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Wednesday, 2 July , 2008 / sermones

A volte il mantenimento delle promesse elettorali può essere molto problematico.


Da la Repubblica, 2 Luglio 2008

Il ministro dello Sviluppo economico parla della compagnia di bandiera. “Stiamo parlando di un’azienda che è sull’orlo del fallimento”

Alitalia, il governo chiede sacrifici. Scajola: “E’ crisi, ci saranno tagli”

Claudio Scajola


ROMA – “Servono sacrifici”. Con il passare del tempo si delinea sempre di più il quadro drammatico dell’Alitalia. Stavolta è il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola a non fare mistero della situazione. Anche perché, dopo le indiscrezioni che parlano di 4mila esuberi, il governo si trova alla prese con un mantenimento delle promesse elettorali sempre più problematico. “Non stiamo parlando di un’azienda che va bene, parliamo di una azienda che è sull’orlo del fallimento il piano industriale che sarà presentato – prosegue Scajola – chiederà sacrifici a chi desidera investire e al Paese nel suo complesso con alcuni tagli”. Nessuna smentita. Nessun ridimensionamento dei tagli.

D’altronde dopo aver vanificato l’interessamento di Air France (che limitava gli esuberi a 2mila persone), puntando tutto su una presunta cordata di imprenditori italiani, Berlusconi si trova ora nella situazione di dover gestire un’azienda sull’orlo del fallimento. In attesa di una cordata italiana ancora tutta da vedere. Lo stesso Scajola non va oltre una debole speranza. Quella che “l’advisor Intesa Sanpaolo riesca nella missione di mettere insieme una cordata per il salvataggio e un piano industriale che permetta il rilancio della compagnia”.

Speranze vaghe a fronte di tagli di posti di lavoro. Che allarmano i dipendenti. Pronti a ricordare a Berlusconi le promesse fatte sotto elezioni. L’Anpac, infatti, fa notare che i circa 6mila unità sono “circa il triplo di quanto originariamente previsto nella proposta di Air France-Klm”. Ricordando a Berlusconi “il giudizio molto critico sulla proposta franco-olandese, considerandola eccessivamente penalizzante per la compagnia di bandiera e per il paese”. Dunque un simile piano “risulterebbe decisamente incoerente con le indicazioni della presidenza del consiglio e dell’intero governo e dunque irrealizzabile” avvertono i piloti.

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