Skip to content
Saturday, 12 April , 2008 / Iperione

Il gusto dell’inutile


E’ terribile e agghiacciante il modo in cui si riesce a perdere tempo in Italia. Il modo in cui si riesce a trasformare il nulla in qualcosa per cui valga la pena spendere mille parole e poi mille paginate di quotidiani. Il modo in cui l'”intellettualità”, invadente, si proietta dalle proprie stanze ovattate fino alle camere da letto, agli abitacoli delle auto; fino ad indagare il profondo della coscienza.

Quante energie sprecate.

Corriere della Sera – Sacro e superstizione, torna il rosario

Sacro e superstizione, torna il rosario

Il direttore di Avvenire: attenzione alla deriva del paganesimo. Il telecronista Mazzoni: «È un fraintendimento»

La polemica

Il giornale «Avvenire» denuncia l’uso di appenderlo in auto come portafortuna. Molti fedeli lo difendono

Il fatto Querelle

dopo i commenti televisivi al Gp di Formula 1 sulla mamma di Massa inquadrata con la corona in mano

ROMA — Gianfranco Mazzoni scuote la testa: «È tutto un fraintendimento, non volevo denigrare il rosario. Non lo farei mai». Telecronista della Rai per la Formula Uno, Mazzoni è inciampato ieri negli strali dell’Avvenire: tutto per la mamma di Felipe Massa, lì nel Gran premio del Bahrein. Sgranava il rosario e i lettori del quotidiano dei vescovi hanno capito che Mazzoni abbia voluto liquidarlo come una superstizione.

Non è così. Il direttore dell’Avvenire Dino Boffo, però, ha colto la palla al balzo: attenzione alla deriva del paganesimo. Attenzione alle corone dei rosari che vengono attaccate agli specchietti retrovisori delle automobili, magari insieme ai cornetti portafortuna. Un’affermazione che ha scatenato una piccola rivolta dei fedeli. A cominciare dalla cattolicissima Paola Binetti, senatrice pd: «Che c’è di male ad attaccare un rosario allo specchietto dell’auto?», dice lei che il rosario se lo porta sempre dentro la borsa e non esita a dichiararlo con orgoglio, sebbene senza mai ostentarlo. «Lo porto anche durante le sedute di Palazzo Madama. È un simbolo importante. E non c’è nulla di strano a portarlo con se. Anche in auto. Chi può giudicare cosa passa nella testa e nel cuore dei fedeli?».

Fa eco alla Binetti Francesco d’Agostino, intellettuale cattolico, già presidente del comitato di bioetica. Lui vanta un rosario regalato direttamente da Benedetto XVI. Che non usa. Ma non importa: «La verità è che temo, molto, gli atteggiamenti di snobismo intellettuale: sono odiosi. Sono invece importanti queste manifestazioni di devozione religiosa: sono non funzionali e ci regalano orizzonti di senso». Anche don Gianni Baget Bozzo difende il rosario: «Il senso del sacro non va separato dalla vita». Ma difende anche la mamma di Massa che sgranava il rosario ai bordi della pista del Gran premio di Formula 1 del Bahrein. Poi spiega, don Baget Bozzo: «Ricordiamoci che il rosario ha un significato storico che non ha nulla di popolare: è infatti stato introdotto per associare i fedeli analfabeti alle preghiere della Chiesa. Con la ripetitività delle parole riuscivano ad impararle anche senza leggerle». Ma non solo.

Alberto Melloni, storico cattolico, spiega:«Il nostro rosario è come il mantra buddista: con la sua cantilena ripetitiva crea quel tipo di distacco e di silenzio fondamentale per la preghiera». E aggiunge: «Credo che la cosa importante oggi non sia focalizzarsi sul trovare il confine tra devozione e superstizione. Piuttosto allargare gli orizzonti su altre dimensioni. Come i rosari radiofonici, ad esempio». Lino Banfi, attore cattolico e devoto di Padre Pio, si dice d’accordo con Boffo. «Attaccarlo allo specchietto dell’auto? Non c’è bisogno, mi sembra una cosa esagerata », dice lui che custodisce un rosario dono di papa Giovanni Paolo II. Spiega: «Me lo ha regalato per i quarant’anni delle mie nozze». Ma anche Lino Banfi il rosario lo usa poco poco: retaggio della sua educazione adolescenziale in seminario. «Il nostro vescovo ci diceva: non c’è bisogno di dirlo tutto il rosario. E penso che con i tempi di oggi quella cantilena sia davvero troppo lunga. Io lo recito ogni tanto: apro il cassetto, lo tocco e dico una rapida preghiera ».

Alessandra Arachi

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: