Skip to content
Saturday, 8 March , 2008 / ermes

Belli addormentati nel… mondo


“Non è il caso di uscire dal nostro ripiegamento provinciale e consultarci tempestivamente e seriamente con i nostri partner più importanti? Che cosa ne pensano Veltroni e Berlusconi e i loro consiglieri? O cadono tutti dal mondo delle nuvole?”

sonno.jpgSarkozy la Merkel e l’Italia che non c’è

di Gian Enrico Rusconi, La Stampa, 07.03.08

Un vuoto accomuna i programmi elettorali dei due partiti maggiori, Pd e Pdl: l’assenza di una politica estera, degna di questo nome. Continua a essere coltivata la finzione di una politica comune europea, che non c’è. Ma funziona come alibi. Anche se sulla base dell’esperienza degli anni scorsi sappiamo che ci sono sensibilità e velleità differenti nei due campi.

Nessuno però, tanto meno nel Pd, ha fatto i conti con il sottile doppio binario su cui si muove l’Europa. Da un lato il tran tran delle istituzioni dell’Unione. Dall’altro l’intermittente dinamismo delle nazioni che contano, Germania e Francia in particolare (come vedremo più avanti). Ma pare che agli italiani la cosa non interessi molto. Il guaio è che neppure il ceto politico ne è preoccupato. Mai tanto provincialismo ha caratterizzato la politica italiana.

Ovviamente si sprecano rituali parole di preoccupazione per le crisi medio-orientali. Più sfumate e caute sono le dichiarazioni sugli impegni internazionali dell’Italia che prevedono il dispiegamento dei nostri militari. Ciò che manca – in ogni caso – è una riflessione sistematica, meditata, di lungo respiro che prenda atto della sostanziale impasse della politica estera comune europea (l’ultimo caso è stata la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo, approvata da alcuni membri dell’Ue e disapprovata da altri).

Ma sia Veltroni che Berlusconi si guardano bene dal mettere a fuoco il problema. Sono convinti che la posta in gioco elettorale sia tutta centrata sui temi di politica interna. Non a caso, lo stesso ministro degli Esteri in carica per gli affari correnti, Massimo D’Alema, si sta impegnando interamente sul fronte interno. A quanto si sa, in Campania tenterà l’impossibile contenimento dei danni dell’errore delle mancate dimissioni del governatore Bassolino. Si stenta a credere che uomini di esperienza politica commettano questi errori. Ma forse è il segno sicuro della fine della loro stagione.

Torniamo alla politica estera che non c’è. Giorni fa in Germania ha avuto luogo un incontro – vivace come sempre – tra il presidente francese Sarkozy e la cancelliera tedesca Merkel. Uno dei temi centrali in discussione è stato l’ambizioso progetto francese di una Unione mediterranea. È interessante notare il modo con cui le due grandi nazioni europee, Germania e Francia che hanno ritrovato l’ambizione di orientare la politica europea, hanno parlato a nome delle altre nazioni interessate, soprattutto di quelle che nel Mediterraneo vivono.

A quanto pare, il presidente francese vuole accelerare i tempi della creazione dell’Unione mediterranea già all’inizio del semestre francese di presidenza europea. In sintonia con il suo stile spettacolare, vorrebbe raccogliere a Parigi tutti i rappresentati istituzionali della futura Unione mediterranea già alla vigilia del 14 luglio, per coinvolgerli quindi solennemente nella grande kermesse della festa repubblicana.

Possiamo immaginare le cortesi ma ferme resistenze della cancelliera Merkel a un simile progetto. Naturalmente non in nome della Germania ma dell’intera Unione europea che non può accettare che si formi una Unione/bis con una parte dei suoi membri. Tutti i problemi specifici del Mediterraneo (pressione migratoria, difesa dell’ambiente, acutizzarsi della crisi medio-orientale) sono problemi che investono l’Europa come tale. Sarkozy ribatte che non si tratta di creare un’altra Unione ma di rendere più mirata ed efficiente l’azione di un gruppo interessato di suoi membri, istituzionalizzando e implementando alcune cooperazioni.

Staremo a vedere come si concluderà la vicenda, anche se la scadenza del luglio non è remota. Ma qualcuno sa che cosa pensa il governo italiano di questa iniziativa? Non mi riferisco a una qualche dichiarazione della presidenza del Consiglio o del ministero degli Esteri, che sarà certamente agli atti. È facile pensare che in essa non si prende alcuna posizione netta. Sarà generica nel suo spirito europeista, come sempre.

Ma del progetto dell’Unione mediterranea non si è parlato neppure a livello di opinione pubblica qualificata. Tanto meno all’interno di qualche partito. Se Sarkozy, nel suo dinamismo compulsivo, dovesse forzare la situazione quale sarà la linea italiana? Non è il caso di uscire dal nostro ripiegamento provinciale e consultarci tempestivamente e seriamente con i nostri partner più importanti? Che cosa ne pensano Veltroni e Berlusconi e i loro consiglieri? O cadono tutti dal mondo delle nuvole?

Particolarmente deplorevole è l’assenteismo veltroniano. È impossibile pensare a un rilancio della politica italiana senza un’energica ripresa di vitalità anche sul piano esterno, in una dinamica che non si lascia più identificare con le vecchie giaculatorie europeiste.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: