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Friday, 11 May , 2007 / ermes

Fobia dell’umano


danilo-dolci.jpgPrendete il mio dire come fantasia letteraria, nonostante io non sia uno scrittore, un poeta, un romanziere. Prendete le mie poche righe per novella che devo vergare su carta, perché possa esorcizzare fisicamente il mio incubo. Prendete le mie parole come “il sogno di un uomo ridicolo”, non altro.

Pochi giorni or sono – assieme ad un testo che impegna l’Unione a promuovere in sede ONU una moratoria delle esecuzioni capitali nell’intero globo – il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione di condanna di ogni atto e parola rivolti all’offesa del sentire sessuale di ciascun cittadino del Vecchio Continente. Con un termine singolare, si è parlato di sanzione dei comportamenti “omofobici” all’interno del sistema di diritto comunitario. Riporto di seguito un articolo che ben riassume i termini della decisione dell’assise di Strasburgo.

Più oltre il link al testo di un’intervista a Rocco Buttiglione, filosofo… (e quasi Commissario europeo, ricordate?) Sono parole tremende le sue, violente, criminogene: letteralmente fonte di nuovi crimini. Ecco come, irresponsabilmente, in questo dannato Paese, si arriva a sparare sempre più in alto pur di dare comunque la stura a polveroni, polemiche, “pubblici casini”. La frittata si rovescia impunemente, evocando dagli inferi (seguo il linguaggio di Goethe…) gli stessi demoni che si blatera ipocritamente di voler combattere.

In attesa di prevedibilissime reazioni cariche d’odio: le stesse che si sanno ovvie in un Paese giammai educato alla nonviolenza del Mahatma Gandhi, di Danilo Dolci, di Aldo Capitini (ma piuttosto al tifo, alla partigianeria, alla faziosità e alle consorterie, agli auto da fé e alle professioni di verità); le stesse che serviranno domani a riverniciare di bianco le anime non più immacolate dei “santi inquisitori” nel frattempo ammazzati.

Omofobia, condanna del Parlamento europeo
L’Unità – 26.04.07

Parte dalla Polonia ma è rivolta a tutti gli Stati membri, Italia in primis, la risoluzione di condanna alla discriminazione e all´omofobia approvata giovedì dal Parlamento Europeo. La mozione, sottoscritta da Liberaldemocratici, Socialisti, Verdi e Sinistra Europea, e passata con 325 voti a favore, 124 contrari e 150 astenuti, sollecita le autorità degli Stati membri ad astenersi dal proporre e approvare leggi e a condannare dichiarazioni di leader pubblici che «incitino alla discriminazione e all´odio basato sugli orientamenti sessuali», nella convinzione che «qualsiasi altro comportamento costituirebbe una violazione dell´articolo 6 del trattato Ue». Il testo invita inoltre la Commissione Europea a promuovere azioni giudiziarie contro gli Stati membri in caso di violazioni, e chiede la depenalizzazione mondiale dell’omosessualità.

Il riferimento esplicito è al ministro dell´Educazione e vice premier polacco, Roman Giertych, autore di un progetto di legge destinato a proibire la «propaganda omosessuale» nelle scuole, e al viceministro dell´Istruzione, Miroslaw Orzechowski, che, in una recente dichiarazione, aveva ipotizzato il licenziamento per gli insegnanti che rendessero pubblica la loro omosessualità. Sotto accusa è anche Marian Giertych, europarlamentare della Lega della Famiglia polacca, e padre del ministro dell´Educazione, che mercoledì aveva presentato un libretto, col logo del Parlamento Europeo, sui «valori europei», nel quale si affermava che l´omosessualità è «biologicamente inutile», e che «le persone che affermano che l´omosessualità è una condizione normale o che sono omosessuali attivi dovrebbero essere tenute lontane da lavori con i quali potrebbero influenzare le opinioni dei minori». Gli eurodeputati hanno chiesto inoltre l´invio di una delegazione europea in Polonia «per una missione di accertamento dei fatti per avere un quadro esatto della situazione».

Il testo approvato a Strasburgo contiene anche un accenno all´Italia e, in particolare, al caso di Matteo, il sedicenne di Torino che si è suicidato dopo essere stato vittima di aggressioni a scuola a causa della sua presunta omosessualità. È stato invece eliminato il riferimento, contenuto nella proposta orginaria di Pse, Verdi-Gue e Alde, al presidente della Cei, Angelo Bagnasco, accusato di aver «comparato un progetto di legge che conferisce una serie limitata di diritti alle coppie omosessuali a una licenza a commettere atti di incesto e pedofilia». Condanna evitata a causa della pressione del Ppe,.e dei suoi rappresentanti italiani, in particolare Antonio Tajani, presidente degli eurodeputati di Forza Italia e vice presidente del Ppe, e Mario Mauro, vice presidente del Parlamento europeo. Questi si sono poi rivolti al governo italiano, chiedendo che «Prodi, Rutelli, Fassino e D´Alema prendano con decisione le distanze dalle proprie famiglie politiche europee che hanno tentato di lanciare un attacco calunnioso nei confronti del presidente della Conferenza episcopale italiana».

Nella risoluzione si condannano comunque «i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l´odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo», e si chiede «alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli». Abbastanza per suscitare la collera di Avvenire, che titola: «L´Europa umiliata dalla menzogna», e per dare fiato alle rinnovate critiche da parte del centrodestra, e in particolare di Maurizio Gasparri, di An, che ha accusato il Parlamento europeo di utilizzare «due pesi e due misure» e di sostenere «un´evidente deriva anticlericale, a vantaggio di atteggiamenti eversivi, che non fa bene all´Europa».«Il rispetto dell’uomo e dei suoi diritti personali è sacrosanto», ha concesso Gasparri, «ma da qui a imporre, come vorrebbe fare il Parlamento europeo, il varo di leggi che equiparino le coppie eterosessuali a quelle omosessuali ce ne vuole».

La battaglia è dunque ancora tutta sui Dico, o comunque su un riconoscimento delle coppie di fatto. C´è chi legge la risoluzione di oggi proprio come un forte incoraggiamento in questo senso. Per Franco Grillini, deputato dell´Ulivo, il testo ha il valore di una condanna del Family Day, poiché ribadisce l´invito «a tutti gli Stati membri a proporre leggi, che superino le discriminazioni sofferte da coppie dello stesso sesso». Il richiamo contenuto nella dichiarazione sarebbe per Grillini rivolto soprattutto all´Italia, «con la sua persistente omofobia di origine clericale».

Infine il link all’intervista del Mattino al politico compare di Volonté, Giovanardi, Casini…

22 Comments

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  1. ermes / May 11 2007 3:35 PM

    Lontano lontano
    come un cieco
    mi hanno portato per mano

    Versa, il 15 febbraio 1917

    (Giuseppe Ungaretti, Lontano, da L’allegria, da Naufragi)

  2. NickPolitik / May 11 2007 6:01 PM

    Insieme a Rocco Buttiglione io metterei l’onorevolissimo/a Luxuria, che ieri sera nello show di Santoro ha dato il meglio di sè affermando che è sbagliato paragonare le coppie di fatto a incesti e pedofilia come ha fatto Bagnasco. Secondo l’onorevolissimo/a, infatti, incesti e pedofilia sono una aberrazione.
    Certo è strano sentir parlare l’onorevolissimo/a di aberrazioni, lui/lei che combatte i pregiudizi di chi non accetta i transgender. Ma l’onorevolissimo/a ritiene che sia una aberrazione della natura un cane che si accoppia con la madre? Lo stesso vale per la pedofilia consensuale? La pedofilia come violenza, a mio parere, è condannabile come un qualsiasi stupro. Ma la pedofilia che incontra due libertà, è una aberrazione della natura? Sempre prendendo spunto dal regno animale, non si sono mai visti documentari in cui ci sono rapporti tra adulti e piccoli (soprattutto fra i primati)?
    Ma l’onorevolissimo/a Luxuria bada solo ai diritti dei transgender! Un/una tifoso/a, come tanti del resto. E, come si è soliti fare per mostrarsi in qualche modo critici con la Chiesa, ha cominciato a ridire la stessa storia della Chiesa che predica contro la pedofilia e nelle sue file ha un sacco di sacerdoti pedofili, bla bla bla.

    Chiedo scusa per l’indecisione tra a e o, so che l’onorevolissimo/a Luxuria preferirebbe la a, ma a me sembra un po’ inappropriato far finta di non vedere quel che vedo: ambiguità.

  3. Iperione / May 12 2007 8:29 AM

    Nickpolitick, hai scritto “pedofilia consensuale“???
    Mah…

  4. NickPolitik / May 12 2007 10:15 AM

    Mi riferisco all’amore tra un adulto e un minorenne. Ci sono pedofilie e pedofilie, almeno credo. Non mi sento di mettere al rogo chi ha desideri sessuali “deviati”. L’importante è che il suo istinto non diventi un atto violento. La violenza in sè e per sè mi sembra condannabile, in quanto lede la libertà di chi è violentato/a.
    Penso di aver compreso a cosa ti riferisci: siamo sicuri che un minorenne sia davvero consapevole di un eventuale rapporto con un pedofilo? Ripeto: dipende dalla maturità sessuale del minorenne. Si potrebbe perfino dire che 18 anni è un limite relativo per distinguere minorenni da maggiorenni.
    Non mi sento di dire tout-cur che la pedofilia è una aberrazione della natura. Preferisco avere un dubbio, piuttosto che una certezza assoluta aprioristica.

  5. ermes / May 12 2007 3:15 PM

    Nella giornata di ieri, La Stampa pubblicava come redazionale, o ancor meglio come stupendo editoriale, uno tra i più avvincenti discorsi di John Fitzgerald Kennedy. Uomo enormemente osteggiato dai sinistri europei all’epoca del suo impegno politico, per esser dopo morte mitizzato nella dimenticanza (o perfetta ignoranza) delle sue parole…

    Il primo presidente cattolico degli Usa e la «separazione assoluta» tra Chiesa e Stato

    Immaginatevi a teatro il Fassino, il Prodi, il Rutelli, il Veltroni “I care”, nel ruolo che fu dell’illuminato…

  6. ermes / May 12 2007 3:32 PM

    Testo del Primo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d’America:

    “Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the government for a redress of grievances.”

  7. ermes / May 12 2007 7:00 PM

    “Una prova concreta, sperimentabile di relazioni, io e tu che si apre ad altro”:

    La piazza della verità – Redazionale di Luca Volonté 10.05.07

    Questo sicurissimo e intollerante e maleducato e irresponsabile e pericolosissimo e puerile signore è tra i massimi parlamentari del nostro (mio, tuo, loro…) Paese, fondato da Cavour, Mazzini, Garibaldi. Possiamo pur definirlo – con immensa e dialogica nonviolenza gandhiana – un sublime “Santo Inquisitore”, senza tema d’esser considerati noialtri i fomentatori d’odio?

    Le parole di Volonté, secondo cui “I fatti della realtà, tuttavia sono più resistenti delle bazzecole sorte dalla mente malata di Sartre, la realtà è più positiva.”, sono di una gravità tale da ricordare i tempi più bui del Novecento, del Seicento, del Medioevo. Non ho mai amato inchiodare una persona ad una parola, ad una frase, non ho mai amato Sartre, se non nelle sue denunce dei drammi algerini… Non amo Sartre, ma dare a Sartre del malato di mente è puro atto da inquisizione della diversità, di chi “appare” e infastidisce perché diverso, è strage nel pensiero che può divenire ben presto, con velocità da far spavento, immensa strage di corpi.

