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Tuesday, 13 March , 2007 / francemo

Che dire…


Quanto mi hai fatto soffrire, Chiesa, eppure…
(Carlo Carretto)

Ecco un brano del libro di Carlo Carretto (chi è venuto a Cascia quest’estate si ricorderà…). Quando l’ho trovato e l’ho letto pensato prima a me e poi, non vi nascondo, anche a voi… Ma andiamo a leggere… sicuramente dice delle cose che son più importanti delle mie…

“Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo!
Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo!
Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza.
Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità!
Nulla ho visto al mondo di più oscurantista, più compresso, più falso e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello.
Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porte della mia anima, quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure.
No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te.
E poi, dove andrei?
A costruirne un’altra?

Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò, sarà la mia Chiesa, non più quella di Cristo.
Sono abbastanza vecchio per capire che non sono migliore degli altri.
L’altro ieri un amico ha scritto una lettera ad un giornale: “Lascio la Chiesa perché, con la sua compromissione con i ricchi, non è più credibile”.
Mi fa pena!
O è un sentimentale che non ha esperienza, e lo scuso; o è un orgoglioso che crede di essere migliore degli altri.
Nessuno di noi è credibile finché è su questa terra…
La credibilità non è degli uomini, è solo di Dio e del Cristo.
Forse che la Chiesa di ieri era migliore di quella di oggi? Forse che la Chiesa di Gerusalemme era più credibile di quella di Roma?
Quando Paolo arrivò a Gerusalemme portando nel cuore la sua sete di universalità, forse che i discorsi di Giacomo sul prepuzio da tagliare o la debolezza di Pietro che si attardava con i ricchi di allora e che dava lo scandalo di pranzare solo con i puri, poterono dargli dei dubbi sulla veridicità della Chiesa, che Cristo aveva fondato fresca fresca, e fargli venire la voglia di andarne a fondare un’altra ad Antiochia o a Tarso?
Forse che a Santa Caterina da Siena, vedendo il Papa che faceva una sporca politica contro la sua città, poteva saltare in capo l’idea di andare sulle colline senesi, trasparenti come il cielo, e fare un’altra Chiesa più trasparente di quella di Roma cosi spessa, così piena di peccati e così politicante?
…La Chiesa ha il potere di darmi la santità ed è fatta tutta quanta, dal primo all’ultimo, di soli peccatori, e che peccatori!
Ha la fede onnipotente e invincibile di rinnovare il mistero eucaristico, ed è composta di uomini deboli che brancolano nel buio e che si battono ogni giorno contro la tentazione di perdere la fede.
Porta un messaggio di pura trasparenza ed è incarnata in una pasta sporca, come è sporco il mondo.
Parla della dolcezza dei Maestro, della sua non-violenza, e nella storia ha mandato eserciti a sbudellare infedeli e torturare eresiarchi.
Trasmette un messaggio di evangelica povertà, e non fa che cercare denaro e alleanze con i potenti.
Coloro che sognano cose diverse da questa realtà non fanno che perdere tempo e ricominciare sempre da capo. E in più dimostrano di non aver capito l’uomo.
Perché quello è l’uomo, proprio come lo vede visibile la Chiesa, nella sua cattiveria e nello stesso tempo nel suo coraggio invincibile che la fede in Cristo gli ha dato e la carità dei Cristo gli fa vivere.
Quando ero giovane non capivo perché Gesù, nonostante il rinnegamento di Pietro, lo volle capo, suo successore, primo Papa- Ora non mi stupisco più e comprendo sempre meglio che avere fondato la Chiesa sulla tomba di un traditore, di un uomo che si spaventa per le chiacchiere di una serva, era un avvertimento continuo per mantenere ognuno di noi nella umiltà e nella coscienza della propria fragilità.
No, non vado fuori di questa Chiesa fondata su una roccia così debole, perché ne fonderei un’altra su una pietra ancora più debole che sono io.
…E se le minacce sono così numerose e la violenza del castigo così grande, più numerose sono le parole d’amore e più grande è la sua misericordia. Direi proprio, pensando alla Chiesa e alla mia povera anima, che Dio è più grande della nostra debolezza.
E poi cosa contano le pietre? Ciò che conta è la promessa di Cristo, ciò che conta è il cemento che unisce le pietre, che è lo Spirito Santo. Solo lo Spirito Santo è capace di fare la Chiesa con delle pietre mai tagliate come siamo noi!…
E il mistero sta qui.
Questo impasto di bene e di male, di grandezza e di miseria, di santità e di peccato che è la Chiesa, in fondo sono io…
Ognuno di noi può sentire con tremore e con infinito gaudio che ciò che passa nel rapporto Dio-Chiesa è qualcosa che ci appartiene nell’intimo.
In ciascuno di noi si ripercuotono le minacce e la dolcezza con cui Dio tratta il suo popolo di Israele, la Chiesa. A Ognuno di noi Dio dice come alla Chiesa: “Io ti farò mia sposa per sempre” (Osea 2, 21), ma nello stesso tempo ci ricorda la nostra realtà: “La tua impurità è come la ruggine. Ho cercato di toglierla, fatica sprecata! E’ così abbondante che non va via nemmeno col fuoco” (Ezechiele 24, 12).
Ma poi c’è ancora un’altra cosa che forse è più bella. Lo Spirito Santo, che è l’Amore, è capace di vederci santi, immacolati, belli, anche se vestiti da mascalzoni e adulteri.
Il perdono di Dio, quando ci tocca, fa diventare trasparente Zaccheo, il pubblicano, e immacolata la Maddalena, la peccatrice.
E’ come se il male non avesse potuto toccare la profondità più intima dell’uomo. E’ come se l’Amore avesse impedito di lasciar imputridire l’anima lontana dall’amore.
“Io ho buttato i tuoi peccati dietro le mie spalle”, dice Dio a ciascuno di noi nel perdono, e continua: “Ti ho amato di amore eterno; per questo ti ho riservato la mia bontà. Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine Israele” (Geremia 3 1, 3-4).
Ecco, ci chiama “vergini” anche quando siamo di ritorno dall’ennesima prostituzione nel corpo, nello spirito e nel cuore.
In questo, Dio è veramente Dio, cioè l’unico capace di fare le “cose nuove”.
Perché non m’importa che Lui faccia i cieli e la terra nuovi, è più necessario che faccia “nuovi” i nostri cuori.
E questo è il lavoro di Cristo.
E questo è l’ambiente divino della Chiesa…”

A voi le dovute riflessioni.

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5 Comments

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  1. NickPolitik / Mar 13 2007 10:11 PM

    E questo è l’ambiente diaceto della Chiesa…

    http://it.news.yahoo.com/13032007/58-56/papa-politici-cattolici-non-possono-sostenere-i-matrimoni-gay.html

    Scusate, ma non mi sento parte di nessuna chiesa… appartengo solo al genere umano.

  2. Iperione / Mar 14 2007 9:41 AM

    Se gli uomini son uomini, come intende Carretto, allora ha ancora e sempre più senso un Concilio Vaticano III; ha ancora e sempre più senso un riequilibrio dei rapporti di vassallaggio che ci legano ai papi-santi ed ai loro principi chiacchieroni.

  3. ermes / Mar 15 2007 1:40 AM

    Grazie Franbravo!!!!
    Il passo è davvero bello, commovente, coinvolgente, triste e carico di gioia insieme, la gioia di discutere, valutare, soppesare, indagare, riflettere, smentire e smentirsi, ritornare sui propri passi, argomentare, incontrarsi, ricordare…
    Al solito sono partito per la mia strada, inzuppata di elenchi, giustapposizioni, esagerazioni…
    E’ però l’effetto delle parole, della parola di Carretto, uomo dalla biografia quasi incredibile: leggere il suo scritto riempie di forza, ridà sollievo.
    In effetti, ritrovo nel suo discorso (nella sua esistenza, nei suoi deserti) lo scandalo, il senso dello scandalo, l’amore per la meraviglia che sfianca e ti atterra: ut scandala eveniant fu detto, fu scritto…
    Finalmente in Carretto il grido, il sussurro, la denuncia: e vi associo d’un subito istante il mio stupore, la mia voce: è mai possibile che duemila anni dopo la predicazione del Cristo, nella Santa Romana Chiesa Cristana Cattolica etc. etc. le donne siano ancora considerate grandemente inferiori agli uomini? è mai possibile che ancor s’arzigogola e difende a spada tratta (la spada della parola, la spada del retropensiero) l’impossibilità del sacerdozio femminile?
    Ecco quanto mi piace del Carretto, il dar voce, il provocare nuove voci. Non nascondo però un timore: che il suo grido possa pur portare (certo involontariamente, ma l’involontarietà non è innocenza) a nuova violenza, alla stessa violenza che si vuol combattere.
    Mi rattrista, in effetti, che Carretto giudichi il fratello che abbandona la Chiesa né più né meno che un poveretto di cui provar pena; classificandolo o ingenuo o presuntuoso…
    Perchè mai giudicare il fratello? Criticare sì, dialogare, confrontarsi, ma mai giudicare: nel giudizio è già tutta la condanna, il taglio netto nella carne ancor viva. Mai provar pena per l’altro, certo com-passione, com-partecipazione, im-medesimazione, com-prensione, mai pena.
    In altre parole, il pericolo che io scorgo nelle parole – stupende, davvero – di Carretto è nel considerare a tutti i costi una struttura sociale storicamente determinatasi – la Chiesa dice lui, la comunità dei fedeli, le istituzioni vaticane, le tradizioni, gli scritti accumulatisi e rinnovantisi nel tempo potremmo dir noi – come l’unica fonte di salvezza, di bene, la vita.
    A mio avviso, non è così: mi piace pensare che anche nelle vene dei non acchiesati Mahatma Gandhi e Martin Luther King scorresse sangue di vita e carità; che anche negli occhi di Giordano Bruno, soprattutto in Giordano Bruno – colui che “stette sempre nella sua maledetta ostinatione” – brillassero speranza ed amore; che pur nella peggior bestemmia del più derelitto e solo ubriacone s’inveri il corpo mistico della salvezza; che financo per il mostro più autoritario e assassino non sia preparato dopo la morte alcun inferno.
    Di nuovo supergrazie France’!

