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Wednesday, 2 April , 2008 / sermones

Lo strano federalismo all’italiana


Segnalazione da Piccola Italia, rubrica di Antonello Caporale su repubblica.it

Lo strano federalismo all’italiana

“Regaleremo il federalismo agli italiani”, ha detto Umberto Bossi. “Vinciamo le elezioni e regaliamo il federalismo a Umberto”, ha precisato Roberto Maroni. All’Umberto e all’Italia, dunque. Federalismo per tutti!

E’ abbastanza recente per poter essere ritenuto attendibile uno studio degli artigiani di Mestre (in sigla CGIA) che nel 2007 ha effettuato e resa pubblica una elaborazione dei dati della Ragioneria generale dello Stato in cui raffronta il saldo finanziario di ciascuna regione italiana. Il saldo esprime la differenza tra le principali imposte che i cittadini di ciascuna regione pagano allo Stato centrale e i benefici che ritornano sul territorio sotto forma di trasferimenti statali alle amministrazioni locali.

E qui qualche sorpresa la si trova. Perché se è vero che un cittadino lombardo ci rimette quasi seimila euro l’anno (saldo tra quanto paga e quanto riceve); è altrettanto vero che un cospicuo credito lo vantano anche i laziali. Il Lazio, appena dopo la Lombardia e però prima del Veneto, dà molto di più di quanto riceve. Un cittadino romano versa in media 5060 euro in più: il saldo finanziario negativo è evidente e nettissimo. Un romano dunque ci perde circa duemila euro in più di un concittadino del ricco nord-est (il Veneto ha un saldo pro-capite di tremila euro). A seguire gli emiliani, poi liguri, marchigiani, umbri e abruzzesi. Tra gli italiani che ci guadagnano, al primo posto, e siamo comunque nel nord, troviamo i valdostani (3198 euro pro capite), poi i trentini (2459 euro), i lucani, i siciliani, i sardi, i calabresi. Verso un quasi pareggio, i molisani, i campani e i pugliesi (rispettivamente ricevono a testa 496, 215 e 91 euro più di quel che danno).

Si dirà: le due regioni del nord citate ricevono così tanto grazie alla autonomia speciale da sempre goduta. Perciò non fanno testo.

Sul residuo fiscale delle Amministrazioni pubbliche, si è applicato – sempre nel 2007 – il Centro Studi Sintesi per conto di Unioncamere Veneto. Ha sviluppato i dati riferiti alla differenza tra quanto viene raccolto in tasse e quanto si spende di quei tributi su quei territori. Ancora una volta, la Lombardia riceve da ciascun suo contribuente più di quanto spende, pure i veneti e i toscani. Così, a saldo negativo, si trovano pure Marche e Piemonte.

C’è dunque un’Italia che paga il conto del ristorante anche all’altra che invece non può permetterselo.
E qui, una novità: i friulani partecipano al pasto ma non saldano. Lasciano agli amici il piacere di farlo (residuo fiscale di 2615 per ogni abitante). Anche i liguri (2285 euro procapite), oltre ai trentini, agli altoatesini e ai valdostani.

Se la geografia non è un’opinione, e i conti fatti dalla CGIA di Mestre (poco pubblicizzati e ancor meno dibattuti) sono esatti, qualcuno (l’Umberto?) dovrebbe delle spiegazioni.

Segnala una storia a: a.caporale@repubblica.it

(2 aprile 2008)

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2 Comments

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  1. janejacobs / Apr 9 2008 10:53 PM

    Io credo che se l’Italia avesse meno Stato centrale, sarebbe un bene per tutti gli Italiani, del Nord, del Centro e del Sud. Il Paese, sebbene non sia Grande come la Cina o gli Stati Uniti d’America, e’ molto diverso e le regioni Italiane si distinguono per una grande diversita’ culturale ed economica tra loro. Questo non dev’essere un motivo di divisione e di odio, ma di forza. Se le regioni fossero messe in gradi di autodeterminarsi in misura maggiore, e’ probabile che i cittadini svolgerebbero un maggiore controllo sui loro amministratori e allo stesso tempo si ridurrebbero i trasferimenti dello stato che generano per lo piu’ corruzione e assistenzialismo che non porta ad uno sviluppo produttivo.

    Chiediamoci come abbiamo risolto la Questione Meridionale in 150 anni di unita; d’Italia e come i Tedeschi hanno unificato la ex-Germania dell’Est portando molte delle loro citta’ (una per tutte: Lipsia) a diventare un polo di attrazione per industrie e imprese tecnologiche all’avanguardia.

    Facciamo piu’ autocritica (soprattutto al Sud) su come i nostri soldi vengono spesi, e forse le cose finalmente miglioreranno.

  2. Gina Tonica / Apr 23 2008 3:36 PM

    Sud, la nuova emigrazione – Enrico Marro, La Repubblica, 23.04.08

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