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Tuesday, 17 March , 2009 / NickPolitik

Schiacciato


Non voglio commentare nessun articolo pubblicato su alcun giornale telematico. Vorrei solo raccontare l’impressione che ho della mia vita arrivato a questo punto. Dopo quasi due anni, dacchè mi sono laureato, sono ancora al punto di partenza. Ho buttato, sprecato tempo, denaro e risorse.

Benvenuto in Italia, nickpolitik!

Ho fatto un investimento sul mio futuro. Ho voluto fare un master post-lauream. Il master comprendeva anche uno stage di quattro mesi. Dopo i quattro mesi un prolungamento di altri tre. E, adesso, dopo uno stage complessivo di sette mesi, mi è stato detto, in altri termini ovviamente, “tanti saluti e grazie”. Ma quello di essere mandati via è pur sempre un rischio che si corre, se si ammette un sistema che punti ad essere liberista. Il fallimento è tra le possibilità che si prospettano per chi investe in qualcosa. Tuttavia le modalità con le quali sono stato salutato sono tra le più infime meschinità che si celano dietro un “sistema” bacato come quello italiano.

Benvenuto in Italia, nickpolitik!

Dire che sono scoraggiato è poco. Forse ho proprio bisogno di una lunga dormita. Ciò che fa rabbia è pensare che io non potevo fare nulla per evitare il fallimento. Tutto, e dico tutto, non è dipeso in alcun modo da me e dal mio comportamento. Non potevo assolutamente prevedere quello che oggi è successo.

Benvenuto in Italia, nickpolitik!

Entriamo meglio nei dettagli della mia indecente situazione: una grande azienda di telecomunicazioni italiana con novemila esuberi (non faccio nomi, ma si è capito di quale parlo) ha fatto un investimento su di me (e io con lei, rinunciando ad offerte di lavoro interessanti dal punto di vista economico, ma meno da quello pratico della mansione richiestami), ha pagato 25000 euro di master aziendale per formarmi (ovviamente chissà con quali incentivi statali). Poi, con un colloquio a fine master, mi ha selezionato per uno stage formativo. E mi ha assegnato un tutor. Mi era stato detto che in questa azienda non avrei visto cose del tipo capitatemi all’università (tesi con relativa pubblicazione senza il mio nome… “ma a cosa ti attacchi? è la prassi” mi dicevano tutti). E, invece, al primo documento da me prodotto, ho visto appiccicare su di esso il nome di uno (un collaboratore del mio tutor), che fa finta di lavorare (e percepisce uno stipendio), e non il mio (che percepisco un misero rimborso spese di 650 euro, che non basta per pagare affitto di stanza e cibo nella “caput mundi”, caciarona, sporca capitale d’Italia). “Ma era una bozza” diceva il mio tutor, “non ti preoccupare, è ovvio che metteremo il tuo nome”. Il documento non è stato ancora ultimato e io sto per andare via: devo forse credere che metteranno il nome di uno stagista che se ne è andato su un documento che rimane all’interno dell’azienda? Non è per il mio nome mancante che mi arrabbio, ma per il fatto che non venga riconosciuto nulla di quello che ho fatto. Io non sono nessuno.

Benvenuto in Italia, nickpolitik!

E oggi mi viene comunicato che fra tutti gli stagisti io non sono stato selezionato. Motivo? Quello comunicatomi in via ufficiale è: il ranking che si è adottato per la selezione fra gli stagisti (dal master hanno selezionato più di uno per lo stage) è basato sulla valutazione di metà stage (fatta non da un’unica persona per tutti gli stagisti, ma da ciascun tutor per il suo stagista, quindi, alla fine, uguale per tutti e massima, perchè ognuno ha tirato l’acqua al suo mulino) e sulla valutazione psico-attitudinale assegnata durante il colloquio fatto a fine master (tra l’altro fatta, anche questa, da psicologhe differenti a seconda dei casi, anzi, del “caso”… quindi senza alcun criterio oggettivo). In generale una valutazione soggettiva. Ma questo ci potrebbe anche stare, perchè tutte le valutazioni sono fondamentalmente soggettive, dato che i criteri oggettivi potrebbero essere scelti soggettivamente. La cosa che non ci sta è il motivo non ufficiale che è giunto al mio orecchio per vie traverse e da fonti attendibili: sono state selezionate le persone che sono state segnalate dai loro tutor e dai dirigenti sopra di loro nella gerarchia dell’azienda. Io ho un tutor che si è sempre e puntualmente disinteressato della mia situazione (diversamente da molti altri stagisti che hanno avuto tutor decisamente più presenti). Ho avuto, quindi, la sfiga di essere assegnato a questo tutor. Come mi è capitato di non avere un genitore insegnante quando ero a scuola (i figli dei professori sono stati sempre avvantaggiati rispetto a me). Io non ho avuto mai nessuno che potesse raccomandarmi. Perchè così funziona: si va avanti per raccomandazione, segnalazione e quant’altro. O meglio: con la fortuna che ti capita di avere come protettrice la persona giusta (un genitore insegnante o un tutor che ti segua). E non per merito!

Benvenuto in Italia, nickpolitik!

Qualche collaboratore del mio tutor a cui ho rivolto,  senza raccontare quello che mi era capitato, la domanda “Come avvengono le selezioni per l’assunzione in questa azienda?”, ha risposto “per raccomandazione” senza pensarci su un secondo. E poi, dopo avergli raccontato quello che era successo, mi ha chiesto: “conosci qualche prete?”. La parola di un prete ha una valenza più importante di una persona interna per questa azienda di telecomunicazioni. E’ uno degli ulteriori postulati che ho imparato tristemente in questa giornata.

Benvenuto in Italia, nickpolitik!

La beffa, e dico la beffa, è che il mio tutor, dall’alto della sua enorme sensibilità da elefante mi ha chiesto di completare il documento (in realtà correggere alcune piccole cose): prima dicendo che così poteva mandarlo a chi si occupa delle selezioni (psicologhe che “tanto non ci capiscono niente, ma almeno vedono quante pagine hai scritto”… ma, visto che non ci capiscono niente, non va bene anche un documento a cui mancano solo alcune correzioni?) per farmi fare bella figura e cercare di farmi rientrare tra i fortunati già contattati per un colloquio assunzionale; poi, dopo che si è reso conto della cazzata che aveva detto (che cazzo gliene frega alle psicologhe di un documento tecnico se le assunzioni vengono fatte su parametri che non contemplano la valutazione dei documenti prodotti?), appellandosi al concetto di professionalità. Insomma, per ottenere quello che gli serviva (troppo difficile apportare delle correzioni!), prima mi ha fatto un ricatto, poi l’ha messa sulla professionalità. Complimenti!

Benvenuto in Italia, nickpolitik!

E a questo punto non mi resta che continuare ad arrovellarmi il cervello sulla profonda illogicità per cui io, che mi sono fatto un mazzo grosso così fino ad ora per finire subito e bene l’università e per fare un master aziendale con conseguente stage umiliante (sentirsi una merda perchè non si fa un cazzo pur volendo fare qualcosa di utile e interessante… “ma i tempi aziendali sono questi”… ma andatevene a fanculo!), devo:

  1. vedermi sorpassato da qualcuno che ha fatto il master come me, ma non ha un pizzico del mio curriculum universitario e che soprattutto non sapeva come (attenzione è un ingegnere junior delle telecomunicazioni) zippare un file o modificare la larghezza delle colonne con Excel; ma, ovviamente, non me la prendo con lui se l’università lo ha fatto andare avanti e la grande azienda di telecomunicazioni lo ha selezionato per pagargli la borsa di studio del master, per fargli fare lo stage sempre con essa e poi proporgli un colloquio assunzionale;
  2. scoprire che nel mercato del lavoro non sono nessuno, perchè non ho alcuna esperienza lavorativa (sono solo il monico lewinsky di turno… che evidentemente non sa fare le pompe a dovere, visto che vengo mandato a cagare in questo modo); ma il documento che ho prodotto e che stavo terminando di correggere non era forse il lavoro che avrebbe dovuto fare invece un’altra persona mensilmente retribuita in maniera sicuramente più decente della mia? “Giustamente” io ho lavorato, non ho nulla che lo dimostri e risulto uno stagista… quindi un cazzo di niente. Lui, invece, percepisce il suo comodo stipendio grattandosi i coglioni leggendo libri di filosofia (o qualcosa di affine) e seguendo lezioni on line di spagnolo. E mettendo alla fine il suo nome sul mio lavoro.

Benvenuto in Italia, nickpolitik!

Questo che ho raccontato è il tarlo che scava, adesso, nei meandri della mia intelligenza e la perfora annientandola. Perchè non vedo speranza oggi qui in Italia.

Sinceramente, conoscendo chi sono, cosa ho fatto e cosa voglio, sento di dire che NON MERITO TUTTO QUESTO. Soprattutto perchè credo che ognuno sia artefice del proprio destino e che non potevo fare nulla per ovviare alla sfiga che mi è capitata.

Vorrei poter piangere per liberarmi da questa condizione mentale, non per inerte e inutile autocommiserazione, ma per un bisogno fisico di buttar fuori il male che oggi ho accumulato e poter domani tornare a combattere per “costruire la mia fortuna”. Ma sono troppo, troppo, troppo abbattuto da non riuscirvi.

Un conto è discutere sulle vicende che si leggono sui giornali telematici e restarci male per l’indecenza con cui si procede in questa provinciale e mafiosa Italia. Ma vi assicuro che vivere direttamente sulla propria pelle il dramma di questo sistema allo sfascio e venirne violentemente schiacciati è ancora più doloroso e infame.

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15 Comments

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  1. Eva Piang / Mar 17 2009 12:35 PM

    Addormentatomi di botto, stamattina sono tornato nuovamente a rimuginare sulla mia condizione. E finalmente è arrivata anche la lacrima liberatoria.
    Adesso spero di ritrovare le forze per inventarmi qualcosa. Certo però è difficile superare un evento illogico come quello che mi è successo. Non è morto nessuno, ma, come l’evento morte, sento che questo colpo infertomi ha una illogicità di fondo per cui è difficile fare finta di nulla.

  2. Eva Sorrid / Mar 17 2009 3:11 PM

    Se hai un talento, può non venirti riconosciuto, ma tu lo hai e nessuno può togliertelo! Ti possono togliere una opportunità o un posto di lavoro, ma non hanno potere sul tuo talento! Non perdere tempo a piangere perchè la nostra società è “provinciale”, “mafiosa” e stupida (rinuncia a stupende, ma “scomode” menti per tenersi strette menti accomodanti)! Non permettere che altri ti facciano sentire “schiacciato”. Questa esperienza ti deve solo dare la forza e la voce per gridare che per fortuna non fai parte di quella società corrotta! E se sai ascoltare bene, nel silenzio, sentirai le fioche voci delle persone che fanno sì che in questo mondo (e non solo in Italia) ci sia speranza!
    Non permettere che ti facciano perdere anche la fiducia e il sorriso…e vedrai che prima o poi la situazione cambierà (sperando che sia più “prima che “poi”)…

  3. Luana / Mar 18 2009 12:56 AM

    O forse è la mano di un dio (non di Dio) che ti vuole in un posto migliore?!

  4. ponziopilatutor / Mar 19 2009 1:29 AM

    Con un po’ di sano distacco, caro nickpolitik, posso dire che sono stato io a metterti il bastone fra le ruote. Il criterio di selezione adottato è stato quello ufficiale e non quello ufficioso. Per alcuni è valso anche quello ufficioso. Nel tuo caso quello ufficioso non ha contato per nulla, perchè di te non me ne pò fregà de meno. Inoltre per la valutazione di metà stage ho scritto: “il tempo per valutare non è stato esaustivo, ma propongo la risorsa per essere giudicata secondo i vostri criteri oggettivi”. Poi a tutte le domande a risposta multipla per valutare le tue caratteristiche, per non sbagliarmi, ho risposto senza esagerare.
    Se poi ti ho chiesto di darmi la tua valutazione su di me, perchè la mandassi io a chi si occupa delle selezioni, è perchè tu non potessi valutarmi male. Perchè io sono bravo e tu una merda in quanto stagista.
    E poi nel nostro reparto non servono risorse, bla bla bla bla, non potevo sponsorizzarti, bla bla bla bla, finora hanno assunto gli stagisti nel reparto in cui hanno fatto lo stage, bla bla bla bla, e anche se tu dici che è già da tempo che avviene il contrario perchè lo hai saputo da altre fonti certe, a me non me ne pò fregà de meno.
    Quindi vattelo a pija ner culo.

    • Monica / Mar 19 2009 2:36 AM

      …proprio come nella giungla… Complimenti.

    • ponziopilatutor / Mar 19 2009 10:14 AM

      Ah, dimenticavo, politik, continuerò a trattarti bene dal vivo, mai ti dirò la verità, anche se tu l’hai capita. E’ una maschera che dovrò mettermi in azienda. La mia maschera non mi consente di aiutarti.

      • NickPolitik / Mar 19 2009 10:17 AM

        E io che credevo che fossi Zorro…
        Ma d’altronde di Ponzi Pilati è piena l’Italia!

  5. Masochistik / Mar 19 2009 1:53 AM

    Mi prolungate lo stage?

    • ponziopilatutor / Mar 19 2009 10:19 AM

      Nel frattempo, finisci il documento.

      • Monica / Mar 19 2009 10:25 AM

        …a questo punto io lo finirei a minchia…:)

  6. Eva Disper / Mar 24 2009 4:25 PM

    Ancora non riesco a farmene una ragione!

  7. Eva Risollev / Mar 24 2009 5:11 PM

    Una bella vacanza low cost per difrischcare la capa???

  8. Iva Fin / Mar 26 2009 7:19 PM

    Mai potevo immaginare di sentirmi piuttosto liberato che schiacciato, ora che sono stato salutato ufficialmente.
    Confuso sì, ma con una gran voglia di rivalsa, cresciuto, maturato, esperto.

  9. Iva Magarifin / Mar 26 2009 7:38 PM
  10. Iva Rifin / Mar 26 2009 8:06 PM

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