  8. ermes / May 12 2007 7:46 PM

    Ha bisogno di qualche ristoro
    il mio buio cuore disperso

    Negli incastri fangosi dei sassi
    come un’erba di questa contrada
    vuole tremare piano alla luce

    Ma io non sono
    nella fionda del tempo
    che la scaglia dei sassi tarlati
    dell’improvvisa strada
    di guerra

    Da quando
    ha guardato nel viso
    immortale del mondo
    questo pazzo ha voluto sapere
    cadendo nel labirinto
    del suo cuore crucciato

    Si è appiattito
    come una rotaia
    il mio cuore in ascoltazione
    ma si scopriva a seguire
    come una scia
    una scomparsa navigazione

    Guardo l’orizzonte
    che si vaiola di crateri

    Il mio cuore vuole illuminarsi
    come questa notte
    almeno di zampilli di razzi

    Reggo il mio cuore
    che s’incaverna
    e schianta e rintrona
    come un proiettile
    nella pianura
    ma non mi lascia
    neanche un segno di volo

    Il mio povero cuore
    sbigottito
    di non sapere

    Carsia Giulia, 1916

    (Giuseppe Ungaretti, Perché?, da L’allegria, da Il porto sepolto)

  9. Jean Masot / May 17 2007 8:22 PM

    Où sont les autres (dejà)… Salut Grissin… ehm Fassino!

  10. herpes / May 24 2007 9:48 PM

    mitico Beck!!!
    “I wanna defy
    the logic of all sex laws
    let the handcuffs slip from your wrists
    I let you be my chaperone
    At the halfway home
    I’m a full-grown man
    but I’m not afraid to cry….”

    pa pa pa pa pa pa pa pa pa

    (Beck, Sexx laws, Midnite Vultures)

  11. lagiardiaintroversa / May 25 2007 8:09 AM

    Dal sito corriere.it
    inglese il primo sindaco transessuale La liberaldemocratica Jenny Bailey è stata eletta primo cittadino di Cambridge. Anche la sua compagna, ora first lady, ha cambiato sesso
    Jenny Bailey (Afp)
    LONDRA – È inglese il primo sindaco transessuale della storia. La liberaldemocratica Jenny Bailey è stata eletta primo cittadino di Cambridge e a dividere con lei la fascia di «mayoress», una sorta di «first lady» cittadina, ci sarà la sua compagna Jennifer Liddle, anche lei transessuale. Prima di sottoporsi all’operazione per cambiare sesso, la quarantacinquenne neo sindachessa era sposata e padre di due ragazzi che oggi hanno 18 e 20 anni e che non sembrano per nulla turbati dall’insolita situazione, complice anche l’ottimo rapporto che la Bailey ha instaurato con l’ex moglie. Quest’ultima ha dipinto benissimo Jenny su tutti i giornali inglesi, pur chiedendo di restare anonima: «Sono molto orgogliosa di lei – ha detto la donna – perché è una persona generosa, che fa le cose in maniera totalmente disinteressata e sono sicura che avrà un impatto positivo sulla comunità. Sarà un eccellente sindaco».
    AMORE E POLITICA – La Bailey e la sua attuale compagna si sono conosciute una quindicina di anni fa, mentre entrambe si stavano sottoponendo alla terapia ormonale precedente l’operazione per cambiare sesso, e la loro storia d’amore è cresciuta di pari passo con l’impegno politico, visto che tutte e due sono diventate consiglieri comunali del gruppo liberaldemocratico. Ma conciliare la carriera politica con la vita quotidiana è un impegno difficile per chiunque, indipendentemente dal sesso, e alla fine la Liddle ha deciso di non partecipare alle elezioni di questo mese, supportando invece la campagna elettorale dell’amata, già vice-sindaco negli ultimi dodici mesi. Il primo cittadino di Cambridge ha iniziato a lavorare subito nel suo nuovo ufficio e le sue prime dichiarazioni sono state di comprensibile gioia per la vittoria riportata: «Sono orgogliosa di essere passata attraverso un’esperienza tanto difficile – ha detto alla stampa – e di esserne uscita come una persona migliore. Ma di sicuro non voglio che la mia condizione eclissi il mio ruolo, che è quello di sindaco. E a chi mi chiede come mi definisco, rispondo: “sono un genitore, un ingegnere e una donna”».
    «MOLTO FEMMINILI» – Stando alla Bailey, nessuno all’interno del suo partito avrebbe avuto nulla da ridire sul fatto che lei e la sua compagna fossero transessuali né, tantomeno, le avrebbero chiesto di nasconderlo: «La prima volta che sono entrata nel gruppo liberaldemocratico mi è stato chiesto se ci fosse qualcosa del mio passato che avrebbe potuto crearmi delle difficoltà. Risposi che ero un transessuale e loro replicarono: “No, intendevamo dire se ci fosse qualcosa di realmente difficile”». Non a caso, il sindaco uscente John Hipkin, anche lui Liberal Democratico, ha avuto solo parole di elogio nei confronti della coppia: «Sono molto femminili – ha raccontato l’ex primo cittadino – e sono molto attaccate alla comunità. Sono sicuro che la serviranno nel migliore dei modi».
    CITTADINI DIVISI – Anche il consigliere laburista Elizabeth Hughes approva il risultato delle urne: «Le trovo entrambe amichevoli ed è facile lavorare insieme a loro». Soddisfazione è stata espressa pure da Janet Scott della Beaumont Society, un gruppo di supporto per trans: «In altre nazioni, ci sono sindaci transessuali ma, a quanto ne sappiamo noi, nessuno in Inghilterra. E, di sicuro, il caso di un sindaco e di una “mayoress” entrambi trans è unico al mondo. È una cosa molto positiva, che sarebbe stata inimmaginabile anche solo cinque o dieci anni fa». Ma mentre il mondo politico è schierato compatto con Jenny Jennifer, i cittadini di Cambridge sono divisi e se il carpentiere Todd Growns punta al risultato finale («È una situazione un po’ strana, ma la cosa importante è che facciano un buon lavoro»), il pensionato Ernest Lane proprio non si dà pace: «Che pasticcio! Di questi tempi, non mi dovrebbe scioccare più nulla, ma questa cosa proprio non mi va giù».
    Simona Marchetti
    24 maggio 2007

