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Friday, 30 January , 2009 / sermones

In (benedicto) vino veri..gas (quarcuno s’è bevuto er gas ner..vino)


Sapete a cosa servirono le camere a gas? Secondo questo uomo illuminato, esponente di quella corrente lefebvriana per la quale il Papa ha appena revocato la scomunica, esse sarebbero servite per disinfettare. per la cronaca meno di 4 o 5 giorni fa un altro lefebvriano, Williamson, ci aveva gentilmente fatto sapere che la shoa non è mai esistita… Dopo la messa in latino, il divieto di dare la comunione ai divorziati e infine queste dichiarazioni, quando verrà ripristinata la Santa Santissima Inquisizione?

Frasi shock di don Floriano Abrahamowicz, rappresentante dei tradizionalisti a Treviso
Il rabbinato di Israele dopo la lettera dal Vaticano: “Valutiamo per incontro di marzo”
Prete lefebvriano: “Camere a gas per disinfettare”
Ma la sua comunità: “Posizione personale”
Il priore di Rimini: “Per la revoca della scomunica non ci è stata posta alcuna condizione
Ci ha scandalizzato la preghiera del Papa nella moschea blu di Istanbul”

"Posizione personale"Don Floriano Abrahamowicz

TREVISO – Il gruppo lefebvriano, appena riammesso nella Chiesa cattolica, continua a seminare caos e dichiarazioni integraliste. E’ stata un’altra giornata di polemiche, dopo la revoca della scomunica al vescovo negazionista Williamson. Stamattina ha fatto scalpore l’intervista della Tribuna di Treviso a don Floriano Abrahamowicz, in cui il religioso lefebvriano veneto ha pronunciato frasi shock: “Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare – ha detto – ma non so dire se abbiano fatto dei morti oppure no, perché non ho approfondito la questione”.

Una posizione dalla quale la sua comunità si è subito distanziata, definendola “personale”. In serata, però, ha parlato anche un altro lefebvriano, don Pierpaolo Petrucci, priore del Priorato di Rimini della Fraternità di San Pio X, secondo cui “per la revoca della scomunica non ci è stata posta alcuna condizione”. Il religioso ha riferito che i seguaci di Lefebvre “sono rimasti scandalizzati dalla preghiera che Benedetto XVI ha fatto nella moschea blu di Istanbul durante il suo viaggio in Turchia” (nel novembre del 2006, ndr) e che riconoscono “il magistero della Chiesa fino al Concilio Vaticano II”.

Intanto, va avanti il dialogo tra il Vaticano e Gerusalemme: oggi c’è stato uno scambio di lettere tra il rabbinato di Israele e la Santa Sede. Oded Weider, direttore generale del rabbinato, dopo aver ricevuto il messaggio cardinale Walter Kasper, ha spiegato che l’incontro previsto a Roma per marzo tra funzionari cattolici ed ebraici non è cancellato, come si era detto stamattina, ma sospeso: “Stiamo valutando”, ha detto Weider, che ha poi definito la lettera “bella e seria”.

Dichiarazione shock. Smentendo Benedetto XVI che nell’udienza generale di ieri ha ricordato la Shoah e “l’eccidio efferato di milioni di persone”, don Floriano Abrahamowicz mette in dubbio il genocidio di sei milioni di ebrei: “I numeri derivano da quello che il capo della comunità ebraica tedesca disse agli angloamericani subito dopo la liberazione. Nella foga ha sparato un cifra. Ma come poteva sapere?”. Il sacerdote si è poi rifiutato di rispondere ai molti giornalisti che lo hanno cercato, ma ha confermato la sostanza della sua intervista.

Contraria la sua comunità
. Il religioso di Treviso – che rifiuta però di definirsi antisemita – ha riacceso la polemica sul negazionismo nonostante il mea culpa pronunciato dal leader del movimento tradizionalista Bernard Fellay addolorato dalle parole del vescovo Williamson, e le distanze prese dalla stessa comunità anticonciliare a cui appartiene il religioso trevigiano: “La Fraternità Sacerdotale San Pio X – ha scritto il superiore del distretto italiano, don Davide Pagliarani – ribadisce che monsignor Richard Williamson, sullo sterminio degli ebrei, ha espresso una posizione personale e in nessun modo della Comunità. Posizione che riguarda più lo storico che non il vescovo in quanto tale”.

Incontro interreligioso non cancellato. Nel pomeriggio il rabbinato di Israele ha comunicato di aver ricevuto una lettera dalla Santa Sede, in risposta a quella in cui l’autorità di Gerusalemme esprimeva il suo dissenso dopo le parole di Williamson. Il direttore generale del rabbinato di Israele ha detto che “sta valutando” il messaggio di Kasper, presidente della commissione vaticana che cura i rapporti col mondo ebraico. “All’inizio della prossima settimana – ha proseguito Wiener – esamineramo la lettera congiuntamente con il testo del discorso pronunciato ieri da papa Benedetto XVI, che pure era molto importante non solo per gli ebrei ma per il mondo intero perché respingeva i negazionisti della Shoah. Quel discorso ha rappresentato un passo avanti per la soluzione della vicenda”.

“Servono scuse pubbliche”. Stamattina il rabbinato capo di Israele aveva invece cancellato l’incontro. Nella lettera inviata al cardinale Kasper, Wiener si lamentava del reintegro nella chiesa Cattolica del vescovo ordinato dall’arcivescovo anticonciliare Marcel Lefebvre, senza aver ottenuto dal prelato pubbliche scuse. Oggi però Wiener ha ribadito comunque l’apprezzamento per le parole di ieri del Papa e ha detto che il rabbinato di Gerusalemme aspetta la visita di Benedetto XVI (“molto importante per noi”), prevista in maggio. Mentre, ha affermato Wiener, “il posto di chi nega la Shoah deve essere in carcere, e non fra i leader religiosi”.

La reazione alle parole di Don Floriano. Il primo ad esprimersi sconcertato dopo le parole del religioso di Treviso, è il vescovo di Treviso, monsignor Andrea Bruno Mazzocato: “E’ infondata ed estranea al sentire cristiano l’affermazione di don Floriano Abrahamowicz. Ogni posizione che prende le distanze dal pensiero del Papa – ha sottolineato il vescovo – è da considerare storicamente infondata”. Anche dal mondo della politica si sono alzate critiche alle parole del sacerdote lefebvriano. Il segretario del Pd Walter Veltroni ha detto che “il negazionismo è tanto più insopportabile se pronunciato da persone che dovrebbero avere una cura particolare dell’umanità”. Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, ha consigliato a don Floriano di togliersi di dosso l’abito talare: “Farebbero bene a togliersi di dosso quell’abito e andarsene via, magari rifugiandosi in uno dei campi di sterminio nazisti”.

www.repubblica.it

(29 gennaio 2009)

One Comment

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  1. ermes / Jan 30 2009 4:27 PM

    Storia dell’ecclesiocrazia romana in pillole.

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