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Monday, 10 November , 2008 / sermones

Agri…cultura economica


Strane coincidenze, ovvero, ancora un caso sospetto all’Università!! Il rettore dell’Università di Foggia, Antonio Muscio, un giorno prima di lasciare l’ateneo ha firmato il decreto rettorale con il quale ha assunto il figlio Alessandro Muscio, fresco vincitore di un concorso da ricercatore in Economia applicata alla Facoltà di ………………… AGRARIA!!!! Senza dimenticare che in Ateneo lavora l’altra figlia del rettore, Rossana, dirigente del personale tecnico amministrativo. Ricopre lo stesso ruolo che per anni ha svolto sua madre, Aurelia Eroli in Muscio, che oggi è in pensione. Ricercatore è poi il marito di Rossana, Ivan Cincione, che nel 2004 ha vinto un posto in Patologia clinica alla Facoltà di Medicina. Moglie, figlio, figlia, genero. Impiegate all’ateneo sono anche una nipote (Eliana Eroli) e una nuora: Janise Laverse è dipendente della facoltà di Agraria, oltre a essere la moglie di Alessandro.

da Repubblica.it del 10 novembre 2008

Foggia, la firma il giorno precedente al cambio della guardia
Antonio Muscio ha lasciato l’incarico a fine ottobre

Il rettore lascia, ma prima assume il figlio come ricercatore
dal nostro inviato GIULIANO FOSCHINI (a proposito di parentopoli, ndLgi)

Antonio Muscio lo aveva confessato ad amici e colleghi il giorno del commiato: “Questa è stata la mia seconda casa”. Questa è l’Università statale di Foggia che Muscio ha fatto nascere e poi ha guidato per nove anni, fino al 31 ottobre scorso quando ha ceduto l’incarico al nuovo eletto, il professor Giuliano Volpe. Prima di quella data, però, il docente ordinario di Zootecnia speciale alla facoltà di Agraria ha voluto fare un ultimo, personale regalo ai docenti e agli studenti che lo hanno accompagnato “in questi anni indimenticabili”: suo figlio. Il 30 ottobre, infatti, un giorno prima di lasciare l’ateneo, Antonio Muscio ha firmato il decreto rettorale con il quale ha assunto Alessandro Muscio, fresco vincitore di un concorso da ricercatore in Economia applicata alla facoltà di Agraria.

Il giovane professore, dicono i tre commissari della selezione, è stato più bravo di cinque partecipanti: ottime le prove, ma soprattutto buonissimo il curriculum. Muscio junior, laureato a Foggia, si è specializzato nel Sussex e poi ha girato per mezza Italia. Ha lavorato per la Luiss e per Finmeccanica, ha sei pubblicazioni, di cui quattro uscite in Inghilterra.

Ma c’è qualcosa in più che renderà unica la collaborazione tra il professor Alessandro Muscio e l’università di Foggia: il figlio dell’ex rettore – così come risulta dal sito Internet del ministero dell’Università – sarà infatti il primo docente di Economia applicata a insegnare in una facoltà di Agraria in Italia. Nel resto del paese, i docenti di quel settore disciplinare insegnano a Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze della Comunicazione, Medicina, Architettura, Scienze Politiche, Lingue. Ovunque tranne che ad Agraria. Una lacuna che il professor Muscio ha voluto colmare.

D’altronde l’ex rettore aveva difeso a spada tratta la scelta del figlio di partecipare a quel concorso, rimandando al mittente tutte le accuse di nepotismo contenute in un esposto anonimo che era girato quando la prova era stato bandita. “Aveva diritto di fare quella domanda come un qualsiasi altro cittadino: perché avrei dovuto negarglielo?” si chiedeva Muscio senior, rivendicando gli ottimi risultati da lui raggiunti alla guida dell’ateneo. Foggia ha oggi 6 facoltà, 344 professori di ruolo, quasi 14mila iscritti, ottime referenze nel panorama accademico italiano.

Alessandro, poi, non sarà l’unico esponente della famiglia Muscio a lavorare nell’università di Foggia.
In ateneo c’è l’altra figlia dell’ex rettore, Rossana, dirigente del personale tecnico amministrativo. Ricopre lo stesso ruolo che per anni ha svolto sua madre, Aurelia Eroli in Muscio, che oggi è in pensione. Ricercatore è poi il marito di Rossana, Ivan Cincione, che nel 2004 ha vinto un posto in Patologia clinica alla facoltà di medicina. Moglie, figlio, figlia, genero. Impiegate all’ateneo sono anche una nipote (Eliana Eroli) e una nuora: Janise Laverse è dipendente della facoltà di Agraria, oltre a essere la moglie di Alessandro.

Resta da capire se questa situazione provochi o meno qualche imbarazzo all’università di Foggia. “Come è evidente – spiega il nuovo rettore, Giuliano Volpe, stimatissimo archeologo – si tratta di uno stato che io ho già trovato e del quale non ho potuto che prenderne atto. Vorrei dire comunque che il professor Alessandro Muscio è un validissimo collega, stimato e sono sicuro che svolgerà un ottimo lavoro”. Ma era proprio necessario che il padre firmasse la nomina del figlio? Perché non ha aspettato un giorno?

