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Sunday, 13 May , 2007 / ermes

Sistemi elettorali


karl-raimund-popper-simplicity.jpgHo ritrovato dopo anni un’intervista concessa da Karl Raimund Popper a Corrado Augias nel 1990 (o meglio una ricostruzione dell’intervista da parte dello stesso giornalista… vabbù sorvoliamo…) Per il grande filosofo l’elemento caratterizzante, il discriminante primo di una democrazia rispetto ad una realtà autocratica non è tanto la facoltà concessa ai governati di scegliere le proprie élites dirigenti, quanto la concreta organizzazione di un forte sistema di controlli sulle stesse. Un insieme di strumenti, pesi e contrappesi imposti ai gestori del pubblico potere, che consentano agli elettori di potersi liberare un giorno dei propri governanti, in modo tutto incruento: con nonviolenza, senza alcun ricorso a rivoluzioni, spargimenti di sangue, colpi di Stato.

Solo raramente, sottolinea il grande pensatore, la scienza politica si è occupata di valutare tale discrimine, quasi sempre preferendo porre l’accento sull’analisi dei percorsi predisposti per l’accesso al potere. La grandezza di Popper in tale disciplina credo sia proprio nella semplicità, tutta socratica, con cui ribalta il prisma visivo che per secoli ha sovrinteso all’elaborazione di soluzioni innovative per un aumento del livello di democraticità dei diversi sistemi di governo di una società. Quanti dittatori sono arrivati al potere con forte consenso popolare nella storia dell’umanità? Quanti politici che pur parevano ottimi candidati si son presto rivelati pericolosissimi autoritari? Alla luce di tali disarmanti interrogativi si comprende come forse democrazia non sia tanto la scelta di chi debba comandare… se il più capace, il più intelligente, il meno tirannico, il meno indegno… bensì la capacità di pensionare financo il più bravo, opportuno, tollerante… oltreché naturalmente il meno desiderabile, preparato, liberale…

A queste riflessioni Popper fa seguire un deciso attacco ad un particolare tipo di sistema elettorale: scopriamo quale!

L’Italia ha un bel guaio: il sistema proporzionale
la Repubblica, “Mercurio”, 3 marzo 1990
Corrado Augias intervista Karl Popper

Il filosofo Karl Popper ritiene che il più grave problema politico italiano sia il sistema elettorale proporzionale, che fa sì che il governo sia in mano non del popolo, ma dei partiti; che il Parlamento rispecchi non il popolo, ma la propaganda o le clientele dei partiti; che il singolo deputato senta il dovere non di rappresentare gli elettori, ma di prestare lealtà al partito che gli ha garantito il seggio. E così i partiti aumentano, con la formazione di governi di coalizione nei quali nessuno è responsabile di nulla.

“Democrazia”, dice Popper, significa letteralmente “governo del popolo” ma il significato letterale del termine aiuta poco perché, in realtà, il popolo non governa da nessuna parte. In tutto il mondo governano i governi e il massimo che il popolo può chiedere, e di fatto chiede, è che i governi governino nel modo migliore possibile.

Il punto cruciale, in una situazione così posta, è che esistono solo due forme di Stato: quella in cui è possibile sbarazzarsi di un governo in modo pacifico e quella in cui non è possibile. Il modo migliore per far cadere un governo è il voto: voto diretto dei rappresentanti o voto parlamentare. Ogni governo che sa di poter cadere, farà di tutto per comportarsi in modo da soddisfare il maggior numero possibile di persone.

Ora prendiamo in esame, ha aggiunto Popper, il modo in cui il popolo elegge i suoi rappresentanti. In Inghilterra per esempio ogni collegio elettorale manda in Parlamento un rappresentante e uno solo: colui che ha avuto più voti. Non conta a quale partito appartenga o se appartenga ad un partito. Il suo dovere è di rappresentare il suo collegio e tutto il suo collegio, sia i sostenitori del suo (eventuale) partito sia gli altri.

