Skip to content
Thursday, 24 April , 2008 / ermes

Parole parole parole…


E’ triste infierire sui perdenti nei momenti della sconfitta. Crediamo tuttavia di non peccare di cattiveria (né tanto meno di presunzione), se affermiamo che la caduta del Subcomandante Fausto era stata ampiamente prevista da Abeona già tempo addietro. Si ripropone, di seguito, un commento pubblicato il 31 maggio dello scorso anno da tale Jean Masot sul nostro blog, a valutazione di un articolo di Bertinotti sbandierato da Liberazione.

Migliaia e migliaia di battute per non dire assolutamente nulla di concreto. E’ nella concretezza, insegnava Gramsci, la forza di una proposta politica; è nello studio della teoria della praxis, nella progettazione dell’azione pratica, nel suo costituirsi già progettandosi, che si manifesta la capacità dirompente (di ordini costituiti e non più sostenibili) di un progetto politico.

Di Gramsci, della nobiltà degli errori e del tremendo errare di Gramsci, nemmeno l’ombra, nemmeno un barlume di reminiscenza in questo epigono rivoluzionista parolaio. Altri i nostri punti cardinali, di là e meglio di Gramsci: abbiam avuto la ventura e la fortuna di conoscere Salvemini, Rossi, Gobetti, Rosselli… Pure, Gramsci portava seco la grandezza di una vita spesa per le proprie idee, l’esser motore di un cambiamento ritenuto ineludibile, il rischio del gioco sui contenuti e non sui meri contenitori…

In questo epigono, invece, solo galleggiamento che dura ormai da decenni, il galleggiamento dell’ottimo posizionamento tattico – e mai strategico -, la conquista di fette di potere tutte fini a se stesse, la discussione eterna come eterno ronzio e girigogolo, la pretesa di cambiare le sorti dell’umanità dimenticandosi della drammatica esistenza di ogni giorno.

Non è attacco personale, giammai per chi ama la storia del liberalismo si tratta di attacchi alla/e persona/e, sempre e comunque degna/e di rispetto e ascolto e dialogo. Piuttosto è denuncia di un sistema di idee, convincimenti, elaborazioni mentali che prendon le gambe di un uomo, soprattutto se l’uomo di cui si dice gioca a creare simbologia, mitologia, passione viscerale, consenso preventivo, aura di nobiltà di costume.

Ripeto: migliaia e migliaia di battute per nulla dire, eccetto il bisogno di “aggiornare a fondo la nostra capacità di lettura ed analisi, dentro la quale collocare la prospettiva della trasformazione”, così da “sciogliere il paradosso europeo, il pendolo che oscilla tra il vuoto e la necessità”, ben potendo aiutare “il concetto di causazione ideale come possibilità di identificare l’idea di base di un sistema e, contemporaneamente, di superarla se non pienamente almeno quanto è possibile”, dato che “non c’è solamente un vuoto politico generale, ma c’è un vuoto politico anche a sinistra”. Appunto… il vuoto pneumatico.

Certo è la natura propria del testo, la pretesa di porsi a presentazione del lavoro di una rivista, che aiuta Bertinotti a dire e non dire, lanciare la pietra e nasconder la mano, accennare e arrestarsi; è il ruolo stesso di Presidente della Camera a corrente alternata che si è ritagliato con buona pace di tutti (o quasi), che aiuta Bertinotti a entrare nel merito restando al di fuori del discorso, dichiarare e negare, giocare con i termini…

Invero le parole sono oro, le parole sono pietre diceva Carlo Levi – e la storia di Carlo Levi dice di lotte sociali, povericristi, disperati… Invero le parole sono pietre, caro Bertinotti. Invece da lei solo il dirsi di sinistra pre-suntivamente, prim’ancora di guardare alle scelte concrete, alle definizioni delle proprie scelte. Innanzitutto di sinistra, poi si discuterà cosa significa…

Un fritto misto di vaghe disquizioni sui (pre-sunti anch’essi) drammi dell’universo mondo (capitale contro lavoro, tecnica contro senso di umanità, globalizzazione contro individui… e altre banalità di simile fattura) che apre spazio all’affermazione del tutto e del contrario di tutto, al sostenere – forse direbbe Popper – che piove e non piove in uno stesso tempo, al pre-tendere di sapere che domani forse pioverà o forse non pioverà (ma va????), all’impossessarsi di parole che non sono la propria storia senza render conto di nulla (socialismo, nonviolenza etc.), al riciclare il termine rivoluzione per sol spirito di consorteria, senza sapere affatto cosa mai rivoluzionare.

3 Comments

Leave a Comment
  1. Gina Lollobrigida / Apr 24 2008 4:55 PM

    Altre tre immense punture di Abeona

  2. Gina Sio / Apr 24 2008 5:01 PM

    D’altronde “siamo andati oltre il logos occidentale”!

    (ad esempio perchè vi siete proclamati nonviolenti pur non capendo un’acca di nonviolenza?)

  3. Faust In / Mar 28 2010 11:06 AM

    Non l’avevamo mica capito, che dietro a cotanta cariatide giacesse il nulla più assoluto della miglior schiatta sovietonordcoreana, che si schiarisce la voce prima di un paraculissimo discorso proletario con lo champagne!
    No, sciè, ma cià sciè cultura, sciè, è un uomo tutto d’un pezzo, sciè non scende a compromesso, sciè è l’unico che ha ancora ideali, sciè…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: