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Monday, 6 October , 2008 / ermes

“Ragione e sentimento”


Di seguito altro passo rubato a Milan Kundera, ancora come invito alla lettura della sua stupenda produzione letteraria:

L’Europa ha fama di civiltà fondata sulla ragione. Ma si potrebbe dire altrettanto bene che è una civiltà del sentimento; ha creato un tipo d’uomo che io chiamo: homo sentimentalis. (…)

L’homo sentimentalis non può essere definito come un uomo che ha sentimenti (poiché tutti li abbiamo), ma come un uomo che ha innalzato i sentimenti a valori. Nell’istante in cui il sentimento viene considerato un valore, tutti vogliono averlo; e poiché tutti amiamo vantarci dei nostri valori, abbiamo la tendenza a ostentare i nostri sentimenti. (…)

Nella definizione di sentimento è compresa l’idea che esso nasca in noi indipendentemente dalla nostra volontà e spesso contro la nostra volontà. Nel momento in cui vogliamo sentire (decidiamo di sentire, come Don Chisciotte decise di amare Dulcinea), il sentimento non è più un sentimento, ma l’imitazione di un sentimento, la sua rappresentazione. Il che si chiama comunemente isterismo. Per ciò l’homo sentimentalis (ossia l’uomo che ha innalzato il sentimento a valore) equivale in realtà all’homo hystericus.

Con ciò non si può dire che l’uomo che imita un sentimento non lo provi veramente. L’attore che recita la parte del vecchio re Lear prova sulla scena, davanti a tutti gli spettatori, la tristezza dell’uomo abbandonato e tradito, ma questa tristezza evapora nell’istante in cui termina lo spettacolo. Perciò l’homo sentimentalis, che ci fa vergognare con i suoi grandi sentimenti, subito dopo ci sconcerta con la sua inspiegabile indifferenza.

(Milan Kundera, L’immortalità, Milano, 2002 – pagg. 221-4)

Tutto quanto dice molto, si parva licet, (se cioè davvero è lecito piegare la letteratura al giudizio politico), del nostro democraticissimo (a parole!) Vecchio Continente…

3 Comments

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  1. ermes / Oct 6 2008 2:15 AM

    Dedicato ad un mio amickone, se intuisce…

    “Siamo a Praga, nel 1948 e il diciottenne Jaromil è innamorato a morte della poesia moderna, di Breton, di Eluard, di Desnos, di Nezval, e sul loro esempio fa sua la frase di Rimbaud in Una stagione all’inferno: «Bisogna essere assolutamente moderni». Solo che quel che a Praga nel 1948 si annunciava d’un tratto come assolutamente moderno era la rivoluzione socialista, che immediatamente e brutalmente ripudiò l’arte moderna, della quale era innamorato a morte Jaromil. E allora il mio eroe, davanti a un gruppo di amici (come lui innamorati a morte dell’arte moderna), rinnegò con sarcasmo tutto ciò che amava (ciò che amava davvero e con tutta l’anima), perché non voleva tradire il grande ordine di «essere assolutamente moderni». Nel suo rinnegamento mise tutta la rabbia e la passione del ragazzo vergine che desidera entrare nell’età adulta con un’azione brutale, e gli amici, quando videro con quale accanimento rinnegava tutto quanto gli era più caro, ciò per cui viveva e voleva continuare a vivere, che rinnegava il cubismo e il surrealismo, Picasso e Dalì, Breton e Rimbaud, che li rinnegava nel nome di Lenin e dell’Armata rossa (che in quel momento costituivano il culmine di tutta la modernità pensabile), avevano un nodo in gola e provarono prima stupore, poi disgusto e alla fine quasi orrore. La vista di quel ragazzo vergine, pronto a uniformarsi a quel che si annunciava come moderno e a uniformarvisi non per viltà (in nome del successo personale o della carriera), ma coraggiosamente, come chi sarifica con dolore ciò che ama, sì, quella vista aveva davvero in sé qualcosa di orribile (un presagio del terrore che seguì poi, il terrore delle persecuzioni e degli arresti). Forse, chissà, a qualcuno di quelli che allora lo osservavano passò per la mente il pensiero: «Jaromil è l’alleato dei suoi becchini».”

    (idem, pp. 160-1)

  2. Landolfo VI di Benevento / Aug 22 2009 2:40 PM

    Non so dove pubblicare questo link. E’ proprio vero, è difficile stabilire se abbia plasmato i suoi infiniti personaggi sul proprio modo di essere, ovvero il contrario. Semplicemente mitico!

Trackbacks

  1. Leggere, scrivere e… far di conto! « Abeona forum

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