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Wednesday, 30 July , 2008 / ermes

“Storie lombarde”


Per la serie “Commedia dell’arte 2008”, Umberto Bossi nei panni di “Scaramouche“:

“Alberto da Giussano sono io. Barbarossa? Lo Stato centralista”

di Roberto Bianchin – Repubblica, 28 luglio 2008

BUCAREST – Si riconosce pienamente, il Senatùr, in quell’antico guerriero che incede spavaldo, spadone in mano per suonarle ai barbari, nella campagna romena dove stanno girando il kolossal storico “Barbarossa”. Alberto da Giussano ha i lineamenti delicati e gli occhi penetranti di Raz Degan. Ma Umberto Bossi gli ruba la parte: “Il nuovo Alberto da Giussano sono io”. E il temibile imperatore Federico I di Svevia detto “Il Barbarossa”, che il giovane Alberto, alla guida della Lega Lombarda, sconfisse nel 1176 nella battaglia di Legnano, oggi altri non è, secondo la personalissima interpretazione del capo della Lega, che “lo Stato dell’Italia centralista”, contro il quale combattono i moderni soldati del Carroccio. Per guadagnare quella libertà “che oggi, se necessario, si conquista anche con la forza”. Perché “è meglio morire che vivere come schiavi”.

In partenza per la Romania, dove nei prossimi giorni verrà personalmente a vedere le scene più spettacolari della battaglia di Legnano, ricostruite con 2.500 cavalli arabi e frisoni e ventimila comparse, tra cui molti rom, nella foresta di Calugareni, Bossi ha affidato il suo pensiero sulla “modernità” della figura di Alberto da Giussano al settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni”. Per spiegare che “il Barbarossa di oggi non è una persona ma uno Stato”, e che “il valore attuale di una storia come quella che racconta la fiction su Barbarossa, è quello della libertà”. Ma anche per lanciare altri personaggi “lumbard” a lui molto cari, ai quali dedicare altri film.

“Bisognerebbe portare in tivù – tuona col cipiglio del condottiero – anche la storia di San Carlo Borromeo, e quella del Medeghino, il grande condottiero milanese del sedicesimo secolo, fratello di Papa Pio IV”. Una figura in realtà controversa, quella del capitano Giangiacomo Medici detto “Il Medeghino”: per alcuni storici era solo il capo di una banda di briganti. Ma il Senatùr sostiene che certi capitoli della storia vanno riscritti. A suo modo. Lasciate le feste di piazza, e anche il rito di settembre dell’ampolla sotto al Monviso nelle “sacre acque” del Dio Po all’amato figlio Renzo, promosso a erede sul campo di battaglia, Bossi dedicherà una parte importante del suo tempo al recupero dei miti padani. Come alle imprese di Alberto da Giussano.

Una produzione faraonica da 30 milioni di dollari, che andrà in tv ma anche al cinema, voluta da Rai Fiction e affidata alla regia di Renzo Martinelli, milanese, amico del Senatùr, che ha diretto film come “Vajont”, “Porzus”, “Carnera”. Martinelli non ama sentir dire che il suo è un film “leghista”. Dice solo che l’idea nasce dal suo amore per la storia e per i personaggi dimenticati. E che “alcuni amici milanesi”, tra cui il sindaco Letizia Moratti, gli avevano chiesto di occuparsi di “storie lombarde”.

Di qui il pensiero alla fiction che mancava, quella della battaglia di Legnano, dal momento che le “Cinque Giornate” erano già approdate recentemente sullo schermo. Un progetto che ha subito suscitato l’entusiasmo del Senatùr, che ama in modo particolare le scene delle battaglie a cavallo. E non sembra affatto turbato, dicono nel suo entourage, dal fatto che i milanesi che combattono aspramente contro il barbaro straniero invasore che li assedia, lanciando palle infuocate oltre le mura con le catapulte di legno, siano nel film quegli stessi zingari romeni che la Lega vede come fumo negli occhi quando sbarcano in Italia. Dettagli. L’importante è che le comparse rom costino poco, 400 euro a settimana.

9 Comments

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  1. Dario Argento / Jul 30 2008 9:24 AM

    Arrabbiatamente Merlo su Repubblica.

  2. Ivo Allus / Nov 9 2008 3:05 PM

    Dal servizio “Ultim’ora” del Televideo Rai:

    Roma, domenica 9 novembre 2008, ore 3.20:
    Bossi: Premier evita blocco Usa-Russia
    Berlusconi sarebbe l’artefice della telefonata tra il Presidente russo Medvedev e il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama. Lo afferma il ministro per le Riforme, Umberto Bossi. “Berlusconi – ha detto – ha trovato il modo di far incontrare Obama con i russi altrimenti sarebbe finito tutto con i missili da una parte o dall’altra”.
    Sulla polemica circa la battuta del Premier sull'”abbronzatura” di Obama, il leader della Lega taglia corto: “I giornali devono riempirsi di stupidaggini e occuparsi di cose che non hanno senso”.

    P.S.: in effetti, siamo ancora qui ad ascoltare le (pericolose) insulsaggini della Lega…

  3. Ivo Vot / Nov 25 2008 2:31 PM

    Interpretazioni contrastanti (immancabilmente riguardate dal Corsera).

  4. Eva Astra / Jan 28 2009 4:37 PM

    “…lui e qualche altro collega, in furgoncino“.

  5. Eva Nuovoastronasc / Feb 4 2009 1:41 PM

    Bossi Jr, Milano e il clima caraibico – Stella oggi sul Corsera

  6. Eva Riproduc / Aug 24 2009 2:04 PM

    Non riusciva a diplomarsi perché perdeva tempo con queste stomachevoli prodezze…

  7. Eva Film / Oct 4 2009 9:55 AM

    Cosa esprime la più importante Regione d’Italia…

  8. Eva Disegn / Mar 12 2010 11:59 PM

    Fumetti e fumati..

  9. Eva Men / Mar 16 2010 12:18 AM

    Umberto Bossi, giovedì scorso:

    “Come segretario avrei mandato a portare le liste delle persone perbene, ma anche qualche persona decisa. Berlusconi dice che sono stati i radicali a impedirci di presentare le liste. Io non mi sarei fatto fermare da gente che non mangia, che non ha energia addosso”.

    Umberto Bossi, oggi:

    “Credo che sia necessario rifare la legge sulla presentazione delle liste. Io che ho memoria storica ricordo che si presentavano le liste al ministero dell’Interno e lì si davano le botte, adesso abbiamo cambiato la legge e le botte si danno in tribunale”.

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