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Thursday, 6 December , 2007 / ermes

Tu vuo’ fa’ l’americano…


“Mi piace il sistema Usa più di quello francese, perché qui il Congresso ha un potere forte che bilancia quello del capo del governo, ma anche un forte potere di bilanciamento ai rappresentanti dell’assemblea eletta. E’ l’unico modo con il quale si può temperare il decisionismo forte. Credo che questa sia l’unica via di uscita”.

ops.jpgIl Clemente clonato
Il ministro parla agli italiani d’America e dice il contrario di quanto fa qui
“Tra perdere forza io e perdere la democrazia, preferisco perdere io”

di Gian Antonio Stella
dal Corriere della Sera Magazine dello 08.11.07

Esiste un clone americano di Clemente of Ceppaloni, geneticamente modificato? E’ quello che ti chiedi leggendo, sia pure in ritardo, un’intervista data ad America Oggi da un uomo che ha la faccia di Mastella, porta la cravatta di Mastella, è descritto nella didascalia della foto come Mastella, ma oltre l’Atlantico pare tutto meno che Mastella.

Diceva infatti quel Mastella, prima in un convegno della State University of New York organizzato dall’Italian Center e poi nella chiacchierata a seguire con Vaccara, executive director del quotidiano newyorchese di lingua italiana: «In Italia tutti dicono: “Ah, vedere che fa Sarkozy in Francia”, ma in Italia abbiamo tanti “Sarko-no”, che non si rendono conto che non è la bravura di Sarkozy, ma il sistema che induce il cittadino a scegliere quello che vuole. In Italia questo non è possibile per le leggi elettorali esistenti. Il che non significa che il cambiamento possa arrivare solo per via di leggi elettorali, anche perché dal ’93 ne abbiamo fatte ben quattro. La crisi è diventata talmente forte, che è del tipo in cui il medico ti dice che devi usare una terapia forte. I partiti non sono in grado di rigenerarsi nel breve periodo. Occorre un cambiamento forte. La gente non accetta più da noi politici italiani l’indecisione, ma chiede risposte. E allora è ovvio che uno eletto direttamente può sbagliare nella risposta, ma almeno ne dà una».

Quindi? «La debolezza dei partiti in Italia reclama scelte diverse. Bisogna scegliere, o si vuole un premier con poteri più forti o si vuole andare alle elezioni con un sistema di tipo americano o francese, in cui il presidente è eletto direttamente». Oh my God, mister Mastella, che sorpresa! «Mi piace il sistema Usa più di quello francese, perché qui il Congresso ha un potere forte che bilancia quello del capo del governo, ma anche un forte potere di bilanciamento ai rappresentanti dell’assemblea eletta. E’ l’unico modo con il quale si può temperare il decisionismo forte. Credo che questa sia l’unica via di uscita».

quimby-mastella.jpgDi più: «Noi siamo l’unico Paese in Europa in cui il presidente del Consiglio non può mandare a casa un sottosegretario. Se Prodi volesse mandare a casa me, non potrebbe farlo! In altri Paesi europei, invece, il capo del governo può decidere. Non è che sia Prodi a essere indeciso, è l’indecisione costituzionale che va cambiata. Occorrono istituzioni veloci come la società. Se la classe politica non è veloce come la società , non regge, avviene lo sbandamento». «Un bel salto per il leader di un partito piccolo che prima si opponeva tenacemente a certe idee…» lo provocava Vaccara. E lui, citando una massima di Carl von Linné resa celebre da Leibniz: «Solo natura non fecit saltus». Solo la natura non fa salti. Figurarsi uno che fa politica.

«Ma con riforme che veramente portassero alla elezione diretta del capo del governo, Mastella perderebbe forza e potere», incalzava l’intervistatore. E lui, sempre più irriconoscibile: «Guardi, tra perdere forza io e perdere la democrazia, preferisco perdere io. E’ ovvio, la disaffezione alla politica diventa talmente forte che alla fine non ne esce nessuno». Bene, bravo, bis. Altro che il Mastella che diffidava Prodi e la sinistra dal dargli un ministero minore: «Ci provassero e si beccano l’appoggio esterno!». Anzi, facciamo una proposta agli americani: vi tenete il Mastella nostro e ci date il Mastella vostro?

4 Comments

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  1. Dina Pasa / Dec 6 2007 1:29 AM

    L’intervista su America Oggi

  2. Dina Bran / Dec 6 2007 1:34 AM

    “Come disse Aristotele… Momento: chi viene prima Aristotele o Platone? Eh? Platone prima e Aristotele era l’allievo… Ah, ecco… No? Prima Aristotele? Chi viene dopo? Vabbé, da vecchio professore di filosofia vorrei ricordare…”

  3. germes / Dec 6 2007 7:54 AM

    Per chi non lo sapesse, l’Italia ha un Ministro della giustizia.
    A ermes dico che invece di perdere tempo a pubblicare questo esempio emblematico di “delirio da poltrona” (e non dico altro per non offendere la lingua italiana), rispondesse alle mails (tante) che gli abbiamo inviato. Comunque lo abbraccio, e con lui abbraccio tutti quanti gli altri.

  4. Anch'io oggi sono uno stupido / Jan 11 2008 4:35 PM

    “Da ragazzina ero molto attratta dalla vita ascetica

    Come dire: scusatemi se poi mi son persa per strada…

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