In Italia invece che cosa accade? Accade, in obbedienza al sistema proporzionale, che ogni partito manda in parlamento un numero di rappresentanti pari al numero dei voti ricevuti. Questo fa sì che il singolo deputato sappia, “senta” di sedere in quello scranno in quanto membro in primo luogo di un partito e quindi senta di dovere la sua lealtà, in primo luogo, al partito che gli ha permesso di sedere su quello scranno.

Naturalmente i partiti sono necessari, ha aggiunto Popper. Tanto più necessari in un paese come l’Italia, molto giovane e di difficile coesione culturale. Quasi tutte le pretese “democrazie” sono in realtà governi non di popolo ma di partiti, anzi – per essere più esatti – di leader di partito. Il punto però è un altro: la convinzione che un Parlamento eletto secondo la proporzionale sia il miglior specchio possibile del popolo è falsa. Quel parlamento rispecchia, non il popolo, ma la propaganda (o le clientele) che i partiti sono riusciti a diffondere nel paese.

Gli svantaggi del sistema proporzionale non finiscono qui. Tutti sanno che è tanto più difficile fare un governo quanto più numerosi sono i partiti. La proporzionale, inoltre, da una parte tende a far aumentare il numero dei partiti, dall’altra dà ai partiti più piccoli un potere d’influenza non commisurato al loro peso reale. La conseguenza è che si tenderà a formare, come infatti accade in Italia, governi di coalizione, cioè una forma di governo nel quale non si capisce mai bene chi è veramente responsabile di cosa. In questo modo ci si abitua a non ritenere responsabili delle decisioni del governo nessuno dei partiti politici e nessun loro leader.

Questo genera uno stato di diffidenza e di disaffezione verso la politica. Il popolo, in nome del quale teoricamente si dovrebbe governare, sa che il massimo in cui può sperare è un nuovo governo di coalizione più o meno uguale al precedente. Non bisogna dare un peso simbolico troppo elevato alla parola “democrazia”, sostiene Popper, perché si rischia di nullificarne il significato. In un paese moderno con molte attività differenziate, la parola democrazia significa, in realtà, l’esistenza di una ragionevole dose di controllo pubblico sull’attività dei governanti.

Due sono i punti principali intorno ai quali ruota il concetto di democrazia: il primo è che i denari dei contribuenti non possano essere rubati troppo facilmente, come per esempio lo erano nella Germania dell’Est o in Romania. In Romania i denari delle tasse erano rubati quasi per intero dalla cricca di governo. Il secondo punto è che sia possibile sbarazzarsi in modo pacifico di un governo che non risponda più alle esigenze dei governati.

18 Comments

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  1. ermes / May 13 2007 6:28 PM

    Trovo in ritardo altro articolo che fin dall’inizio cercavo:

    Uninominale: un governo per la democrazia

  2. ermes / May 13 2007 6:32 PM

    Sciascia diceva la Sicilia quale Italia al quadrato… Einaudi rifletteva sulla necessità di conoscere per deliberare…

    Oggi in Sicilia si vota per le elezioni amministrative: domanda forse provocatoria, forse no: come vogliamo combattere le mafie?

    L’assalto di 833 liste e il salario politico – Gian Antonio Stella, Corriere della Sera 09.05.07

  3. ermes / May 13 2007 7:18 PM

    A soli 54 anni un certo Blair lascia la scena dopo dieci anni di governo: quando si dice la gerontocrazia e l’attaccamento al comando…

  4. Jean Masot / May 18 2007 11:56 PM

    Manco il tempo di dire vabbù sorvoliamo su Corrado Augias…
    Ditemi voi se é modo di condurre le trasmissioni!

    Il mezzo televisivo é di una tale forza, di una tale pericolosità e ingovernabilità, caro benpensante Augias, che tutto cio’ che si vuol santificare puo’ ben sortire infine inaspettatamente bestia (e ovviamente tutto cio’ che si vuol dannare riuscirà peggio che linciato…)

    E in effetti, da santa qual é presentata, l’avversione alla pena di morte é giudicata bestialità, assurda imposizione, da parte della gente che la circonda… Gente che non comprende l’impostazione moralistica del suo programma, gente che piuttosto avrebbe bisogno di dialogo vero, di dibattito a più voci, non di conoscere cio’ che lei ritiene ottimo e giusto, bensi’ dialogo per poter financo cambiare idea e non convincersi sempre più del proprio sentire.