  12. ermes / May 30 2007 6:44 PM

    Pubblico articolo di Gian Enrico Rusconi, apparso ieri sulla Stampa.
    Una sola notazione: quella che l’autore descrive come “mobilitazione cattolica”, io preferirei definirla “mobilitazione clericale”.

    I “veri” laici minoranza da battaglia
    di Gian Enrico Rusconi
    da La Stampa del 29 maggio 2007, pag. 45

    Parlano tutti, nel nostro Paese, salvo il Parlamento che dovrebbe essere il luogo della discussione ponderata e della decisione. Chi ha più voce, chi ha maggiore copertura mediatica, ritiene d’avere più ragione. «Piazza San Giovanni» è evocata come evento politico inappellabile. Una volta la piazza era rossa, adesso è bianca. La dinamica sembra la stessa, ma senza l’enorme copertura mediatica e la ricattabilità morale di moltissimi politici, non saremmo arrivati alla situazione attuale. Siamo approdati ad una democrazia post-parlamentare. È un paradosso che soltanto il nostro Paese poteva inventare.

    Ai tempi del governo Berlusconi si denunciava con enfasi (anche da una parte cattolica) la deriva verso una democrazia populista e mediatica. Se adesso dicessimo che sta avvenendo qualcosa di simile per la mobilitazione cattolica – sia pure ad un livello più alto – saremmo subissati da critiche irritate. Eppure da settimane stiamo assistendo a una massiccia campagna di contro-informazione che assicura che i Dico sono politicamente liquidati. La piazza extra-parlamentare canta vittoria e alza la posta. Il punto è che con questa maggioranza parlamentare insicura e litigiosa tutto è possibile.

    Ma che cosa significa la «non negoziabilità» di valori presuntivamente assoluti se non la virtuale paralisi del sistema parlamentare? Si parla di valori presuntivamente condivisi dalla stragrande maggioranza degli italiani. Ma si dimentica che questa presunzione contraddice il principio della pluralità dei valori (legittimamente condivisi dalle minoranze) e del loro riconoscimento pubblico. Altrimenti non ha senso parlare di democrazia laica.

    Al di là dei contenuti su cui si discute (politiche più o meno strumentali per la famiglia, qualità dei diritti delle coppie di fatto e omosessuali ecc.) ciò che colpisce è lo stile della comunicazione pubblica. In realtà non si dialoga affatto, si proclama. Nel giro di pochi mesi dagli enfatici appelli dei vescovi a non «escludere Dio dal discorso pubblico» si è arrivati all’uso sistematico del discorso-in-pubblico (nelle piazze, nei macroconvegni, nelle zelanti corrispondenze mediatiche dal Vaticano) che mira a orientare, spesso con toni intimidatori, i parlamentari. E ci sta riuscendo.

