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Saturday, 24 March , 2007 / ermes

“Non ho il coraggio di domandare a Castro”


nepo-communism.gifOh matto mondo, matto, mattissimo mondo – oh quanto ti adoro e piango, mondo mio… Vi prego di dare un’occhiata ad un articolo di Gianni Vattimo recentemente apparso sulla Stampa, un fritto misto letteralmente incredibile! Il saggio, il maestro eleva a rango di autorevole riflessione politico-filosofica un’accozzaglia di ferrivecchi argomentativi così arruginiti e striduli da far davvero tenerezza (oltreché terribilmente paura…):

“Ebbene sì, anch’io sono tra quegli intellettuali occidentali che si lasciano affascinare da dittatori e caudilli sudamericani, magari anche attratti dal fatto di essere invitati a viaggi principeschi verso le loro spiagge dorate…”,

“Il primo amore, si sa, è difficile da scordare”, “le adunate più o meno obbligatorie”, “uno dei pochi resti monumentali della storia del XX secolo”, “nella sua usuale uniforme verde oliva”, “il libro che riporta la sua intervista di cento ore”, “mi sento come Sartre (si licet) quando andava in Cina con la De Beauvoir”, “molto pubblicizzato dal Gramma”, “piccoli teatri di provincia”, “il fattore A.”…

cuban-holidays.gif“Cubanizzazione del mondo”, “cercano di dar loro una formazione socialmente orientata”, “La mia coscienza democratica mi dice di vigilare”, “una specie di sunto della storia europea del Novecento”, “mentre parla, Castro (ahi, mi ricorda Berlusconi nel primo faccia a faccia con Prodi)”, “quel campesino astuto di Nikita”, “certe restrizioni delle libertà individuali (che non ignoro)”, “esprimo i miei dubbi”…

“Non ho il coraggio di domandare a Castro dei tanti omosessuali ancora in prigione a Cuba. Ma sono lì in sua presenza accompagnato da alcuni intellettuali notoriamente gay, dunque…”

Oh beata fascistizzazione delle menti, così comoda e mediocre, così lussuriosa e terribilmente lasciva…

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11 Comments

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  1. ermes / Mar 24 2007 1:43 PM

    A proposito di Vattimo:

    – “…e si può a buon diritto vietare l’ingresso a degli ultrà nazisti”:

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=7J7Y8

    – L’ennesimo tradimento di Popper (da parte dell’eterno cattocomunista, primo apostolo del “pensiero debole”):

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&articleCurrentPage=1&currentArticle=9IMTE

  2. herpes / Mar 24 2007 1:55 PM

    I’m goin’ deeper underground.

  3. herpes / Mar 24 2007 1:56 PM

    …datemi una vigorsol air action!

  4. ermes / Mar 26 2007 3:08 PM

    Peraltro, gli Stati Uniti sono “cattivi”:

    – “Del resto ci deve essere qualche ragione per cui l’individuo cosmico storico, come direbbe Hegel, non riesce a tramandare la sua discendenza”:

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=BLIDI

    Ma si può continuare a ragionare in questi termini? I buoni, i cattivi, il tramandar le discendenze… Povera filosofia, povera logica… Questo modo di argomentare, questo dare alla visceralità della peristalsi la nobiltà della riflessione critica (e scandalizzata), mi ricorda davvero Martin Heidegger, allorché nel 1942 – ripeto nel 1942! – dal cuore di un’Europa interamente dominata da Adolf Hitler, dall’alto della sua cattedra universitaria di Friburgo, così assicurata e calda per la sua adesione al Partito nazionalsocialista dal 1933 al 1945, identificava negli Stati Uniti la potenza distruttrice del mondo, l’incarnazione dell’anticultura:

    “Oggi sappiamo che il mondo anglosassone dell’americanismo ha deciso di annientare l’Europa, vale a dire la patria, l’origine di ciò che è occidentale. Ma l’origine non può essere liquidata. L’ingresso dell’America in questa guerra planetaria non è un ingresso nella storia, ma costituisce l’ultimo atto dell’antistoricità americana e dell’autodevastazione” (da L’inno Der Ister di Hölderlin, Mursia, 2003).