    (Cosi’ impostata la sceneggiata, nel Circo Massimo, nel Colosseo che infine si crea, é ovvio che chi vien dato in pasto al “popolo” sarà il meno violento di tutti…)

  5. giulio mancabelli / Aug 10 2007 11:54 PM

    La favoletta dell’italica barchetta
    (della barca e degli strumenti.. della fagocità predatoria degli attuali Capitani… si rimette ai (prossimi) posteri l’ardua sentenza!?)
    Quale “democrazia domani?!?” Fra democrazia matura estesa – percepita, autoreferenzialità & cattività !
    Quindi prima di surriscaldare l’arrembaggio ed arrivare frettolosamente ad impropri e/o magri anacronistiche soluzioni sarebbe più opportuno riflettere per meglio attrezzarsi nelle opportune maniere per rendere l’”italiota barchetta” una vera e propria “italica orgogliosa barca” più completa con timone e vela altrettanto integri ed allocati nelle loro appropriate congeniate sedi in moda de renderla efficiente ed efficace nel solcare competitivamente gli oceani… rimuovendone appunto gli effettivi ingombri che le precludono ogni suo normale, naturale, fisiologico sviluppo verso una più piena libera, aperta e pregna maturazione, rispetto a quanto avvenga con l’usualmente modalità che tenendola ancorata alla solita famigerata totemica obsolescenza rappresentata dai suddetti incompleti, parziali ibridi mal congeniati modelli elettorali dal Mattarellum” al “Nespolum”all’attuale “Porcellum e/o prossimo Guzzettam il quanto ci mantiene fermi* (vedonsi Istat-UE-FMI) prigioniere dell’ennesima riprodotta inconsistenza nello spazio tempo! Modelli che pur vetusti ci vengono propinati in un altrettanto anacronistico pedissequo monodinamico modo che la mantiene in siffatta cattività diventando una e propria “persecuzione” in cui veniamo a ritrovarci.
    Un’ accanimento cui viene in continuazione sottoposta per impropria ed imparziale maniera nell’allocazione dei suoi basilari strumenti di bordo: timone e vela (boma) costringendola a rimanere impaludata e ferma!
    Quando dovrebbe essere assodato da “millenario pragma” che una barca normale al di là delle categorie d’appartenenza (laser, optimist…. quindi, OCSE, NATO o paese in via di sviluppo, ecc.) dovrebbe possedere in modo funzionali e correttamente congeniati ed allocati con la opportuna razionalità tecnica dei mezzi: una vela ed un timone Giacché talora la scelta d’avalutatività dei mezzi, non lo scopo costituiscono il problema! (Max Weber)!
    Ai quali per semplificazione riserveremo per simbolica analogia al
    • TIMONE la funzione del
    MAGGIORITARIO che “incardina” al meglio la
    “KRAZIA” dell’autorevolezza, della decisionalità e della forza delle istituzioni pertanto, ben ne rappresenta la
    “Ragione” la
    GOVERNABILITA’ – e “girando” sull’induzione
    CENTRIPETA
    ed alla
    • VELA (nello specifico al BOMA) quello del
    PROPORZIONALE che ne rappresnta per complementarietà la
    RAPPRESENTATIVITA’ riproduce il
    “DEMOS” che al meglio ne raffigura la
    “Passione” – e gira sull’induzione
    CENTRIFUGA distributiva-
    da’ origine nei fatti ad una multiate (Bobbio)
    e non ultimo inequivocabilmente
    • La “Sicurezza nel futuro” che ce la dobbiamo sudare dall’impegno di ognuno di noi ingenerando quel effettivo senso di appartenenza per ricaduta dai suddetti presupposti ricercando concreta risposte costruttive alle sfide dell’incertezza ….acquisendo modi alternativi di guardare le cose! Giacché alla “Monod” “le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato!”….articolandole ed organizzandole alla: Deming, Goffman, ecc…”!
    Assunto che ogni barca a ben vedere… senza vela e timone o resi questi sottodimensionati con limitati strumenti limitanti non potranno che esserlo i risultati… Pertanto, la debolezza strumentale non potrà che divenirne debolezza operativa! ed altrettanto modo non potrà accadere quando trattasi di sistemi elettorali condizionanti il SISTEMA PAESE – ITALIA!…
