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Thursday, 2 October , 2008 / ermes

Istinti tribali


Siamo ormai alla schizofrenia: so bene di utilizzare parole gravi, parole terribili, che non amo né vergare, né perfino leggere. Eppure, nella storia di un Paese come il nostro, costantemente alle prese con fanatismi di ogni natura, v’è un momento in cui tacere significa divenire correi, corresponsabili di estremismi e violenze.

Tanto affermo di fronte alle volgarità e vigliaccherie vomitate con indefessa ciclicità da organi di stampa come Il Foglio, Libero, Il Giornale, La Padania, Il Tempo, Liberal e tutta l’accozzaglia sedicente di destra (e che invero ignora cosa fu la nobilissima destra storica ottocentesca in Italia, chi fu Geoges Bernanos per la Francia e l’Europa…)

A fronte di cotanta pervicace e tignosa propaganda del pregiudizio, dell’isterismo da comari, non resta che denunciare chiaramente che siamo ormai (da anni) ad uno stadio di non ritorno. Abbiamo, hanno raggiunto il limite dell’indecenza, dell’offesa gratuita, dell’accanimento da squadristi. Siamo di nuovo al “forsennato Léon Daudet” senza pur esser più nel secolo di Léon Daudet..

Non analisi ragionate, non dialoghi aperti: sempre e soltanto ultramontanismo della peggior specie, figli e proniponiti qual sono dei de Maistre, dei de Bonald… Amano rutilare odio, preferiscono lo scontro all’arma bianca, le urla dei barbari: a chi li accusa di integralismo d’accatto, rispondono con stizzito fastidio, appetiti di vendetta, puerili demagogie che neppure gli imbonitori delle fiere paesane…

Non sanno (o forse sanno troppo bene) che il richiamo identitario, gli appelli alle crociate, la promozione dell’odio sale nelle vene come delirio di potenza, deliquio di piacere. Sempre più assomigliano a stregoni evocanti dagli inferi forze che un domani non riesciranno a governare. Pur di vendere copie e conquistare le menti, parlano agli stomaci delle genti, incensano i bassifondi, adorano le taverne.

Attenti a voi poveri (ricchissimi…) sciagurati in preda a convulsioni febbrili e irrefrenabili; perdete giorno dopo giorno il controllo sui vostri neuroni, per sfiancare e annientare gli altrui. Non più parlate, dalle vostre bocche (di fuoco) solo e soltanto profezie, giaculatorie, anatemi e maledizioni.

Tenete ormai più del rabdomante che del circense, più del vate che dell’acrobata delle iperboli retoriche… Perdonate (se ancora potete) il tono terrorizzato, ma bastò poco perché si passasse dall’Action Française alla Cagoule, perché perfino Louis-Ferdinand Céline scendesse nella putrefazione dell’antisemitismo, perché si piombasse nel baratro del vichysme

Di seguito riporto l’incipit e la chiusa di un articolo a firma Camillo Langone, pezzo del tutto ideologico e spaventosamente triviale, pubblicato due giorni fa dal Soglio (come è pur gagliardamente uscito un tempo in edicola il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara). Credo motivi tutto il mio, il nostro fermo “J’accuse!

«Sono stati loro, i pagani, gli eretici di ogni risma, i luterani, i puritani, gli illuministi, i positivisti, i progressisti, sono stati loro, ingombrati da sessuofobie grosse come travi, a denunciare e amplificare a dismisura la sessuofobia-pagliuzza della Chiesa.

(…)

«Il deficiente che nel 1712, a Londra, pubblicò “Onania ovvero l’odioso peccato dell’autopolluzione e tutte le sue spaventose conseguenze per entrambi i sessi”, avvio di una plurisecolare campagna terroristica, non era un cattolico, non era nemmeno un anglicano, era un quacchero».

17 Comments

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  1. ermes / Oct 2 2008 12:53 PM

    In altro post meriterà poi guardare Avvenire, Zenit, Conservatore Romano e papisti ufficiali vari…

    (Dei sinistri invece non dico: basta il nome che portano…)

  2. Eva Nonsivergogn / Aug 2 2009 4:10 PM

    Spettacolo di marionette. Ovvero, come Pinocchio Giordano canta e balla per Mangiafuoco Feltri:

    “Fino al 24 agosto io sarò qui come sempre, con il piacere di lavorare per voi, come ho fatto in questi anni. Vi lascerò poi nelle mani di un giornalista e di un direttore che conoscete bene. Sono sicuro che saprà portare avanti, con saggezza, il lavoro fatto da me, dalla mia squadra, da questa redazione e dai suoi collaboratori in questi anni. Con lo stesso orgoglio, con la voglia di stupirvi, rompendo gli schemi di una certa cultura e di quel giornalismo arroccato su posizioni da tardo Novecento. Noi, ve lo assicuro, ci siamo divertiti”.

    Noi no.

    P.S.: che altra panzana e’ ‘sto “tardo Novecento”????????

  3. Eva Rinnov / Aug 21 2009 4:07 PM

    Risaluta (visto che non c’è mai limite al peggio…) precisando che ha lavorato “senza oltrepassare il limite del buongusto”.

    Quando si dice il (buon)gusto dell’orrido…

  4. Eva Riformul / Oct 8 2009 10:36 PM

    Istinti triviali

  5. Eva Oscur / Mar 11 2010 7:22 PM

    Altra chicca del Maglio…

    Questa volta c’è anche Mangiaf… ehm Buttafuoco. E’ vero, mancava.

  6. Eva Sintetizz / Jun 17 2010 11:46 PM

    “…toujours la conscience tranquille”.

  7. Eva Arriv / Aug 27 2010 12:20 AM

    Francesco Merlo, I guappi di carta, La Repubblica – 26.08.10

  8. Eva Frem / Sep 19 2010 2:21 AM

    Per fortuna che c’è il Papa.

  9. Eva Denigr / Jan 2 2012 7:07 PM

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