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Tuesday, 22 May , 2007 / Iperione

Un mese qualunque nel Calendario di Ernesto Galli “Bella Foggia”


manifesto_saggio_che_si_appoggia.jpgPersonalmente son convinto che il signor Ernesto Galli Della Loggia si ritenga un autentico liberale (e molto probabilmente lo è), talmente convinto e talmente pregno di questa convinzione da essere perfino incline a dirsi l’ultimo, l’ “indegno” di tale categoria.

Per questo motivo intendo riportare qualche brano del “Maggio odoroso”, tratto dalla sua rubrica “Calendario“, del Corriere della Sera. Questa selezione ovviamente non è affatto casuale, anzi.

Come piacerebbe dire ad Ermes, “non condivido un’acca” di ciò che riporto in questo articolo, e proprio per questo ho bisogno di segnalarlo. Perchè mi pare che i “liberali”, quelli che se lo stampano sul colletto della camicia e come incipit d’ ogni discorso; quelli che hanno un metro per ogni misura ed una misura per ogni individuo; i liberali che fanno quotidianamente la libertà di questo Paese, i nostri liberali, debbano essere rimproverati prima d’ogni stalinista, leninista, marxista, castrista, rivoluzionario, dissidente, conformista, cialtrone, illitterato che la natura umana abbia mai potuto partorire.

Personalmente ho molto gradito le elucubrazioni dei giorni 7, 12, 16 e 21 Maggio, ma questi sono gusti personali, quindi chi vuole può scegliere di imparare a misurare e/o misurarsi col Calendario di Ernesto Galli Della Loggia semplicemente visitandolo.

1° Maggio 2007

W IL 1˚ MAGGIO

Viva sempre il 1˚ maggio, perché che cosa sarebbero le nostre società se più o meno 150 anni fa non fossero nate le organizzazioni sindacali? L’attuazione della democrazia e dei suoi valori sarebbe stata impossibile, e alla lunga sarebbe stato impossibile lo stesso capitalismo, il cui mercato di massa, per crescere, ha bisogno vitale di quella distribuzione del reddito che senza i sindacati sarebbe stata assai difficile. Dunque viva sempre il 1˚ maggio. Ma forse si deve aggiungere che la redistribuzione del reddito di cui abbiamo bisogno è quella che nasce dal conflitto tra salari e profitti, non quella prodotta dalla crescita degli stipendi a spese del bilancio dello Stato. Dunque, i sindacati che vogliamo vedere forti e combattivi sono quelli degli edili, dei metalmeccanici, quelli che lottano per far diminuire i morti sul lavoro e il numero dei precari veri; non i sindacati degli impiegati in carriera. Ci piacciono i sindacati degli operai, non quelli del cappuccino.

7 Maggio 2007
AEDI DEL NULLA

So di stare per fare una domanda impertinente, addirittura blasfema, ma prendo coraggio e la faccio lo stesso: qualcuno ricorda di aver letto negli ultimi vent’anni qualcosa diciamo di appena appena significativo nelle migliaia di pagine di Ralf Dahrendorf? E Amartya Sen, quando non parla di economia (dove non so giudicare: ma mi pare che ne parli sempre meno), cosa ha mai detto e cosa dice mai di nuovo, di interessante? Ha sostenuto che la democrazia è stata conosciuta e praticata anche fuori d’Europa: ma con argomenti così fragili che non avrebbero passato il vaglio di un esame di laurea triennale italiana. Perché allora la fama e la riverenza che circondano entrambi? Perché svolgono il ruolo prezioso di teorici «alti» di quel paciugo cosmopolitico-socialdemocratico-buonista che è oggi l’ideologia delle classi dirigenti euro-atlantiche: ci ammoniscono dai convegni di Cernobbio, ricevono le lauree honoris causa dalle Università di serie B, sono gli aedi del nulla.

9 Maggio 2007
ALTRI SCHIAVISTI

Nei tanti discorsi e libri che si fanno e si scrivono in Italia sulle colpe storiche del binomio Occidente-capitalismo (in genere per sminuire quelle del comunismo) lo schiavismo occupa uno dei primissimi posti. È forse per questo che è passata sotto silenzio una storia finalmente completa di quel terribile fenomeno: La tratta degli schiavi di Olivier Pétré-Grenouilleau, libro uscito l’anno scorso dal Mulino. Perché l’autore dimostra che, contro circa 11 milioni di persone trasportate in catene fra il 1519 e il 1867 dall’Africa verso le Americhe dagli europei, furono ben 17 milioni (cioè oltre il 50 per cento in più) gli schiavi venduti in un arco assai più lungo di tempo all’interno dell’Africa nera stessa e nei paesi islamici ad opera, naturalmente, di mercanti non europei. Nel 1900 in Africa occidentale «c’erano più schiavi di quanti avessero mai avuto le Americhe in qualsiasi momento della loro storia» (p. 419). Domenico Losurdo è pregato di prendere nota.

12 Maggio 2007
FAMILY DAY

Se oggi fossi a Roma, sarei al Family Day (vincendo la ripugnanza per l’anglomane scimmiottatura della dizione). Per vari motivi: perché non mi piace obbedire al Papa ma neppure a Stefano Rodotà o a Massimo D’Alema (seppur entrambi stimabilissimi); perché sono per il divorzio e la depenalizzazione dell’aborto, ma contro l’idea che la nostra semplice volontà possa essere la misura di tutte le cose; perché istintivamente simpatizzo per le battaglie che non hanno l’appoggio dei soliti noti, dei grandi giornali e del Tg3; perché mi ricordo di un certo Pasolini che diceva che quando la maggioranza diventa anticonformista, per obbligo sociale, allora il pensiero autenticamente libero è quello che fino al giorno prima era il pensiero dei più. Perché penso che distruggere è facilissimo ma conservare difficilissimo; e alla fine perché nell’epoca che ho vissuto solo la famiglia, solo la sua odiosa, opprimente angustia, ha mostrato di riuscire in qualche modo a rischiarare le buie notti del Potere

16 Maggio 2007
COMPUTER INUTILI

Ma ci voleva il «contrordine dagli Usa» di cui ha riferito ieri su queste colonne Massimo Piattelli Palmarini, ci voleva il Dipartimento dell’Istruzione americano, per capire che i computer a scuola non aiutano lo studio ma anzi l’ostacolano? Ma via! Sarebbe semplicemente bastato a suo tempo infischiarsene della prosopopea semicolta dei pedagogisti di regime che da decenni tengono in ostaggio tutti i ministri dell’Istruzione distruggendo la scuola italiana;
sarebbe bastato liquidare con una risata quella patetica bischerata berlusconiana delle tre I (ricordate?
inglese, internet, impresa?), o accorgersi dello spazio che il binomio computer-informatica sempre più occupava nella retorica della nuova burocrazia scolastica cresciuta a Docimologia, Progetti Educativi, Offerte Formative e simili vuotaggini. Ma soprattutto, sarebbe bastato semplicemente il buon senso.
Già, il buon senso: il Grande Ostracizzato e insieme il Grande Rimorso della nostra scena pubblica.

21 Maggio 2007
IL RITO DELLA BOTTIGLIETTA

La ragazza sale nello scompartimento, appoggia sul portapacchi lo zaino e ne estrae una bottiglietta di acqua minerale che sistema sul tavolinetto davanti al sedile: fino alla fine del viaggio vi attingerà regolarmente brevi sorsate. Così come lei, quotidianamente milioni di giovani italiani che ormai hanno fatto della bottiglietta d’acqua al seguito un compagno permanente delle loro giornate (specie di studio o di lavoro) quasi un talismano, un simbolo di status, a giudicare dal compiacimento discreto ma evidentissimo con cui lo ostentano e l’adoperano. Che cosa significa? Certo, un desiderio nascosto di leggerezza, di purezza e di salute, dunque il segno di appartenenza a una comunità pura e leggera, a differenza di quella adulta immersa nella sua cultura inquinata e pesante; certo, anche l’ennesima prova dell’egemonia culturale americana; ma alla fine, forse, solo il mistero di una modernità capace di riempire la quotidianità più banale dei miti sempre nuovi di se stessa.

25 Comments

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  1. ermes / May 22 2007 11:57 AM

    Stupendo… stupendo articolo, grandissimo Iperione!!!!

    Il Galli che canta dalla Loggia del benpensiero benaltrista rispetto all’estremismo amerikano, relativista, ideologico… é semplicemente inarrivabile: la mitologia delle bottigliette (!), il contrordine dagli Usa che riporta a galla il “buon senso” (de che??? di chi????), la famiglia di stirpe italica che rischiara le “buie notti del Potere” (?!), Sen e Dahrendorf aedi del nulla (!!!!!!!!!!!!!!!!!!), non ho parole… incredibile!

    Anzi, credibilissimo: perché mai in questo Paese cosi’ sui generis, cosi’ tutto a suo modo, cosi’ tutto pieno di singolarità e diversità storiche irriducibili alle “mode” straniere, abbiamo avuto per decenni e decenni il più grande Partito Comunista di qua dalla cortina di ferro? perché mai i Pasolini, gli Sciascia, i Vittorini costituivano costantemente la pietra dello scandalo gettata nel mare stagnante delle ideologie? perché mai Bufalino é ancora sconosciuto, come quando in vita letteralmente condannato a sopportare la solitudine propria di un maestro in una scuola di paesino? perché vi abbiam visto don Ernesto Bonaiuti, padre del modernismo cattolico e tra i massimi pensatori illuminati del Novecento, scomunicato “vitando” e quindi letteralmente dimenticato (scomparso, scomparso, altro che ostracismo, annientato…)? perché mai fino al 1984 la Repubblica italiana professava una religione ufficiale di Stato? perché mai governati per mezzo secolo da un Partito che si definiva “cristiano”? perché mai continuano a pullulare estremismi, fascismi, autoritarismi, demagogie incontrollate e quindi irrefrenabili?

    Dove sono, dove son mai stati i liberali di professione negli interminabili anni che ci sono alle spalle… non altri che portatori d’acqua, si son rivelati, dei mille mulini e mulinelli autoritari sparsi per la Penisola, tutti volti a schiacciare ogni grano di emancipazione individuale che vi volesse impudicamente germogliare…

  2. ermes / May 22 2007 11:59 AM

    Invero, per quanto mi riguarda:

    Personalmente son convinto che il signor Ernesto Galli Della Loggia si ritenga un autentico liberale (e molto probabilmente non lo è)

  3. herpes / May 23 2007 8:21 AM

    rullo di tamburi………trtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrtrt
    due Nobel a confronto:

    INTERVISTA
    Lo storico: c’è vicinanza e capacità di capire i problemi. Di qui nasce la fiducia. Ma un fronte laicista vuole lo scontro aperto

    Galli della Loggia «Chiesa in sintonia con le gente»

    Da Milano Andrea Lavazza

    Colpisce, in quanto interessante e persino impressionante, l’analisi del disagio sociale tratteggiata da monsignor Bagnasco. La Chiesa italiana ha canali privilegiati, in virtù della sua vicinanza alla gente, per poter rilanciare – come testimonianza viva – l’allarme per il progressivo impoverimento dei ceti medi». Ernesto Galli della Loggia, storico e opinionista, preside della facoltà di Filosofia dell’università Vita e Salute del San Raffaele di Milano, coglie in questa nervatura della prolusione del presidente della Cei l’aspetto più innovativo e meritevole di sottolineatura.
    Non c’è quindi quella pretesa scollatura tra Chiesa e società?
    Si tratta di una rappresentazione polemico-propagandistica e, come tale, irrealistica. Proprio l’essere la Chiesa presente nelle giunture più minute della società le conferisce una sensibilità alle dinamiche profonde, quale la tendenza all’aggravarsi dei problemi economici di famiglie e pensionati. D’altra parte, è proprio questa prossimità ai bisogni della gente a trovare riscontro nelle periodiche classifiche delle istituzioni in cui si ha più fiducia, nelle quali la Chiesa continua a riscuotere grande consenso.
    Anche il successo del Family Day sembrerebbe confermare questa analisi, sebbene si sia cercato di minimizzarne l’impatto.
    La battaglia sui Dico è stata vinta (mi pare che ora lo si possa dire) perché la mobilitazione sollecitata dal mondo cattolico ha raggiunto il suo obiettivo. È non è possibile negare che esista un rapporto stretto, se non una sintonia, tra la Chiesa e gran parte della società italiana. Non tutta, certo.
    Monsignor Bagnasco ha parlato di una «contrapposizione forzosa e strumentale» tra laici e cattolici.
    Ritengo che una contrapposizione sia in atto anche quando la cerca una parte soltanto. Nella prolusione, vi sono toni e appelli a stemperare le tensioni, eppure da parte laica, o laicista, rimarrà un atteggiamento di scontro.
    Da che cosa nasce questa volontà di mettersi in rotta di collisione ?
    Tramontata la parte principale dell’ideologia identitaria della sinistra, quella legata all’economia e alle politiche sociali – per le quali ormai la strada è segnata e spesso dettata da organismi sovrannazionali –, bisogna trovare un altro terreno su cui differenziarsi. E una parte della cultura, dei media, dell’opinione pubblica ha scelto la laicità scientista. Si moltiplicheranno le applicazioni di nuove scoperte sulle quali verranno a confliggere le posizioni dell’antropologia cattolica e quelle del liberismo individualistico.
    Tutto ciò avrà ripercussioni sul fronte politico?
    I partiti temono un braccio di ferro con il mondo cattolico. Infatti, cercano di attenuarlo (si vedano le recenti prese di posizione di Fassino). Il punto è che una parte dell’elettorato della sinistra radicale (e, a mio avviso, anche del Partito democratico) chiede che non si facciano troppe concessioni alla Chiesa; in caso contrario, è pronta a voltare le spalle ai suoi leader.
    Anche dall’Europa, come ha sottolineato il “ministro degli Esteri” vaticano Mamberti, soffia un vento anti-cattolico, che alimenta le diffidenze.
    Non è una novità che a Strasburgo si concentri una maggioranza per vari motivi ostile al cattolicesimo (non dimentichiamo il caso Buttiglione), che utilizza il formalismo giuridico per trattare il Vaticano come uno Stato dittatoriale, responsabile di politiche discriminatorie. Ma non dispero che, quando i rappresentanti dei Paesi dell’Est da poco ammessi nell’Unione cominceranno a farsi sentire, queste tendenze vengano riequilibrate.
    I vescovi hanno comunque ribadito che non vogliono attentare alla laicità della vita pubblica.
    Oltre che pastore, Bagnasco, come in precedenza Ruini, è anche a capo di grande organizzazione politica, nel senso più nobile. Ed è quindi pienamente legittimato a intervenire nella vita pubblica.

  4. herpes / May 23 2007 8:21 AM

    l’intervista era tratta dall’avvenire

  5. Jean Masot / May 24 2007 12:08 PM

    A l’Avenir???? …figure-toi!

  6. ermes / May 27 2007 8:57 AM

    Dedicato a chi continua a dare del liberale a quel violento, autoritario, demagogo, populista di Tremonti

    Non altro che un fascista perfetto, sublime. Ripeto: fascista, il fascismo del tutto affasciare senza argomentazioni, il fascismo del tutto affascinare e bruciare in fuoco catartico, il fascismo del tutto assommare per meglio sfasciare sol per amore della distruzione creatrice…

    Solo in Italia, davvero solo in Italia si può impunemente dire tutto e il contrario di tutto, un giorno alfa e l’altro beta, e il giorno appresso ancora gamma e l’indomani di nuovo alfa… solo in Italia senza alcun tema di dover rendere conto del proprio agire… solo in Italia offendere così volgarmente la storia – la grandezza, gli errori, l’errare – del cattolicesimo liberale di Manzoni, Rosmini, delle loro opere naturalmente all’Indice

    Solo in Italia Tremonti vicepremier e ministro dell’Economia, solo in Italia Tremonti ad ogni dibattito autorevole e perbene che si rispetti, solo in Italia Tremonti vicepresidente del partito che si voleva (si vuole ancora? boh! letteralmente ho perso il conto delle dichiarazioni, smentite, riprese) liberale di massa: ecco a mio avviso la storia, le fortune di Tremonti dicon davvero tutto della politica nostrana – e soprattutto della sinistra, appunto, della sinistra italiana.

    I sinistri avrebbero decenni di vittorie politiche assicurate, immense vittorie se solo si decidessero ad accusare, svelare il metodo, il metodo prim’ancora che i contenuti, del vuoto parlare di Tremonti. E invece nulla, già come per decenni con Cossiga: ma è ovvio, cosa andiamo cercando, gente che denunci la propria immagine riflessa nello specchio?

  7. Jean Masot / May 29 2007 4:03 PM

    A-t-il déjà défini les petits (et incroyablement jolis!) crayons de l’IKEA comme le scandale le plus grand et insupportable de la société de consommation??????