    Nelle cosiddette questioni eticamente sensibili il governo è paralizzato. È un governo-travicello che galleggia grazie al gioco delle correnti della politica. Ma non ha una direzione propria. Senza reagire, si lascia dire dalla Cei che cosa sia la «vera laicità» dello Stato. Temo che il «cattolico adulto» Romano Prodi non sia in grado di andare oltre l’appello tradizionale alle «questioni di coscienza». Non si rende conto che la posta in gioco non è più la coscienza individuale, ma l’etica pubblica, che è cosa completamente diversa.

    Non ripeteremo qui ancora una volta le ragioni della laicità in democrazia o le linee di una ragionevole politica per la famiglia e per le unioni di fatto e omosessuali. Questo giornale lo ha fatto decine volte, con più voci. Non serve più ripeterlo, perché quelli della «piazza San Giovanni» non ascoltano (ammesso che l’abbiano fatto qualche volta nel passato). Anzi sono gli altri che sono pressati ad ascoltarli, o meglio a seguire le loro indicazioni.

    Invece di finire queste considerazioni con toni di sconforto, invito i laici (quelli che non aspettano l’autorizzazione ecclesiastica per ritenersi «veri» laici) a riconoscersi e a considerarsi minoranza nel Paese. È a partire da questa condizione di minoranza che dovranno essere riprese le battaglie per una matura estensione dei diritti di cittadinanza. Nell’interesse generale e senza abusare di Dio.

  13. Jean Masot / May 31 2007 2:32 PM

    Travicelli
    da La Stampa.it del 31 maggio 2007
    di Jena

    Non farò il re travicello, avverte Prodi. Ha ragione, meglio non esagerare e limitarsi al travicello.

  14. Gina Dema / Apr 24 2008 2:45 PM

    Roba squallida. Punto.

  15. ermes / Aug 17 2008 12:31 PM

    Mentre invece nei Paesi civili

  16. Maurizio / Aug 23 2008 10:40 AM

    Teniamo abbassate le armi, ma alziamo voce e braccia per affermare la forza del nostro credo non violento. Leggo con immenso piacere queste testimonianze di libertà e di rispetto della dignità umana. Vorrei dire di più ma non trovo le parole, perciò mi limito a dirti grazie, e grazie a chi ha riportato questa bellissima poesia di Ungaretti.

  17. panoramio / Aug 23 2008 4:26 PM
  18. ermes / Feb 11 2009 11:46 AM

    Buttiglione, emerito professore di etica ed ontologia:

    “Nell’antica Sparta i neonati malformati venivano esposti sulla rupe del Taigeto. A decidere era il padre. Il figlio apparteneva a lui. Il figlio di Abramo invece non appartiene ad Abramo ma a Dio, cioè a se stesso e al suo unico e irripetibile destino”.

    Infatti, Abramo era prontissimo a sgozzarlo come fosse una capra (e naturalmente in nome del “suo” Dio…)

  19. Eva Congiung / Feb 26 2009 10:17 PM

    E ora, finalmente, hanno anche il loro “profeta venuto da lontano”.

  20. Eva Ball / Jun 13 2009 6:17 PM

    Pensavo che dopo Rocco Buttiglione, Luca Volonté, Ciriaco De Mita, Magdi Cristiano Allam, Cosimo Mele, Totò Cuffaro, la principessa Alessandra Borghese, i fuoriusciti Carlo Giovanardi e Marco Follini, i neoentranti Pino Rana ed Emanuele Filiberto di Savoia, l’UDC non sapesse davvero chi più candidare nello zoo di Italianda…

    Invece, avremo come parlamentare europeo anche l’inarrivabile Tiziano Motti, uauuuuuuuuuuuu!

    (Mi sento vagamente come il Supertelegattone… vabbù, passerà anche questa!)

  21. Eva Gliss / Dec 12 2011 1:06 AM

    Modestly.

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