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Thursday, 31 May , 2007 / ermes

Siamo davvero alla frutta


Amici miei, sono emozionato, orgoglioso, raggiante: ho l’onore di presentarvi forse la più riuscita e nostalgicamente triste canzone della storia della melodia italica negli ultimi anni! Parole di Pera Marcello, musica di Pera Marcello, strumentazione di Pera Marcello, soprattutto “arrangiamento” di Pera Marcello, dirige l’orchestra Pera Marcello, canta… l’inarrivabile Pera Marcello! Vi prego un applauso di incoraggiamento: commozione (!) assicurata…

nature.gifLa famiglia scivola sulle parole

La legge del doppio cognome potrebbe diventare il primo passo per toccarne la sostanza. Arriveremo a farne una specie di azienda «Rossi e Bianchi, sposi»?

da La Stampa, 31.05.07

Si è appena allontanato il ciclone dei Dico che sulla famiglia ricomincia a piovere. Questa volta, anziché alle coppie di fatto, tocca al nome delle coppie di diritto. Come si chiama la famiglia? Prendendo spunto da una recente sentenza della Corte Costituzionale – la quale ha stabilito che «l’attuale sistema di attribuzione del cognome dei figli è retaggio di una concezione patriarcale e di una tramontata potestà maritale» – i laicisti, appellandosi all’uguaglianza fra i sessi e alla parità fra i coniugi, hanno stabilito che bisogna cambiare la tradizione.

Oggi la donna che si sposa perde il proprio cognome e prende quello del marito. Ma, si obietta, se davvero ci fosse uguaglianza, nessuno dovrebbe perdere nulla. Perciò il Senato ha iniziato a discutere un disegno di legge dell’Unione secondo cui, con dichiarazione revocabile, al figlio può essere attribuito il cognome del padre oppure della madre oppure di entrambi. Se l’accordo non c’è, allora si attribuiscono i due cognomi (nel testo originario, in ordine alfabetico). Il figlio con due cognomi può trasmetterne, a scelta, uno solo. Così l’uguaglianza è rispettata e pure la libera scelta, anche se, come ebbe a dire il ministro Bindi, «la libertà di scelta riconosciuta ai coniugi costituisce una soluzione fin troppo blanda». La questione però non si ferma lì. Infatti, nella denominazione della famiglia, non c’è da rispettare solo il principio dell’uguaglianza ma anche quello dell’unità e unilinearità, per il quale i membri della prima e delle successive generazioni sono tutti identificati come membri della stessa famiglia. Guardiamo prima alla sostanza. Ci si chiede: la famiglia è come un’azienda, col passare del tempo può mantenere o cambiare la ragione sociale a seconda delle convenienze, oppure è una singolarità che non cambia natura nonostante le evenienze? E gli sposi sono soci in una ditta o coniugi in un matrimonio?

mah.jpgDal punto di vista giuridico, la famiglia nasce da un contratto di unione, ma sotto il profilo etico (e costituzionale) è un’unione di tipo assai particolare. Essendo «società naturale», la famiglia è come un embrione, e non a caso si usa spesso per analogia l’espressione «embrione sociale». Come nel caso dell’unione di due gameti (fecondazione) si crea un’entità terza (l’embrione, appunto), irriducibile a ciascuno di essi e perciò con diritti propri, così nell’unione di due sposi (matrimonio) si produce un’entità terza (la famiglia, esattamente), la quale supera entrambi, e perciò ha natura propria. La famiglia va oltre, sporge, sui suoi componenti; emerge per fusione, non si aggrega per addizione.

Torniamo ora dalla sostanza al nome. Se si obbliga la donna che si sposa a perdere il proprio cognome (o viceversa), si viola il principio di uguaglianza. Ma se si introduce il cognome doppio e se ne affida la trasmissione alla discrezionalità dei singoli, si rischia di violare il principio dell’unità e unilinearità della sostanza familiare. Se il nome della famiglia è duale, è duale anche la famiglia? Se il nome allude alla cosa o la denota – e questo è il caso nostro, ché altrimenti non si sarebbe posto il problema – allora il nome duale sembra alludere proprio a una cosa duale o denotarla. Ma una famiglia duale, a maggior ragione se di volta in volta denominata a discrezione, non è più come un embrione e forse non è più una famiglia: sono due individui sommati, ciascuno col proprio nome, non una singola entità fusa, col suo singolo nome, anche se doppio. Nomi e simboli possono avere, e spesso hanno, conseguenze sostanziali anche non intenzionali e la legge del doppio cognome, dopo quella, tentata, dei Dico, potrebbe diventare proprio il primo passo per toccare la sostanza della famiglia. Il secondo passo consisterebbe nel dire che i diritti della famiglia sono solo quelli dei suoi membri. Il terzo e ultimo passo sarebbe che la famiglia non esiste, ma esiste solo l’unione. «Rossi e Bianchi, sposi» come «Rossi & Bianchi, mercerie, snc». Arriveremo lì?

20 Comments

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  1. Oggi sono uno stupido / May 31 2007 1:20 PM

    Ma qui si va oltre! Questo è ammazza-caffè!

  2. ermes / May 31 2007 1:58 PM

    Vi chiedo scusa, ho fatto ironia su un signore che non merita ironia…

    Un signore (ovviamente già seconda carica dello Stato in questa Repubblica delle banane!) che merita solo la denuncia la più ferma, decisa, nonviolenta delle sue chiacchiere da bar o da salotto vizioso…

    Un signore (ovviamente scelto dal cardinale Ratzinger per scrivere opportuno libro a quattro mani!) che merita solo la denuncia la più vigorosa, determinata, religiosa (dico della nobiltà del sentire religioso informato a pratiche di tolleranza, dialogo, ascolto, accoglienza) delle sue parole faziose, volutamente offensive, qualunquistiche, idolatriche, simoniache…

    Uomo che ama il potere punto e basta. Uomo che ama la riconoscibilità del buon gusto. Uomo che si porta da crociato nel terzo millennio. Uomo che frulla il pensiero sol per accedere di diritto al cielo paradisiaco dell’indignazione. Uomo che spara, usa i termini per ferire, azzannare, schiacciare i corpi, la storia e le storie di chi gli è estraneo, gli appare un peso, un’insopportabile diversità.

    “Il laicismo che è in corso è peggiore del nazismo e del comunismo”, “ebbero gli stessi fini”, ma “oggi non c’è bisogno di ricorrere alle purghe e ai campi di concentramento”: caro Marcello Pera, lei sa di spargere fango sulla vita di chi è passato, ha avuto i nomi scritti sulla sabbia, lei è consapevolissimo di far male, di stritolare le tempie degli individui che hanno altri criteri, metodi di organizzazione delle idee, lei usa la retorica la più spicciola e volgare sol per creare falsi bersagli polemici, neri fantocci contro cui aizzare il rancore delle masse, gli ululati evocati dagli inferi…

    Lei considera il crocifisso (quel povero, solo, socratico Gesù di Nazareth crocifisso in uno Stato confessionale, altro che laico…) non già come ispirazione e fonte di vita, dono per gli altri, amore per il prossimo, bensì e solo come corpo contundente, spranga a mezzo della quale ferire l’avversario, che dico l’avversario, il nemico, il demonio!

    Lei considera la storia del cristianesimo (piena di errori, orrori, grandezze, abissi, violenze, carità… è storia di donne e uomini, è storia di umanità) non già come realtà da studiare, conoscere, criticare, soppesare, rileggere, bensì e solo come un unicum inscalfibile, un fiume in piena che travolge chiunque per caso si pari dinnanzi, uno sciame di cavallette incaricato di seccare la terra per martoriare i corpi e santificare le anime!

    Caro Pera, più che alla filosofia lei offre spazio al doppiogiochismo da due soldi, all’argomentazione dei treccartari: afferma che “il liberalismo è dottrina giudaico-cristiana”, “l’etica liberale presume quella cristiana”, novello Savonarola urla la necessità di “arrestare il degrado morale”, novello Gioacchino da Fiore grida il dovere di “salvare la civiltà”…

    Basta: mi fermo qui, anche le forze talvolta vengono meno se si lotta contro dei dinosauri…

  3. ermes / Jun 1 2007 11:14 AM

    Pragmaticamente, di là d’ogni fumosità ideologica hegeliana, per ridurre il più possibile le violenze sui più soli e indifesi…

  4. ermes / Jun 1 2007 12:14 PM

    A proposito di dinosauri: ripropongo un articolo di Andrea Tornielli, pubblicato dal Giornale il 17 maggio scorso.

    Lo stesso giorno, un commento di Chiara Saraceno sulla Stampa.

  5. ermes / Jun 2 2007 5:38 PM

    Ahi serva Italia, di dolore ostello,
    nave sanza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di province, ma bordello!

    Quell’ anima gentil fu così presta,
    sol per lo dolce suon de la sua terra,
    di fare al cittadin suo quivi festa;

    e ora in te non stanno sanza guerra
    li vivi tuoi, e l’un l’altro si rode
    di quei ch’un muro e una fossa serra.

    Cerca, misera, intorno da le prode
    le tue marine, e poi ti guarda in seno,
    s’alcuna parte in te di pace gode.

    Che val perché ti racconciasse il freno
    Iustinïano, se la sella è vòta?
    Sanz’ esso fora la vergogna meno.

    Ahi gente che dovresti esser devota,
    e lasciar seder Cesare in la sella,
    se bene intendi ciò che Dio ti nota,

    guarda come esta fiera è fatta fella
    per non esser corretta da li sproni,
    poi che ponesti mano a la predella.

    O Alberto tedesco ch’abbandoni
    costei ch’è fatta indomita e selvaggia,
    e dovresti inforcar li suoi arcioni,

    giusto giudicio da le stelle caggia
    sovra ‘l tuo sangue, e sia novo e aperto,
    tal che ‘l tuo successor temenza n’aggia!

    Ch’avete tu e ‘l tuo padre sofferto,
    per cupidigia di costà distretti,
    che ‘l giardin de lo ‘mperio sia diserto.

    Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,
    Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:
    color già tristi, e questi con sospetti!

    Vien, crudel, vieni, e vedi la pressura
    d’i tuoi gentili, e cura lor magagne;
    e vedrai Santafior com’ è oscura!

    Vieni a veder la tua Roma che piagne
    vedova e sola, e dì e notte chiama:
    «Cesare mio, perché non m’accompagne?».

    Vieni a veder la gente quanto s’ama!
    e se nulla di noi pietà ti move,
    a vergognar ti vien de la tua fama.

    E se licito m’è, o sommo Giove
    che fosti in terra per noi crucifisso,
    son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?

    O è preparazion che ne l’abisso
    del tuo consiglio fai per alcun bene
    in tutto de l’accorger nostro scisso?

    Ché le città d’Italia tutte piene
    son di tiranni, e un Marcel diventa
    ogne villan che parteggiando viene.

    (Purgatorio VI)

  6. Jean Masot / Jun 14 2007 1:03 AM

    Giammai “odiose discriminazioni”, piuttosto solo “sane proibizioni”: ancora e sempre Stato etico.

  7. Tony Ieraticy / Oct 29 2007 1:46 PM

    “Noi siamo contro la discriminazione ma il divieto di unirsi in un patto paramatrimoniale non è una discriminazione ma una proibizione morale come il divieto di sposare un consanguineo”

    Quasi quasi è meglio di Volonté!

  8. Tony Vacanty / Nov 19 2007 12:26 PM

    Il nulla:

    “Dunque ci vuole un partito nuovo, con gente nuova, che raccolga elettorato nuovo, per un’alternativa nuova. Dunque, ha ragione Berlusconi.

    “Sarà un maschio o una bella femminuccia? Il sesso del gemello è indifferente. Purché la famiglia cresca, e non solo di numero, ma di spessore, qualità, identità.”

  9. Lino Sasso / Mar 13 2008 8:12 PM

    “I valori del Pdl sono cristianesimo, identità e famiglia”.

    P.S.: Non avrei mai pensato che mi potesse mancare così tanto Fanfani!!!!!!

  10. Etta James / May 21 2008 3:39 PM

    Come un vecchio grammofono che fa gracchiare sempre lo stesso disco rotto…

    “Guardi, la proliferazione dei modelli non è un vantaggio ma una perdita grave. Famiglia di fatto, di prova, omosessuale, monoparentale, poligamica. Ormai c’è di tutto, e con molte varianti: con uno, due o più genitori, adozione, fecondazione omologa, eterologa, con utero in affitto o con qualunque altro strumento la scienza metta a disposizione per chi desidera figli.E invece, la famiglia è una cosa sola: l’unione esclusiva tra un uomo e una donna sancita da un matrimonio. Tutto il resto è altra cosa e non può avere lo stesso valore e gli stessi diritti”.

  11. Guido Iltassì / Sep 25 2008 9:39 AM

    “…bisogna chiarire che in Italia da 2000 anni a questa parte non c’è nessun vuoto legislativo perché il figlio assume automaticamente il nome del padre che lo riconosce”.

    Io adoro Giovanardi! E’ ogni giorno di più la versione arrabbiata di Ciccio di Nonna Papera…

  12. Guido Iltagada / Sep 25 2008 10:55 AM

    A parte il fatto che “sommelier” non si scrive “somellier”…

    «Oltre ad essere un ossequioso cedimento della paternità all’assolutismo (ohilà) della maternità, il “cognomismo femmineo” (miticissimo!!!!) consente di distruggere definitivamente (cosa?), ben più che divorzi, separazioni e “scambismo di fatto” (uh?)

    «Il pronipote non conoscerà più il nonno (eh no, a questo punto il prononno), si perderà ogni albero genealogico (ma perché?) e le più grandi querce familiari (whaaaaaaat?!?!?!?) si ridurranno a piccolissimi cespugli (l’Alberto Sordi del XXI sec.)

    «Cancellare la memoria familiare (aridaje!) dei nostri figli e nipoti siamo sicuri che stimoli l’equilibrio (voleva dire l’equilibrato…) e ordinato sviluppo della personalità di singoli e (manca un articolo…) tenuta sociale comunitaria (e allora qual è il problema?!)».

    Sono parole di un Volonté sempre più fanatico e delirante… basta leggere la prima e l’ultima frase dell’articolo da cui ho tratto il precedente saggio di letteratura.

  13. Iperione / Nov 23 2008 1:34 PM

    I “Gianni e Pinotto” della filosofia moderna, Pera e Ratzinger, si producono in un altro sforzo intellettuale. Rendiamo grazie al filosofo-professore-politico ed al filosofo-pontefice per le illuminazioni che ci concedono.

    Corriere della Sera, 23 Nov 2008 – Il dialogo tra le religioni non e’ possibile. La fede non si puo’ mettere fra parentesi, Benedetto XVI

    Corriere della Sera, 23 Nov 2008 – Non c’e’ liberalismo senza Dio

  14. ermes / Nov 23 2008 1:58 PM

    Totalitari: non trovo definizione migliore per i nostri campioni della violenza. Il velo di Maya è ormai squarciato.

    Totalitari allo stato puro: distillati sublimi del Novecento, orgogliosi figli dei meandri più bui del secolo delle ideologie, il più hobbesiano, il più tragico a memoria d’uomo.

  15. Ivo Affett / Nov 25 2008 1:57 PM

    Perché non possiamo non dirci periani – Christian Rocca su Camillo

  16. Ivo Decostrutt / Nov 28 2008 12:45 PM

    Faccio notare, per stare ai loro giochetti, che Ratzinger non si firma col proprio nome, ma direttamente come Benedetto XVI.

  17. Iperione / Nov 30 2008 2:11 PM

    A far eco ai due colossi della “misosofia” contemporanea, ecco Magdi Cristiano Allam ed il suo partito per l’Europa e le radici cristiane.

    Consiglio vivamente la lettura dei fondamenti filosofici di questa nuova organizzazione politica, in particolare il nucleo di pensiero sulla cristianizzazione delle radici europee, etica ed anima europea.

    Ermes ha ragione. Abeona ha bisogno di un nuovo articolo.

  18. CristiaNick / Dec 1 2008 12:32 PM

    «Insieme, da “protagonisti”, definiremo un programma a partire da tre considerazioni. Primo, l’Europa attraversa una crisi profonda di valori e di identità, è succube di malattie ideologiche come il buonismo, il laicismo, il multiculturalismo… Secondo, sul piano economico è destinata a soccombere davanti a un capitalismo selvaggio e disumano, senza regole etiche né diritti umani, perfettamente rappresentato dalla Cina comunista: c’è una crisi strutturale, l’Europa deve ridefinire il suo modello di sviluppo mettendo al centro regole e valori, e noi offriremo soluzioni concrete. E, terzo, c’è un estremismo islamico che minaccia la nostra identità e sfruttando una concezione formale del nostro diritto è riuscito a imporci l’Islam e la cultura dell’islamicamente corretto, a legittimare la sharia»

    C’è bisogno di ulteriori commenti?

  19. Eva Dalsinaiscend / Feb 11 2009 10:49 AM

    “Ai laici autentici è sufficiente la religione dell’art. 2: tutti gli uomini sono uguali in dignità e hanno gli stessi diritti inviolabili rispetto alla loro dignità. Certo, i laici autentici sanno qual è il nome della religione dell’art. 2 della Costituzione. È il cristianesimo”.

    Provi a spiegarlo a don Ernesto Bonaiuti…

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  1. Matrigna Roma « Abeona forum

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