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Thursday, 5 April , 2007 / ermes

“Le anime morte”


Per un’ulteriore sera, un’ulteriore notte ancora, in video, dal video il dramma. In questa Italia impazzita, non trovo altri termini per definire le nostre disperate lande deserte, ancora una volta, una volta di più, la volta che eterna, la volta che abbatte il muro di gomma e schianta, ancora e sempre una volta, i canali televisivi rovesciano quintali di veleno, quintali di ira, brama, voyerismo, lussuria, rabbia bestiale sulle menti, sui neuroni degli spettatori. Ancora una volta in contemporanea, le due maggiori trasmissioni di seconda serata del palinsesto del duopolio barbaramente oligarchico, spartitorio, mafioso di Raiset, le trasmissioni di approfondimento, quelle che si vorrebbero di inchiesta ed analisi, le casematte di Vespa e Mentana son dedicate, pervicaci, atroci, infami, allo svisceramento del “caso Cogne”.

Scrivo queste righe affinché davvero resti, infine mi resti futura memoria… quasi che la testa abbia bisogno di prendere nota, di gettare, vergare su carta, immagazzinare in un disco esterno infinito l’infinita sua incredulità, tutta insostenibile. Mi è insostenibile credere quanto vado scrivendo, mi è insostenibile quanto osservo con i miei occhi, ascolto… Non riesco a serbar memoria, cancello, depenno tutto: e ogni volta, ogni volta che il mostro mi sorprende nel silenzio, il leviatano fa capolino e mi sfianca, ogni qual volta strapiombo per terra abbattuto dal flusso imperioso degli stomachevoli liquami che la televisione italica, nuova – micidiale – cloaca maxima, riversa per strada, nelle cucine, nelle alcove, nei giardini… ogni volta, tutte le volte, mi sembra di essere fuor di senno, carne da macello, carne da manicomio…

E’ mai possibile che si organizzino, strutturino, compongano, studino, mettano in scena, discutano, ridiscutano, registrino, impongano centinaia e centinaia di trasmissioni inutili – è questo il punto: inutili, insulse, di gretto provincialismo tutto nostrano, vomitevoli, napoletane… povera Napoli, come t’hanno ridotta -, è mai possibile che centinaia di salotti e discussioni virtuali, di sepolcrali maestri del crimine e della nullità, vengano imbastite e svolte tutte uguali, tutte sterili, su una tragedia immonda, indicibile, incomprensibile… una tragedia che meriterebbe solo silenzio e attenzione, misura e sguardo reclinato, la morte di un bambino, signori, la morte di un bimbo. Dostoevskji perdeva la testa, smetteva ogni abito profetico, oracolare, di fronte alla morte di un bimbo… diveniva muto, e in essa mutezza terminava l’esistenza di Dio; lo scandalo della morte di un incolpevole pargolo, unico, irripetibile, occhi di giada e cuor di leone, capelli di seta e viso d’angelo, lo induceva alla crisi della fede, della speranza nell’esistenza di un Dio, egli così fiducioso, così speranzoso…

E costoro, invece, alieni da ogni sentimento di fratellanza, umiltà, com-passione, tenerezza, eccoli costoro, come pontificano, discettano, esibiscono teoremi, sughi precotti, fotocopie di manualetti da quattro soldi… dialoghi di cortigiane, ricche e imbellettate, dialoghi di traditori, fraudolenti e col sorriso delle iene. Silenzio signori, silenzio, cosa credete di mutare, migliorare, favorire… non altro che sobillare il volgo, cineasti del turpiloquio in forma di forbite, auliche e scintillanti parole; non altro che aizzare nuovi fuochi, nuove devastazioni: la violenza corre silenziosa, si arrampica, attende di soppiatto, s’insinua nei letti, sale nelle vene. La parola violenta, invero, esige digestione, dev’essere elaborata dal debole corpo che abbiamo in dote, altrimenti si autoriproduce, copia da copia… è così che la domenica pomeriggio, davanti al televisore, si creano schiere di acerbi presuntuosi individui, falsi tolleranti, aggressori, tifosi, squadristi…

La politica si nasconde dietro il mito della libertà di espressione: nulla di più assurdo, nulla di più comodo… Il “caso Cogne”, il circo mediatico, il bailamme da spettacolo di fiera paesana che v’è cucito intorno, il ricamo degli psicologi, dei criminologi, dei tuttologi, l’acume da elefanti assonnati dei giornalisti da suburra, la casereccia magnata e bevuta che i legulei celebrano sulla morte di un fanciullo, a continua riedizione, a ciclo diuturno, è davvero, io credo, lo specchio autentico del nostro Paese: un Paese di maiali che grugniscono nel fango, cui si continua a regalare perle e tartufi. Il “caso Cogne” – non la furia omicida, non la fine del piccolo… bensì lo strazio imposto dagli invertebrati delle cerimonie e passerelle televisive, il disco rotto che recita e gracchia eterne, vuote novene di litigi siderei, a ogni piè sospinto… – è davvero il caso politico italiano…

Democratici maîtres à penser, accademici compagni di merende, manutentori di suk, bazar e pubblici casini, liberali alle vongole, sguscianti unti uomini di palazzo, voi più pavidi degli struzzi, dove siete? Eppure sapete perfettamente, oh quanto sapete, che se solo si dedicasse un decimo dello spazio destinato al “caso Cogne”, all’esibizione cioè più lasciva e putrida di titaniche lotte nel fango condotte sul corpo martoriato di un fanciullo, ad indagare perché mai migliaia di bimbi continuino a chieder elemosina per strada invece di esser a scuola… perché mai migliaia e migliaia di bimbi continuino a vegetare negli orfanotrofi… perché mai i fanciulli portan sempre più, quasi tutti, le stesse scarpe, tutte uguali, tutte irriflesse… perché mai debban vivere in periferie criminogene, debban sopportare pletore di docenti inetti e paurosi, perché mai in televisione guardare l’inferno… oh se soltanto non si stagliasse sempre l’inferno…

6 Comments

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  1. ermes / Nov 15 2007 1:08 PM

    “This is justice Italian-style, no holds barred, full disclosure, fact and speculation freely intermingled; the word “alleged” has been notable for its absence (…) As each new discovery is publicised and every new theory widely aired, the public pressure for action grows, and the hand of the investigating authorities is forced. Although the judge is meant to be wholly independent, with the task of weighing the police evidence against the claims of defence counsel, even he cannot expect to remain immune to the overwrought atmosphere in which his inquiries are held. Trial by press conference is not the best means of ensuring that justice is done – but that is what we are witnessing”.

  2. Ivo Commutat / Nov 29 2008 12:04 PM

    Persino Aldo Grasso si accorge di Bruno Vespa…

  3. Iperione / Nov 29 2008 1:06 PM

    Forse e’ perche’ legge Abeona.

  4. Eva Sisoprrend / Feb 18 2009 3:57 PM

    Solo adesso, l’Augusto, si accorge che c’è qualcosa che non va…

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