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Monday, 3 December , 2007 / ermes

Cura del dolore


“Il medico deve sentirsi moralmente chiamato a curare il dolore sempre, a tutti i livelli e a tutti gli stadi di una malattia, senza aspettare che la sofferenza del paziente arrivi a un livello tale da togliergli lucidità, costringendolo ad estraniarsi dal mondo”.

umberto_veronesi.jpegNon soffrire è un diritto: sì alla morfina

dal Corriere della Sera on line, 27 novembre 2007
di Umberto Veronesi

Fondamentale è liberare definitivamente la morfina dalle paure che ancora ne limitano l’utilizzo. Non è giusto privare i malati di un potente antidolorifico solo perché c’è chi ne ha fatto un uso improprio per uscire dalla realtà. Per questo la mia lotta al dolore, che dura ormai da cinquant’anni, è anche una battaglia di pensiero: bisogna distinguere fra la sostanza psicotropa e il farmaco, sottolineando che nei Paesi più avanzati nella cura del dolore, che hanno un alto utilizzo di morfina, non si è mai osservato un aumento del consumo improprio.

Il grosso problema in Italia è allora creare una diversa cultura nei confronti del dolore: da parte del malato e dei suoi familiari che ancora lo accettano come una punizione o una catarsi contro la quale non bisogna ribellarsi, da parte del medico che lo vive come una sconfitta della sua persona e della sua professionalità. Inoltre, malgrado le più recenti azioni liberalizzatrici nei confronti dell’uso degli oppioidi, ancora da noi prevale la mitologia che li vede come farmaci dagli effetti collaterali disastrosi, da somministrare solo in casi estremi. Al contrario, io credo che la morfina debba essere usata contro qualsiasi tipo di dolore e non solo per quello oncologico grave. E’ un farmaco da usare, se serve, anche per una distorsione alla caviglia.
Dal gennaio 2001 prescrivere morfina è più facile dal punto di vista burocratico, nonostante questo l’Italia resta ancora in coda all’Europa nell’uso di questo farmaco. Significa che ancora esistono barriere ideologiche e rifiuti di principio. Io, di fronte a questo, riaffermo il diritto alla dignità della persona malata. Diritto che ci impone eticamente di dare a tutti i pazienti la possibilità di vivere al meglio la propria vita, nonostante la malattia. Ci sono malattie per ora ancora inguaribili, ma non esistono malattie incurabili. Il medico deve sentirsi moralmente chiamato a curare il dolore sempre, a tutti i livelli e a tutti gli stadi di una malattia, senza aspettare che la sofferenza del paziente arrivi a un livello tale da togliergli lucidità, costringendolo ad estraniarsi dal mondo. Non soffrire è un diritto fondamentale di ogni uomo e non far soffrire è uno dei doveri più alti della medicina.

2 Comments

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  1. ermes / Dec 3 2007 4:45 PM

    Spesa pro capite annua per oppioidi: Italia ultima nell’Unione Europea

  2. Valeria / Jan 3 2008 3:37 PM

    Viva Voce, 17.12.07

    ULTIMI NELLA TERAPIA DEL DOLORE

    A Viva Voce in primo piano la recente denuncia del professor Costantino Benedetti, docente di Anestesiologia e terapia del dolore all’Ohio State Università contro il poco utilizzo in Italia di farmaci oppioidi e morfino-simili che aiuterebbero ad alleviare il dolore di gran parte dei pazienti. Alessandro Milan ne discute, in studio, con Sylvie Menard, oncologa di fama internazionale, direttore del dipartimento di oncologia sperimentale dell’Istituto Tumori di Milano e malata di cancro.

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