Skip to content
Thursday, 6 March , 2008 / ermes

Tramonti


ri-petente.jpgPochi giorni fa, Mr. Capace davvero di tutto ha ri-badito la sua intenzione di ri-presentare l’onorevole Giulio Tremonti al ri-nomato super Ministero dell’Economia. Ho subito ri-pensato che in questo Paese il passato non passa mai per invece ri-tornare sempre, ho ri-cominciato a ri-considerare le ambizioni colbertiste del nostro, ho ri-cordato la demagogia faziosa della sua critica al pericoloso liberismo imperante nella nostra epoca…

Ho pensato, in altri termini, che ri-avremo al timone della bar(ac)ca Italia nell’età della globalizzazione, dell’avanzamento tecnologico e internettiano, dell’esplosione degli scambi e dei commerci, uno tra i massimi teorici contemporanei della “società chiusa” quale paradigma filosofico di ri-ferimento, quale categoria idealtipica propria della scienza politica.

In effetti, per capire il “caso Tremonti” credo si dovrebbe non guardare soltanto al suo fondamentalismo protezionistico in ambito economico: si ri-farebbe il suo gioco, si contribuirebbe al gioco delle parti, alla messinscena puerile e retorica del battibecco su cifre statistiche e conti di ragioneria che egli va ri-mestando in mille e più salse da ormai molti decenni.

Il sistema di pensiero tremontiano è molto più nobile e drammatico di quanto possa apparire ad una fugace disamina delle sue tesi solo in materia economica. Le ri-proposte politiche (a tutto tondo) di Tremonti sono la vera rappresentazione icastica di un modo di ri-vivere l’ambito politico in maniera non aperta, ideologica, antisocratica, pessimistica.

Tremonti è angosciato dalla libertà umana, dalla sua capacità di mutare l’ambiente che ci circonda, di modificare i parametri culturali cui ci si possa ispirare, egli è spaventato dall’insopprimibile desiderio umano di conoscere nuove idee, nuovi spazi, nuove genti. Il pericolo principale del nostro tempo è, a suo avviso, il ri-prodursi su vasta scala dell’ambizione dell’Ulisse dantesco a superare le colonne d’Ercole dell’insondabile.

A dimostrazione del mio dire, ri-presento quanto egli ri-affermava nell’ormai lontano anno del Signore 1999, sul Giornale di casa padronale: “In questo nuovo territorio popolato dai simboli e dai totem del consumo, la politica non è e non sarà più chiusa nella vecchia dialettica tra destra e sinistra, ma evoluta nell’alternativa globale e locale, tra mondo americano e mondo cristiano“. Roba che neppure Heidegger…

Discorso che oggi ben sapientemente ri-prende e conclude con opportuno editoriale sulle pagine del “quotidiano delle libertà”, ri-dando fiato alle trombe del più bieco allarmismo fanatico di matrice non saprei dire se maggiormente vetero-testamentaria, medieval-millenaristica o hegelian-carnascialesca:

“Valori, famiglia e identità. Il nostro problema, in un’età di crisi universale, è quello di conservare valori che per noi sono eterni. Rispetto al consumismo è meglio quel che di bene resta ancora nel ‘romanticismo’.

“Un esempio per tutti: il contrasto politico all’idea post-moderna della cosiddetta ‘famiglia orizzontale’. Non è questione di essere religiosi o laici. L’idea della famiglia orizzontale e dei suoi strumenti contrattuali di base sublima infatti la cultura del consumismo, consente di passare, come su una piattaforma girevole, dal consumo delle cose al consumo dei rapporti, delle relazioni e dei sentimenti, in nome della nuova ideologia delle liberalizzazioni. L’essenza delle nuove unioni civili, stilizzate come matrimoni ‘pop’ è infatti nella banalizzazione. Non è nemmeno più necessario salire nella sala delle cerimonie del Municipio: è sufficiente fermarsi al pianterreno in sala anagrafe per fare shopping giuridico, per consumare al banco un prodotto tipico di questo tempo, immersi come moltitudine nella solitudine dell’effimero. Un prodotto a bassa intensità morale, e per questo un prodotto che ha un plus rispetto al matrimonio religioso o civile, così démodé nella liturgia, soprattutto così carico di fastidiosi vincoli e doveri. A questa visione si oppone, e francamente va opposta, una visione antica e forte della società, fatta da principi e da doveri”.

12 Comments

Leave a Comment
  1. Lino Ttemperante / Mar 6 2008 12:32 AM

    Lectio tremontiana:

    “La nuova partita è iniziata in Europa con il dibattito sulle radici giudaico-cristiane: se inserirle – o no – nella nuova tentativa bozza costituzionale europea.

