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Friday, 27 April , 2007 / NickPolitik

Il sole si abbassa per farsi vedere


van-gogh-semeur-au-cocher-du-soleil-arles-1888.jpg“Il vero sapiente è colui che sa di non sapere” diceva Socrate.

La tentazione più grande, penso, sia quella di affermare di aver ragione e di ritenere vano e inutile quel che qualcun altro pensa e dice. Facile credere di aver ragione a prescindere. Chi può partire dal presupposto di conoscere la verità?

Facile mettersi su un piedistallo, facile credere che il mondo sia ignorante, facile ritenersi al di là del comune modo di agire, facile non entrare nel merito, facile allontanarsi per disinteressarsi, facile infischiarsene di ciò che sembra non andare per il verso giusto.

Facile credere che non si abbia la possibilità di cambiare il mondo: il mondo si cambia anche dando una carezza a chi ha ricevuto solo bastonate dalla vita. Il mondo si cambia con un abbraccio, il mondo si cambia dicendo “bravo” a chi, nonostante le limitazioni, mostra di voler andare oltre le proprie limitazioni.

E’ talmente bello “mettersi in discussione”, essere pronti ad ascoltare chi parte da premesse antitetiche alle proprie: poi si scopre che ragiona al nostro stesso modo.

E’ sconvolgente scoprire che basta porre una mano sulla spalla di una persona, che si è sempre osservata come espressione della vacuità umana, per cominciare a sentire che anche lei ha qualcosa di interessante da dire. Tutti hanno qualcosa da dire, qualcosa da cui prendere spunto per elaborare nuovi pensieri e nuove teorie. Basta porre una mano sulla spalla o avere un qualsiasi tipo di contatto fisico non formale.

C’è chi ha parlato di “imposizione delle mani”. Imporre le mani non è altro che mostrare a chi ci sta vicino che ci siamo davvero, che non stiamo sognando.

Il sole non riesce a vederlo nessuno quando è in alto; ci illumina, ci riscalda, ma se cerchiamo di fissarlo ne restiamo accecati. Invece all’alba e al tramonto, quando è basso, vicino all’orizzonte, lo si può osservare senza restare accecati. Il sole si abbassa per farsi vedere. Sempre quel tipo che imponeva le mani, riusciva anche a lavare i piedi ai suoi discepoli. Indipendentemente dal credo religioso di chi sta leggendo queste misere righe, indipendentemente dal fatto che chi legge crede o meno in una sfera trascendente, mi vien da pensare questo: c’è stato un uomo che lo ha fatto. Che sia anche Dio o che sia solo uomo è un discorso di fede, un punto di partenza non necessario. Egli ha cambiato il corso della storia. E il mondo. Ciò che conta è il punto di arrivo. E all’arrivo, infine, ognuno è libero di riconoscere o meno un dio.

26 Comments

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  1. Iperione / Apr 27 2007 1:47 PM

    E quindi???

  2. ermes / Apr 27 2007 2:18 PM

    E quindi a mio avviso Nickpolitik ha un bisogno (e un diritto) enorme di viaggiare…

    Viaggiare non con le parole, AbeoNick, viaggiare con gli aerei, gli amici, i treni, le borse di studio: viaggiare per andare oltre, per cominciare ad applicare praticamente quel che dici e che apprezzo grandemente, fortissimamente. Ma appunto, quel che dici dev’essere, credo, un punto di partenza, la base metodologica la più bella per poter cominciare a costruire un proprio futuro.

    Viaggiare tra gli idiomi, le lingue straniere, i matti e i normalissimi, discutere accanitamente con una compagna sull’Embankment perché s’è appena visto in una bancarella esposto un testo di un poetaccio sconosciuto, ma per lei stupendo. Accapigliarsi con un coinquilino del Marais perché pensa che i pappagalli lasciati in affitto con la casa tutta dal proprietario, starebbero meglio se inondati dal sole pomeridiano…

    Viaggiare per casualmente incontrare e non casualmente dialogare con un mezzo tallero di snervante ragazzo filippino che studia in Germania, ma ha già in tasca l’ingresso all’università tal dei tali degli Stati Uniti. Far finta di amare il dar consigli sulla moda da vestire, pur di sorridere insieme a una pazza viennese di non sappiamo quale credo, quali origini, quali idee politiche…

    Muoversi amicone mio, ecco il mio modestissimo consiglio, muoversi per poi ritornare, non ritornare più, deciderà la vita, chissà la pazzia, ne hai tutte le possibilità, la preparazione, l’esigenza, appunto il diritto, la fortuna… la voglia?

    (Vabbù, smascherato: si è capito che dico a te per dire a me!)

  3. NickPolitik / Apr 27 2007 6:44 PM

    Non per forza deve esserci un quindi. La mia è solo una riflessione/contemplazione sull’umiltà. Appare senza senso, lo immagino. Chiamala pure masturbazione mentale, chiamala cazzata, chiamala catechesi, chiamala come caspita ti pare. E’ una traccia che lascio dietro di me. Parole accostate, frasi accostate, capoversi accostati. Forse è uscita una “sckifezza” (letto in napoletano). Non importa. Non mi importa. Ma sentivo che questa “sckifezza” doveva rimanere scritta da qualche parte.

  4. Oggi sono uno stupido / Apr 27 2007 6:58 PM

    Vabbù…

  5. NickPolitik / Apr 27 2007 7:46 PM

    Una poesia ha un “quindi”? Un quadro ha un “quindi”? Non è possibile scrivere quanto sia “bello” essere umili? Contemplare il fascino del concetto di umiltà? O bisogna per forza esprimere una motivazione plausibile perchè si giudica “bella” o “brutta” una cosa? Sono libero di essere attratto dall’umiltà, senza dovermi inventare una motivazione, per questa predilizione, che non esiste?

  6. Oggi sono uno stupido / Apr 27 2007 8:43 PM

    Liberissimo… Però una curiosità: ma quanti cilici indossi contemporaneamente?

  7. ermes / Apr 28 2007 1:16 AM

    A vista sembrerebbe un valore ricompreso in una forchetta statistica tra i settecentoquarantotto e i milletrecentoventuno virgola duecentocinquantanove periodico… più o meno… Oh Nickolino, e fattela sta’ risata!

  8. NickPolitik / Apr 28 2007 9:34 AM

    Chi ha parlato di “valore”?

  9. NickPolitik / Apr 28 2007 7:54 PM

    Rileggendo i commenti temo di aver commesso un errore di valutazione… credevo che Ermes con “valore” si riferisse all’umiltà; ed io volutamente non avevo parlato di valore (tra l’altro un “valore” è piuttosto relativo).
    Adesso ho capito che si riferiva al numero di cilici che indosso… bè, adesso posso rispondere con certezza: uno ed uno solo… ma quello più importante… quello d’oro!
    :-)))))))

  10. NickPolitik / Apr 28 2007 8:08 PM

    Comunque, ringrazio chi ha messo l’immagine!

  11. piripinpappillacchero / Apr 29 2007 9:58 AM

    mamma mia!!!
    una setta!

  12. franscemo / May 1 2007 10:22 AM

    seppure con estremo ritardo m’intrometto nella splendida discussione [chissà ckè quelle create da nik sono una + interessante dell’altra :( ] x dire solo 1 cosa: daccordissimo con vitino (quello che fa parte di quella setta…sai ke dopo 18 anni e tornata a sorridere…) con un “però”. perche’ cerchiamo sempre di vivere gli estremi delle situazioni?!prima di andare per il mondo penso che bisogna conoscere la propria casa (e penso che x fortuna la conosciamo un po’ tutti), i luoghi d’incontro con gli amici (e quelli forse qualcuno li ha un po’ persi di vista non so per colpa di chi!), la propria citta’. se una persona compie invece il salto di cui parli tu, caro interista [scusa se ti offendo…:) ] , secondo me perde qualcosa, resta comunque incompleto. e’ bello quello che tu dici, io per primo non avrei mai il coraggio di andarmene cosi’… un po’ x la mia “mammosità” un po’ x il mio situazione attuale, un po’ x il mio carattere (pero’ mi sono imposto di rimediare viaggiando tanto [moneta volendo]). però è anche vero che FUGGIRE non serve a nulla… (ciao nicola!). [se qualcosa non ti è chiaro sai dove trovarmi, non al tel.!]

  13. ermes / May 2 2007 2:41 PM

    Franbravo son d’accordo su tutto… tranne che sui diciotto anni!!!!!!!!!! Avremo pur vinto una Uefa cup e una manciata di Coppe Italia nel frattempo… mè vi prego compiatitemi! Prendersela con l’inter è come sparare sulla Croce Rossa!

    Per il resto, hai ragione, è vero, prima di andare per il mondo bisogna davvero conoscere la propria casa; è però anche vero che, sempre che se ne abbian le possibilità (salute, famiglia, denaro, fortuna etc.), prima di stabilirsi per sempre in una casa, meglio guardare anche fuori, per poi magari ritornarvi con più incontri, scontri, opportunità, fortune e sfortune alle spalle.

    La categoria del viaggio (non necessariamente decenni, ma neppure anni, bastan talvolta pochi mesi) come categoria più mentale che fisica: per resettare un po’ i propri punti cardinali, le proprie convinzioni, capire le inutili pesantezze e le leggerezze importune che si regalano involontariamente a chi ci circonda e a se stessi… (stupendi i romanzi di Milan Kundera!)

    Vabbù lo sai che son parolone!! (Fuor di metafora, Franbravone, e detto tra noi, non ti rendi conto che il mio era solo un modo per liberarci di Colino?????????!!! Mè che sto a scherza’ Politik!!!!!)

  14. NickPolitik / May 2 2007 10:59 PM

    Ehi ermetico,
    se me ne andassi, sarebbe più alta la probabilità che riempia abeonaforum con le mie elucubrazioni mentali… cosa scegli in tal caso?
    :-)

  15. ermes / May 3 2007 7:28 PM

    Sei proprio sicuro avresti ancora elucubrazioni mentali???????? ;p

  16. herpes / May 4 2007 10:40 AM

    il sole bacia i belli

  17. ermes / May 4 2007 11:48 AM

    A proposito di resettare un po’ le lancette:

    “Greater Tokyo already has 35m, more than the entire population of Canada.” – from The Economist print edition, May 3rd 2007

  18. NickPolitik / Oct 15 2008 3:30 PM

    A distanza di tempo ho riletto questa cosa che avevo scritto. Strano a dirsi, sono andato via di casa, ho vissuto e sto vivendo in altri luoghi, ho conosciuto nuove persone, ma quello che ho scritto mi sembra di averlo scritto ora: i miei pensieri sono ancora quelli.
    Molti mi dicono che sono cambiato. Eppure io credo di no.
    Forse devo viaggiare di più e più lontano?
    Rileggendo i commenti, credo di essere stato preso poco sul serio all’epoca. Ritengo che i viaggi interiori del mio passato siano stati più proficui della mia ultima esperienza fuori casa.
    Ho bisogno di molti e forti stimoli. Comincio a credere che osservare un posto diverso e viverci dentro, alla fine, sia passibile di una rapida assuefazione e contribuisca velocemente ad accrescere la mia noia. Non mi accontento e purtroppo sono costretto a farlo. Non per prigrizia, ma perchè già so (con presunzione?) che quasi tutto mi dà noia: a lungo andare anche i miei ragionamenti. L’unica cosa che è in grado di non annoiarmi è…

  19. Ivo Reatt / Oct 15 2008 3:38 PM

    Sei proprio sicuro di esser mai partito?

  20. NickPolitik / Oct 15 2008 3:55 PM

    Spingiamoci più a monte: cosa intendi per partire?

  21. Ivo D / Oct 15 2008 10:29 PM

    Per partire intendo, ad esempio, non domandarsi cosa si intenda per partire…

  22. NickPolitik / Oct 16 2008 11:11 AM

    D’accordo. “Partire” è una parola e come tutte le parole è passibile di mille interpretazioni. Io ho iniziato un viaggio vivendo. Sono in continua partenza. Questa è la mia interpretazione.
    L’impressione è che i miei pensieri all’epoca siano stati considerati come “misere cazzate” (per fare il verso ai Bluvertigo, sebbene loro si riferiscano a dei “problemi”, mentre io mi riferisco a delle riflessioni). Voglio sbagliarmi. Davvero. Sicuramente le mie parole non hanno espresso chiaramente quello che volevo dire.

  23. Ivo Fest / Oct 16 2008 1:06 PM

    Vabbè, è tutta colpa tua…

    Nota di servizio: se, per caso (ma proprio per caso), mettessi la testa un po’ fuori dalla finestra, forse vedresti Roma… cioè, voglio dire, non certo Loseto o Valenzano…

    E forse, forse, cominceresti a ritenerti una persona molto privilegiata (hai visto Saviano a Matrix iersera?); donde, faresti un po’ meno ricorso alla parola “problemi”.

    Caro amicone Nickolino mio, lo sai che non mi piace parlare delle vite altrui, forse anche perché non mi piace che altri parli della vitaccia mia…

    Ma davvero: perchè non ti dai una bella scossa e non cominci – finalmente – a benedire (e quindi vivere al massimo!) ogni istante della tua giornata?

  24. Ivo V / Oct 16 2008 1:16 PM

    Consigli per gli acquisti.

  25. NickPolitik / Oct 16 2008 2:42 PM

    Vabbè, vabbè, poi c’è tutta un’altra serie di colpe mie, vabbè, vabbè.
    Non vedo la televisione qui a Roma. Più che altro parlo, parlo, parlo con le persone… o almeno cerco di farlo. Non sono i luoghi a rendere bella una città, ma le persone con cui la si visita, questo è il mio pensiero. La poco illuminata via Piave a Modugno, per me, è il posto più bello del mondo quando ci cammino e parlo con i miei amici.
    E qui a Roma cerco di creare quella fetta di paradiso che a Modugno non mi è mai mancata. Purtroppo all’inizio questo creare una fetta di paradiso era, proprio parafrasando il “creare”, un paradiso artificiale. Adesso ho cominciato a vedere le cose senza la pretesa di vederle belle a tutti i costi: benedico ogni istante della mia vita e se non lo facessi non avrebbe senso la mia esistenza.
    Per i problemi… di quelli ho parlato in altri miei scritti, in questo no. Anzi nel precedente commento ho sottolineato che non ha senso in questo caso parlare di “problemi”.
    Problemi non ce ne sono.

  26. Anna Dalfumocomec / Oct 21 2008 3:42 PM

    Faccio notare che questo Nickpolitik è proprio degno di un cilicio d’oro per aver dato le coordinate geografiche a chi volesse rintracciarlo per farlo fuori. Che mito!
    Mi sa, mi sa che qualche guasto neuronale s’è venuto a creare a furia di…

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