    Allora, affinché la “barca” possa non soltanto galleggiare ma, effettivamente correttamente navigare e, quindi illusorio prefigurare il solcare… quanto più difficile lo diverrà con un siffatto scombinato mal congeniato ciclico alterno incompleto disarticolato procedere dati i suddetti limitati e mal assemblati mezzi pretendere di poter competere scarsi non potranno che esserne i risultati e le ultime rilevazione UE quanto quelle FMI dichiarano che siamo, nonostante i sacrifici propinatici risultiamo “stabilmente” ultimi e fermi* Sì. Proprio così, volenti e nolenti, l’Italia è ferma! Quale ulteriore conferma dalla quale evincere che anche il sistema elettorale è obsoleto, incompleto!..
    Appunto una barca normale dovrebbe esser provvista di entrambi i suddetti indispensabili complementari strumenti: vela (boma) e timone ed entrambi dovranno trovare la corretta appropriata loro distinta allocazione in pertinenza di livello e di pescaggio “sotto & sopra” affinché, la complementare coazione equilibrata di entrambi di questi strumenti (commutativa – rettificatrice), permetta una più virtuosa gestione di governo implementando l’aspetto della complementarietà governativa con quella distributiva indicizzata sulla rappresentatività per così poter meglio rispondere alle istanze ed alle esigenze della cittadinanza e delle stesse “istituzioni” per contestualmente “giustificare” legittimando “tanto la politica quanto le politiche” e, meglio annullare per contrasto all’insorgenza d’ogni ’antipolitica!
    Pertanto entrambi gli strumenti timone e vela, per meglio gestire l’azione di governo nel procedere, si rendono indispensabili e necessari al fine di gestire – governando le induzioni intrinsecamente imperniate sulle dinamiche
    centripeta rappresentata dalla Governabilità (dal timone del MAGGIORITARIO e
    centrifuga rappresentate (dalla vela – boma) dal livello di base del PROPORZIONALE
    per poter alla bisogna essere in modo puntuale, equilibrato e/o complementare azionati in ogni momento calibrandone l’opportuna intensità ed inclinazione (in gradi) alla bisogna.
    La cui efficienza ed efficacia risulterà direttamente proporzionale alla efficienza con la quale saranno correttamente e completamente senza impedimenti (soglie) stati montati per esprimere il massimo della loro funzionalità per prestanza d’azione da imprimere per raggio d’azione da poter imprimere “in acqua quanto nell’aria al vento dimostrando intrinseca agilità e flessibilità! Tutto questo per non comprometterne la stessa navigazione vanificandola ancora sul nascere alla partenza d’ogni tappa spazio temporale!
    giacché “il potere del mezzo lo divenga in rapporto alla profondità* e che l’attuabilità divenga possibilità in rapporto alla complessità!” (N. Bobbio)
    Imperocché un vero completo sistema abbisogna della indispensabile complementare imprescindibile presenza di entrambi gli strumenti: Vela (boma) e Timone quanto del Proporzionale e del Maggioritario al fine di rendere funzionale ed efficace l’azione di governo della stessa barca dall’equilibrio di galleggiamento in mantenimento per ovviamente speditamente poter meglio procedere, navigare, solcare, gli oceani e risultare competitiva!
    In ultima analisi, senza questi elementari basilari strumenti: vela e timone mancherebbero i presupposti per poter qualificarsi come sistema completo barca quanto di sistema paese completo che ambisca diventare una democrazia maturità senza voler assumerne tali prerequisiti di strutturale funzionalità senza quelli di Proporzionale e Maggioritario!
    Pertanto senza un sistema elettorale completo difficilmente ci si potrà muovere se non provvisto in altrettanto modo degli essenziali basilari complementari controbilancianti strumenti come precedentemente esposto rappresentati dal: Timone che ne rappresenta il MAGGIORITARIO per assolvere alla funzione incardinata sulla Governabilità; quanto dalla Vela (nello specifico al boma ) che ne rappresenta il PROPORZIONALE per svolgere la funzione imperniata sull’induzione della Rappresentatività
    Quindi, senza questi “naturali fisiologici” prerequisiti si manterrà soggiogato l’intero Paese ad una continuativa perversa transizione istituzionale esasperante, logorante come già da decenni continuativi è in atto e, vi restiamo così continuando inchiodati rimanervici in un siffatto anacronistico se non si provvederà come suddetto modo costantemente vittime di un siffatto autoreferenziale gioco dell’oca! L’ultimo referendum al varo: Guzzettam!? Non potrà che essere da meno! Giacché s’impianta e si estirpa, in modo indefesso ed a-sistemico, con ciclica alterna (sconnessa) artefatta faciloneria “il boma” rimpiazzandolo con il solo timone” o viceversa, oppure pur mantenendo boma e timone facendone per prolungamento un tutt’uno si ibrida la barca…. Eloquenti ne sono stati i modelli sin qui testati dal Mattarellum” al “Nespolum”all’attuale “Porcellum quanto lo sarà con il prossimo mortaretto: Guzzettam!
    Poiché non lo potrà mai essere un sistema o passar per sistema completo, quello dell’
    • impiantare sulla stessa asta dell’albero della vela (oltretutto ridotta del 25% rispetto al suo potenziale) il timone (altrettanto decurtato del 75%)
    oppure,
    • viceversa, piantando sul timone l’albero della vela per prolungamento ottenendo un tutt’uno
    quando da un siffatto inconcepibili, esecrabili e scandaloso procedere mai, si potranno ottenere “sistemi” con risultati positivi! E, come suddetto, le cronache della realtà con le ultime rilevazione UE quanto quelle FMI imprescindibilmente lo dimostrano che siamo “stabilmente” ultimi e fermi e ce lo rinfacciano quotidianamente dell’inefficacia e dell’inefficienza del sistema in corso!
    Giacché da tutti questi intrinsecamente incompleti – limitanti modelli non si potranno di conseguenza attendere che limitati risultati se non perversi quanto lo sarebbe ricorrendo ai soliti suddetti famigerati incompleti od ortopedici modelli frutto di impropri imbastardimenti che non potremmo che farci ritrovare dove siamo: fermi, immobili e bloccati se non rischiando malauguratamente di ritrovarci per effetto di un nuovo decretato affrettato riformismo incardinato sul solo decisionismo di casta con abbia un automobile a due soli blindati cingoli quanto un potenziale immanente a sorpresa bipartitismo chiuso potrebbe racchiudere per meglio inglobarci rispetto quanto ogni mezzo attrezzato con buon senso dovrebbe minimamente esprimesi con le sue appropriaste quattro ruote (più una di scorta) se automobile su strada trattasi e, con una vela (boma) ed un timone correttamente allocati se per mare!?
    Quindi, per non venirne gabbati! Bisognerà muoversi darsi da fare per attrezzarsi a rendere funzionale la barca altrimenti si rischia di morire d’asfissia o da soffocante per impaludamento promosso da una siffatta sempre più chiusa a riccio autoreferenzialità!
    Pertanto il Il sistema SEMIALTERNO “è” un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandate”(votazioni) elettorali PROPORZIONALI PURE, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia), quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una mandata elettorale (votazione) ad induzione PREMIO di MAGGIORANZA e/o MAGGIORITARIA, (ovviamente, anche qui, “la mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti saranno i collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale, quindi, non “regionalista” come si presenta or ora ritagliato il Senato! Bensì nazionale!)
    Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA, comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”. da cui il termine SEMIALTERNO!

  6. Tony Stupity / Oct 29 2007 12:32 PM

    I guai della Germania con il sistema tedesco – Salvatore Vassallo, Corriere della Sera 29.10.07

  7. Tony Sconsolaty / Oct 30 2007 11:36 AM

    Uniti in tutto…

  8. Lucy Abbaglianty / Nov 28 2007 8:45 PM

    Grande coalizione e proporzionale, l’economia soffre – Alessandro Merli, Sole 24 Ore 28.11.07

  9. Jean Masot / Dec 4 2007 8:56 PM

    Paese dalla memoria corta:

    Quando Berlusconi e Veltroni erano per il maggioritario uninominale – Speciale Radioradicale

  10. ermes / Dec 30 2007 11:36 AM

    “Anch’io mi sono rattristato, e non solo come appassionato di scacchi…”

    Nel periodo che riporto tutta l’indifferenza, la superficialità, il benaltrismo di Luciano Canfora – padre nobile della sinistra illiberale italiana – nei confronti delle derive autoritarie che sconvolgono la Russia (di oggi come di ieri).

    Una tale sufficienza, un tale (ormai) irriflesso doppiogiochismo che conduce a paragonare lo stato dell’arte a Mosca con quanto accade da secoli a Westminster, che ricordo essere la culla della democrazia parlamentare dell’universo mondo.

  11. giulio mancabelli / Mar 7 2008 1:52 AM

    SEMIALTERNO la vera basilare “FLEXSECURITY” messa a sistema iniziando dagli ingressi dalla legge elettorale! Per inoltrarci verso una cittadinanza consapevole, cosciente, piena e partecipe innestando quel processo concorrenziale virtuoso indispensabile ad aprire prospettive per un futuro radioso e non rischiare di cadere dalla padella alla brace e/o ritrovarci confezionati dalla casta in una repubblica delle banane e/o delle Putin!
    Pertanto, or giunti nel terzo millennio, all’Italia non abbisogna di alcun nuovo riciclato partito ma, semplicemente un nuovo spartito –SEMIALTERNO– per esercitare pienamente e compiutamente una democrazia matura piena e partecipata!
    Quindi per liberalizzare l’Italia da un siffatta cattività che un’inamovibile casta con lacci e laccioli ci continua a rubare ogni futura prospettiva mantenendoci prigionieri a quel solito famigerato totem elettorale dell’obsolescenza rappresentata da compassati modelli elettorali dell’anatra zoppa dal Mattarellum al Porecellum per mantenerci schiavi della solita inconsistenza mantenuta e fatta sistema dall’autoreferenzialità della stessa casta
    Quindi, per evolvere serve semplicemente che vengono definitivamente… messe a sistema le risapute e più volte testate obsolete parzialità riscontrate negli attuali meccanismi elettorali per definitivamente incarreggiati articolandoli in modo inedito (secondo i criteri della qualità totale globale alla Monod, Deming, Kaizen, ecc. per tradurli in un completo sistema e lo stesso nostro Belpaese un Sistema Paese virtuoso e competitivo!
    Pertanto, oltre a quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO promuove per completare correttamente l’italico mosaico elettoral-istituzionale servono inderogabilmente acquisire degli altrettanto sostanziali basilari adeguamenti – aggiornamenti rappresentati da:
    • un monocameralismo e non mantenendo un sì ridondante bicameralismo “perfetto” bensì
    • trasformando il senato in funzione federale;
    • riducendo comunque, il numero dei parlamentari;
    • revisionando i regolamenti parlamentari;
    • e per completare e meglio innestare il tutto coerentemente serve acquisire un sistema elettorale completo quanto il SEMIALTERNO propugna per rendere organico il tutto in un dinamismo autocorrettivo con l’insieme e rendersi complessivamente efficiente e competitivi.
    Tutto questo si rende necessario per rendere operativa ed ingenerare autentica competitività in un effettivo clima a chiare e virtuosa concorrenza a tutto tondo verticalmente ed orizzontalmente; elemento “sine qua non” indispensabile a mantenere continuativa efficienza (A. Smith) propedeutico ad ingenerare quel automatico strutturale competitivo processo autocorrettivo che ogni sistema di qualità totale oggigiorno, deve inesorabilmente enucleare ,per poter risultare competitivo nel compendio mondiale!
    Giacché appunto, nel terzo millennio la realtà reclama in ogni dove l’acquisizione di più pertinenti modalità quanto i sistemi di qualità globale pretendono ed attestano, in altrettanto modo viene preteso per ciò che riguarda per la determinazione delle rappresentanze politiche palesando nuovi e più confacenti meccanismi elettorali quanto il SEMIALTERNO propugna. Pertanto questi meccanismi devono essere riformulati e riformati sotto un nuova luce in una prospettiva di completezza pertanto dovranno essere per complementarietà diversamente incarreggiati!
    Quanto per analogia è stato acquisito in migliorante per le prestazioni dei motori grazie all’aggiunta di nuove induzioni – valvole, ecc in altrettanto modo dove accadere per il meccanismi elettorali completandoli per complementarietà come di seguito il semialterno espone:
    Giacché senza iniettarvi competitività mai si potrà irradiare efficienza pertanto, solo rendendo completo il ciclo del meccanismo si potrà evolvere solo organicamente articolando il meccanismo elettorale completandolo. Ovvero, incarreggiando i meccanismi elettorali su un automatismo a reciproca compensazioni si potrà ottenere intrinsecamente un sistema auto correttivo ed equilibrato a check & balance si potrà evolvere. Questo è quanto il SEMIALTERNO propugna:
    il sistema SEMIALTERNO “è” un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandate”(votazioni) elettorali PROPORZIONALI PURE, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia), quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una mandata elettorale (votazione) ad induzione PREMIO di MAGGIORANZA e/o MAGGIORITARIA, (ovviamente, anche qui, “la mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti saranno i collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale, quindi, non “regionalista” come si presenta or ora ritagliato il Senato! Bensì nazionale!)
    Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA, comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”. da cui il termine SEMIALTERNO!
    SEMIALTERNO il sistema elettorale più completo per realizzare ed istituire la discontinuità concorrenziale sinergica permanente per incamminarci verso un effettivo virtuoso bipolarismo aperto!
    E non ultimo che l’assemblea parlamentare (Camera dei Deputati e Senato oltre che numericamente dimezzati quando sarà riformata* **) in rappresentanti (elettori passivi) rispecchi perfettamente la proporzionalità dei partecipanti alla consultazione (elettorato attivo) ad ogni specifica mandata. Questo, affinché la competizione assumi un efficacia di merito e d’effetto concorrenziale volto all’implica implementazione della qualità!
    Pertanto, gli eletti che dovrebbero risultare ammessi all’Assemblea sarebbero in ragione della proporzionalità espressa dall’elettorato attivo indipendentemente dal verso (mandata) Proporzionale e/o Maggioritario. Dove, oltre che per ovvia qualità d’appartenenza ogni partito dovrà perfettamente rispecchiare in rappresentanti il numero dei voti effettivi ottenuti in ragione al numero dei voti validi! Quindi, ad esempio, se saranno stati al 75% i votanti per la Camera, il numero dei rappresentanti dovrà essere ridotto del -25%:

  12. ermes / Jul 28 2008 11:34 AM

    Parola di uomo solo, vittima della sua stessa storia:

    “Una mozione di minoranza ha cercato in altre mozioni un’aggregazione informe, che porta alla guida del partito una maggioranza precaria, che ha come collante un’ambiguità e un equilibrio semantico. E’ una maggioranza costruita con formule di equilibrismo grazie a un gioco che consente a quattro mozioni di coalizzarsi contro quella che ha guadagnato la maggioranza relativa. E’ un esito innaturale e a-democratico del Congresso…”

    Ovviamente non è dato supporre che l’occasione porti l’uomo solo a cambiare registro (e storia), accedendo a logiche non più proporzionalistiche (e cencelliane…)

    D’altronde, è “sconfitto ma sereno, perché da comunista” ha “imparato ad essere sconfitto e a stare con gli sconfitti”. Contento lui…

  13. Eva Echicicred / Jan 14 2009 11:02 AM

    Dove si dice di uno statista del livello di Franceschini che pensa ad “un modello belga-svedese in cui le preferenze scattano oltre una certa soglia”. E’ inutile, siamo ormai al cabaret…

    P.S.: Stati Uniti d’America, questi sconosciuti…

  14. Eva Preved / Feb 11 2009 9:56 PM

    E tenetevi il proporzionale

  15. Eva Annoi / Jun 26 2012 9:22 AM

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