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Saturday, 3 March , 2007 / NickPolitik

Capita a volte


Capita a volte che non ti vada di far nulla, di aspettare solo che qualcuno stacchi la spina, che finalmente non si debba più avere a che fare con qualsiasi tipo di percezione. Capita a volte che i fenomeni naturali, come una eclissi di luna, sottolineino con particolare evidenza uno stato particolare dell’animo. Capita a volte che tutto perda senso in un istante. Capita a volte di stare nel limbo dell’indecisione, del non sapere cosa potrà sgorgare a seguito delle proprie azioni. Capita a volte di riflettere sulla propria esistenza e concludere che la vita è noiosa, che non esiste nulla che possa renderla piacevole, neanche l’orgasmo più prolungato. Capita a volte di sentire il peso di una esistenza pervasa dall’inutilità. Capita a volte di giungere a conclusioni sconclusionate in cui la sofferenza è uguale alla noia che è uguale alla vita. Capita a volte di non trovare scopo a ciò che si fa, perchè tutto è destinato a perire, comprese le parole impresse su questo schermo. Capita a volte di sentire inutile il dover preferire l’aleatorietà al determinismo e viceversa. Capita a volte di desiderare ardentemente di non essere a quel punto, di rimpiangere di aver pensato tanto, per poi giungere alla conclusione che non serve a niente. Capita a volte di sentirsi addosso il male di vivere, ma di percepire che in realtà non è il male di vivere, ma il vuoto di vivere. Capita a volte di non farcela più e di arrendersi, di concludere che nulla ha più senso e di aspettare che il corso degli eventi continui appunto a fare il suo corso. Capita a volte di pensare che forse è meglio lasciar correre tutto e far finta di nulla. Capita a volte che questo sia un modo come un altro per continuare a non vedere che l’unica soluzione a tutto ciò è l’azione, sia essa la più positiva o la più negativa.

Capita a volte di non capirci più nulla e di concludere che è sempre vero che l’origine e il fine ultimo di ogni azione è ciò che muove il mondo e l’altre stelle.

6 Comments

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  1. herpes / Mar 4 2007 7:05 PM

    ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ronf ….capita a volte di addormentarsi leggendo una riflessione intitolata “capita a volte”.

  2. ermes / Mar 5 2007 3:05 PM

    “Siamo o non siamo su un’invisibile trottolina, cui fa da ferza un fil di sole, su un granellino di sabbia impazzito che gira e gira e gira, senza saper perché, senza pervenir mai a destino, come se ci provasse gusto a girar così, per farci sentire ora un po’ più di caldo, ora un po’ più di freddo, e per farci morire – spesso con la coscienza d’aver commesso una sequela di piccole sciocchezze – dopo cinquanta o sessanta giri? Copernico, Copernico, don Eligio mio ha rovinato l’umanità, irrimediabilmente. Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell’infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell’Universo…”

    (Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal, cap. II)

  3. ermes / Mar 5 2007 3:06 PM

    “A noi uomini, nascendo, è toccato un triste privilegio: quello di sentirci vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come realtà fuori di noi questo nostro interno sentimento della vita, mutabile e vario, secondo i tempi, i casi e la fortuna. E questo sentimento della vita (…) era come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé accesso; un lanternino che ci fa vedere sperduti sulla terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che proietta tutt’intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è ombra nera, l’ombra paurosa che non esisterebbe se il lanternino non fosse accesso in noi ma che noi dobbiamo purtroppo credere vera, fintanto ch’esso si mantiene vivo in noi.”

    (Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal, cap. XII)

  4. ermes / Mar 5 2007 3:10 PM

    E a parte tutto… rooooooooooooonf anche da parte mia!

  5. piripinpappillacchero / Apr 29 2007 10:10 AM

    rooooooooooooonf

  6. Tony Sbiadity / Sep 18 2007 3:00 PM

    Capita a volte… che devi leggere un po’ più di New York Times!

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