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Wednesday, 13 August , 2008 / ermes

Il Giocoliere della Sera


Ormai necrofilia, voyerismo e chicchiericcio mi sembrano divenuti i più decisivi pilastri del giornalismo di matrice italica. Non a caso, il sito del Corriere della Sera pare ogni giorno di più la versione online di Studio Aperto. Riporto gli odierni trentasette titoli di apertura del primo quotidiano del nostro Paese… A voi ogni commento.

Colonna di sinistra:

Pellegrini, riscatto e trionfo. Oro e record nei 200sl – Foto

Libano, bomba contro bus a Tripoli: 18 morti

Germania, strage in gelateria: 4 morti

Sì a Sarkozy, Putin ferma la guerra

“Prezzi del petrolio e del gas a rischio”

Esplode il caso premi. Vezzali: “Via le tasse”

La bimba che ha incantato con la voce? Una frode

Newsweek elogia Berlusconi. “Il miracolo dei cento giorni”

Lecco, una giornata nella stanza di Eluana

Centro-nord, Ferragosto con pioggia. A Milano alimentari ko: solo 61 aperti

Fa morire di fame il figlio di 21 mesi. Non diceva «amen» dopo i pasti

“Santità rinunci all’ermellino”

Trenitalia licenza otto dipendenti: uno timbrava per tutti. E’ polemica

Candeline. Madonna ne fa 50, mezzo secolo da diva – Guarda il video

Lingerie. Wonderbra, 20enne inglese è il nuovo volto – Le immagini

Vacanze vip. Simon Le Bon fuori forma al sole della Sardegna – Foto

Sezione Corriere Tv:

Scatti rubati. Atlete in azione a Pechino

IV giornata. Delusione Montano, Phelps super

Vincenti. Destini incrociati a Pechino

Tiro d’argento. Grande prova di Francesco D’Aniello

Sezione di fondo:

Estate in Puglia. Nei centri storici a sud di Bari, tra borghi e uliveti

Regine provate per voi. Su strada con Maserati, Jaguar, Audi, Mercedes

A partire da 1,5 euro. Senza stelo. 16 proposte per arredare la tavola

Baby vip. Fiocco azzurro per la Incontrada: è nato Isal

Colonna di destra:

Mutu e Gila fanno bella la Fiorentina. Slavia battuto 2-0

La Finanza blocca Pirate Bay, ma non i download illegali

Jobs ammette: Apple può controllare a distanza l’iPhone

Beatles, va all’asta il primo contratto

Troppi paparazzi: Sienna piange e chiama la polizia – Foto

Boris Becker si risposa: la futura moglie è figlia del suo ex manager

Il nuovo amore di Silvio Muccino

La corsa, elisir di eterna giovinezza

Nuovo volto per Lara Croft: un’ex ginnasta inglese – Le immagini

Grave infortunio: giovane calciatore riceve 5 milioni dal Manchester

Ryanair all’attacco: biglietto da noi o annulliamo il volo

Travestito da Winnie the Pooh assalta e deruba due passanti

Il nano “rapito” fa il giro del mondo e torna con le foto

10 Comments

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  1. Guido Loyacht / Aug 13 2008 10:20 AM

    L’amico di Afef!!!!

  2. Eva Diping / Mar 2 2009 4:58 PM
  3. Italia No / Apr 5 2009 7:07 PM

    Dalla Repubblica del 5 aprile 2009:

    In gita scolastica nel capoluogo isolano. Aggrediti, forse, da un gruppo di ‘Sconvolts’
    nel quartiere ‘Marina’ vicino al porto. Professore e allievo all’ospedale
    Studenti siciliani in gita a Cagliari
    scambiati per tifosi e pestati

    CAGLIARI – Una comitiva di studenti e professori siciliani a Cagliari per una gita scolastica è stata aggredita in pieno centro da un gruppo di tifosi del Cagliari che gli avrebbero scambiati per sostenitori del Catania che nel pomeriggio affronterà i rossoblu al Sant’Elia.

    Un professore e uno studente sono stati ricoverati all’ospedale “Brotzu” per accertamenti, mentre le altre vittime del pestaggio sono state trasportate in altre strutture di pronto soccorso cittadine per essere medicate. Gli aggressori farebbero parte, secondo i primi accertamenti di Carabinieri e Polizia di Stato, del gruppo degli “Sconvolts”, protagonisti in passato di altri episodi di violenza.

    L’aggressione è avvenuta nel quartiere “Marina” prospiciente il porto, uno dei più caratteristici della “vecchia” Cagliari, dopo uno scambio di battute tra sardi e siciliani.

    (5 aprile 2009) Tutti gli articoli di cronaca

  4. Eva Mastronardi / Apr 19 2009 3:48 PM

    Il crollo di un mito (e non parlo certo del Corriere…)

    P.S.: e m… e c… e f… e r… e n… e s… e g… e ggggggggggg!!!!!

  5. Nico Pa / Apr 27 2009 8:55 AM

    Corriere della Sera: ovvero, tutto ciò che un giornale non dovrebbe dire o fare in condizioni di potenziale pericolo. Cosa viene in mente di fare al nostro quotidiano “di punta” di fronte ad una possibile/potenziale diffusione dell’influenza suina? Ovvio, seminare il panico, nutrendo le paure derivate dall’informazione laconica, con le più becere (invero talvolta francamente ridicole) leggende metropolitane. Bravi, continuate così.

    Il racconto Su Internet colonne di lettori inquieti, confusi, suggestionati
    Laboratori e vaccini dei soldati
    Negli Usa dilaga la psicosi
    Le teorie del complotto sull’origine della nuova malattia
    WASHINGTON — Lo hanno scritto prima che fosse dato l’allarme sanitario. Il 18 marzo. È uno scenario da film. L’esercito americano ha estratto il genoma dell’influenza «spagnola» da una vittima, un uomo morto nel 1918 e il cui corpo è stato estratto dalla fossa ghiacciata dell’Alaska. Adesso – accusano – gli scienziati militari stanno facendo esperimenti per produrre un nuovo virus. Una ricostruzione meticolosa, con nomi, dati, studi, collegamenti. Una teoria che, con l’esplodere dell’emergenza messicana, si è guadagnata su Internet colonne di lettori inquieti, confusi, suggestionati. Ma non è l’unica. Come spesso accade si cercano spiegazioni che superino le verità ufficiali. Nella testa di tanti ronza l’idea che l’allerta è stata data con colpevole ritardo. E qualcuno si ricorda del misterioso episodio emerso pochi giorni fa a Fort Detrick, Maryland. Nel sofisticato laboratorio che opera in stretto contatto con il Pentagono sono spariti — da tempo — tre «esemplari» del «virus dell’influenza equina».

    Partono le indagini che dovrebbero avere un esito rassicurante. Le autorità, infatti, hanno sostenuto che «molto probabilmente» le provette sarebbero andate distrutte. Vuoi vedere, suggeriscono i dietrologi non convinti dalla ricostruzione, che c’è qualche legame? Un dubbio rafforzato dalla storia recente di Fort Detrick. Qui lavorava il principale accusato per l’attacco all’antrace del 2001. Uno stimato ricercatore che togliendosi la vita è come se avesse confessato la sua responsabilità. In realtà non sono mancate perplessità sulla fondatezza delle accuse. Altri sospetti sono volati fino all’Isola di Plum, sulla punta a nordest di Long Island, il centro dove si conducono ricerche su epidemie collegate agli animali. Nella caccia all’untore si mescolano articoli di giornale, complotti misteriosi, libri e voci incontrollabili. Del tipo: «Una mia amica conosce un autista di camion che parte di notte da un deposito di New York e trasporta qualcosa di strano in Arizona, al confine con il Messico».

    C’è chi, scavando negli archivi, ricorda lo strano precedente del 1976. A Fort Dix, New Jersey, si sviluppa un focolaio dell’influenza dei suini. Viene preparato un vaccino ma non appena viene somministrato provoca reazioni devastanti sulle persone. Dal Messico rispondono con battute, ironie ma anche qualche teoria. Compresa la presunta distruzione da parte dell’esercito di rifiuti e abiti usati di provenienza statunitense. Forse, ipotizza, bisognerebbe indagare in questa direzione. Era «materiale contaminato»? È partito da lì il virus che spaventa il Paese centroamericano e i suoi vicini? Ma non c’è bisogno di spingere le persone a guardarsi intorno. In preda alla psicosi si moltiplicano le segnalazioni su scuole decimate dalle assenze: «Guardate, alla Coolbaugh sulle Pocono Mountain, ci sono molti ammalati». «Sì, anche in un istituto di New York. Alcuni ragazzi erano appena stati in Messico».

    Davanti ai bollettini dell’Oms c’è chi chiede cosa si possa fare, se ci sono farmaci adeguati o se l’unica risposta è la mascherina sul volto. I più smaliziati replicano: «Vedrete, annunceranno un nuovo vaccino». E alludono a una manovra commerciale, confortati dal balzo in Borsa di un paio di note società farmaceutiche: «Fanno i soldi con le nostre paure». Discorsi che non tranquillizzano i più impauriti. Che arrivano a rivedere le ultime ore come quelle del Gran Contagio. «Ora che ci penso: ero all’aeroporto e c’erano tante persone con il raffreddore. Sono andato in ufficio, stessa cosa. Tutti tossivano. Davvero strano con questo clima tiepido». No — per chi crede alla manipolazione — non è strano. E aggiunge una profezia inquietante: «Se la situazione precipita chiuderanno le frontiere. Dichiareranno la quarantena, imporranno lo stato d’emergenza. La minaccia dell’influenza sarà una buona scusa».

    Guido Olimpio
    26 aprile 2009

  6. Terry Ore / Apr 27 2009 9:02 AM

    Ah, dimenticavo. Ovviamente, benché la diffusione sia partita in Messico, la colpa è degli USA. Che si sarebbero diabolicamente scervellati a produrre un’arma terribile….e sarebbero stati così intelligenti da far esplodere una pandemia ad un metro dal loro confine. Mah. Ma Giove Olimpio non aveva proprio altro da scrivere stamattina sul giornale?

  7. ermes / Apr 27 2009 11:43 AM

    E qualche altra piazzata sugli “ebrei che hanno il controllo della finanza mondiale”???? e siamo davvero sicuri che gli ameriggggani siano mai sbarcati sul suolo lunare????? e qualcosa sulle abitudini alimentari dei rapaci trinariciuti neocons????? e che dire dell’inquietante figura del Fumatore nella serie televisiva X-files????

    P.S.: gira voce (ma rimanga tra noi…) che Elvis the pelvis sia ancora vivo e diriga una scuola di danza caraibica nel sudest dell’Idaho… naturalmente tale impiego sarebbe una copertura della vera attività del nostro: venditore di aspirapolveri supersonici prodotti con materiale organico alieno…

  8. Lisa Globa / Apr 30 2009 1:29 PM

    Eccoli là. Biologia della clausura.

    EPIDEMIE IN TEMPO DI GLOBALIZZAZIONE
    L’ironica rivincita dei piccoli mondi antichi
    GIUSEPPE O. LONGO
    N egli ultimi decenni c’è stato un fiorire di epidemie ( o di pandemie, che ne è il superlativo): prima l’Aids, poi il carbonchio, poi la Sars.
    Nomi arrotati o sibilanti, densi di minaccia.
    Spuntarono anche la sindrome della mucca pazza e l’influenza dei polli, che sarebbe un nome buffo se non ricordasse quelle maschere sgangherate che rendono più sinistro il travestimento dei rapinatori. Di solito è l’Oriente che ci regala tiepide ondate di febbri, periodiche influenze sbocciate nelle sterminate porcilaie della Cina o nelle frenetiche stie della Thailandia. Ora il pericolo viene dal Messico, paese mite e sornione, e si presenta con il grugno bonario del maiale. Causa delle epidemie è spesso la promiscuità: le patologie passano dall’uomo all’uomo ma anche dall’animale all’uomo, i loro invisibili agenti trovano incubatori inediti, si mescolano, si moltiplicano, s’incrociano, trasmutano: nascono ceppi nuovi di germi, virus, microbi, bacilli, in un tripudio di creatività brulicante. E tutti questi esserini, annidati nei confortevoli crogioli umani, viaggiano gratis in aereo, invadono il mondo, si differenziano, si ramificano, si stabilizzano e si abbarbicano, costituendo un aspetto inquietante della libera circolazione. Nel 1973, Emmanuel Le Roy Ladurie parlò per primo di malattie della globalizzazione, dovute all’unificazione microbica del mondo. Ma già nel 1347 dodici navi portarono dalla Crimea a Messina grano, topi e appestati: in poco tempo l’Europa fu invasa dalla più micidiale epidemia che la storia ricordi. Nel 1493 la caravella Niña, proveniente dal Nuovo Mondo, sbarcava a Lisbona un Nuovo Morbo, la sifilide: bastarono tre anni per portare alla prima unificazione europea, quella treponemica. Nel 1981 l’Organizzazione Mondiale della Sanità si propose di conseguire la salute per tutti nell’anno 2000: per ironia della sorte, nello stesso anno scoppiava l’epidemia di Aids, che metteva in crisi non solo le ambizioni dell’Oms, ma anche una serie di costumi etici e sociali all’insegna della promiscuità.
    Cadute molte frontiere geopolitiche per gioioso e unanime consenso, siamo costretti a istituirne d’altro tipo: quarantene, isolamenti, cordoni sanitari, divieti di transito, d’importazione… È una rivincita del concetto antico di identità biologica e di chiusura. A livello di specie questo concetto è problematico perché ogni specie è sottoposta alle grandi derive dell’evoluzione, alle contaminazioni, agli incroci. Ma per il singolo l’imperativo di difendere il confine tra sé e l’altro ha molti vantaggi in termini di salute e di benessere e la sua infrazione può avere conseguenze esiziali. È vero che ogni individuo è una colonia: in ciascuno di noi trovano comodo albergo miliardi di microorganismi che, in industriosa e giovevole simbiosi con il nostro organismo, ci aiutano a vivere e ci sfruttano per vivere, quindi il concetto astratto e monolitico di identità biologica si stempera molto. Ma è anche vero che ciascuna di queste eterogenee colonie afferma con forza la propria differenza rispetto all’altro: l’io e il tu, sono distinti in modo netto e perentorio.
    I tentativi di invasione sono respinti da precauzioni macroscopiche e da difese microscopiche. Solo in certi momenti ( per esempio nel rapporto sessuale, che per questo è sempre a rischio) le porte della fortezza si aprono per far entrare l’altro. Non dimentichiamo che nel romanzo di H. G.
    Wells la guerra dei mondi fu vinta dai batteri.

  9. Eva Individu / Mar 12 2010 11:28 PM

    Tutta colpa sua

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