  4. francemo / Mar 16 2007 9:15 PM

    Io sento parole forti nella lettera di Carlo, parole rabbiose, di chi, magari, non riesce ad accettare una cruda realtà, di chi sente un “tradimento morale” sulle spalle, di chi prova ad approciarsi alla Parola ma… trova difficoltà (a volte) a trovare sostegno nella evangelizzazione e nell’operato della Chiesa. Parole stracolme di rabbia e nello stesso tempo di speranza, carissimo Vito… Credo che non egli non volesse esprimere un sentimento di “pena” nei confronti del suo amico “debole”, incapace di affrontare e/o risolvere il problema restandone dentro. E forse si sentiva solo… solo contro la sua grande delusione. Grande Carlo, sì, abbiamo bisogno di un carisma e di un senso critico del genere… sì, perchè penso che solo restando dentro sono realmente in grado di agire in bene… diversamente risolveremmo solo a livello personale il problema, figurando dinnanzi a noi stessi in primis come pigri vigliacchi, come un buoni parolieri… Ma penso che oggi, più che in altri tempi, serva gente che innanzitutto sia brava operatrice… non solo ciarlatani (incominciando da qualche componente della Madre Chiesa – e mi assumo le mie responsabilità per quanto affermato-).

  5. NickPolitik / Mar 17 2007 12:03 PM

    Il concetto di Chiesa Cattolica è associato indissolubilmente a quello di gerarchia ecclesiastica: partendo dal basso ci sono i diaconi, poi i presbiteri e poi i vescovi. Ma è una gerarchia riduttiva; al suo interno ci sono differenziazioni varie, ad esempio tra i vescovi, ci sono i semplici vescovi, gli arcivescovi, i patriarchi, i metropoliti, ecc. E non sono solo titoli: l’arcivescovo è “superiore” al vescovo semplice, per esempio. E poi ci sono i cardinali che possono essere sia diaconi, sia presbiteri, sia vescovi. Sono direttamente nominati dal papa. E il papa è eletto dai cardianali. Quindi neanche da tutti i vescovi. Giusto perchè è un sistema democratico. Per non parlare poi dei vari indumenti ecclesiastici, che servono proprio a differenziare i diversi gradi. Quindi la Chiesa è fatta di gradi… e possono anche dirmi che è una distinzione fatta per meriti, ma francamente credo che il merito c’entri davvero poco e più che altro che si tratti di potere. Chi ha più potere comanda. Il papa elegge i cardinali a sè più congeniali, cosicchè essi dopo la morte possano eleggere un papa che prosegua la stessa politica. Non credo che gli ecclesiastici siano teste pensanti… il mio, forse, è un giudizio duro. Ma così sembra. La Chiesa è diventata sede di un potere indiscutibile: quello di condizionare le coscienze attraverso il monito della dannazione o della salvezza. E non c’è spazio per i dissidenti. Sembra una specie di massoneria conclamata che governa un territorio molto più grande del Vaticano. Ma sono fiducioso che questo spazio si riduca sempre di più. Non perchè voglia un mondo ateo (per quel che mi riguarda non sia mai), ma vorrei un mondo in cui ci sia libertà per tutti. E mi sembra che libertà nella Chiesa non ce ne sia. A partire da quella di ragionare.

    Eppure Gesù si è fatto servo dei suoi servi… si può dire lo stesso del buffo babbo natale griffato che porta i cappellini alla Calamity Jane (tutte queste definizioni divertenti sull’uomo vestito di bianco non sono farina del mio sacco… un ringraziamento particolare per l’inventiva va al mitico giardiaintroversa/herpes)?

    Credo che davvero tanto ci sia da imparare da chi si allontana dalla Chiesa. E tanto ancora da insegnar loro. Credo cioè che si debba dialogare, sempre e comunque.

    Il Carretto sembra solo uno dei tanti spauracchi branditi dalla Chiesa Cattolica per fingersi autocritica. Quando non lo è del tutto. Vuole solo autogiustificarsi.

    D’altronde è umano autogiustificarsi… è difficile ammettere di aver sbagliato. E qui mi viene in mente la parola “infallibilità”.

    Poveri noi! Non la Chiesa!

    Comincio a credere che non ci siano state aperture sui preti sposati, perchè la concorrenza per il potere sarebbe stato tanto. Uno dei maggiori motivi per cui non ci sono preti è il voto di castità che molti non vogliono fare. Quindi arriva al potere solo chi davvero non riesce a ragionare, chi si fa condizionare così tanto da rinunciare a ciò che ci rende VITA.

    E l’anello si chiude. La Chiesa è una società chiusa, non segreta e con un gran potere.

    Poveri noi! Poveri noi che ancora crediamo in Dio e che siamo nati in un contesto culturale cattolico, ma non cristiano.

    Vorrei tanto sbagliarmi nel giudizio che ho dato finora. Davvero. Di cuore. Contestatemi. Ditemi dove sbaglio. Ditemi le sciocchezze che scrivo. Siate crudeli.

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