  8. ermes / May 29 2007 4:19 PM

    Mancati funerali religiosi a Piergiorgio Welby: “un bel po’ d’arroganza” da parte di “cosiddetti laici” di fronte ad una Chiesa che “si mette a fare la protestante”…

    Come altro commentare: un bel po’ di arzigogoli retorici da parte di un azzeccagarbugli manzoniano che si mette a fare il chiosatore erudito e placidamente distaccato…

  9. Jean Masot / May 31 2007 5:37 PM

    A proposito di radici pagane: il tempio del Dio Quirino sotto il palazzo dei Papi…

  10. ermes / Jun 4 2007 8:21 PM

    Chiedo scusa in anticipo per l’intervento frastagliato, scritto di getto, improponibile… prendete il mio dire solamente come scatto irrefrenabile di chi amando il modello giuridico da common law anglosassone, ne vede storpiato da legulei italici, ancor una volta ad uso retorico, il suo cardine primo: la Rule of Law, il rispetto della legalità, la vita del diritto per il diritto alla vita…

    Che faciloneria, che banalità da quinta elementare: un appello al “volemose bbbbene” pur che sia, non importano il merito, il contesto, i termini del consenso; l’importante la spartizione del bottino (e cioè la legalità costituzionale: la norma scritta) ad opera di prassi che mettano d’accordo tutto e tutti… Non già dura lex, sed lex… ma un po’ a te, un po’ a me, ma sì per accettata intesa, per convenzione…

    Invero, caro Onesto Maglio della Bolgia, è stato proprio il mancato rispetto della legge scritta, della legge vigente, di quei pezzi di carta che esistono… ma fino a un certo punto… è stata giustappunto questa mancanza ad ogni livello, in ogni ufficio pubblico, in ogni canto di strada, in ogni scuola, a far di questo Paese una Re-pubblica da commedia di Goldoni almeno nei passati nove decenni…

    Faccio un solo esempio: affissione dei manifesti elettorali… per tacito consenso di (quasi) tutti, una pioggia di illegalità ad ogni – ogni, ogni, ogni!!!! – tornata elettorale… Un solo esempio, che naturalmente porta a catena altre decine di violenze (informazione da pianto, sistema giustizia da ridere, rapporti politica-finanza, ambiente, istruzione, sanità, cooptazione amministrativa, ribaltamenti di esiti referendari…)

    E invece il Preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano… ecco come i benpensanti liberal-chic riscrivono la storia e le storie dei poveracci, di coloro che Pasolini evidenziava non sanno, spesso, neppure di esser titolari di diritti… e sono di una dolcezza infinita…

  11. ermes / Jun 5 2007 12:42 PM

    Canta il Desto Gallo dalla Loggia: “il sistema della Prima Repubblica (…) era sì «bloccato» (perché privo di alternanza di governo) ma ciò nonostante riuscì a produrre partiti solidi, alleanze durature, leadership qualificate, soprattutto una decisione politica di quantità e qualità notevoli.”

    Guardiamo che dice, al contrario, uno stupendo Francesco Merlo…

  12. Jean Masot / Jun 17 2007 11:34 AM

    Saggi di arguzia, ovviamente a firma dello Sparalesto Pollo della Georgia:

    Quelle che il lifting – 16.06.07
    D’un tratto capita d’incontrare per strada o di scorgere sul video il volto di qualche signora conosciuta anni fa, magari di una vecchia amica non più vista da tempo, e uno si trova ad esclamare: ma non è possibile! È lei, e insieme non è lei: il viso tirato in una immobilità marmorea, gli occhi spalancati su orbite lisce come la superficie di un uovo, spesso le labbra turgide laddove uno ricordava una bocca normalissima. Sono gli effetti del lifting: che sempre più spesso trasformano donne intelligenti in emule di quella grottesca caricatura di Dorian Gray che è diventata da tempo la povera Sofia Loren, che a oltre settant’anni finge di averne la metà. Ed è una prova straordinaria del potere che ha sulla nostra mente l’apparenza: quelle donne, infatti, non possono ignorare che il loro trucco lo si scorge da lontano un miglio, che esso anzi non fa che sottolineare la loro età. Ma importante per loro è solo ciò che sembra: inspiegabilmente, magicamente.

    La finta gioventù 06.06.07
    Un tempo erano solo i grandissimi, i Frank Sinatra, i Murolo, solo loro che calcavano con disinvoltura il palcoscenico anche dopo i 65, i 70 anni. Ormai invece è un fenomeno generale: uomini e donne di spettacolo non si decidono a nessun costo ad andare più in pensione. Aumenta la durata della vita media dei loro fan, di quelli che li conobbero da giovani mentre lo erano anch’essi? E allora perché mai pure loro non dovrebbero continuare a darsi da fare? Tra i cantanti soprattutto è una pletora di sessanta-settantenni che continuano a esibirsi come se nulla fosse. Il culmine del patetico lo toccano, mi pare, alcuni grandi complessi rock, i Rolling Stones, i Genesis, gli Who, che ancora affollano la scena: finti giovani asciutti e incanutiti, anziani con insulsi codini, salti, piroette, dimenamenti che se apprezzabili in un giovane, in un anziano diventano solo il segno di una laida decrepitezza, decisa a chiudere i propri giorni con il volto impiastricciato del belletto della gioventù.

    Madri e figli 31.05.07
    Quanti di noi devono la propria vita solo alla testarda, irragionevole volontà di una donna di non abortire? E quante donne, come pare che sia capitato appena una settimana fa a una giovane umbra, devono la perdita della loro, alla stessa testarda volontà? Non lo sapremo mai, e forse un giorno ci insegneranno che in realtà anche l’istinto materno non ha nulla di naturale, che anch’esso ha una storia, un principio, e dunque una possibile fine. Ma oggi ci piace pensare che ciò non accadrà. Ci piace pensare che esista un rapporto misterioso ma alla fine inscalfibile tra una donna e l’essere che si forma nel suo ventre, un rapporto che anche se nei tumulti dell’esistenza e dell’animo può portare a sopprimere chi sta per nascere, tuttavia parla pur sempre di vita sebbene con il linguaggio della morte, perché così vuole l’ambiguo destino degli umani. Che forse non merita di annullarsi nel liquido opaco di una provetta o dietro la muta meccanicità di qualche congegno.

    Onore a John Wayne 30.05.06
    Onore ad Alberto Crespi, il critico cinematografico dell’«Unità», che ieri non solo ha voluto ricordare sul suo giornale il centenario della nascita di John Wayne, ma ha sciolto un inno commosso al grande attore irlandese-americano, concludendo che a lui quando vede i suoi film, del fatto che «The Duke» fosse politicamente di destra non gliene può importare di meno. È una di quelle cose (diciamo la verità, non sono molte) che fanno sperare nella vittoria finale, anche tra le fila della sinistra intellettuale, del buon senso. Quel buon senso che a noi fa credere che se arrivano gli indiani è meglio che sulla diligenza ci sia qualcuno che sappia sparare; che è sacrosanto inseguire i delinquenti fino a Lordsburg per fargliela pagare, e che ogni donna, qualunque sia il suo passato, merita sempre di essere trattata come una signora. Che ci fa credere, insomma, che «Ombre rosse» resterà per sempre insieme a noi, mentre la Corazzata Potëmkin è già affondata da tempo.

    Il fardello del marine 13.05.07
    «I soldati (iracheni) conducono la loro vita di ogni giorno come dei bambini, uomini cresciuti che non riescono a badare a se stessi e trovano l’incarico più semplice qualcosa che li impegna al massimo. È la volontà di Dio che provvede alla maggior parte delle loro necessità quotidiane, il che spiega perché non combinano mai realmente nulla. In combattimento si battono bene per i primi dieci minuti, ma poi sembrano annoiarsi di qualunque esigenza tattica e tornano al loro naturale comportamento addormentato. Dormono tutto il giorno e si lamentano della durezza della loro esistenza, ma non fanno il minimo sforzo per cambiarla». Sembra Kipling, e invece sono le parole di un capitano dei marines che scrive a casa dall’Iraq poco prima di cadere ucciso, pubblicate dalla New York Review of Books del 15 marzo. Ma è singolare (o forse no?) che con le medesime idee l’uno pensasse che l’uomo bianco doveva imporre al mondo il proprio dominio, l’altro esportarvi la democrazia.

  13. Iperione / Sep 9 2007 3:20 PM

    No comment (e sono pure moderatamente contrario alle notti “blanche”…)

    A ROMA È NOTTE FONDA – 8.09.07
    Non bastavano, a Roma, gli ingorghi perenni, le auto in doppia fila dappertutto, la pavimentazione a pezzi delle strade con relative cadute di motorini e passanti, i vigili cinquantenni con il codino e le vigilesse messe a pin up; non bastavano i posteggiatori abusivi, la metro che termina il servizio (unica capitale europea) alle 23.30, i trasporti pubblici mai in orario, sempre affollatissimi e dove almeno la metà dei passeggeri non paga il biglietto; non bastavano i taxi cari e regolarmente introvabili, le periferie abbandonate, con strade buie, marciapiedi inesistenti e cassonetti dell’immondizia a pezzi; non bastavano bar, ristoranti e pizzerie illegalmente padroni di quasi tutto il suolo pubblico, interi quartieri trasformati di notte in urlanti agglomerati di folle che rendono impossibile chiudere occhio; non bastavano le piazze bellissime ridotte a lerci accampamenti di «ggiovani» sfaccendati. No, tutto questo non bastava: ci voleva pure, oggi, «la notte bianca».

  14. Tony Alty / Oct 12 2007 7:59 PM

    Il 4 ottobre scorso, forse riferendosi al suo stesso dire…

    Rumori di fondo

    Lo so: noi nemici del rumore siamo ripetitivi con questo insistere, con questa vana puntigliosità nel denunciare dovunque il chiasso, con queste geremiadi sull’aggressione acustica che ci assedia. Ripetitivi e naturalmente noiosi, noiosissimi. Ma cos’altro fare contro la colonna sonora cui siamo ogni giorno sottoposti quasi con la scusa di farci un favore? È la musica che ogni oste piazza nel suo locale; è il parlato e la pubblicità emessi— sempre a tutto volume!— dai diecimila visori che costellano stazioni ed aeroporti e ti aspettano in agguato in ogni luogo d’attesa; è la melodia sdolcinata nei supermercati, è il vociare nei taxi, sempre con la radio sintonizzata su qualche demente che parla con dei suoi pari; per non dire del flusso instancabile di note provenienti da bar e negozi, specie se frequentati dai fatidici «giovani». E naturalmente mai nessuno che ti dia retta, con cui protestare, che ti capisca. Perché il rumore piace, piace moltissimo: questa è la verità.

  15. Tony Asceticy / Oct 31 2007 12:55 PM

    Forse non ha mai visto “Il mare dentro” o “Million Dollar Baby”. O forse, più semplicemente, deve solo far scena, scandalizzata e benpensante scena…

    Bergman su tutti – 29.10.07

    Rivisto in Dvd «Il settimo sigillo», il grande film di Ingmar Bergman che dopo tanti anni ricordavo assai vagamente. Ancora oggi colpisce e avvince per la purezza delle immagini, il ritmo, la superba recitazione degli attori. Ma soprattutto per il messaggio (sì, per lo screditatissimo, vituperato messaggio!) che induce a chiedersi chi mai oserebbe oggi fare un film su un uomo che s’interroga per un’ora e mezza sull’esistenza di Dio, e va alla ricerca di un segno che aiuti la sua fede vacillante; chi mai oserebbe riprodurre sullo schermo il dialogo a distanza tra lui e il suo scudiero, invece disperatamente convinto che i cieli sono vuoti. Ma soprattutto, mi chiedo, chi avrebbe mai il coraggio oggi di parlare agli spettatori dell’Occidente con tale crudezza della morte (neppure i preti lo fanno più), della morte della nostra miserabile carcassa, di richiamarci con quella secchezza alla fine che senza scampo tutti siamo destinati a fare. Sì, non sbagliavamo ad amare Bergman.

