Skip to content
Sunday, 3 February , 2008 / NickPolitik

Aspettare inermi o intervenire?


A volte mi fa uno strano effetto anche uccidere una zanzara. Vedere un essere vivente morire è straziante.

Non ho mai assistito alla morte di un essere umano. E penso di essere stato fortunato finora. Non so davvero come mi comporterei.

Al di là di ogni convinzione religiosa o non religiosa, mi sembra che rianimare un feto ancora vivo dopo un aborto possa essere un atto di civiltà, umanità, carità, chiamatela come vi pare.

Dico un sussurrato “Sì” all’aborto come legge di libertà per la donna. Non mi sento nè di condannare, nè di osannare tale scelta. Per fortuna o per sfortuna (non so) non mi troverò mai nella condizione di una donna che vuole abortire. Non potrò mai capire fino in fondo il dramma o non-dramma interiore per una tale scelta. In due parole: non so. In tre parole: non posso giudicare.

Ancor più sussurrate sono le seguenti parole: la mia coscienza è contraria all’aborto. Ancor più sussurrate perchè ho davvero timore di parlare a vanvera. La mia coscienza non è la coscienza comune. E anche se fosse la coscienza della maggioranza, credo vada rispettata la coscienza della minoranza. Nell’aborto l’obiettivo credo non sia quello di uccidere, ma di rispettare la libertà di una persona che non vuole occuparsi di un’altra. Non occuparsi di un figlio, per una madre, per quanto contestabile secondo un certo modo di pensare, non viola la libertà del figlio. Dunque la legge pro-aborto non mi sembra una legge a favore dell’omicidio di un bambino, feto, embrione o qualunque entità essa sia.

Arrivati a tal punto, una volta staccato il cordone ombelicale, a seconda dei casi specifici, perchè non intervenire? Non è forse compito del medico alleviare la sofferenza e aiutare a sopravvivere? Una volta staccato il cordone ombelicale, la responsabilità passa dalle mani della madre a quelle del medico.

Certo mi si potrebbe contestare che durante la rottura del cordone ombelicale (attenzione, quando parlo di rottura del cordone ombelicale, mi riferisco metaforicamente alla rottura del vincolo tra madre e figlio; magari il cordone ombelicale non si spezza per nulla, non conosco i dettagli fisiologici; in generale voglio evidenziare, ripeto, l’istante in cui la madre diventa non più responsabile del figlio) il medico abbia una responsabilità effettiva. Credo che fino al fatidico istante il medico allevi la sofferenza, fisica o psicologica che sia, della donna che abortisce.

Qualcuno ancor più pervicace direbbe che il medico, nel momento in cui allevia le sofferenze della madre, mette in pericolo la vita del feto, o meglio, di un’altra persona. Qui però entra in gioco la coscienza del singolo: chi può dire con certezza che il feto sia una persona? E chi può dire che non lo sia? Non è forse migliore un sistema che tuteli entrambi i modi di pensare? Un conto è uccidere una persona che ha già respirato, che ha già conosciuto, imparato, che è stata riconosciuta, vista, osservata, toccata. Un conto è tutelare il diritto di una persona (la donna) di non curarsi di un’altra persona (il figlio) che da lei dipende. La dipendenza credo non implichi dall’altro lato un dovere, ma un diritto.

4 Comments

Leave a Comment
  1. Cino Arrosti Aquilano / Feb 3 2008 5:33 PM

    Puntuale come al solito…
    Per dirla con Bruno Pizzul: stucchevole

  2. Benedetta la XIII / Feb 3 2008 6:13 PM

    Perchè condannare un essere vivente alla consapevolezza che proprio sua “madre” non solo nn lo desiderava, nn solo lo ha rifiutato, ma voleva addirittura ucciderlo? Potrebbe anche essere considerato un “atto di civiltà, umanità, carità” e forse lo è davvero, ma a mio avviso la scelta di rianimare un feto potrebbe solo portare sofferenza. E’ vita, è vero! Ma che vita?

  3. Benedetta la XIII / Feb 3 2008 6:18 PM

    E poi…un drogato in meno sulla faccia della terra!!!

  4. Cino Arrosti Aquilano / Feb 3 2008 6:23 PM

    Sto riuscendo a radicalizzarla?
    :)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: