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Monday, 11 August , 2008 / ermes

O tempora o mores!


Per la serie “accozzaglia di luoghi comuni 2008”, ovvero “non ci sono più le mezze stagioni”, nonché “si stava meglio quando si stava peggio”, e ovviamente “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”, visto che “gallina vecchia fa buon brodo” e “chi rompe paga e i cocci sono suoi”… a voi l’impareggiabile Professor Francesco Alberoni!

Il ballo per uscire dal mondo e la discoteca dei dionisiaci

Corriere della Sera, 4 agosto 2008 (sic!)

Per molto tempo il ballo è stato un rituale collettivo, due file di ballerini maschi e femmine che, danzando, formano coppie e le disfano cambiando di ruolo, ma sempre secondo regole rigide e prefissate.

Il ballo di coppia appare all’ inizio del XIX secolo col valzer in cui un uomo e una donna si scelgono e poi volteggiano abbracciati come in una ebbrezza amorosa. E’ l’ epoca in cui il matrimonio, prima fatto dalle famiglie, viene ora deciso liberamente da due persone che si piacciono e si innamorano. Da allora per molto tempo domina la coppia fondata sull’ amore e il ballo esprime sempre di più l’ abbraccio degli amanti, ora sentimentale come nel valzer lento, ora appassionato ed erotico come nel tango. I giovani vanno a ballare per potersi conoscere, per potersi abbracciare, per fare all’ amore, per formare una coppia esclusiva.

Ma nella metà degli anni Sessanta del secolo scorso avviene un cambiamento radicale. Al posto del ballo a coppie fa la sua comparsa un ballo in cui tutti si muovono come vogliono e con chi vogliono. E da qui nasce la discoteca in cui il protagonista non è più la coppia ma il gruppo che, grazie ad una musica ripetitiva, ipnotica, il flicker luminoso, l’ abbigliamento succinto, l’ alcol, spesso le droghe, trascina l’ individuo in uno stato di «possessione» collettiva che talvolta ricorda i culti orgiastico-dionisiaci e fa sperimentare un eccitamento frenetico, lo sballo, l’ «uscita dal mondo». Però continua a esistere come prima anche l’ innamoramento appassionato che produce un’ esperienza straordinaria di «uscita dal mondo». I due amanti vivono in un universo trasfigurato, meraviglioso e godono di una straordinaria intimità dei corpi. Ma è un’ intimità inaccessibile agli altri, esclusiva. La «possessione dell’ innamoramento» non è partecipabile. Ogni intrusione produce gelosia, rottura. Se nella coppia innamorata che sta ballando inserisci un altro protagonista distruggi l’ incantesimo. E’ l’ esatto opposto della partecipazione promiscua della discoteca.

Sono due strade opposte di «uscita dal mondo» che la gente di oggi ha a disposizione. La prima è fatta di musica, luci, alcol, sesso, stordimento e lascia svuotati al mattino o alla fine della vacanza. La seconda è un’ esperienza di vita nuova che ti trasforma, che si rinnova, che a ogni incontro diventa più intensa e non la vuoi, e non la puoi, lasciare.

Alberoni Francesco (www.corriere.it/alberoni)

4 Comments

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  1. ermes / Aug 22 2008 7:08 PM

    La saggezza di Toro pasciuto…

  2. ermes / Aug 30 2008 12:14 PM

    Nei panni di Catalano

  3. Eva Disper / Jun 11 2012 8:23 PM

    “Gli anglosassoni non hanno mai fatto una teoria dei movimenti collettivi. E nemmeno una teoria dell’innamoramento perché scientificamente trovano assurdo che due persone si gettino l’uno nelle braccia dell’altro prima di sapere che vantaggio ne avranno, se saranno ricambiati e felici”.

    Gli anglosassoni.

Trackbacks

  1. “La coscienza del montone” « Abeona forum

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