Skip to content
Monday, 22 December , 2008 / ermes

Signorie


Fossi uno dei Barclay, rilancerei citando in giudizio la “Santa” Sede…

sark_mapL’isola che ama i feudatari boccia i «fratelli democrazia»

Gran Bretagna. A Sark gli abitanti votano per la tradizione

di Guido Santevecchi, Corriere della Sera, 13.12.08

LONDRA – È meglio la democrazia o il feudalesimo? Per quasi cinque secoli gli abitanti di Sark, isolotto nella Manica 80 miglia a Sud della costa inglese, hanno vissuto generazione dopo generazione sotto il dominio del Seigneur, del suo Seneschal e di quaranta feudatari. La storia era cominciata nel 1565 quando la regina Elisabetta (la Prima) aveva attribuito il dominio perpetuo del territorio di cinque chilometri quadrati circondato dal mare al nobile Helier De Carteret e ai suoi discendenti, a patto che lo difendesse dai francesi e dai pirati e pagasse alla Corona «un ventesimo del beneficio feudale dovuto da un cavaliere».

Tutto più o meno bene (a parte l’ invasione nazista tra il 1940 e il 1945) fino al 1993, quando su uno scoglio distante poche braccia di mare, Brecqhou, sbarcarono due fratelli gemelli, Sir David e Sir Frederick Barclay, miliardari. I Barclay, che a Londra posseggono il potente quotidiano Daily Telegraph e il lussuoso Hotel Ritz, si sono costruiti un castello e hanno messo gli occhi su Sark. Hanno investito milioni in alberghi, ristoranti e negozi: 140 dei 600 abitanti sono loro dipendenti. Ma l’ antica legge del Seigneur continuava a vietare l’ uso delle automobili, le strade asfaltate e illuminate, imponeva a ogni suddito il tributo di un pollo l’ anno e altre stranezze del genere: molto pittoresco e poco pratico. I Barclay si sono appellati alla Convenzione europea sui Diritti umani.

E mercoledì 413 cittadini (finora chiamati serfs) sono andati al seggio e hanno fatto nascere la prima assemblea eletta nella storia dell’ isola.

Ma il parto della democrazia non è stato indolore. I sostenitori di John Michael Beaumont, ventiduesimo Seigneur per diritto ereditario, avevano costituito una lista di tradizionalisti che ha conquistato la maggioranza dei 28 seggi dell’ assemblea popolare. Il loro programma è semplice: mantenere l’ antico stile di vita anche all’ era della democrazia. I Barclay avevano fatto sapere che se non avesse prevalso il partito modernizzatore, che tra l’ altro vorrebbe costruire un eliporto perché ora sull’ isola si arriva solo in barca quando non c’ è tempesta, avrebbero chiuso tutto.

Dopo la disfatta elettorale i Barclay hanno attuato la minaccia: ordine di chiusura immediata per i loro due alberghi, il ristorante, un pub, i negozi sull’ Avenue di Sark; personale licenziato. È l’ assedio per fame, la rappresaglia delle sanzioni economiche. «La gente di qui ha scritto sulle schede elettorali un biglietto di suicidio», ha detto con cinismo Kevin Delaney, plenipotenziario dei gemelli e candidato bocciato.

Abbiamo telefonato all’ albergo Aval du Creux, che nel suo sito online promette ancora un romantico Capodanno. Risponde un disco: «Malauguratamente siamo chiusi fino a nuovo avviso». Al Dixcart Bay Hotel, dopo molti squilli, la voce del manager. Che succede? «Succede che 140 persone hanno perso il lavoro per colpa di un complotto ordito dalla vecchia guardia di talebani contrari al progresso», ha detto al Corriere il direttore esasperato.

I Barclay avevano investito al ritmo di cinque milioni di sterline l’ anno, soddisfatti anche perché Sark è un paradiso fiscale e non si pagano tasse sul reddito. «Non cederemo di fronte ai loro soldi», dice il colonnello Reg Guille, Seneschal: «Volevano farci passare dal feudalesimo alla dittatura del capitale, volevano invaderci come i nazisti».

Il Seigneur Beaumont è sereno, dice che «la vita continua». Lui ha sempre mantenuto i patti: paga ogni anno alla Corona «un ventesimo del beneficio feudale dovuto da un cavaliere». Oggi è una 1 sterlina e 79 pence, circa due euro. Anche se nessuno ricorda come sia calcolato.

Advertisements

One Comment

Leave a Comment
  1. ermes / Dec 22 2008 12:00 PM

    Nell’isola di Sark vince il feudalesimo – Mattia Bernardo Bagnoli, La Stampa, 13.12.08

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: