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Friday, 6 April , 2007 / Iperione

Orgogliosi di Lady Italy?


Articolo tratto dal Corriere della Sera del 6 Aprile 2007:

Lunedì scade l’ultimatum dell’interprete di Mastrogiacomo

Karzai: non tratteremo più con i talebani

«Pressioni da Prodi, il governo poteva cadere». Il fondatore di Emergency a Dadullah: «Ci appelliamo alla tua umanità».

KABUL – L’ultimatum scade lunedì alle 15. Si complica la situazione per Adjmal Nakshabandi, l’interprete di Daniele Mastrogiacomo ancora nelle mani del mullah Dadullah. Giovedì sera i suoi rapitori hanno contattato il fratello: «È l’ultima possibilità, vi diamo tempo fino a lunedì 9 aprile alle 15 per mettervi in contatto con noi». E mentre il presidente afgano Hamid Karzai ammette di aver ricevuto pressioni da Roma per il rilascio di guerriglieri talebani in cambio della liberazione del giornalista di Repubblica («il governo Prodi poteva cadere»), Gino Strada lancia un appello rivolto a Dadullah. «Emergency e io personalmente facciamo appello alla tua umanità e ai tuoi profondi sentimenti religiosi nel chiederti di risparmiare la vita di Adjmal Nakshbandi. Mi rivolgo a te in spirito di pace e a nome di Emergency, l’organizzazione umanitaria italiana considerata amica da molti cittadini afgani». «Ti chiediamo di ascoltare – afferma il fondatore di Emergency – i tanti italiani, profondamente solidali con il popolo afgano e con le sue sofferenze, che sostengono Emergency e che non sono d’accordo con la decisione del nostro governo di partecipare alla occupazione militare dell’Afghanistan».

KARZAI – Proprio sul ruolo giocato dal governo italiano nella vicenda Mastrogiacomo il presidente Karzai fa le prime ammissioni: «il governo di Kabul si è trovato di fronte ad un obbligo particolare» per la liberazione dei cinque talebani in cambio del giornalista italiano. «Il governo di Roma aveva «il diritto» di chiedere la collaborazione delle autorità afghane nel quadro di «una situazione molto difficile», nella quale l’esecutivo di Romano Prodi «poteva cadere in qualsiasi momento». Ma «questo tipo di scambio non si ripeterà», ha assicurato Karzai, con una dichiarazione che è la prima ammissione pubblica da parte del governo di Kabul sulla liberazione dei talebani.

SIRCANA – In serata arriva la replica del portavoce del governo, Silvio Sircana. «Nei colloqui con il presidente afghano Karzai non è mai stata messa in connessione la sorte del governo Prodi con l’esito del rapimento» del giornalista Daniele Mastrogiacomo. «Ci si è limitati a chiedere a Karzai e al governo afghano di fare tutto quanto era in loro potere per una soluzione positiva della vicenda».

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