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Monday, 24 December , 2007 / ermes

Stato di illegalità


“Il livello di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri” (Fëdor Dostoevskij)

piranesi_carceri_plate_vii_1749.jpgCarceri fuori norma, addio effetto indulto
Il piano del 2000 sulla ristrutturazione dei 214 istituti di pena è rimasto un sogno
Capienza già superata. In regola solo 4.763 celle su 28.828

di Dino Martirano, Corriere della Sera, 18.12.07

ROMA — A settembre del 2000 il governo di centrosinistra varò il nuovo regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario che prevedeva la ristrutturazione di buona parte dei 214 istituti di pena, con un occhio di riguardo agli standard igienico- sanitari e ai diritti dei detenuti: acqua calda nelle celle, toilette separate, celle per non fumatori, parlatori senza vetri divisori, cucine per un massimo di 200 coperti, etc. Tempi previsti per la realizzazione delle opere: 5 anni, come stabilito dalla norma transitoria. Investimento stimato dal Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria): 400 milioni di euro.

Sette anni dopo la pubblicazione di quello che fu definito «un libro dei sogni», basta scorrere i dati del monitoraggio sollecitato al Dap dal sottosegretario Luigi Manconi (Giustizia) per capire cosa non è cambiato nelle carceri italiane. Nonostante l’indulto, si parte già da una situazione di sofferenza: oltre 49.442 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 43.213 posti. In questo quadro, solo il 16% delle celle sono a norma: 4.763 su 28.828, mentre circa 1.750 sono in via di ristrutturazione. Ma le medie nazionali non rappresentano i casi limite: se, infatti, a San Vittore (Milano) 242 celle su 590 hanno disponibilità di servizi igienici, a Secondigliano (Napoli) nessuna delle 802 celle ha l’acqua calda e solo 11 hanno la doccia. I detenuti che non tollerano le sigarette, poi, devono soccombere in Campania (zero celle per non fumatori su 2.820) e Lazio (zero su 3.297).

I tassi di crescita – C’è da aggiungere che la ristrutturazione mancata — anche nei 5 anni in cui ha governato la Cdl è stato fatto molto poco per mancanza di fondi — ha, per così dire, perso il treno straordinario dell’indulto varato nel-l’estate del 2006 con il voto di due terzi del Parlamento. Al 31 luglio del 2006, con 60.710 detenuti presenti (quasi 18 mila in più rispetto alla capienza regolamentare) sarebbe stato impensabile avviare grandi lavori di ristrutturazione. Ma già il 31 agosto dello stesso anno, quando le presenze erano scese drasticamente a 38.847 unità, avrebbe avuto un senso avviare la manutenzione straordinaria. Da quel momento in poi le carceri italiane hanno iniziato a riempirsi nuovamente.

Dal mese di ottobre 2007, i tassi di crescita della popolazione carceraria (emergenza romeni, decreto sicurezza, etc) hanno sfondato quota mille al mese per raggiungere la ragguardevole cifra di 1.308 detenuti in più registrati tra 5 novembre e il 3 dicembre. E questo vuol dire che alla fine della prossima primavera si tornerebbe a superare il tetto dei 60 mila in carcere raggiunto nella fase pre-indulto.

Fine del «libro dei sogni» voluto dall’allora Guardasigilli Oliviero Diliberto? Il ministro Clemente Mastella, quando è stato tirato in ballo per gli istituti di pena non utilizzati e quelli mai costruiti, ha accusato il collega Antonio Di Pietro: «I fondi sono del ministro delle Infrastrutture, io posso indicare la collocazione dei nuovi istituti. Ma i fondi li deve destinare Di Pietro». E lo stesso Mastella ha illustrato quali e quante siano le difficoltà dell’edilizia carceraria quando, lo scorso 26 novembre, ha inaugurato l’istituto di Gela (48 celle, tutte con bagno): il carcere progettato nel ’59, finanziato nel ’78 con cantiere aperto nell’82, ultimato mezzo secolo dopo grazie all’impegno dei sindaci Franco Gallo e Rosario Crocetta.

«Sono dieci le nuove carceri in costruzione e 28 quelle in cui ci sono lavori di ristrutturazione», riferisce il sottosegretario Luigi Manconi che cita le Finanziarie del 2001, del 2002 e del 2007 «con evidente buco nei 5 anni di governo del centrodestra». Il Dap — guidato dal direttore Ettore Ferrara e dal vicedirettore «interno» Emilio Di Somma, con la direzione detenuti affidata ancora per qualche mese a Sebastiano Ardita (magistrato) — ha fornito tempestivamente i dati sull’attuazione del nuovo regolamento del 2000 e questo, in via Arenula, viene letto come l’indice di una vera e propria rivoluzione culturale. Spiega, dunque, Manconi: «Per la prima volta il Dap fa un’autoanalisi e questo consente di immaginare una riforma dopo l’indulto perché, oggi, senza l’indulto noi saremmo a una cifra stimabile di circa 80 mila detenuti. Ovvero uno stato di totale illegalità, una situazione invivibile per quanti lavorano dentro le carceri, un inferno per i detenuti e, quindi, una situazione ad alto rischio, al limite di un possibile collasso o esplosione».

Il punto di vista del governo non collima con quello del maggiore sindacato degli agenti penitenziari (Sappe) che pure riconosce a Mastella un impegno straordinario per affidare al Corpo la creazione dei nuclei di verifica esecuzione penale esterna: ovvero le pattuglie (5-6 mila agenti in tutta Italia) che a regime controlleranno i detenuti che usufruiscono delle misure alternative. Tuttavia sul lavoro fin qui svolto nelle carceri, il segretario del Sappe Donato Capece è assai critico con il governo: «Quella dell’indulto è un’occasione perduta perché il governo si era impegnato a cambiare la faccia organizzativa del carcere. Ma qui non c’è un soldo neanche per imbiancare le celle o per pagare i “Mof” (i detenuti che attuano la manutenzione ordinaria fabbricati, ndr)». E ancora, per rimodernare gli alloggi e le mense degli agenti di Bollate (Milano), il provveditore per le carceri della Lombardia, Luigi Pagano, ha stipulato una convenzione con l’Alitalia per fare issare sul tetto del-l’istituto un grande cartellone pubblicitario visibile dalla Milano-Laghi. Ma tutto questo non basta.

I diritti negati – In questa situazione di precarietà, denuncia l’ong Antigone, non diminuiscono gli eventi critici. Nei primi 11 mesi del 2007 ci sono stati 52 suicidi tra i detenuti (43 quelli comunicati dagli istituti penitenziari al Dap) contro i 50 del 2006 e l’altro giorno si è suicidato nei pressi della stazione di Bologna il capo degli agenti del carcere di Modena. Nelle celle i tentativi di suicidio sono stati 116 e gli atti di autolesionismo 3.413. Se il Dap di Ferrara ha posto particolare attenzione ai «nuovi giunti» (la circolare sul trattamento dei nuovi ingressi è della scorsa estate), un carcere in cui il detenuto rimane mediamente pochi giorni ha bisogno di figure terze di controllo. Per Patrizio Gonnella («Antigone ») il Parlamento ora deve fare un altro sforzo per approvare due ddl: quello che istituisce il reato di tortura (testo già passato alla Camera e modificato in commissione al Senato) e quello del garante nazionale dei detenuti (approvato a Montecitorio).

17 Comments

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  1. ermes / Dec 24 2007 10:44 AM

    Siamo ancora ai tempi del “Detenuto in attesa di giudizio” di Nanni Loy…

  2. Gino Miso / Jan 6 2008 2:32 PM

    Odissea carcere – Riccardo Bocca, L’Espresso 10.01.08

  3. Uccio Cr / Apr 28 2008 9:28 PM

    “Solo il 40 per cento si trova ‘dentro’ per aver subito una condanna definitiva (…) E spesso non c’è stata neanche la sentenza di primo grado. Troppo spesso: 31 volte su 100″.

  4. ermes / Jul 27 2008 12:58 PM

    Milano capitale europea.

  5. Dario I di Persia / Jul 29 2008 11:21 AM

    Questa è bella davvero: si computa perfino un margine di “tollerabilità”!

  6. ermes / Oct 16 2008 12:27 PM

    “Stress da sovraffollamento: è una – la più grave – delle malattie di cui soffrono le 205 carceri italiane costruite, nel 60% dei casi, tra il 1600 e il 1800, destinate a ospitare 43.262 detenuti e invece costrette a contenerne 57.187, con un ritmo di 1000 ingressi giornalieri, compensati da un ritmo altrettanto elevato di uscite. Il paradosso, tutto italiano, è l’effetto «porta girevole», gente che entra e esce dal carcere nel giro di pochissimi giorni: 94 mila, nel 2007; e di questi, 24 mìla sono stati scarcerati dopo solo 3 giorni”.

  7. Eva Rived / Feb 26 2009 8:26 PM

    Di tra deroghe e proroghe…

  8. Eva Raggiung / Mar 8 2009 12:18 PM

    Punto e… daccapo:

    “Nella prima settimana di marzo, le presenze registrate nei 206 istituti dell’amministrazione penitenziaria hanno sfiorato quota 60.500, confermando l’incremento di 800 unità al mese: così per tornare alla fotografia pre-indulto, 61.500 detenuti, mancano pochi giorni”.

  9. Eva Pasc / Mar 12 2009 5:38 PM

    Mah, tartarughescamente… fast!

  10. Eva Siriav / Mar 16 2009 9:25 AM

    Incipit di notizia Ansa di ieri:

    ROMA – “Siamo fuori dalla Costituzione riguardo al principio di umanita’ nell’esecuzione della pena”: usa parole pesanti il ministro della Giustizia Angelino Alfano per spiegare le difficoltà del sistema penitenziario, alle prese con un sovraffollamento che ha sforato la soglia dei 60 mila detenuti, 17 mila in più della capienza regolamentare…

    P.S.: ben svegliato!

  11. Eva Ostacol / Apr 15 2009 10:30 AM

    Ne impediatur legatio.

  12. Eva Esul / Oct 8 2009 10:50 PM

    Dategli torto, se ci riuscite…

  13. ermes / Nov 7 2009 8:27 PM

    “…l’80% delle 206 galere italiane hanno oltre un secolo di vita (di queste il 20% risale addirittura al Medioevo)”.

  14. Eva Sfid / Jun 29 2012 6:56 PM

    Molto più ambiziosi.

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