    La prima, ed in qualche modo superficiale o parziale, interpretazione ha trattato questa partita come una partita tra Parigi e Roma. Tra Parigi, luogo tutelare dei “lumi”, e Roma, centro storico e spirituale.

    L’interpretazione più vasta e più profonda pare invece essere un’altra: non una partita tra Parigi e Roma, ma tra Londra e Roma. Al fondo, la lotta tra due visioni della società.

    Londra come base di irradiazione di una visione della società che, banalizzandosi nei consumi e di riflesso nei costumi, si identifica ed appiattisce sull’economia (l’idea dell’europa-mercato).

    All’opposto, l’idea dell’Europa-politica. Frutto della sua storia passata e proiettata nella storia a venire proprio perché costruita come qualcosa di diverso e più alto rispetto alla geografia piana tipica di un’area di libero scambio + alcune autorità di regolamentazione del traffico”.

  2. ermes / Mar 6 2008 12:40 AM

    Ripropongo commento scritto più di sei mesi fa su Abeona:

    Dedicato a chi continua a dare del liberale a quel violento, autoritario, demagogo, populista di Tremonti

    Non altro che un fascista perfetto, sublime. Ripeto: fascista, il fascismo del tutto affasciare senza argomentazioni, il fascismo del tutto affascinare e bruciare in fuoco catartico, il fascismo del tutto assommare per meglio sfasciare sol per amore della distruzione creatrice…

    Solo in Italia, davvero solo in Italia si può impunemente dire tutto e il contrario di tutto, un giorno alfa e l’altro beta, e il giorno appresso ancora gamma e l’indomani di nuovo alfa… solo in Italia senza alcun tema di dover rendere conto del proprio agire… solo in Italia offendere così volgarmente la storia – la grandezza, gli errori, l’errare – del cattolicesimo liberale di Manzoni, Rosmini, delle loro opere naturalmente all’Indice

    Solo in Italia Tremonti vicepremier e ministro dell’Economia, solo in Italia Tremonti ad ogni dibattito autorevole e perbene che si rispetti, solo in Italia Tremonti vicepresidente del partito che si voleva (si vuole ancora? boh! letteralmente ho perso il conto delle dichiarazioni, smentite, riprese) liberale di massa: ecco a mio avviso la storia, le fortune di Tremonti dicon davvero tutto della politica nostrana – e soprattutto della sinistra, appunto, della sinistra italiana.

    I sinistri avrebbero decenni di vittorie politiche assicurate, immense vittorie se solo si decidessero ad accusare, svelare il metodo, il metodo prim’ancora che i contenuti, del vuoto parlare di Tremonti. E invece nulla, già come per decenni con Cossiga: ma è ovvio, cosa andiamo cercando, gente che denunci la propria immagine riflessa nello specchio?

  3. Etta Brun / Jun 15 2008 4:40 PM

    Esercizi di stile:

    «Con Tremonti ci conosciamo da 28 anni, quando lui era un brillante giovane professore a Venezia e io ero un giovane incaricato. Tra noi c’è sempre stata una sfida a vedere chi è più bravo. Tremonti è fantasioso, io sono fantasioso. Giulio ha grandi visioni, io ho grandi visioni. Lui è geniale, io sono geniale. Ecco, il nostro è un rapporto tra due persone geniali. Tutto qui».

  4. Etta Eugeniafasc / Jun 24 2008 4:19 PM

    Dopo secoli di letargo, un minimo cenno di risveglio del professorone friedmaniano…

    (Almeno a suo dire, friedmaniano…)

  5. Etta Soubr / Jun 25 2008 11:00 AM

    Novello Puccini:

    “…il consiglio che vi do è: ascoltate la sua musica. E’ di qualità“.

  6. Eva Focalizz / Mar 21 2010 6:25 PM

    Di nuovo parola al suo grande sodale, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (ripeto: Innovazione…)

    Oh poveri, divertiti circensi, citate Mao, sparate boutade per colpire gli stomaci, le pance delle genti… Amate le adunate oceaniche… Non vi rendete conto della pochezza intellettuale che vi trascinate dietro come catene secolari… Verseggiate ormai alla maniera dei gorilla. Continuate pure, sfogate pure, poveri repressi.

Trackbacks

  1. Ad imperitura memoria (Elettorale e non) « Abeona forum
  2. Tramonti (reprise) « Abeona forum
  3. Istinti tribali « Abeona forum
  4. Essere o non essere: questi sono il problema « Abeona forum
  5. Fenomenologia dell’adulazione « Abeona forum

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: