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Friday, 24 October , 2008 / ermes

Giocare a guardie e ladri


L’altro ieri Berlusconi affermava che avrebbe utilizzato le forze dell’ordine per ristabilire la normale legalità nelle scuole e nelle università, ove gruppi di manifestanti avessero impedito il (normale) svolgimento della (normale) attività didattica. Non vedo cosa vi sia di scandaloso in questo discorso: si tratta di parole credo obbligate in uno Stato di diritto…

E’ necessario, però, ricordare che noi non siamo uno Stato di diritto. Noi siamo, al contrario e per antonomasia, il Paese dell’assurdo. Ed infatti, alle (una volta tanto condivisibili) parole del Premier hanno fatto subito da contraltare isterismi vittimistici e piagnistei disperati. Larghi settori di maggioranza e opposizioni hanno preso a strapparsi le vesti, gridando alla deliberata provocazione, ai celerini sanguinari, alla fine del diritto di manifestare il proprio dissenso.

E’ inutile pure dilungarsi su tali prefiche: semplicemente, dimostrano di non conoscere Gandhi, la prassi gandhiana, la nonviolenza che Gandhi volle non limitativa delle libertà altrui, bensì responsabile dei propri atti. Secondo costoro, la mia libertà di manifestare potrebbe pure impedire che altri continui il proprio quotidiano percorso di studi. Siamo massa e, in quanto massa (a)critica, occuperemo le aule del (presunto) sapere; impediremo lo svolgimento delle lezioni, sospenderemo l’attività di ricerca (di tutti): ecco quanto si ascolta (quasi) sempre nei cortei

Naturalmente, a fronte di cotanta sollevazione di allarmato sdegno, il Presidente del Consiglio ha aggiustato (dalla Cina… Paese migliore non poteva darsi…) le sue dichiarazioni nella giornata di ieri. Non ha avuto il coraggio di resistere nel suo convincimento (o meglio nella convenienza del momento) e ha ceduto alla solita rettifica. Ormai è prassi costante di quello che è l’attore più consumato che abbia mai sentito parlare: come sua nobile abitudine, il giorno prima afferma alfa, per l’indomani sostenere di aver sempre e soltanto detto beta.

L’atteggiamento di Berlusconi mi convince ulteriormente che, anche in questo frangente, assisteremo (già assistiamo) all’immancabile riedizione delle contrapposizioni che si eternano da sempre nella Penisola. Dico di uno scontro tipico tra mediocrità illiberali, antidemocratiche, massimaliste, dozzinali che sempre, sempre si riproducono nelle nostre piazze, nelle nostre parrocchie, nei condomìni, sui posti di lavoro, nel Palazzo…

Non a caso, nella giornata di ieri, la stampa nazionale pubblicava una tra le più vergognose e criminogene dichiarazioni dell’Emerito… Presidente Francesco Cossiga. Appunto, nell’era della globalizzazione, siamo ancora qui a parlare delle interviste a Cossiga. Quest’uomo ha rivestito le massime cariche politiche e istituzionali del Paese. Come dire, complimenti al Paese.

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, pechè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che… «Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì…».

2 Comments

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  1. Ivo Estens / Oct 24 2008 1:48 PM

    Renato Farina invece, da “Libero”, pretende “qualche calcio nelle parti molle”. D’altro canto, “Cossiga insegna”.

  2. Ivo Estratt / Oct 24 2008 3:27 PM

    Questo tizio è un genio (della risata):

    «Potrà essere sembrata una violenza, ma era una risposta a un’ altra violenza: l’ indifferenza».

    Sui suoi compari, più e meno importanti, meglio risparmiare il fiato…

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