirandelliani? Ma che DICO, sono solo fatti di ordinaria ipocrisia.

Non voglio dire altro riguardo all’articolo che potete leggere cliccando qui.

One Comment

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  1. ermes / Feb 19 2007 10:50 AM

    Ancora un grazie a Nick!

    A margine dell’articolo, che davvero lascia così interdetti da muovere al silenzio (come tutte le storie beckettiane che si conoscono e di cui si ride, fintantoché non sian raccolte e messe su carta a futura memoria… se sciascianamente la memoria avrà un futuro), a margine dell’articolo dicevo, solo qualche frastagliata notazione:

    1) Si potrà una buona volta conoscere di persona, qui ed ora, qualche perfido e trinariciuto laicista, bestia immonda e immorale, figlio dell’ideologia e dell’ignoranza, tutt’affatto diverso dal moderato e accettabile (per lor signori integralisti) politico laico? La natura epperò anche il dramma degli idiomi, delle lingue, dei sistemi di parola è nell’esser come mill’altri apparati e costruzioni sociali, lo specchio di forze di potere imperanti: e così Concordato ha la stessa radice di concordia (poveri cuori…), la parola compagno è stata e rimane appannaggio di tifosi e dozzinali, gli Stati Uniti sono ormai più legati al concetto di forza occupante che alla realtà storica di forza liberante, Bertinotti e il papa possono invocare la non violenza (ignorando che si scriva gandhianamente “nonviolenza” e che la violenza delle parole è spesso la spada più tranciante), i sindacati italiani sono naturalmente per i deboli, il laicista è altro rispetto al laico (specie protetta solo in antitesi al laicista stesso, peraltro), la famiglia (quale?) si disgrega se si riconoscono diritti e doveri a gente che si ama e si vuol bene, le lobbies ci fanno terrore da che le demoplutogiudaocrazie…

    2) Marco Mellini è in realtà Mauro Mellini, avvocato che raccolse in un paio di testi – Così annulla la Sacra Rota, ed. Samonà e Savelli, 1969, e Le sante nullità, ed Savelli, 1974 – una grande messe degli alambicchi giuridici dei maestri di diritto canonico. Per la cronaca, la prefazione al primo scritto fu di Loris Fortuna. Mellini fu uno dei primi quattro deputati radicali ad entrare in Parlamento, insieme con Emma Bonino, Marco Pannella e Adele Faccio. La stessa Adele Faccio è deceduta pochi giorni or sono, dimenticata come pezza rabberciata, pezza da piedi che servì per ripulire un po’ il pavimento di questo polveroso Paese dalla medievale impossibilità giuridica di divorziare, e dalla brutale pratica degli aborti clandestini, tra l’altre cose… Ella straccio vecchio, gli altri opinion makers nelle televisioni, intellettuali di regime, professionisti negli ospedali, decisori nei tribunali, corsivisti sui giornali, politicanti di abusivismo, baroni dietro le cattedre, savonarola dai pulpiti.

    3) Luigi Einaudi, Presidente della Repubblica che fece del suo settennato sette anni di lavoro e intenso silenzio come prescritto dalla Costituzione di cui fu padre e garante, supremo magistrato riservato e chiuso nell’ascolto e nella meditazione anche dell’ultimo cittadino, a tal punto da pubblicare le sue riflessioni solo a termine del suo incarico (ma nell’era della globalizzazione possiamo tacitare il superpentito Napolitano più di quanto nell’era dell’hi-tech non ci riuscì con nonno Ciampi, o all’epoca della moralizzazione con picconatore Cossiga prima e fedele ricostruttore Scalfaro poi?); ecco il maestro Luigi Einaudi ebbe a dire un giorno di fronte a questo giullaresco e pirandelliano Paese: “Fai quel che devi, accada quel che può”.

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