    Decenni di storia, decenni di drammi, decenni, decenni… non hanno insegnato neppure un grano di umiltà nel dire, nel dare parola alle idee, nel dialogare…

  5. ermes / Sep 2 2007 9:11 PM

    “Si può non desiderare di importare nei nostri paesi costituzioni di tipo venezuelano o cubano”…

    Infatti prof! Scusaci, ma non desideriamo punto.

  6. ermes / Sep 22 2007 2:35 PM

    Maître à (faiblement) penser:

    “Non so se – si licet – quando Sartre e Simone de Beauvoir andavano in Cina, per poi tornarne entusiasti, incontravano in questo modo il presidente Mao. Il mio entusiasmo per Chavez si può descrivere in modesta analogia con il loro caso. La De Beauvoir tornava a Parigi annunciando che finalmente le donne cinesi erano libere e riconosciute nei loro diritti…”

    “…se la scelta è tra la democrazia, imperfetta, europea e nordamericana, ormai soffocata dal peso del denaro che domina le campagne elettorali, e la democrazia imperfetta di Chavez e di Castro (anche di quest’ultimo, le cui violazioni dei diritti umani sono largamente spiegabili con la povertà della sua isola e gli effetti del blocco economico che subisce da vent’anni), scelgo quest’ultima, in nome della solidarietà con i più deboli e dello sforzo, che vedo qui all’opera, di costruire una società più giusta, anche, se spesso non più ricca.”

  7. Nella Comu / Apr 10 2008 10:48 AM

    Non c’è peggior sordo di chi continua a non voler sentire…

  8. ermes / Apr 26 2008 2:30 PM

    “Questi rivoluzionari senza rivoluzione non hanno alcun programma sensato che sostituisca la mondializzazione. La loro retorica non ha nemmeno più la forzata coerenza delle ideologie totalitarie di un tempo (…)

    “L’odio per la civiltà liberista (…) è la chiave principale per comprendere l’ossessione antiamericana e risale lontano nel passato. Hubert Beuve-Méry, il futuro fondatore e direttore di «Le Monde» nel maggio 1944 scriveva: «Gli americani costituiscono un autentico pericolo per la Francia. Pericolo molto diverso da quello con cui ci minaccia la Germania o con cui potrebbero eventualmente minacciarci i russi […] Gli americani possono impedirci di fare una rivoluzione necessaria e il loro materialismo non ha nemmeno la tragica grandezza del materialismo dei totalitarismi. Se conservano un autentico culto per l’idea di Libertà, non provano il bisogno di liberarsi dalla schiavitù che provoca il capitalismo».

    “Per formulare una tale opinione, in un momento in cui il futuro sbarco alleato poteva ancora fallire, in cui la potenza nazista, sebbene smorzata, asserviva ancora l’Europa, in cui si sapeva cos’era lo stalinismo, era necessaria una gerarchia di valori e pericoli tale per cui la minaccia liberista prevaleva su tutte le altre.”

    (Jean-François Revel, L’ossessione antiamericana, Torino, 2004 – pp. 88-9)

  9. Iperione / Oct 28 2008 8:44 PM

    La nostalgia di quando si era giovani… Un’altra perla di pensiero del pensatore Vattimo:

    Corriere della Sera, 28 Ottobre 2008 – Il ’68 un sogno che potrebbe rinascere

  10. ermes / Jan 10 2009 2:08 AM

    “Oppure bisognerebbe procurarsi missili più efficaci dei Qassam e portarli laggiù…”

    Come dire, oggi s’è mantenuto sul leggero

  11. carlotta / Feb 13 2009 3:46 PM

    Non so che dire…. illuminatevi voi… oscillo tra una certa indulgenza nei confronti di mister Vattimo (in fondo tra gli intellettuali italiani è uno dei meno stronzi) e un giudizio severo. E’ un personaggio che mi sfugge: avere nostalgia del passato non è un peccato mortale, se è parallelo ad azioni valide nel presente (la sua coraggiosa intervista al Corriere di una settimana fa sulla decisione di eutanasia per il suo compagno, in concomitanza sul caso Eluana).
    Non so dare un giudizio definitivo

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