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Friday, 24 April , 2009 / ermes

Benvenuto nel club…


Se Innocenzo Cipolletta – già Direttore generale di Confindustria, già Consigliere del CNEL, già Cavaliere di Gran Croce, oltre che titolare di mill’altre cariche d’ammanicamento al potere politico italico – ad un certo punto va fuor di testa e scrive un articolo di assoluto rilievo e tenore (ci pare) tutto liberale, Abeona non può che gioirne…

P.S.: come dire, ke skendelo!

changing La spinta innovatrice e il freno conformista

Il Sole 24 Ore, 18 febbraio 2009

Entrati per primi in recessione, gli Usa saranno anche i primi ad uscirne, non tanto per merito del pacchetto di misure congiunturali appena varato dalla nuova amministrazione, ma grazie alla ritrovata capacità di innovazione di questo paese.

La ripresa, quando verrà, non si baserà solo su un semplice recupero della domanda di consumo o su un rilancio dei vecchi piani di investimento delle imprese.

Le nostre economie non crescono grazie ad un aumento dei consumi primari  (prima auto, primi elettrodomestici, case di nuova costruzione, ecc.), come avviene nei paesi poveri, dove l’innalzamento del tenore di vita favorisce l’accesso di molta parte della popolazione a nuovi standard di vita.

La crescita nei paesi industriali avviene per fenomeni di ricambio e di sostituzione di beni già posseduti. Più è rapido il ricambio e più forte è la crescita, come ben sanno i produttori di auto che hanno visto un crollo della domanda che non si spiega se non con un blocco della sostituzione.

Questi fenomeni di ricambio non avvengono solo per usura fisica dei beni posseduti. Essi avvengono in maniera accelerata grazie all’innovazione tecnologica, che rende obsoleto il parco di beni posseduto ed induce a sostituzioni per poter usufruire di nuovi beni con prestazioni superiori. E basti pensare al mercato della musica, dove siamo passati in breve lasso di tempo dai dischi in vinile, ai CD ed ora a sistemi di acquisto on-line, con tutte le modifiche che i consumatori hanno fatto non solo con riferimento al supporto per la registrazione, ma anche con riferimento agli strumenti di riproduzione della musica (dal grammofono all’Ipod).

È l’innovazione tecnologica il vero motore della crescita e lo strumento di competitività fra i paesi, più dei costi, della disponibilità di materie prime o della posizione geografica. Fra i paesi industrializzati, quelli che sapranno far crescere la ricerca e l’innovazione tecnologica saranno dunque i paesi che più sapranno approfittare della prossima ripresa.

In questo senso, la vittoria di Barack Obama negli USA rappresenta un punto di forza evidente per l’economia americana nei prossimi anni.  Il nuovo presidente degli Usa, figlio di un africano immigrato temporaneamente negli Usa, ha iniziato a liberalizzare la ricerca in campo biologico, sottraendola alle ideologie confessionali che l’avevano contrastata nella precedente amministrazione.

drugs-testEgli si appresta inoltre a lanciare un vasto programma per sviluppare nuove tecnologie per la protezione dell’ambiente e per la ricerca di energia pulita. Un simile programma genererà forti cambiamenti nei modi di vita, di consumo e di produzione del paese. In questo modo, la prossima ripresa americana non sarà il semplice recupero di livelli di consumo quantitativamente più elevati.

Ma potrà essere un nuovo ciclo di crescita basato sull’innovazione volta a favorire migliori condizioni di vita, grazie alla ricerca che favorirà le cure mediche e la conservazione ambientale. I consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese non saranno la replica di quanto avveniva prima della crisi, ma saranno il processo di un forte rinnovo del parco dei beni delle famiglie e dello stock di capitale fisso delle imprese.

È in questo scenario che il nostro paese appare vecchio e superato. In Italia stiamo discutendo su come fermare l’immigrazione, giudicata essere una sorta di peste moderna da cui dobbiamo difenderci.

Pensiamo che l’immigrazione sia solo un certo numero di braccia utili quando l’economia tira e da rispedire indietro quando non servono più. Non ci preoccupiamo di come valorizzare la grande opportunità che esiste nella massa di nuove intelligenze e nuove idee che, assieme ai disagi, accompagnano i flussi migratori. Una massa di giovani motivati e con idee non conformiste, diversi dai nostri figli che sono spesso cresciuti ed educati in ambienti chiusi e protetti. Il blocco dell’immigrazione legale genera una selezione perversa, perché entrano nel nostro paese solo i più disperati, quelli che accettano condizioni di clandestinità e vivono nella trasgressione della legge.

Abbiamo limitato la ricerca in campo biologico per timori confessionali e assistiamo ad un triste turismo femminile per tentare di concepire un figlio in terra straniera. Un fenomeno analogo a quello drammatico che avveniva negli anni ’60, per le donne che volevano abortire. Prevale nel nostro paese un approccio confessionale alle questioni inerenti la vita, con una sovrapposizione tra Chiesa e Stato che chiude ogni possibilità di ragionamento civile, come si è visto nel caso Englaro. Maggioranza e larga parte dell’opposizione non hanno il coraggio di manifestare opinioni diverse da quelle della Chiesa cattolica, pur se, nelle loro vite private, i comportamenti dei singoli politici sono spesso ben lontani da quelli che sembrano essere i dettami imprescindibili della religione cattolica. Nuovi improbabili predicatori “laici” imperversano nei mezzi di comunicazione per terrorizzare il pubblico.

olalaC’è un forte conformismo in Italia che ci spinge a non reagire e ad adattarci al pensiero prevalente. C’è la paura di essere esclusi da un sistema chiuso e fatto di molti interessi incrociati che si sostengono a vicenda e che estromettono chi non s’adegua. C’è paura a confrontarsi con idee diverse. Così facendo, il paese regredisce ed il nuovo non emergerà mai.

Si possono formulare nuovi sistemi elettorali. Si possono inventare quote giovani e quote rosa svecchiare la partecipazione alla vita della politica e delle imprese. Si possono fare i migliori convegni e talk show per sollecitare sistemi di ricambio generazionale. Ma il ricambio non viene dalle formule elettorali e neppure da un forzato svecchiamento delle classi dirigenti, se i giovani altro non sono che il ritratto triste dei vecchi.

Il ricambio avverrà solo se si abbatterà il muro del conformismo nel quale siamo prigionieri. Immigrazione, libertà di ricerca, gusto dell’innovazione e della trasgressione civile, rottura dei sistemi di protezione sono le formule per uscire dalla palude di conformismo che sta paralizzando vecchi e giovani di questo paese.

Innocenzo Cipolletta

One Comment

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  1. Eva Precis / Apr 24 2009 10:44 AM

    Speriamo che tutto non derivi dall’aver subodorato la fine del proprio incarico di Presidente delle Ferrovie dello Stato… ma dir tanto è già fare un inutile (e sbagliato) processo alle intenzioni…

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