  16. ermes / Nov 3 2007 4:34 PM

    L’utile opera del giornalista che si meraviglia…

    Calabria infelix – 03.11.07

    Ma non si sono ancora stufati i calabresi di essere calabresi? So esprimere solo in questo modo paradossale, di cui spero che nessuno si adonti, il mio stupore (credo condiviso da molti) per come una regione abitata da tante persone per bene possa, però, sopportare condizioni generali di vita sconosciute ai paesi civili. Un sistema sanitario ridicolmente inefficiente, costruito solo per le ruberie della classe politica e che serve solo a far morire la gente (l’ultimo caso l’altro giorno: otto ore di inutile attesa per trovare un posto ad un ragazzino in fin di vita); dappertutto, ma specie sulle coste, una situazione urbanistica raccapricciante, dove l’assenza delle fogne e dei depuratori è la regola; dappertutto il clientelismo come modello sociale a cui non si sfugge; dappertutto la corruzione pubblica, e in intere zone, per finire, il dominio incontrastato della malavita. Questa è la Calabria: quella vera. Chi ci abita, ripeto, come fa a sopportare questo stato di cose?

  17. Tony Millenaristicy / Nov 15 2007 12:26 PM

    “Niente paura, ci rassicurano compunti gli zeloti della libertà di ricerca”…

    Il clone che ci aspetta – 15.11.07

    A partire dal 1997, data della clonazione del primo mammifero (la famosa pecora Dolly), la tabella di marcia appare di un’ammirevole regolarità: dopo Dolly è stato poi il turno di topi, bovini, gatti, cavalli, cani, fino alla notizia di ieri l’altro della creazione per la prima volta di embrioni clonati di una scimmia adulta. Cioè di un primate.
    Dunque ci siamo: il cerchio si sta chiudendo, la prossima volta di certo tocca a noi, la clonazione umana è alle porte. Ma niente paura, ci rassicurano compunti gli zeloti della libertà della ricerca: «Sarà solo per guarirvi dalle brutte malattie, sarà solo per fini terapeutici, non riproduttivi. Nessuno attenterà alla vostra preziosa identità umana».
    E già: come se potessimo avere ancora la medesima identità, come se questa potesse essere ancora quella di prima, significare ciò che significava prima, quando un laboratorio custodisce il segreto per fare esistere un altro noi, quando c’è un nostro clone che paziente aspetta la sua ora.

  18. Tony Ventilaty / Nov 23 2007 6:28 PM

    E io pago…

    Addio alle coperte – 16.11.07

    Negli alberghi italiani è sempre più raro trovare, d’inverno, dei letti con le coperte. Una coperta, quando c’è, è riposta in un armadio come un optional. È uno dei tanti piccoli segni del modo totalitario in cui troppo spesso l’Italia ha abbracciato la modernità declinandola puntualmente nella maniera più radicale, che poi quasi sempre si rivela essere anche la più insensata e la più distruttiva. È il fascino che sui poveracci neo-progrediti ultimi arrivati, quali siamo, esercita la macchina, l’artificialità, il bottone che cambia la realtà all’istante, scatenandoci la fregola di buttar via tutto ciò che non ha le stigmate del moderno. Come la coperta, appunto: inutile, perché tanto c’è l’aria condizionata. In funzione sempre, dovunque, come se da noi ci fosse insieme il clima dell’Arizona e quello della Finlandia. E quindi finestre costantemente sigillate, e quel simpatico odore dolciastro di chiuso e di deodorante scadente che ormai di regola accoglie il cliente dell’Albergo Italia.

  19. Tony Intestinaly / Nov 24 2007 9:09 PM

    “La figura dell’autore stitico”…

    La religione su carta 24.11.07

    Qualcuno ha notato quanti libri scrivono i religiosi cattolici, i singoli religiosi, voglio dire?
    Ce ne sono di quelli — e non sono pochi — a paragone dei quali un Camilleri fa la figura dell’autore stitico, quelli il cui elenco di pubblicazioni si arricchisce di un nuovo titolo di anno in anno, addirittura di sei mesi in sei mesi. Come si spiega? Non sempre con l’importanza delle cose da dire, anzi alquanto di rado.
    Assai di più contano forse alcune contingenze pratiche, come l’ampia disponibilità di tempo, l’uso frequente della parola detta (con la conseguente tentazione di trasformarla in parola scritta) o la possibilità, specie per chi occupa i vertici della gerarchia, di avvalersi di aiutanti e segretari. Ma forse c’è al fondo qualcosa di più importante: l’assenza nella cultura religiosa della preoccupazione per l’originalità tipica della cultura laica, l’assenza del tabù della ripetizione, e anzi l’intima identificazione con ciò che dalla notte dei tempi è sempre eguale.

  20. Lucy Etta / Nov 28 2007 1:30 PM

    Quel che rimane d’uno storico…

    L’Europa e il suo nulla 28.11.07

    Il comunismo passa, il maoismo pure, il capitalismo avanza dappertutto, ma quel che non si cancella è la storia, il cui peso si calcola in secoli. In Russia eliminare gli avversari, chiudere la bocca ai dissidenti, asservire l’informazione e l’economia sono tuttora, per il potere, altrettante tentazioni irresistibili come sotto Pietro il Grande. La Cina sta per diventare il Paese più ricco del pianeta, ma la vita e i diritti dei suoi abitanti continuano ad avere più o meno lo stesso valore di quando c’era il Celeste Impero. Quanto all’Islam, neppure a dirsi. Soltanto in Europa la storia (a conti fatti una storia non indegna) sembra essere stata cancellata. Ogni ruolo politico che fu, ogni valore e significato trascorsi, appaiono desiderosi unicamente di naufragare nella fiacca nullità dell’europeismo, di annullarsi nello spettacolo soddisfatto dell’inconsapevole oblio di se stessi. Soltanto in Europa la potenza del rimorso e del pensiero è riuscita ad annichilire il passato.

  21. Jean Masot / Dec 5 2007 11:48 PM

    Prime schermaglie:

    Chimere – 12.09.06

    Grande compiacimento per la decisione inglese tra i tanti tifosi italiani degli embrioni- chimera – in particolare mi è parsa addirittura estasiata venerdì, su Radio Radicale, una signora che intervistava il professor Giulio Cossu. Grande compiacimento in specie perché gli inglesi, ispirati a dovere dall’Areopago della Scienza, si sono espressi al 61 per cento a favore dell’esperimento: in Inghilterra sì che si rispetta la volontà del mica come in questo paese di clericali che è l’Italia, dove anche per andare a cena bisogna chiedere il permesso del Vaticano! Mi resta un dubbio però: perché se una maggioranza è favorevole alla pena di morte, per ragioni morali non bisogna tenerne affatto conto, e invece, se una maggioranza approva le “chimere”, allora invece la sua opinione è giusta? Per quale motivo in questo caso un’obiezione morale è inevitabilmente retriva e antidemocratica e nel caso della pena di morte invece no? Ce lo vogliono spiegare gli amici radicali?