“Probabilmente mi ha voluto togliere dall’imbarazzo”, ammette Volpe che nei prossimi giorni presenterà agli organi dell’ateneo un codice etico per cercare di frenare quella parentopoli accademica che qui a Foggia (oltre al caso Muscio) come nel resto d’Italia propone vari esempi.

La bozza che verrà presentata è però assai più accomodante rispetto alla versione intransigente e punitiva, simile a quella approvata a Bari, che inizialmente era stata proposta. “Siamo stati costretti a porre delle correzioni. Ma parliamoci chiaro, questi strumenti servono a poco. Più che altro rappresentano un messaggio”.

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2 Comments

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  1. Vito Scienza e / Nov 15 2008 12:54 PM

    Dal sito corriere.it
    Succede a Messina nell’Università già sotto inchiesta
    Un posto da ricercatore, un solo
    candidato: il figlio del professore
    Il padre: «I figli dei docenti sono più bravi perché hanno tutta una “forma mentis” che si crea in famiglia»
    MESSINA – «Non lo so, non so come è andata. Non so neanche se è ancora impegnato con gli esami».
    Ma come professore non si è ancora sentito con suo figlio in questa giornata importante?
    «No. Non si usa fare da noi». La storia è sempre la stessa. Un posto da ricercatore, un solo candidato. Ma desta qualche sorpresa che si ripeta proprio oggi che nel Paese non si parla d’altro: la riforma Gelmini, i tagli all”università, i baroni e il nepotismo. Addirittura a Messina il Magnifico Rettore, Franco Tomasello, andra a giudizio a marzo con l’accusa di concussione, abuso d’ufficio in concorso, tentata truffa e maltrattamenti e con lui altre 23 persone tra docenti, ricercatori e funzionari. Eppure proprio a Messina cosa accade? Accade che venerdì c’è un concorso a un posto da ricercatore alla Facoltà di Economia. E in quanti si presentano? In cinque? In due? No. Si presenta un solo candidato. E chi è questo candidato?
    È Ludovico Nicòtina, figlio del professore Giuseppe Nicòtina, ordinario di Diritto Processuale Civile presso la Facoltà di Economia del medesimo ateneo fino a maggio del 2008.

    DA TRE AD UNO CANDIDATO – I candidati per la verità erano tre, ma gli altri due concorrenti dopo che avevano fatto domanda hanno preferito non presentarsi all’esame. Strano. Avevano il 33 per cento periodico di vincere un concorso e ad un passo dall’obiettivo rinunciano. Quindi campo libero per l’unico candidato al posto di ricercatore. Via libera per il dottor Ludovico Nicòtina, che è risultato essere vincitore. E nel pomeriggio il padre professore non ne è ancora informato nonostante qualcuno giuri d’averlo visto in aula con il figlio. Forse un caso di forte somiglianza.

    IL PADRE – Professore ma lei insegna a Messina?
    «No, io sono in pensione e prima insegnavo a Trapani non a Messina. Voi scrivete stupidaggini».
    Ma è suo figlio il ragazzo del concorso?
    «Non lo so. Si vada ad informare all’Università. Che cosa vuole sapere insomma? Il concorso è nazionale. Vale per tutta Italia. Se si è presentato solo mio figlio è perché gli altri non avevano i requisiti».
    Ma suo figlio ha i requisiti? È avvocato vero? Ed è anche esperto in economia?
    «Embè? È una cosa veramente strana. In Italia siamo messi malisssimo ma lui ha le pubblicazioni con particolare riguardo a quelle monografiche e a quelle pubblicate da riviste internazionali».
    Lei non si è mai interessato a questo concorso?
    «Non è neanche la mia disciplina. Ma i figli dei docenti sono più bravi perché hanno tutta una «forma mentis» che si crea nell’ambito familiare tipico di noi professori».
    Quindi lei è in pensione?
    «Si, ma sono utilizzato ancora. Ma solo in due commissioni per la conferma in ruolo per gli esami di dottore commercialista. Ho chiesto al ministero di esentarmi ma ci utilizzano fino in fondo, fino a quando non moriamo».
    Ma lei dunque a Messina non ha mai insegnato?
    «Io ho insegnato nella facoltà di economia».
    Quindi nella facoltà dove suo figlio fa il concorso. Ma rispetto a quando insegnava lei, il preside è cambiato?
    «No. Non è cambiato».
    Quindi alcuni professori conoscono il candidato come il figlio del prof…
    «Beh, qualcuno dei più anziani può essere».
    Ma quando è andato in pensione?
    «Lo scorso anno».
    Ma fino a quando esattamente ha insegnato?
    «Fino all’anno scorso».
    Ma in un anno ci sono dodici mesi professore…
    «E che sarà… dunque… maggio dello scorso anno. Credo».
    Maggio 2008 o 2007?
    «Si 2008. Insegnavo diritto processuale. Ma ora chiudo, non l’annoio più. Sono cose troppo tecniche».

    Nino Luca
    14 novembre 2008

  2. Tony Ambascia / Dec 29 2008 12:33 PM

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