    __________

    La risposta non pubblicata di Rita Bernardini dello stesso 12.09.06

    Ernesto Galli della Loggia chiede spiegazioni ai radicali del perché considerino “retriva” e “antidemocratica” un’opinione pubblica favorevole alla pena di morte mentre dimostrino “grande compiacimento” se il 61 per cento degli inglesi si dichiara favorevole agli embrioni-chimera. Perché – chiede il professore – nel primo caso i radicali non vogliono tenere conto dell’opinione pubblica e nel secondo caso sì? Ecco la risposta: nel primo caso abbiamo uno Stato che – forte dei sentimenti maggioritari del popolo – stabilisce che è giusto uccidere un essere umano colpevole di gravissimi reati come l’omicidio (accade in molti stati della più grande democrazia del mondo: gli Stati Uniti) o di “reati” che non danneggiano nessuno come l’omosessualità (accade in Iran). E’ molto probabile che – se mai fosse possibile fare un sondaggio vero in Iran – la maggioranza del popolo si esprimerebbe a favore dell’impiccagione o della lapidazione che, di fatto, già viene praticata dallo Stato. E qui siamo noi radicali a chiedere a Galli della Loggia: visto che il popolo lo vuole, è giusto mandare a morte una lesbica o un gay? Anche un plebiscito non avrebbe il potere di rendere accettabile un’azione immorale e lesiva dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino. Nel secondo caso nessuna persona subisce danni: al contrario, la sperimentazione offre una speranza di migliori terapie per tutti gli uomini. I cosiddetti embrioni- chimera non sono persone e non lo diventeranno mai. Ma, evidentemente, Della Loggia considera questi embrionichimera alla stregua di un essere umano e, per di più, mostruoso: era ciò che avevano fatto credere anche agli inglesi che fino a qualche tempo fa si erano dichiarati contrari alla loro creazione in laboratorio … Ma quando si è aperto il dibattito, nel confronto fra favorevoli e contrari, i britannici hanno potuto comprendere che né di esseri umani né di mostruosità si trattava, ma della congiunzione di materiale genetico per il 99,9% di origine umana e per il restante 0,1% di natura animale. Tali ibridi – che vengono comunque distrutti dopo il 14° giorno – hanno come unica finalità quella di ricavarne cellule staminali embrionali che, se conosciute a fondo nei loro meccanismi di capacità rigenerativa di qualsiasi tessuto umano, possono servire a curare malattie oggi incurabili come l’Alzheimer e il Parkinson. Ciò che manca in Italia – e che fa la differenza con la democrazia britannica – è la possibilità di avere confronti veri, aperti e leali. Certo, lì la BBC non apre il TG con il miracolo del sangue liquefatto di San Gennaro!

    __________

    La risposta pubblicata di Mirella Parachini e Marco Perduca

    Corriere della Sera, 16 settembre 2007 In riferimento all’intervento di Ernesto Galli della loggia pubblicato sul Corriere dell’11 settembre vorremmo sottolineare che l’intervista al professor Cossu su Radio Radicale non era estasiata, né tantomeno l’espressione di una tifosa a favore degli embrioni-chimera, bensì un’ulteriore occasione per tornare sul rapporto legge e scienza che in Nord Europa consente ricerca, regolamentandola precisamente, mentre invece in Italia, grazie alla Legge 40 del 2004, la proibisce pressoché su tutto ciò che potrebbe far fare passi avanti alla scienza sulle possibili cure per milioni di malati. Ammesso, ma sicuramente non concesso, che la maggioranza degli italiani, o degli inglesi o addirittura degli americani, sia popolarmente a favore della pena di morte – decine di studi dall’eurobarometro a recenti sondaggi negli Usa dimostrano infatti il contrario – gli amici radicali non sono mai stati a favore dell’equazione “vox populi vox dei”, più semplicemente, da liberali, si pongono problemi di governo di fenomeni in atto nel tentativo di trovare misure all’interno della legge per poterne consentire la loro regolamentazione. Per qualsiasi sistema democratico, anche i più moralmente equipaggiati, è infatti impossibile controllare questioni che vengano consegnate al mercato nero, frutto della proibizione che potrà affermare la propria visione etica a parole, ma nei fatti crea solo occasioni per sfruttamenti, soprusi e violenze.

    __________

    La replica di Ernesto Galli della Loggia

    Corriere della Sera, 16 settembre 2007 Il punto è se realmente tutti “i fenomeni in atto” per il semplice fatto di essere tali debbano necessariamente essere “regolamentati”, come sostengono i miei interlocutori, oppure se ve ne siano i quali, benché “in atto”, possano però essere proibiti e sanzionati per ragioni etiche. Magari anche a costo di lasciarli “al mercato nero”, come è appunto il caso, per esempio (per carità è solo un esempio!) del commercio di mine, del linciaggio o della pedofilia.

  22. Jean Masot / Dec 12 2007 1:55 PM

    Prosegue il confronto:

    Rivincita dell’embrione – 20.11.07

    E adesso ci aspettiamo che Piergiorgio Odifreddi o Telmo Pievani, o Rita Bernardini, che insomma qualcuno del partito del «Dagli all’embrione» parli, dica qualcosa, magari esprima al più presto la sua sdegnata protesta. Per anni, infatti, ci hanno spiegato per filo e per segno che chi si opponeva alla ricerca sulle staminali embrionali, giudicandola oltre che eticamente riprovevole di fatto inutile — dal Papa al cardinale Ruini, a tutta l’altra pretaglia, in sottana e no — non erano altro che degli oscurantisti nemici della scienza, e adesso è lo stesso pioniere della clonazione e della ricerca sulle staminali, Ian Wilmut, il «padre» della pecora Dolly, a dichiarare che intende abbandonare le ricerche a base di staminali embrionali perché scientificamente assai poco promettenti rispetto a quelle con staminali di altra origine. Ma non erano proprio le cellule embrionali che dovevano salvarci da tutte le malattie, renderci immortali? Non era arcisicuro? Che è successo?

    __________

    La risposta di Rita Bernardini, stesso giorno:

    Ernesto Galli della Loggia mi iscrive al Partito dei “Dàgli all’embrione”, forte del “ripensamento” del clonatore della pecora Dolly sull’efficacia terapeutica delle cellule staminali embrionali. Per rendere più efficace la sua invettiva poi, mi mette anche fra coloro che affermano che tali cellule dovrebbero curarci da tutte le malattie, rendondoci “immortali”.

    Quanto al Partito, io sono “radicale”, termine più che mai appropriato nel caso citato, visto che vuol dire “andare alla radice delle cose”, e le radici, si sa, vanno alla ricerca di sostanze vitali per mantenere in vita, far crescere e sviluppare l’albero, la pianta. A differenza di Ernesto Galli della Loggia che esclude la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali schierandosi per quella sulle adulte, noi radicali non escludiamo né l’una né l’altra, tanto che il nostro compianto Presidente Luca Coscioni ha letteralmente voluto fare da cavia sottoponendosi ad un autotrapianto di cellule staminali ricavate dal suo midollo osseo e perciò “adulte”. Niente tifo da stadio, dunque.

    Ciò che trovo orribile nella posizione degli Ultras dell’embrione è che escludono di “toccarlo” anche nel caso in cui sia destinato ad essere gettato nella spazzatura o a sopravvivere – fino a morire e senza alcuna possibilità di svilupparsi – nell’azoto liquido a -196°. Non lo si può toccare nemmeno per la conoscenza, nemmeno per scoprire, per esempio, quali siano i meccanismi che portano le cellule staminali embrionali a svilupparsi in qualsiasi tipo tessuto.

    Si tranquillizzino (o si rassegnino) gli Ultras dell’embrione o i pentiti: nessuno potrà fermare la peculiarità tutta umana della volontà di ricerca, di conoscenza, di scoperta. Di fronte agli oscurantismi, noi pragmaticamente affermiamo che è meglio “regolamentare” la ricerca (come hanno fatto in Gran Bretagna) piuttosto che relegarla nel buio – sì pericoloso – della clandestinità.

    __________

    La replica di Ernesto Galli della Loggia:

    Misura per misura – 26.11.07

    Con il permesso dei lettori, vorrei fare un uso biecamente «personalistico», addirittura privato, del Calendario di oggi: cioè servirmene per rispondere a Rita Bernardini, segretario dei Radicali italiani, e a Telmo Pievani, noto storico della scienza. I quali, sentitisi provocati da un foglio di questa rubrichetta, la quale conta esattamente mille battute, hanno risposto, secondo un tipico costume italiano, con missive lunghe tre, quattro volte tanto, reclamandone poi come cosa naturale, anzi dovuta, la relativa pubblicazione. Ma non vi sembra, miei cari interlocutori, che indulgere in una simile sproporzione significhi abusare alquanto del diritto all’ospitalità? Perché non provate a restare anche voi nelle mille battute? Tanto più sapendo che se qualcuno, in contraddittorio con voi, reclamasse domani da «MicroMega» o da Radio radicale il doppio dello spazio o del tempo a ognuno di voi rispettivamente concesso, se ne avrebbe in risposta solo una bella risata?

    __________

    Risposta di Rita Bernardini, stesso giorno:

    Ernesto Galli Della Loggia oggi mi rimprovera di essere stata troppo lunga nella risposta. Più avanti troverà le mille battute richieste. Mi piacerebbe però fargli una domanda: cosa possono aver compreso i suoi lettori con la sua rubrica di oggi? Che, magari, è censurato da Radio Radicale? Se l’ha perso, posso rimandargli l’elenco (con gli aggiornamenti) delle registrazioni di Radio Radicale con i suoi interventi. Comunque, senza troppa fatica può trovarli sul sito http://www.radioradicale.it.

    Mille battute per Ernesto Galli della Loggia

    Forte del pentimento del clonatore della pecora Dolly, Galli della Loggia m’iscrive al partito dei “Dàgli all’embrione” e fra chi crede che nelle cellule staminali embrionali risieda il segreto dell’immortalità.

    Il mio unico Partito è quello radicale, termine quanto mai appropriato, in questa sede, poiché vuol dire andare alla radice: verso ciò che mantiene in vita e fa crescere l’albero. A differenza di Galli della Loggia, che ammette la ricerca sulle staminali adulte ma esclude quella sulle embrionali, noi radicali non poniamo veti, tanto che Luca Coscioni volle sottoporsi ad un autotrapianto di staminali dal suo midollo, perciò adulte. Niente tifo da stadio, dunque.

    E’ orribile, invece, che gli ultras dell’embrione escludano di toccarlo anche quando destinato ad essere gettato via. Si rassegnino ultras e pentiti: nulla potrà fermare la volontà, insita nell’Uomo, di conoscere e scoprire. Davanti agli oscurantismi, noi preferiamo regolamentare la ricerca, piuttosto che relegarla in una sì pericolosa clandestinità.

  23. Lino Santerel / Mar 16 2008 2:08 PM

    Il libertino si cosparge finalmente il capo di cenere…

  24. Eva Sprigion / Mar 23 2010 12:58 AM

    Ecco, parola per parola, il perfetto contrario di quello che io modestamente penso dai tempi in cui cominciai a leggere di D’Alambert, Shaftesbury, De Fonseca Pimentel…

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  1. Ministro dell’inviluppo economico « Abeona forum

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